Qui emerge il vero cortocircuito logico del saggio. Gli autori affermano che l'IA atrofizza le capacità umane tramite la delega, ma poi sostengono che gli umani dovranno fare uno sforzo extra per correggere le allucinazioni strutturali dei modelli. Ma con quali competenze, se sono andate perdute? Criticare l'IA perché guarda indietro è un errore statistico: l'innovazione è ricombinazione. Il vero nodo sono i bias dei dati storici, che vanno governati senza catastrofismi