Espaci Occitan, associazione per la salvaguardia dell’occitano, ha fatto una cosa bellissima, e ha riunito in un’unica pagina tutta la mia esperienza di residenza trobadorica dell’ottobre 2025, sfociata nello spettacolo Raimbaut, vida et cansos.
Da questo link, la Setmana del trobador, è ora possibile (ri)vedere la tavola rotonda che precedette lo spettacolo, con i due ottimi filologi Andrea Giraudo e Francesco Carapezza a interloquire con me; guardare le interviste di tutti gli attori del progetto; e vedere integralmente lo spettacolo.
È stato un lavorone 🙂 Ora son qui che sto finendo di fare il montaggio del disco, che allestisco la pagina di presentazione dello spettacolo, e spero assai di poterlo eseguire a lungo e dappertutto.
Quella settimana di residenza è stato un bel periodo di formazione e approfondimento per me, che rimpiango un po’ per la possibilità di dedicarmi al lavoro di messa in scena senza distrazioni.
Ma fai esforz, ci metto impegno e ci son sempre nuove cose da fare. Avanti.
Arrivo con qualche novità, bisogna mantenersi in movimento, per non sprofondare nella palude delle brutture che il mondo sembra a volta offrirci.
Rimodulo i miei laboratori allo studio in via Salisburgo: a parte lelezioni individuali (clicca per saperne di più), il cui calendario, almeno per il mese di gennaio, è già abbastanza saturo, ho deciso di dare un nuovo approccio ai laboratori di gruppo, partendo dalla base del nostro canto occidentale, il gregoriano.
Voce e gregoriano (clicca per saperne di più) è una proposta per tutti, per chi è già introdotto e chi no, utilizzando le linee vocali del canto gregoriano per sviluppare un canto libero, appoggiato, naturale. Quattro weekend, uno al mese.
E poi Raimbaut, sempre lui. Ho effettuato una scelta dal video dellospettacolo (clicca per saperne di più) di sedici clip che lo dovrebbero rappresentare, ma è troppo materiale, mi dicono che un teaser dovrebbe durare non più di tre minuti, e non so come fare a ridurre tutto in così poco tempo.
Comunque lo spettacolo va sempre tenuto in allenamento, e proprio per questo ripropongo in un home concert, il 21 gennaio, a casa da me a Tregnago, ore 17, le sue canzoni e alcuni suoi testi: non farò lo spettacolo per intero, ma ci sarà molto. Non ho molti posti a disposizione, appena predispongo gli inviti mi farò sentire.
Gennaio è sempre un mese di freddo, chiusura, preparazione alla riapertura primaverile. Teniamo botta e guardiamo alto.
E per dicembre quattro cose si stagliano all’orizzonte: due concerti e due laboratori!
Normalmente evito (o vengo evitato) i concerti natalizi, e invece quest’anno ho ben due occasioni per far musica:
❅ il 7 dicembre a Follina, dove sarà un concerto tutto tranne che natalizio, ci sarà un bell’ensemble che suonerà Fauré, Luis Piau che leggerà dei contatti fra quel musicista e Proust, e io che canterò due meravigliose chanson, quando mai mi capita.
❅ il 20 dicembre alla Pieve di San Floriano dove ritornerà, per mezzo concerto (l’altra metà sarà a cura del coro La Pieve), Ottetto Instabile a riproporre parte di un vecchio bellissimo programma, Carols, con musiche per il Natale provenienti dal medioevo britannico (e poi canterà due arie leggere una mia giovane allieva).
Invece torna, come sarà per ogni mese fino a maggio, il weekend dedicato a La Voce a Pezzi, per dicembre il 13 e il 14. Per cui se si vuole fare un po’ di ripasso sull’uso della propria voce, o scoprirne aspetti poco praticati, ecco giunto il momento. I miniworkshop sono così articolati:
sabato 13 dicembre 2025
✦ ore 10 – 12 ✦ Maschera! ✦ ore 14:30 – 16:30 ✦ Le terze ingannatrici ✦ ore 17 – 19 ✦ Oltre il diaframma ✦ ore 21 – x ✦ Jam session!
E, sempre per dicembre, partirà il Laboratorio Quattrocento alla Scuola Civica Musicale ‘Bruno Maderna’, che si articolerà in otto incontri alla scuola, aperto a tuttituttitutti, cantanti e strumentisti di qualunque moderno strumento – che se stiamo ad aspettare vielle, liuti e arpe storiche si sta zitti e mai si farà 🙂
Posto qui la locandina: per informazioni e iscrizioni ci si rivolge alla Scuola Civica Musicale, chiamando il 0458030325 (di pomeriggio) o mandando un messaggio Whatsapp al 3533571806
Ho finito. Ci incroceremo da qualche parte. Buon dicembre, resisti che poi arriva Natale 🙂
Collegium Musicum, con questo concerto propone un viaggio nell’anima di due artisti straordinari, un incontro tra parole e note che ci permette di riscoprire il potere evocativo dell’arte.
Attraverso la musica di Fauré, possiamo entrare nel mondo di Proust e vivere un’esperienza sensoriale unica, in cui il tempo si dissolve e le emozioni si fanno eterne.
Ho concluso l’avventura trobadorica a Dronero, e ne racconterò con calma, perché è stata una gran bella cosa e avrà molte conseguenze sul futuro, e va benissimo.
