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  • Da Zero a Shell!

    Mondo redhotcyber hacking cti online cybercrime cybersecurity
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    Da Zero a Shell! HackerHood dimostra lo sfruttamento dell’exploit di wp2shell📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/da-zero-a-shell-hackerhood-dimostra-lo-sfruttamento-dellexploit-di-wp2shell/A cura di Manuel Roccon#redhotcyber #hacking #cti #ai #online #it #cybercrime #cybersecurity #technology #news #cyberthreatintelligence
  • Ridere o Piangere?

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    Ridere o Piangere? Chiedilo ad OpenAI 😂#redhotcyber #hacking #cti #ai #online #it #cybercrime #cybersecurity #technology #news #cyberthreatintelligence
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    Le superpotenze e la corsa all’AI: Stati Uniti, Cina e la nuova guerra fredda tecnologica📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/le-superpotenze-e-la-corsa-allai-stati-uniti-cina-e-la-nuova-guerra-fredda-tecnologica/A cura di Massimo Dionisi#redhotcyber #hacking #cti #ai #online #it #cybercrime #cybersecurity #technology #news
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    Si parla di:TogglePer quasi due anni un gruppo criminale ha pubblicato su Steam videogiochi apparentemente innocui — tra cui BlockBlasters, Dashverse, Lunara e PirateFi — che nascondevano malware capace di svuotare i portafogli cripto delle vittime. Il 15 luglio 2026 l’FBI ha arrestato il primo membro pubblicamente noto dell’operazione: Zyaire Dontaevious Zamarion Wilkins, 21 anni, di North Lauderdale, Florida, noto online come Sibel.eth. A incastrarlo non è stata un’indagine sulla blockchain, ma un dettaglio molto più terreno: un ordine di cibo a domicilio pagato con una gift card comprata con Bitcoin rubato.Uno schema attivo da maggio 2024Secondo la denuncia penale di 15 pagine depositata a Seattle — sede scelta non a caso, essendo la città più vicina al quartier generale di Valve a Bellevue — lo schema ha infettato circa 8.000 dispositivi e sottratto almeno 220.000 dollari da circa 80 portafogli di criptovalute, tra maggio 2024 e febbraio 2026. Il tasso di successo, poco sopra l’1% dei dispositivi infettati, non è casuale: gli otto giochi elencati nell’atto d’accusa venivano promossi su Discord, Telegram, X e LinkedIn, e i complici usavano bot per identificare utenti con portafogli cripto consistenti e contattarli direttamente, invece di affidarsi alla sola diffusione di massa.Wilkins, secondo l’accusa, non ha scritto il malware ma ne ha finanziato lo sviluppo e curato la promozione. Chat Signal sequestrate a casa dello sviluppatore del malware — non identificato nell’atto d’accusa e a oggi non incriminato — collegano Wilkins, sotto lo pseudonimo Sibel.eth, a un pagamento di 10.000 dollari per l’acquisto di un trojan ad accesso remoto (RAT) e a discussioni su come indurre le vittime ad approvare transazioni che ne svuotavano i portafogli.Il precedente di BlockBlasters e i fondi di beneficenza rubatiNon è la prima volta che questo cluster di giochi malevoli fa notizia. I ricercatori ZachXBT e il collettivo vx-underground avevano già stimato che il solo BlockBlasters avesse sottratto oltre 150.000 dollari a un numero di vittime compreso tra 261 e 478, incluso un episodio particolarmente odioso nel settembre 2025: 32.000 dollari donati per curare un tumore, rubati dal portafoglio di una streamer Twitch che stava raccogliendo fondi per le proprie cure oncologiche. L’FBI aveva iniziato a cercare pubblicamente le vittime di questi giochi infetti a marzo 2026, e Steam negli ultimi due anni ha visto una serie costante di incidenti simili, incluso il caso Chemia, un gioco in accesso anticipato che nascondeva tre ceppi di malware diversi: cryptojacking, infostealer e una backdoor per installare ulteriore malware in futuro.Dalla blockchain a Uber Eats: come è stato individuatoLa parte più istruttiva del caso, dal punto di vista investigativo, è la catena di tracciamento. Gli inquirenti hanno seguito i Bitcoin rubati fino a un portafoglio dello schema che li ha convertiti in oltre 150 gift card tramite Bitrefill, un servizio che permette di acquistare buoni regalo con criptovalute. Una parte consistente di quelle gift card è stata spesa su Uber Eats. Una richiesta formale (subpoena) inviata a Uber ha permesso di collegare le gift card a un account che riceveva consegne proprio all’abitazione della famiglia Wilkins a North Lauderdale e agli indirizzi frequentati dall’indagato all’Università della Florida Occidentale.Quando gli agenti hanno perquisito l’abitazione, una settimana prima dell’arresto, hanno sequestrato diversi dispositivi e tre seed phrase di portafogli cripto, una delle quali relativa a un wallet Monero — la criptovaluta privacy-oriented spesso usata proprio per rendere più difficile questo tipo di tracciamento. La cronologia delle transazioni di Wilkins, secondo l’atto d’accusa, mostra un flusso complessivo di 382.000 dollari in criptovalute inviate o ricevute, ben oltre i 220.000 dollari attribuiti direttamente allo schema contestato.TimelineMaggio 2024 – febbraio 2026: periodo di attività dello schema, otto giochi infetti distribuiti su SteamSettembre 2025: BlockBlasters svuota il portafoglio di una streamer Twitch che raccoglieva fondi per cure oncologiche (32.000 dollari)Marzo 2026: l’FBI rende pubblica la ricerca di vittime dei giochi Steam infettiInizio luglio 2026: perquisizione dell’abitazione di Wilkins a North Lauderdale, sequestro di dispositivi e seed phrase15 luglio 2026: arresto di Zyaire Wilkins e deposito della denuncia penale presso il tribunale federale di SeattleCosa resta apertoWilkins deve rispondere di cospirazione per l’ottenimento di informazioni tramite computer a scopo di profitto privato, un capo d’accusa che prevede fino a dieci anni di carcere. Ma la parte tecnica dell’operazione resta scoperta: lo sviluppatore del RAT e del malware che infettava i giochi non è nominato nell’atto d’accusa e, a oggi, non risulta incriminato, nonostante la sua abitazione sia già stata perquisita. È un pattern comune nelle indagini su cybercrime organizzato attorno alle criptovalute: chi finanzia e promuove viene identificato per primo, spesso tramite un errore operativo banale, mentre chi scrive il codice — più attento all’anonimato tecnico ma non necessariamente a quello finanziario — richiede più tempo.Per i difensori, il caso conferma due lezioni già note ma sistematicamente ignorate: primo, la promozione mirata via bot verso utenti con portafogli consistenti rende inefficaci le difese basate solo sul volume di download o sulle recensioni Steam; secondo, ogni conversione di criptovaluta rubata in un servizio che tocca il mondo reale — gift card, delivery, e-commerce — riapre una superficie di tracciamento che l’uso di Monero a monte non riesce a chiudere del tutto. Per chi acquista giochi indie su Steam, resta valida la raccomandazione di isolare il portafoglio cripto su un dispositivo separato da quello usato per il gaming, e di trattare con sospetto qualsiasi titolo nuovo che chieda permessi di sistema non giustificati dal gameplay.Indicatori e riferimenti del casoIndagato: Zyaire Dontaevious Zamarion Wilkins, 21 anni, North Lauderdale (FL) Alias online: Sibel.eth Capo d'imputazione: cospirazione per ottenimento di informazioni tramite computer a scopo di profitto privato (fino a 10 anni) Foro competente: Tribunale federale di Seattle, WA Giochi Steam associati allo schema: BlockBlasters, Dashverse, Lunara, PirateFi (+ 4 titoli aggiuntivi non ancora resi noti) Canali di promozione: Discord, Telegram, X, LinkedIn Servizio di conversione: Bitrefill (BTC -> gift card, 150+ carte, prevalenza Uber Eats) Wallet sequestrati: 3 seed phrase, incl. 1 wallet Monero Flusso cripto totale osservato sul conto dell'indagato: ~382.000 USD Perdite attribuite allo schema: ~220.000 USD da ~80 wallet, ~8.000 dispositivi infettiFonti: denuncia penale depositata presso il tribunale federale di Seattle, prima riportata da WPLG Local 10; ricostruzione tecnica di Tom’s Hardware (17 luglio 2026); dati sulle perdite di BlockBlasters da ZachXBT e vx-underground.
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    Addio Credito d’Imposta 4.0: la cybersecurity industriale entra nel nuovo Iperammortamento 2026📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/addio-credito-dimposta-4-0-la-cybersecurity-industriale-entra-nel-nuovo-iperammortamento-2026/A cura di Ambra Santoro#redhotcyber #hacking #cti #ai #online #it #cybercrime #cybersecurity #technology #news
  • Kimi K3 è fuori!

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    Kimi K3 è fuori! La Cina sta vincendo la sfida sull’IA? ecco il modello Open Weight più grande al mondo📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/kimi-k3-e-fuori-la-cina-sta-vincendo-la-sfida-sullia-ecco-il-modello-open-weight-piu-grande-al-mondo/A cura di Carolina Vivianti#redhotcyber #hacking #cti #ai #online #it #cybercrime #cybersecurity
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    Cloudflare blocca il bug wp2shell di WordPress tramite WAF, anche sulle offerte gratuite📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/cloudflare-blocca-il-bug-wp2shell-di-wordpress-tramite-waf-anche-sulle-offerte-gratuite/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #hacking #cti #ai #online #it #cybercrime #cybersecurity #technology #news #cyberthreatintelligence
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    Massimo allarme per WordPress: RCE critica nel core, 500 milioni di siti potenzialmente vulnerabili📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/massimo-allarme-per-wordpress-rce-critica-nel-core-500-milioni-di-siti-potenzialmente-vulnerabili/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #hacking #cti #ai #online #it #cybercrime #cybersecurity #technology #news
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    Umani contro robot: il primo sciopero contro la robotizzazione degli stabilimenti in Hyundai📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/umani-contro-robot-il-primo-sciopero-contro-la-robotizzazione-degli-stabilimenti-in-hyundai/A cura di Carolina Vivianti#redhotcyber #hacking #cti #ai #online #it #cybercrime #cybersecurity #technology #news
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    Gli impianti di Fairlife, di proprietà della Coca-Cola bloccati da un attacco hacker📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/gli-impianti-di-fairlife-di-proprieta-della-coca-cola-bloccati-da-un-attacco-hacker/A cura di Chiara Nardini#redhotcyber #hacking #cti #ai #online #it #cybercrime #cybersecurity #technology #news
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    Si parla di:ToggleLo pagavano per salvare le vittime dai ransomware. Invece vendeva le loro strategie di trattativa proprio a chi le stava estorcendo. Il 9 luglio 2026 un tribunale federale della Florida ha condannato Angelo Martino, ex negoziatore per una società di incident response statunitense, a 70 mesi di carcere per aver collaborato dall’interno con la gang BlackCat/ALPHV, passando ai criminali informazioni riservate sulle trattative dei propri clienti e, in un secondo momento, aiutando a distribuire ransomware contro altre vittime. È uno dei casi di insider threat più clamorosi mai emersi nel settore della risposta agli incidenti, e riscrive le regole su chi va fidato quando un’azienda è sotto estorsione.Il ruolo del negoziatore, capovoltoNel settore della cyber incident response, il negoziatore è la figura che si siede — metaforicamente — al tavolo con la gang ransomware per conto della vittima: valuta la credibilità della minaccia, verifica le prove dell’esfiltrazione, tratta il prezzo del riscatto e gestisce la comunicazione con l’attaccante attraverso chat cifrate o portali onion dedicati. È un ruolo che richiede accesso diretto alle informazioni più sensibili di un’azienda compromessa: quanto è disposta a pagare, quali dati sono stati davvero rubati, quali sono le sue coperture assicurative, quanto è disperata la situazione. Martino, impiegato presso una società statunitense di incident response il cui nome non è stato reso pubblico negli atti giudiziari, aveva esattamente questo tipo di accesso.Secondo il Dipartimento di Giustizia USA, a partire dall’aprile 2023 Martino ha iniziato a collaborare con gli operatori di BlackCat/ALPHV — all’epoca una delle ransomware-as-a-service più aggressive al mondo, poi disattivata a inizio 2024 dopo un’operazione internazionale di law enforcement e una successiva, sospetta “exit scam” ai danni degli affiliati. In cambio di un compenso, Martino forniva alla gang informazioni riservate sulla posizione negoziale e sulla strategia dei clienti che stava, formalmente, difendendo: quanto erano disposti a pagare, quali argomentazioni avrebbero usato per abbassare il riscatto, quando stavano per cedere. Con queste informazioni in mano, gli attaccanti potevano calibrare la pressione e massimizzare l’incasso finale, in un conflitto d’interessi totale in cui la vittima pagava — letteralmente — anche lo stipendio di chi la stava tradendo.Da complice a operatore: il salto di qualità criminaleIl caso non si è fermato alla fuga di informazioni. Gli atti giudiziari descrivono un’evoluzione: Martino ha reclutato Kevin Martin, 36 anni del Texas, assunto come suo collega dopo che la cospirazione era già in corso, e si è coordinato con Ryan Goldberg, 41 anni della Georgia, dipendente di un’altra società di incident response con lo stesso accesso privilegiato alle trattative delle vittime. Insieme, tra aprile e novembre 2023, i tre non si sono limitati a passare informazioni: hanno distribuito attivamente ransomware BlackCat contro nuove vittime statunitensi, diventando a tutti gli effetti affiliati della gang che avrebbero dovuto combattere. Una delle estorsioni portate a termine dal gruppo ha fruttato circa 1,2 milioni di dollari in Bitcoin, spartiti tra i cospiratori.Le forze dell’ordine hanno sequestrato asset per oltre 10 milioni di dollari riconducibili a Martino: criptovalute, veicoli, un food truck e persino un’imbarcazione da pesca di lusso, tutti acquistati con i proventi dello schema. Un dettaglio che, secondo gli investigatori, è stato decisivo per ricostruire il flusso di denaro e collegare i pagamenti in criptovaluta ricevuti dagli affiliati BlackCat all’account personale di Martino.Timeline del casoAprile 2023 — Martino inizia a collaborare con gli operatori BlackCat/ALPHV, passando informazioni riservate sulle trattative dei clienti che sta assistendo.Aprile–novembre 2023 — Martino, Martin e Goldberg distribuiscono attivamente ransomware BlackCat contro nuove vittime negli Stati Uniti; una delle estorsioni frutta circa 1,2 milioni di dollari.2024 — Le indagini federali portano all’incriminazione dei tre; sequestro di asset per oltre 10 milioni di dollari.9 luglio 2026 — Angelo Martino viene condannato a 70 mesi di carcere federale; Martin e Goldberg hanno già ricevuto condanne separate in procedimenti collegati.Perché conta per chi lavora nella risposta agli incidentiIl caso Martino non è un episodio isolato di corruzione: è un campanello d’allarme strutturale per un intero settore che, negli ultimi anni, si è professionalizzato rapidamente ma spesso senza gli stessi controlli di integrità richiesti in altri ambiti a contatto con informazioni finanziarie sensibili, come la consulenza legale o quella assicurativa. Un negoziatore ransomware ha, per definizione, accesso a tutto ciò che serve a un attaccante per massimizzare il danno: la soglia di dolore economico della vittima, le sue debolezze legali, la tempistica delle sue decisioni. Se quella figura può essere corrotta — o è già collusa fin dall’inizio, come sembra essere il caso qui — l’intero modello di negoziazione assistita si trasforma in un vettore di attacco interno.Per le aziende che si affidano a società di incident response e negoziatori esterni, alcune contromisure pratiche emergono direttamente da questo caso:Richiedere che le società di IR dichiarino esplicitamente le proprie policy di vetting interno per il personale che gestisce trattative con gruppi ransomware, incluse verifiche periodiche successive all’assunzione.Separare, dove possibile, chi conduce materialmente la trattativa da chi ha visibilità completa sulla soglia di pagamento autorizzata dal cliente e dalla sua assicurazione cyber.Tracciare e loggare ogni comunicazione tra il negoziatore e l’attaccante, con controlli indipendenti (legale esterno, assicuratore) che rivedano a campione le trascrizioni delle chat di negoziazione.Trattare l’accesso alle informazioni di negoziazione — cifre, scadenze, coperture assicurative — con lo stesso livello di compartimentazione riservato ai segreti industriali, non come normale corrispondenza operativa.Il collasso di BlackCat/ALPHV a inizio 2024, con il probabile exit scam ai danni dei propri affiliati, ha già dimostrato quanto fosse marcio l’ecosistema attorno a quella particolare gang. Il caso Martino aggiunge un tassello inquietante: la marcescenza non riguardava solo il lato criminale dell’equazione, ma si era infiltrata anche in chi, sulla carta, doveva difendere le vittime.Fonti: comunicato del Dipartimento di Giustizia USA (justice.gov/opa), TechCrunch, The Hacker News, CyberScoop, DataBreaches.net.
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    Si parla di:TogglePer anni Scattered Spider ha costruito la propria reputazione criminale sulla capacità di restare invisibile, nascondendosi dietro VPN, servizi di anonimizzazione e infrastrutture usa e getta. Ora, atti giudiziari appena desecretati mostrano come gli investigatori statunitensi abbiano comunque ricostruito l’identità di un presunto membro del gruppo grazie a un ingrediente inatteso: un identificativo univoco che Windows assegna a ogni installazione e che Microsoft ha fornito all’FBI dietro ordine del tribunale.Chi è Peter Stokes e cosa gli viene contestatoAl centro del caso c’è Peter Stokes, 19 anni, cittadino con doppio passaporto statunitense ed estone, arrestato in aprile in Finlandia mentre tentava di imbarcarsi su un volo diretto in Giappone, con la collaborazione della National Bureau of Investigation finlandese. È stato successivamente estradato negli Stati Uniti e ha affrontato la sua prima udienza davanti a un tribunale federale di Chicago il 30 giugno 2026. I procuratori lo accusano di aver fatto parte di Scattered Spider, il collettivo cybercriminale noto anche con gli alias Octo Tempest, UNC3944 e 0ktapus, e di aver partecipato a molteplici intrusioni informatiche, furti di dati e schemi di estorsione.Secondo l’accusa, le autorità federali attribuiscono al gruppo oltre 100 intrusioni di rete e più di 100 milioni di dollari in pagamenti di riscatto dal 2022 a oggi, con un modus operandi che combina ingegneria sociale, furto di credenziali, SIM swapping e compromissione di ambienti cloud enterprise.GDID: il “device fingerprint” che nessuno può disattivareIl dettaglio tecnico più rilevante della vicenda riguarda il Global Device Identifier (GDID), un identificativo univoco assegnato da Microsoft a ogni installazione di Windows per finalità di telemetria a livello di dispositivo e per l’erogazione di alcuni servizi di piattaforma. Secondo l’affidavit dell’FBI reso pubblico, un account ngrok utilizzato durante una delle intrusioni contestate era stato creato attraverso una VPN — ma Microsoft, dopo aver ricevuto un ordine del tribunale, è stata in grado di associare quell’attività a uno specifico GDID.Da lì, gli investigatori hanno incrociato il GDID con la telemetria storica di Microsoft, individuando ulteriori indirizzi IP riconducibili alla stessa installazione Windows in periodi diversi. Questi indirizzi sono stati poi correlati con i log di accesso ottenuti da Snapchat, Apple, Facebook, con i registri di viaggio e con altre fonti digitali, costruendo — secondo l’accusa — un pattern coerente che collega il dispositivo a Stokes. Microsoft, va precisato, non ha monitorato l’attività in tempo reale: ha fornito telemetria storica e informazioni sul dispositivo solo dopo un iter legale formale, e aveva già inoltrato segnalazioni penali su Stokes come possibile membro di Scattered Spider fin dal 2024.Timeline del caso2024 — Microsoft inoltra alle autorità le prime segnalazioni penali su Stokes come possibile membro di Scattered SpiderMaggio 2025 — intrusione contro un rivenditore statunitense di gioielleria di lusso: l’help desk IT viene manipolato con ingegneria sociale per resettare le credenziali di un dipendenteMaggio 2025 — esfiltrazione di circa 100 GB di dati e richiesta di riscatto da 8 milioni di dollari in criptovaluta; l’azienda rifiuta di pagare ma subisce perdite operative stimate in circa 2 milioni di dollariAprile 2026 — Stokes viene arrestato a Helsinki mentre tenta di imbarcarsi su un volo per il Giappone30 giugno 2026 — prima udienza federale a Chicago dopo l’estradizioneNon solo telemetria: un mosaico di prove digitaliNonostante il dibattito online si sia concentrato quasi esclusivamente sul ruolo di Microsoft, l’affidavit chiarisce che gli investigatori si sono basati su molteplici fonti indipendenti: log dei provider cloud, infrastruttura sequestrata, comunicazioni intercettate e prove digitali raccolte nel corso di un’indagine più ampia. È un promemoria importante per chi si occupa di threat intelligence e incident response: l’attribuzione moderna raramente si basa su un singolo indicatore, ma su una correlazione incrociata tra fonti eterogenee — piattaforma, cloud provider, social network, dati di viaggio — che insieme riducono drasticamente lo spazio delle identità plausibili, anche quando l’attaccante ha fatto ampio uso di VPN e servizi di anonimizzazione.Implicazioni per i difensori e per il settoreIl caso Stokes offre due lezioni parallele. La prima riguarda la resilienza dei processi organizzativi: l’attacco alla gioielleria di lusso è iniziato con un classico vishing/social engineering contro l’help desk IT, lo stesso schema che ha permesso a Scattered Spider di colpire catene alberghiere, compagnie aeree e assicurazioni negli ultimi anni. Rafforzare le procedure di verifica dell’identità per il reset delle credenziali — con callback verification, domande di sicurezza fuori banda o approvazione multi-step — resta la contromisura più efficace e meno costosa contro questo genere di intrusioni.La seconda lezione riguarda l’attribuzione: la vicenda GDID dimostra che le piattaforme cloud e i sistemi operativi moderni generano una quantità di telemetria sufficiente a ricostruire pattern comportamentali anche a distanza di mesi, sollevando al contempo interrogativi legittimi sulla portata e sulla durata di conservazione di questi dati per finalità che vanno ben oltre il semplice funzionamento del prodotto. Per i team SOC, il takeaway operativo è monitorare con attenzione l’uso di strumenti di tunneling come ngrok all’interno del proprio perimetro: la loro presenza, specie se associata ad accessi VPN anomali, resta uno dei segnali più affidabili di attività Scattered Spider in corso.Indicatori e TTP notiGruppo: Scattered Spider (alias Octo Tempest, UNC3944, 0ktapus) Soggetto: Peter Stokes, 19 anni, cittadinanza USA/Estonia Arresto: aprile 2026, Helsinki (Finlandia), tentata fuga verso il Giappone Estradizione/udienza: 30 giugno 2026, tribunale federale di Chicago TTP osservate: - Vishing / social engineering verso help desk IT per reset credenziali - SIM swapping - Furto di token/sessioni cloud (Azure, SaaS enterprise) - Tunneling via ngrok per infrastruttura C2 temporanea - Esfiltrazione dati seguita da estorsione in criptovaluta Caso di riferimento: intrusione maggio 2025 contro rivenditore di gioielleria di lusso USA - ~100 GB di dati esfiltrati - Richiesta riscatto: $8.000.000 in criptovaluta (rifiutata) - Perdite operative stimate: ~$2.000.000 Fonte identificativa chiave: Microsoft Global Device Identifier (GDID) - Fornito all'FBI dietro ordine del tribunale - Correlato con IP storici, login Snapchat/Apple/Facebook, dati di viaggioFonti: CyberScoop, atto d’accusa FBI (U.S. Attorney’s Office, Northern District of Illinois), BreachNews.
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    Si parla di:ToggleSei pacchetti npm, un nome quasi identico a un progetto scaricato oltre un milione di volte al mese, e in fondo alla catena un impianto capace di aprire sessioni SSH, leggere la clipboard e rovistare tra i wallet crypto della vittima. È l’ultima campagna di supply chain attribuita a gruppi legati alla Corea del Nord, documentata da JFrog Security Research il 30 giugno e ancora attiva nei repository pubblici a inizio luglio. Non è un incidente isolato: è l’ennesima iterazione di una macchina offensiva, quella riconducibile all’ecosistema Lazarus/Contagious Interview, che negli ultimi anni ha trasformato l’npm registry in un vettore di spionaggio e furto di criptovalute su scala industriale.Un travestimento quasi perfettoI ricercatori di JFrog hanno individuato due pacchetti “entry point”, rollup-packages-polyfill-core e rollup-runtime-polyfill-core, costruiti per somigliare in tutto e per tutto al legittimo rollup-plugin-polyfill-node: stesso tipo di README (“A modern Node.js polyfill for your Rollup bundle”), stesso link a repository e homepage puntati al progetto originale su GitHub, persino porzioni di codice del plugin reale copiate all’interno del pacchetto malevolo prima della logica dannosa. Il progetto legittimo conta circa 295.000 download settimanali e oltre 1,2 milioni nell’ultimo mese: un bersaglio ideale per un attacco che punta sulla somiglianza superficiale, non sul typosquatting grossolano.Il dettaglio tecnico più rilevante è che solo l’entry point CommonJS (dist/index.js) contiene la backdoor: le versioni ESM restano pulite, un accorgimento che complica le analisi automatiche basate su un singolo file di ingresso.La catena d’infezione, passo dopo passoAll’importazione del pacchetto, una funzione dal nome innocuo (ValidateSvgModule) decodifica una stringa base64 che nasconde il comando npm install swift-parse-stream --no-save --silent --no-audit --no-fund, eseguito in silenzio tramite child_process.spawn. Il secondo pacchetto, quirky-token, viene installato allo stesso modo dal gemello rollup-runtime-polyfill-core.Questi pacchetti di secondo stadio si presentano come utility di sanitizzazione SVG, e in gran parte lo sono davvero: rimuovono tag <script>, minificano il markup. Ma in coda al file, una funzione getPlugin() effettua una richiesta verso un endpoint su jsonkeeper.com, estrae un campo JSON chiamato model e lo passa direttamente a eval(). Il codice malevolo, quindi, non risiede mai nei file pubblicati sul registry: vive su un servizio di hosting JSON esterno, invisibile a qualunque analisi statica del pacchetto.Il payload recuperato da JSONKeeper effettua per primo un controllo ambientale, uscendo silenziosamente se rileva variabili tipiche di Codespaces, CodeSandbox, Vercel, AWS Lambda, Google Cloud, Azure Functions, Docker, Render o sandbox di analisi — un chiaro tentativo di colpire solo workstation di sviluppatori reali ed evitare l’esposizione in ambienti di test automatizzati. Superato il