Sako Bakari è entrato in un bar chiedendo aiuto, sanguinante. Nessuno gli ha teso la mano.Poi è morto sull'asfalto di Taranto mentre la città si preparava a festeggiare il suo patrono.Non è un caso isolato. Non è disagio giovanile. È il risultato prevedibile di un Paese che da anni organizza gerarchie tra vite degne e vite sacrificabili: con le leggi, con i comizi, con il silenzio di chi governa.La procuratrice che indaga l'ha detto chiaramente: "non ci sono decreti sicurezza che tengano. Dobbiamo cambiare la cultura." Noi aggiungiamo: chi quella cultura razzista la produce, la finanzia e la cavalca per raccogliere voti ha le mani sporche quanto chi ha impugnato quel coltello.Bakari era la regola, non l'eccezione.Migliaia di persone attraversano ogni giorno questo Paese per lavorare la nostra terra, raccogliere i nostri prodotti, reggere la nostra economia, e vengono trattate come bersagli, se non come scarti.Giustizia per Sako Bakari. E per tutte quelle persone che non arrivano alle prime pagine dei quotidiani.#BakariSako #Razzismo #Taranto #Migranti #braccianti #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa