Sicurezza, DPI, DPC, costi e IVA
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Quando sento parlare di sicurezza, io intendo la sicurezza personale e collettiva fatta di misure di sicurezza come i DPI (dispositivi di protezione individuale) e i DPC (dispositivi di protezione collettiva). Non penso alla sicurezza militare, al riarmo, alla sicurezza informatica o cybersecurity.
Siccome la sicurezza individuale e collettiva è importante, tanto che i politici e i legislatori benpensanti se ne riempiono la bocca emanando leggi e regolamenti, mi accorgo che al lato pratico poi si fa ben poco. Quando mi occupo di sicurezza, mi imbatto in leggi e normative poco chiare. Peggio ancora mi imbatto nei costi assurdi dei dispositivi di sicurezza e nei loro prezzi elevati, talmente elevati da disincentivarne l'acquisto e l'utilizzo. L'IVA collegata ai dispositivi di sicurezza spesso è ancora al 5%, quando dovrebbe essere azzerata. Ma poi la normativa è arzigogolata. Per esempio, in questo articolo si fa fatica a capire quando applicare l'iva al 5% per i DPI non in ambito sanitario:
Per esempio, i DPI per l'uso in sicurezza della motosega come i pantaloni e i giubbotti antitaglio certificati classe 1 hanno costi assurdi da 250€ a 350€, rientrano nell'iva al 5%? Pensa ad una azienda di boscaioli che deve dotare i propri dipendendi di tali dispositivi, quanto va a spendere e quante seghe mentali si deve fare per capire se i DPI rientrano o meno nell'iva agevolata. Anche perché il dispositivo di sicurezza non è eterno, ma ha una scadenza oltre la quale lo devi sostituire anche se ancora in buono stato. Quanti sono disposti ad affrontare tali costi e tali seghe mentali? Idem per quanto riguarda i DPC come parapetti, linee vita, ponteggi ...