controllo, installa axios e socket.io-client e scarica da un IP grezzo (216.126.236.244) un blob cifrato in AES-256-CBC (chiave derivata via scryptSync), lo decifra, lo scrive in una directory temporanea come file pack e lo esegue con node pack.Controllo remoto, furto wallet e sorveglianza della clipboardIl modulo pack altro non è che un loader per almeno quattro componenti distinti, ricostruiti da JFrog in ambiente sandbox: scdata.js, un modulo di accesso remoto che installa ssh2, node-pty e librerie di cattura schermo/input, offrendo all’operatore sessioni terminali interattive (PowerShell su Windows, zsh altrove), sessioni SSH, screenshot, movimento del mouse e digitazione simulata tramite @nut-tree-fork/nut-js; ldata.js, dedicato al furto di dati da browser e wallet crypto, che tenta l’esfiltrazione di file come Login Data, Web Data e lo storage delle estensioni di wallet noti (incluso MetaMask, identificato tramite i suoi ID di estensione); un file collector che scandaglia il filesystem alla ricerca di chiavi SSH, file .env, cronologia di editor come VS Code, Cursor e Windsurf, e directory di configurazione di strumenti AI (.claude, .gemini, .cursor); infine un modulo di monitoraggio della clipboard, che invia ogni nuovo contenuto copiato — password, seed phrase, token — a un endpoint dedicato.La combinazione di queste capacità va ben oltre il semplice furto di credenziali una tantum: garantisce all’attaccante un accesso interattivo e persistente alla macchina compromessa, tipico degli impianti usati da attori state-sponsored per operazioni di raccolta informativa prolungata, non solo per il cash-out rapido tipico del cybercrime finanziario puro.Il contesto: non è la prima voltaQuesta campagna si inserisce in un pattern già documentato. Ad aprile 2026 la società Panther aveva descritto una campagna sostenuta con 108 pacchetti npm malevoli distribuiti in 261 versioni, veicolo dei malware BeaverTail e OtterCookie, entrambi associati al cluster Contagious Interview — l’insieme di operazioni nordcoreane che si finge selezione del personale per convincere sviluppatori a clonare repository infetti come parte di un finto colloquio tecnico. Nello stesso periodo, Google aveva collegato attori nordcoreani anche a un dirottamento di un progetto open source molto diffuso, portato a termine dopo settimane di lavoro di ingegneria sociale ai danni del maintainer. Il filo conduttore è sempre lo stesso: colpire la fiducia implicita che sviluppatori e pipeline CI/CD ripongono nelle dipendenze open source.Due righe per i difensoriPer i team di sicurezza e gli sviluppatori, la lezione operativa è chiara: la somiglianza del nome non è un indicatore affidabile di legittimità, e i controlli automatici basati su pattern di typosquotting classico (distanza di edit, caratteri sostituiti) non intercettano questo tipo di masquerading semantico. Chi ha installato uno dei pacchetti elencati dovrebbe considerare la macchina compromessa, ruotare tutte le credenziali (npm, GitHub, cloud, SSH, wallet) e verificare la presenza di processi o file residui nelle directory temporanee. Vale la pena ricordare che gran parte della logica dannosa non è mai stata pubblicata sul registry npm: bloccare gli indicatori di rete elencati sotto è quindi essenziale quanto rimuovere i pacchetti stessi.Indicatori di compromissionePacchetti npm malevoli: rollup-packages-polyfill-core rollup-runtime-polyfill-core swift-parse-stream quirky-token react-icon-svgs rollup-plugin-polyfill-connect Indicatori di rete: hxxps[:]//www[.]jsonkeeper[.]com/b/3P9BF hxxp[:]//216[.]126[.]236[.]244/api/service/98cb54c0b4ac259d30c9c1ca1ae87c68 hxxp[:]//216[.]126[.]236[.]244/api/service/makelog hxxp[:]//216[.]126[.]236[.]244/api/service/process/ hxxp[:]//216[.]126[.]236[.]244:4801 hxxp[:]//216[.]126[.]236[.]244:4806/upload hxxp[:]//216[.]126[.]236[.]244:4809/upload hxxp[:]//216[.]126[.]236[.]244:4809/cldbs Indicatori host: /pack /scdata /ldata vhost.ctl Comandi/comportamenti sospetti: npm install swift-parse-stream --no-save --silent --no-audit --no-fund npm install quirky-token --no-save --silent --no-audit --no-fund node pack node scdata node ldata
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    4 luglio 2001: Oggi nacque l'hacktivismo con la pubblicazione dei Cult of the Dead Cow 📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/hacktivism-un-messaggio-speciale-di-speranza-2/#redhotcyber #hacking #cti #ai #online #it #cybercrime #cybersecurity #technology #news
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    Si parla di:TogglePer due settimane, prima ancora che Oracle pubblicasse una patch, un gruppo di cybercriminali ha avuto le chiavi di oltre cento infrastrutture PeopleSoft in tutto il mondo. Tra le vittime finite nella rete c’è la National Association of Insurance Commissioners (NAIC), l’organizzazione che coordina la vigilanza assicurativa dei 50 stati USA: 3,1 terabyte di dati pubblicati online, agenzie di rating che hanno sospeso i feed verso il regolatore, e la firma inconfondibile di ShinyHunters, oggi meglio nota agli analisti come UNC6240.Chi c’è dietro l’attacco: da ShinyHunters a Scattered LAPSUS$ HuntersShinyHunters non è un nome nuovo per chi segue il cybercrime dei data breach: attivo almeno dal 2019 e comparso pubblicamente nel maggio 2020 con la vendita di dati sottratti a oltre una dozzina di aziende, il gruppo ha costruito la propria reputazione sul modello “pay or leak” — contatto privato con la vittima, richiesta di riscatto, pubblicazione dei dati in caso di rifiuto. Dal 2025 ShinyHunters opera in una struttura più ampia e fluida, la cosiddetta Scattered LAPSUS$ Hunters (SLH), un’alleanza informale che unisce le competenze di Scattered Spider (accesso iniziale tramite social engineering e SIM swap), LAPSUS$ (estorsione ad alta visibilità mediatica) e ShinyHunters stesso, specializzato in exfiltration su larga scala e gestione dei data leak site. È la stessa federazione già dietro le violazioni a catena di Salesforce e Snowflake nel 2025.Mandiant e il Google Threat Intelligence Group tracciano il cluster responsabile della campagna PeopleSoft con la sigla UNC6240, confermando la sovrapposizione operativa con ShinyHunters.CVE-2026-35273: RCE non autenticata nel cuore di PeopleSoftIl vettore d’ingresso è una vulnerabilità critica (CVSS 9.8) in Oracle PeopleSoft Enterprise