Cloudflare contro AGCOM: le richieste di Piracy Shield non sono tecnicamente possibili
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@informapirata @informatica
Ho letto l'intervista completa linkata nell'articolo e devo dire che è veramente scarsa perché non aggiunge nulla alla posizione che Cloudflare ha espresso il giorno 0@game sono d'accordo, ma è significativo che le ripeta di nuovo.
E, occhio, non dice cose sbagliate. Solo un po' condizionate dall'interesse aziendale
In ogni caso, per qualcosa che vada un po' oltre la semplice propaganda dei comunicati aziendali, intervista, una volta con comunicati e un'altra volta sono indiscrezioni trapelate, rimando a un punto di vista diverso, come raccontato in questo articolo di @DataKnightmare
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@Kir dare opinioni tecniche sulle leggi è esattamente prerogativa di qualsiasi operatore del settore. Ovviamente queste opinioni devono essere prese per quello che sono: opinioni tecniche di alto valore ma condizionate dal interesse commerciale di quegli operatori.
Quanto alla ritorsione su Milano Cortina, si è trattato di un evidente autogol reputazionale, Anche perché se l'avesse fatto le penali da pagare sarebbero state ancora più alta del danno reputazionale@informapirata @Kir @informatica
In realtà non ha dato nessuna opinione tecnica, ha solo detto "non si può fare", aggiungendo analogie vaghe sul togliere la corrente a un'intera città per punire un illecito.Analogie più calzanti sono le blacklist di indirizzi IP da cui parte spam email (che vengono bloccati impietosamente fregandosene degli usi legittimi) e la moderazione di contenuti sulle piattaforme (i video dei gol vengono rimossi da X immediatamente).
È successo in passato che Piracy Shield spegnesse servizi come Google Drive, per cui è evidente che l'Italia deve smettere di usare questo strumento.
Ma io non ho ancora capito il motivo contingente che a impedito a Cloudflare di intervenire in questo specifico caso. Forse me lo sono perso io.
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@informapirata @Kir @informatica
In realtà non ha dato nessuna opinione tecnica, ha solo detto "non si può fare", aggiungendo analogie vaghe sul togliere la corrente a un'intera città per punire un illecito.Analogie più calzanti sono le blacklist di indirizzi IP da cui parte spam email (che vengono bloccati impietosamente fregandosene degli usi legittimi) e la moderazione di contenuti sulle piattaforme (i video dei gol vengono rimossi da X immediatamente).
È successo in passato che Piracy Shield spegnesse servizi come Google Drive, per cui è evidente che l'Italia deve smettere di usare questo strumento.
Ma io non ho ancora capito il motivo contingente che a impedito a Cloudflare di intervenire in questo specifico caso. Forse me lo sono perso io.
@game al di là del fatto che eseguire ordini di blocco immediati senza un controllo giudiziario preventivo è una follia giuridica e un precursore della censura, il blocco selettivo di contenuti tramite DNS pubblico (1.1.1.1) è un incubo da applicare senza compromettere il funzionamento del servizio. Inoltre gli ordini di blocco rapidi e automatizzati, generano l’oscuramento involontario di siti e servizi perfettamente legittimi.
Insomma non è impossibile, ma è insostenibile
@Kir @informatica
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@game al di là del fatto che eseguire ordini di blocco immediati senza un controllo giudiziario preventivo è una follia giuridica e un precursore della censura, il blocco selettivo di contenuti tramite DNS pubblico (1.1.1.1) è un incubo da applicare senza compromettere il funzionamento del servizio. Inoltre gli ordini di blocco rapidi e automatizzati, generano l’oscuramento involontario di siti e servizi perfettamente legittimi.
