L’ invio di soldati europei in Groenlandia non è una “barzelletta”, come sostiene Crosetto.
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L’ invio di soldati europei in Groenlandia non è una “barzelletta”, come sostiene Crosetto. È un segnale serio della volontà di non farsi calpestare dall’ imposizione degli interessi USA. Irridere questo tentativo, certamente fragile e inadeguato, significa avere scelto di puntare, come Italia, a raccattare le briciole della spartizione invece di giocare un ruolo come Unione Europea.
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L’ invio di soldati europei in Groenlandia non è una “barzelletta”, come sostiene Crosetto. È un segnale serio della volontà di non farsi calpestare dall’ imposizione degli interessi USA. Irridere questo tentativo, certamente fragile e inadeguato, significa avere scelto di puntare, come Italia, a raccattare le briciole della spartizione invece di giocare un ruolo come Unione Europea.
@marcocappato ma davvero stiamo a discutere di un governo antieuropeista, che rischia di portare l'Italia all'irrilevanza?
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L’ invio di soldati europei in Groenlandia non è una “barzelletta”, come sostiene Crosetto. È un segnale serio della volontà di non farsi calpestare dall’ imposizione degli interessi USA. Irridere questo tentativo, certamente fragile e inadeguato, significa avere scelto di puntare, come Italia, a raccattare le briciole della spartizione invece di giocare un ruolo come Unione Europea.
@marcocappato Hanno dimenticato che non puoi inviare un battaglione dall'oggi al domani in un ambiente come quello della Groenlandia che non ha neanche le strutture apposite per ospitarli. I primi ≈50 soldati sono lì non per opporsi militarmente ma per lanciare un segnale di resistenza.
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@marcocappato Hanno dimenticato che non puoi inviare un battaglione dall'oggi al domani in un ambiente come quello della Groenlandia che non ha neanche le strutture apposite per ospitarli. I primi ≈50 soldati sono lì non per opporsi militarmente ma per lanciare un segnale di resistenza.
@devil certo. Ed è un segnale importante, a partire dal quale si può costruire una strategia di lungo periodo.
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L’ invio di soldati europei in Groenlandia non è una “barzelletta”, come sostiene Crosetto. È un segnale serio della volontà di non farsi calpestare dall’ imposizione degli interessi USA. Irridere questo tentativo, certamente fragile e inadeguato, significa avere scelto di puntare, come Italia, a raccattare le briciole della spartizione invece di giocare un ruolo come Unione Europea.
@marcocappato politicamente è un segnale serio, militarmente è una barzelletta nel quadro di quel concorso di barzellette nazionali indicato col nome di esercito europeo. Ed è un segnale preoccupante che nessuno, nemmeno i radicali nonviolenti, stia pensando a forme di pressione politica come boicottaggi o azioni di intervento civile con una presenza internazionale non armata e nonviolenta, come forma di deterrenza e di moral suasion contro la paventata invasione della Groenlandia.
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L’ invio di soldati europei in Groenlandia non è una “barzelletta”, come sostiene Crosetto. È un segnale serio della volontà di non farsi calpestare dall’ imposizione degli interessi USA. Irridere questo tentativo, certamente fragile e inadeguato, significa avere scelto di puntare, come Italia, a raccattare le briciole della spartizione invece di giocare un ruolo come Unione Europea.
@marcocappato la nostra italica storica tradizione di accorrere in aiuto del vincitore non verrà meno nemmeno stavolta.
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@marcocappato politicamente è un segnale serio, militarmente è una barzelletta nel quadro di quel concorso di barzellette nazionali indicato col nome di esercito europeo. Ed è un segnale preoccupante che nessuno, nemmeno i radicali nonviolenti, stia pensando a forme di pressione politica come boicottaggi o azioni di intervento civile con una presenza internazionale non armata e nonviolenta, come forma di deterrenza e di moral suasion contro la paventata invasione della Groenlandia.
@gubi ammetterai che non è un problema di facile soluzione. Non basta “pensarci”.