PeopleTools, versioni 8.61 e 8.62, localizzata nel componente Environment Management Hub, noto anche come PSEMHUB. Tecnicamente si tratta di una Server-Side Request Forgery che, incatenata correttamente, consente l’esecuzione di codice remoto senza alcuna autenticazione né interazione dell’utente: basta accesso di rete via HTTP agli endpoint /PSEMHUB/hub e /PSIGW/HttpListeningConnector per prendere il controllo del server.Il dettaglio più inquietante è la tempistica. Secondo Mandiant, lo sfruttamento attivo in the wild è iniziato il 27 maggio 2026, ben prima che Oracle rilasciasse un advisory di sicurezza: un vero zero-day, sfruttato per circa due settimane a insaputa dei difensori. Solo il 10 giugno 2026 Oracle ha pubblicato una patch fuori banda (Patch Availability Document CPU187), poi confluita nel Critical Patch Update di giugno. Nel frattempo, CISA ha aggiunto la falla al proprio catalogo Known Exploited Vulnerabilities.Una campagna su scala industrialeTra il 27 maggio e il 9 giugno gli attaccanti hanno colpito circa 300 istanze PeopleSoft appartenenti a oltre 100 organizzazioni, con il 68% delle vittime concentrato nel settore dell’istruzione superiore, in gran parte negli Stati Uniti. Il gruppo ha pubblicato i dati sottratti sul proprio data leak site già il 9 giugno, un giorno prima ancora della patch ufficiale.Sul piano operativo, gli attaccanti hanno predisposto ambienti di staging che ospitavano agenti MeshCentral camuffati da servizi Microsoft Azure legittimi (file come meshagent64-azure-ops.exe), utilizzati per eseguire query amministrative ed effettuare movimento laterale. Un elemento tecnico rilevante è lo script di defacement e lateral movement che automatizza il credential spraying via SSH: analizza il file /etc/hosts locale per identificare host interni secondo pattern di naming specifici, poi tenta l’autenticazione con una lista predefinita di credenziali amministrative e applicative comuni.Il caso NAIC: cosa è stato sottrattoNAIC ha rilevato l’accesso non autorizzato al proprio ambiente PeopleSoft l’11 giugno 2026. ShinyHunters ha rivendicato il furto di 3,1 terabyte di dati, oltre 105.000 file: più di 264.000 PDF di filing regolatori assicurativi (rami property, casualty, health e life) relativi al periodo 2017-2024, circa 45.000 file provenienti da importanti agenzie di rating creditizio (tra cui Moody’s, Fitch, S&P, Kroll, DBRS, AM Best), log e file di configurazione di infrastruttura AWS di produzione, oltre a script SQL contenenti credenziali per ambienti produttivi.NAIC ha dichiarato che nessun dato personale identificabile né informazioni di pagamento risultano compromessi, e che i sistemi regolatori critici — SERFF, OPTins, UCAA, EDP e RDC — non sono stati toccati. Ma l’impatto operativo è stato comunque tangibile: diverse agenzie di rating hanno sospeso temporaneamente i feed di dati verso il regolatore, e NAIC ha interrotto momentaneamente l’assegnazione delle proprie designazioni di investimento, i parametri che determinano quanto capitale gli assicuratori vita statunitensi devono accantonare a fronte dei propri portafogli. Un breach che tocca un ente pubblico, quindi, si traduce in frizioni immediate sull’intero mercato assicurativo americano.Cosa devono fare i difensoriApplicare immediatamente la patch CPU187 di Oracle su tutte le istanze PeopleSoft PeopleTools 8.61/8.62.Se il patching non è immediato, bloccare l’esposizione internet degli endpoint EMHub/PSEMHUB o disabilitare il servizio nelle configurazioni multi-server; nelle installazioni single-server valutare la rimozione dell’applicazione PSEMHUB.Verificare i log di accesso WebLogic per richieste POST esterne verso /PSEMHUB/hub o /PSIGW/HttpListeningConnector.Cercare file .jsp non attesi sotto PSEMHUB.war e cartelle anomale (logs, persistantstorage, scratchpad); controllare modifiche recenti ai file XML sotto envmetadata/data/environment, potenziale vettore di persistenza via XMLDecoder al riavvio.Monitorare traffico DNS e connessioni verso il dominio C2 noto azurenetfiles.net.Ruotare le credenziali potenzialmente esposte in script SQL, configurazioni e log applicativi.La campagna NAIC conferma un pattern ormai consolidato per l’alleanza Scattered LAPSUS$ Hunters: individuare zero-day in software enterprise ampiamente diffusi (Salesforce, Snowflake, ora Oracle PeopleSoft), colpire in massa prima che la finestra di patching si chiuda, e monetizzare l’estorsione anche quando i dati sottratti sono in gran parte “pubblici” o di scarso valore diretto — sfruttando la pressione reputazionale e regolatoria che un data leak comporta per l’organizzazione colpita.Indicatori di compromissioneCVE: CVE-2026-35273 (CVSS 9.8, SSRF -> RCE non autenticata) Componente: Oracle PeopleSoft PeopleTools 8.61 / 8.62 - Environment Management Hub (PSEMHUB) Endpoint sfruttati: /PSEMHUB/hub /PSIGW/HttpListeningConnector C2 domain: wss://azurenetfiles[.]net:443/agent.ashx Agenti MeshCentral malevoli (masquerading Azure): meshagent32-azure-ops.exe meshagent64-azure-ops.exe meshagent64-v2.exe IP di staging (Python HTTP server, porta 8888): 142.11.200.186 - 142.11.200.190 Percorsi sospetti da monitorare: /logs/ /persistantstorage/ /scratchpad/ envmetadata/data/environment/*.xml (persistenza via XMLDecoder) Attore: UNC6240 (Mandiant) / ShinyHunters / Scattered LAPSUS$ Hunters Finestra di sfruttamento zero-day: 27 maggio - 9/10 giugno 2026 Patch Oracle: CPU187, rilasciata 10 giugno 2026
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    securityaffairs@infosec.exchange
    #XSS.is, The Forum That Ran the #Ransomware Supply Chain Is Down. The Market Isn'thttps://securityaffairs.com/194524/security/xss-is-the-forum-that-ran-the-ransomware-supply-chain-is-down-the-market-isnt.html#securityaffairs #hacking #cybercrime
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    blog@insicurezzadigitale.com
