Il Sigillo d'Argento: Alchimia e Profezia nella Patena di Imola
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Nel cuore della Cattedrale di San Cassiano, a Imola, riposa un manufatto numinoso: un piccolo disco d’argento dorato che è molto più di un oggetto liturgico. Nel Settecento esso ispirò uno sguardo che lacerava il velo tra mondo sensibile e intelletto divino. Nel 1706, l'umanista e sapiente Giovanni Pastrizio (Ivan Paštric) consegnò alle stampe la "Patenae argenteae mysticae descriptio et explicatio". Una mappa per orientarsi in un labirinto di segni:, dove ogni incisione — il sangue dell'Agnello, la geometria della Croce, gli enigmatici caratteri ebraici e le sequenze numeriche — è messaggio cifrato della Divinità. L'oggetto cessa di essere materia, per farsi Verbo visibile. Dopo tre secoli di silenzio e di oblio, questa sorta di grimoire della fede torna a splendere in un'edizione moderna. L'opera di Pastrizio si rivela oggi come un'autentica impresa iniziatica: un viaggio oscuro e affascinante tra i misteri dell'agiografia, l'esegesi del simbolo e le correnti sotterranee della storia dell'arte, dove il metallo riflette l'eterno.