Ma appena tornato è scaturita subito la voglia di organizzare weekend di seminari allo studio di via Salisburgo, ho raccolto le idee ed ecco qui La voce a pezzi, una serie di piccoli workshop per approfondire specifici aspetti della voce per il canto e la recitazione.
Ogni mese, da novembre a maggio, proporrò un weekend suddiviso in diversi workshop – argomenti vari, che ritornano nel corso dei mesi, sulla pagina dedicata c’è tutto il prospetto, e ogni mese posterò quel che è previsto per il suo weekend.
I sabati sera propongo JamSession!, spazio aperto per chi voglia sperimentarsi vocalmente di fronte a possibili astanti: in studio abbiamo un pianoforte digitale, una cassa amplificata, un microfono e la possibilità di avere tutte le basi che si vogliono, quindi ci si può buttare e sperimentarsi 🙂
Per cui aspetto chi voglia cimentarsi, ci son molte cose diversissime, prego 😉
(chiedo prenotazione, per sapere quel che mi aspetta)
Eccomi qui, sono arrivato a Dronero giovedì scorso, fin da subito sono partiti gli incontri con l’Istituto Musicale Donadio e con alcune classi delle scuole medie del paese e di Stroppo (un convitto dove i ragazzi anche vivono durante la settimana), in alto nella bellissima val Maira: ero con Andrea Giraudo, un filologo appassionato, e speri di essere riusciti a comunicare ai ragazzi un po’ della bellezza dell’opera di Raimbaut.
Mi sento un ospite di riguardo: Espaci Occitan mi ha accolto con grande gentilezza e calore, affidandomi la sala dove sabato 25 si terrà conferenza e spettacolo: ho le chiavi, posso lavorare qui senza disturbo quanto voglio.
Ho iniziato ad allestire lo spazio, il marchese Bonifacio che mi sorveglia sempre sotto il suo mantello blu, Beatrice di là che mi aspetta, lo schermo che conterrà tutte le traduzioni, perché lo spettacolo è interamente in provenzale.
È il mio lavoro di questi giorni: cantare e recitare in quella bellissima lingua, che ho dovuto imparare a padroneggiare e a capire fino in fondo per poterla rendere in tutti i suoi colori; e poi ci sono le canzoni di Raimbaut, sono sette, ho dovuto purtroppo tagliare alcune cobla, strofe, per poter farcele stare tutte in 70 minuti di spettacolo.
Ho passato tre giorni da solo, da domani lavoro con Paola Tortora, di Vintulera Teatro, che ha curato la regia, e perfezionerà il lavoro. Mi aspetta pronto su un tavolo il costume di Raimbaut, rosso come nella miniatura che lo ritrae e che uso spesso, disegnato e realizzato da Gaetano Miglioranzi con lo studio Caprara.
Sono contento. Non so come andrà lo spettacolo, può darsi che abbia un black out totale all’inizio e non riesca più a biascicare suono per tutto il tempo, non lo so l’emozione cosa potrebbe combinarmi.
Raimbaut mi suggerisce di compiere avventure, di esfortzar mi de far ben, de dir e de valer, e lo seguo volentieri.
Per cui proseguo, nei prossimi giorni ci sono porte aperte durante le prove, un incontro con musicisti occitani per lavorare insieme su un pezzo di Raimbaut, ancora con le scuole, una conferenza con i filologi Andrea Giraudo e Francesco Carapezza. E si finisce con lo spettacolo, Raimbaut, vida e cansos.
Anem, andiamo!
E poi, vedendo la bellezza di questi luoghi, mi è tornata la voglia di camminare trobadoricamente.
Mancherebbe il tragitto da Vaqeyras a qui, son circa 300 km, ma un pensiero ce lo faccio 🙂
Finalmente: domani parto per Dronero (provincia di Cuneo), 9 giorni di residenza, preparazione, incontri e workshop, e il 25 metto in scena Raimbaut, vida e cansos, concerto in assolo, recitato interamente in provenzale (con traduzioni proiettate), con le canzoni e le vicende di Raimbaut de Vaqeiras, opera che completa il percorso iniziato col cammino diTrovatore in transito: torno da dove ero partito, a Dronero, grazie a Espaci Occitan, che ha deciso di prendersi carico di questa residenza, cui sempre sarò grato.
È il progetto che mi ha impegnato negli ultimi anni, compresa la registrazione delle sue sette canzoni rimaste, che è ancora in preparazione (colpa mia che non mi fido di me), ma entro qualche mese dovrebbe arrivare.
Credo di non essere mai stato tanto compromesso come questa volta: lo vivo come un raggiungimento per me, sperando che sia una bella riuscita: un’avventura per la memoria di così tante pagine in provenzale, per la buona esecuzione delle musiche di Raimbaut, per il tentativo di far passare storie così lontane a un pubblico attuale. Ce la metto tutta.
Paola Tortora mi ha condotto registicamente alla messa in scena. Gaetano Miglioranzi mi ha disegnato il costume di scena, e la sartoria Caprara lo ha completato
Sulla pagina dedicata di Espaci Occitanpuoi leggere tutti gli appuntamenti di questa residenza, compresa una conferenza con due valenti filologi che son sicuro mi bacchetteranno per le mie scelte linguistiche e tutto quel che ne consegue, Andrea Giraudo e Francesco Carapezza 🙂
Insomma, faccio la valigia (lo spettacolo è progettato per stare tutto intero dentro un contenitore trasportabile anche via aereo, vorrei portarlo davvero dovunque) e parto.