    Si parla di:ToggleIl gruppo APT cinese Mustang Panda ha colpito reti governative indiane e il settore idroelettrico con un toolkit malware completamente rinnovato, abusando di Zoho WorkDrive come canale di comando e controllo. La scoperta, firmata da Acronis Threat Research Unit in collaborazione con il CERT-In indiano, rivela come gli attori statali stiano sempre più sfruttando servizi cloud legittimi per mimetizzare il traffico malevolo all’interno delle reti bersaglio.Il contesto: Mustang Panda e l’IndiaMustang Panda — noto anche come Earth Preta, BRONZE PRESIDENT, RedDelta, STATELY TAURUS e CAMARO DRAGON — è uno dei gruppi di cyberspionaggio più attivi nell’orbita dell’intelligence cinese. Attivo almeno dal 2012, il gruppo ha storicamente preso di mira governi del Sud-Est asiatico, istituzioni religiose, ONG e — con crescente frequenza — obiettivi indiani legati alle dispute territoriali e alle partnership geopolitiche di New Delhi.Il precedente attacco significativo contro l’India risale all’aprile 2026, quando Acronis aveva attribuito al gruppo l’uso del backdoor LOTUSLITE contro il settore bancario indiano e circoli policy sudcoreani, già allora con infrastruttura cloud come relay. Prima ancora, nel 2021, la campagna RedEcho — attribuita a attori cinesi da Recorded Future — aveva preso di mira le centrali elettriche dell’India con ShadowPad. Il pattern è chiaro: la Cina ha un interesse strategico consolidato nelle infrastrutture energetiche indiane.Le due campagne di giugno 2026Acronis TRU ha identificato due campagne parallele con beaconing attivo rilevato tra il 12 e il 22 giugno 2026 su macchine usate da personale amministrativo di alto livello. I bersagli sono stati selezionati con precisione chirurgica:Campagna A: obiettivo il settore idroelettrico indiano, con lure a tema cooperazione su impianti idroelettrici.Campagna B: obiettivo enti governativi indiani coinvolti in accordi di cooperazione (MOU) con istituzioni taiwanesi.Entrambe le campagne sono state consegnate tramite archivi ZIP contenenti una DLL malevola marcata come file nascosto. Il vettore di accesso iniziale è ritenuto lo spear-phishing: il documento esca risultava contestualmente credibile per il destinatario, aumentando drasticamente la probabilità di esecuzione.Il toolkit: SHARDLOADER, MINIRECON e ZOHOMURKIl cuore tecnico dell’operazione risiede in tre componenti inediti o fortemente rielaborati:SHARDLOADERE’ il loader iniziale, eseguito tramite DLL sideloading da un binario legittimamente firmato. Nella campagna A, il binario ospite e’ un eseguibile di Solid PDF Creator; nella campagna B viene utilizzato un binario di Citrix Receiver. La tecnica sfrutta la fiducia del sistema operativo nei confronti dei binari firmati per caricare codice arbitrario senza triggerare alert standard degli EDR. SHARDLOADER funge da stager, deployando uno degli altri due implant a seconda del target.MINIRECONSi tratta di una variante rielaborata del backdoor Toneshell, gia’ documentato da IBM X-Force come strumento tipico di Mustang Panda. La novita’ principale e’ il protocollo di beaconing: MINIRECON comunica con i server C2 tramite connessione WebSocket su HTTPS, rendendo il traffico indistinguibile da normali sessioni web cifrate. Il cambio di protocollo rispetto alla versione originale di Toneshell rappresenta un aggiornamento operativo significativo, pensato per eludere i sistemi di ispezione profonda del traffico di rete.ZOHOMURK: il C2 nascosto nel cloud aziendaleQuesto e’ l’elemento piu’ sofisticato e originale dell’operazione. ZOHOMURK e’ un implant che porta hardcoded le credenziali OAuth di Zoho, utilizzate per autenticarsi su un account WorkDrive controllato dagli attaccanti. Il meccanismo di C2 e’ implementato come un classico dead drop:Inbox folder: i comandi impartiti dagli operatori vengono scritti in questa cartella dall’attaccante.Outbox folder: i dati esfiltrati dalla vittima vengono scritti dall’implant in questa cartella, dove l’attaccante li recupera periodicamente.La scelta di Zoho WorkDrive non e’ casuale: e’ una piattaforma ampiamente adottata nel settore governativo indiano. Il traffico verso i server Zoho e’ quindi whitelistato per definizione nelle policy di rete delle organizzazioni bersaglio. Non c’e’ alcun dominio C2 sospetto da bloccare: tutto il traffico di comando e controllo appare come normale utilizzo di un servizio SaaS autorizzato. E’ esattamente il tipo di Living-off-the-Cloud (LoC) che rende inutili le soluzioni di blocco basate su reputazione dei domini.Attribution e OPSEC: gli errori che hanno tradito il gruppoNonostante la sofisticazione del toolkit, Mustang Panda ha mostrato lacune significative nella sicurezza operativa. Acronis ha potuto attribuire l’attivita’ con alta confidenza grazie a piu’ elementi convergenti: la sovrapposizione di codice con Toneshell gia’ legato al gruppo da IBM X-Force; un typo ricorrente negli implant — la chiave di registro “RunOnece” (anziche’ “RunOnce”) — che funge da fingerprint involontario; l’infrastruttura C2 ospitata nello stesso netblock gia’ associato al gruppo; token OAuth hardcoded e identificatori in plaintext che hanno facilitato l’analisi statica e la notifica a Zoho per la chiusura degli account malevoli.Indicatori di Compromissione (IoC)# Persistenza -- chiave di registro Run HKCU\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Run\RunOnece # Scheduled Task Nome task: SolidPDFPcl2Bmp # Dominio C2 couldinstallup[.]com # Anomalia da monitorare (behavioural) - Processi non-browser che aprono connessioni verso workdrive.zoho.com - User-Agent Zoho rilevato su processi senza legittima ragione di accesso a WorkDrive # DLL sideloading -- binari legittimi da monitorare - Solid PDF Creator che carica DLL inattese dalla stessa directory - Citrix Receiver che carica DLL inattese dalla stessa directoryImplicazioni geopolitiche e due righe per i difensoriLa selezione dei target rivela con precisione gli interessi strategici di Pechino. La campagna focalizzata sull’idroelettrico si inserisce nel contesto della storica rivalita’ sino-indiana sulle risorse idriche himalayane, dove la Cina controlla le sorgenti di fiumi vitali per l’India. La campagna contro gli enti che gestiscono accordi con Taiwan segue invece la logica del monitoraggio delle alleanze diplomatiche di New Delhi.Questo attacco non si contrasta con patch o aggiornamenti software: il vettore e’ l’ingegneria sociale e l’abuso di strumenti legittimi. Le difese piu’ efficaci comprendono: sandbox email configurate per detonare ZIP con DLL nascoste anche se firmate; regole EDR/XDR per rilevare sideloading da Solid PDF Creator e Citrix Receiver; monitoraggio del traffico cloud su processi non-browser verso WorkDrive; threat hunting su chiavi Run con errori ortografici e scheduled task con nomi inusuali; awareness del personale su lure geopolitiche ricevute via email.
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    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Venti Agentici: Neolaureati esclusi! il paradosso del mercato AI che vuole senior ovunque📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/venti-agentici-neolaureati-esclusi-il-paradosso-del-mercato-ai-che-vuole-senior-ovunque/A cura di Carolina Vivianti#redhotcyber #hacking #cti #ai #online #it #cybercrime #cybersecurity #technology #news
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    Si parla di:ToggleTra il 16 e il 19 giugno 2026, i ricercatori di Datadog Security Research hanno osservato una campagna di phishing altamente sofisticata contro la console AWS. Non si tratta del classico furto di credenziali: il kit implementa tecniche adversary-in-the-middle (AiTM) che permettono di catturare i codici MFA in tempo reale, bypassando email, SMS e app di autenticazione TOTP. Un’analisi tecnica dettagliata pubblicata il 24 giugno svela l’architettura del kit, gli IoC e le tecniche di delivery utilizzate.La campagna: tre domini in 48 oreLa campagna si è concretizzata con la registrazione di tre domini in una finestra di soli due giorni, tutti attraverso il registrar NICENIC INTERNATIONAL GROUP CO., LIMITED e ospitati su infrastruttura Cloudflare. I domini impersonavano con fedeltà la pagina di login della console AWS:us-west-login[.]com (registrato il 18 giugno 2026) — con sottodomini aws.us-west-login[.]com e aws-central.us-west-login[.]comus-east-prod[.]com (registrato il 17 giugno 2026) — con sottodominio aws.us-east-prod[.]comloginportal-aws[.]com (registrato il 16 giugno 2026)In parallelo, sono stati identificati altri tre domini che impersonavano SendGrid, registrati nello stesso arco temporale attraverso lo stesso registrar. La doppia infrastruttura — AWS e SendGrid — suggerisce che gli attaccanti abbiano progettato un sistema integrato: SendGrid per la consegna delle email di phishing, i cloni AWS per la raccolta delle credenziali.Come funziona il kit: AiTM in tempo realeLa caratteristica più pericolosa di questo kit non è la clonazione della pagina login, ma la capacità di intercettare e ritrasmettere il secondo fattore di autenticazione in tempo reale. Il flusso si articola in più fasi:1. Validazione del target prima del rendering: quando la vittima accede alla pagina di phishing, il kit legge il parametro URL input_24 contenente un blob base64 cifrato. Il server decodifica l’indirizzo email della vittima e lo imposta come cookie. Solo se l’email è valida e registrata come target, la pagina viene effettivamente renderizzata — una misura anti-sandbox che rende inutile l’analisi automatica senza una email vittima valida.// Logica di validazione dell'indirizzo vittima let e = new URLSearchParams(window.location.search).get(`input_24`); (e ? fetch(`/api/check`, { method: `POST`, body: JSON.stringify({ encrypted: e }), credentials: `include` }) : Promise.resolve({ ok: !1 })) .then(e => e.ok ? e.json() : null) .then(() => fetch(`/api/me`, { credentials: `include` })) .then(e => e.json()) .then(e => t(e.email || null))2. Furto delle credenziali primarie: la pagina clonata raccoglie username e password tramite i form di login AWS (sia account root che IAM) e li invia a /api/login. Il server, agendo come proxy verso la vera console AWS, ottiene in risposta quale tipo di MFA è configurato sull’account.3. Intercettazione dell’MFA in real-time: il kit presenta alla vittima la challenge MFA corrispondente al secondo fattore configurato — /email, /sms, o /gauth per le app TOTP. Il codice inserito viene intercettato e ritrasmesso immediatamente al server AWS legittimo, completando l’autenticazione prima che il codice scada.Delivery: phishing mirato via SendGrid e NimbuIl 19 giugno 2026 è apparso su VirusTotal un batch file che funge da artefatto di validazione dell’infrastruttura. Il file contiene la struttura di un’email di phishing che impersona il supporto AWS, citando un ticket di supporto fasullo su presunto throttling della banda. La consegna avviene tramite piattaforme email legittime come SendGrid e Nimbu, scelta tattica che permette di passare i controlli SPF/DKIM/DMARC e bypassare i filtri antispam aziendali.L’uso del parametro input_24 per la validazione dell’email suggerisce inoltre che si tratti di una campagna di spear phishing mirato piuttosto che mass phishing: ogni link contiene l’email cifrata della specifica vittima, rendendo impossibile l’accesso alla pagina di phishing senza il link personalizzato.TTPs e mapping MITRE ATT&CKT1566.002 — Spearphishing Link: link personalizzati con email cifrata per targeting precisoT1111 — MFA Interception: cattura in real-time di email OTP, SMS e codici TOTPT1056.001 — Keylogging: raccolta di username, password e codici di verifica prima del forwardingT1583.001 — Acquire Infrastructure: Domains: tre domini registrati nello stesso arco di 48 oreT1133 — External Remote Services: targeting dell’accesso alla console AWSIndicatori di compromissione (IoC)# Domini AWS phishing us-west-login[.]com aws.us-west-login[.]com aws-central.us-west-login[.]com us-east-prod[.]com aws.us-east-prod[.]com loginportal-aws[.]com # Registrar comune NICENIC INTERNATIONAL GROUP CO., LIMITED # Infrastruttura di hosting Cloudflare (tutti i domini) # Endpoint API del kit /api/check - validazione email vittima /api/me - recupero email da cookie /api/login - furto credenziali e identificazione MFA /email - challenge MFA via email /sms - challenge MFA via SMS /gauth - challenge MFA via TOTP # Parametro URL di targeting input_24 (blob base64 cifrato contenente email vittima)Come rilevare l’attaccoDatadog consiglia le seguenti azioni di hunting per chi sospetti di essere stato targetizzato:DNS hunting: verificare la presenza nei log DNS di query verso i domini elencati negli IoC, inclusi i sottodominiCloudTrail monitoring: controllare eventi ConsoleLogin da IP inusuali o da località geografiche anomale, soprattutto a ridosso delle date di campagna (16-19 giugno 2026)Email gateway review: cercare email provenienti da SendGrid o Nimbu che contengano link con il parametro input_24 nell’URLCredential review: se si sospetta compromissione, revocare immediatamente le sessioni AWS attive, ruotare le credenziali e abilitare notifiche di accesso non familiareLa sofisticazione di questo kit — targeting selettivo, bypass MFA in real-time, uso di infrastrutture email legittime — lo colloca in una categoria diversa rispetto al phishing di massa. Le organizzazioni che utilizzano AWS in ambienti enterprise dovrebbero trattare questa campagna come un rischio attivo, non come una minaccia teorica.
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    gsuberland@chaos.social
    @briankrebs with all those ransom payments you'd think the guy on the left could afford a new t-shirt