Insomma non è impossibile, ma è insostenibile
@Kir @informatica
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@game ti ricordo infine che tutti questi adempimenti assurdi devono essere praticati senza che Cloudflare riceve un solo euro per il disturbo. Questo rende la legge in questione come particolarmente odiosa perché non è pensabile in uno stato di diritto che dall'oggi al domani un operatore privato sia costretto ad aumentare i costi di gestione a causa di una legge malscritta voluta da un'altra lobby economica -
@game al di là del fatto che eseguire ordini di blocco immediati senza un controllo giudiziario preventivo è una follia giuridica e un precursore della censura, il blocco selettivo di contenuti tramite DNS pubblico (1.1.1.1) è un incubo da applicare senza compromettere il funzionamento del servizio. Inoltre gli ordini di blocco rapidi e automatizzati, generano l’oscuramento involontario di siti e servizi perfettamente legittimi.
Insomma non è impossibile, ma è insostenibile
@Kir @informatica
./.@informapirata @game @informatica
Ecco vedi quello che intendevo: il primo punto è quello centrale e importante. Ed il motivo per cui è gravissima la legge.
Ma la difficoltà o eventuale infattibilità tecnica non è un problema che deve porsi il legislatore: io ti dico cosa devi fare per legge e sta a te trovare un modo di farlo.
Se no diamo ragione anche ai colossi AI che dicono che se rispettano i diritti d'autore mica riescono ad allenare i loro LLM. (Stessi discorsi)
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@informapirata @game @informatica
Ecco vedi quello che intendevo: il primo punto è quello centrale e importante. Ed il motivo per cui è gravissima la legge.
Ma la difficoltà o eventuale infattibilità tecnica non è un problema che deve porsi il legislatore: io ti dico cosa devi fare per legge e sta a te trovare un modo di farlo.
Se no diamo ragione anche ai colossi AI che dicono che se rispettano i diritti d'autore mica riescono ad allenare i loro LLM. (Stessi discorsi)
@Kir la questione è diversa perché il Diritto d'autore viene tutelato da sempre su internet e fuori da internet, proprio in quelle modalità di copia e rielaborazione , mentre nel caso della trasmissione di contenuti pirata, da sempre una tolleranza nei confronti delle Infrastrutture e la responsabilità è sempre attribuita all'attore principale. In questo caso il cambiamento di una legge deve tenere conto delle esigenze di sostenibilità dei settori colpiti
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@Kir la questione è diversa perché il Diritto d'autore viene tutelato da sempre su internet e fuori da internet, proprio in quelle modalità di copia e rielaborazione , mentre nel caso della trasmissione di contenuti pirata, da sempre una tolleranza nei confronti delle Infrastrutture e la responsabilità è sempre attribuita all'attore principale. In questo caso il cambiamento di una legge deve tenere conto delle esigenze di sostenibilità dei settori colpiti
@informapirata @game @informatica
Non sono d'accordo.
Se da oggi decidiamo che l'additivo x non può esserci nei cibi (magari si è scoperto sia cancerogeno) io metto un divieto.
Se è difficile per te toglierlo dai tuoi prodotti, o costerebbe troppo, o hai già pronti container di cibo, non è un problema mio. Ho deciso che non puoi venderlo e ti adegui, altro che compensazione.Il problema (nella metafora) è che qui stiamo dando a DAZN il potere di indicare gli additivi proibiti quotidianamente
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@informapirata @game @informatica
Non sono d'accordo.
Se da oggi decidiamo che l'additivo x non può esserci nei cibi (magari si è scoperto sia cancerogeno) io metto un divieto.
Se è difficile per te toglierlo dai tuoi prodotti, o costerebbe troppo, o hai già pronti container di cibo, non è un problema mio. Ho deciso che non puoi venderlo e ti adegui, altro che compensazione.Il problema (nella metafora) è che qui stiamo dando a DAZN il potere di indicare gli additivi proibiti quotidianamente
@Kir
> Se da oggi decidiamo che l'additivo x non può esserci nei cibi...No, queste cose solitamente durano anni. O mesi, se si tratta di questioni caratterizzate da un'urgenza o una pericolosità sociale. È impensabile che provvedimenti che non siano a costo zero vengano varati In tempi così rapidi
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Cloudflare contro AGCOM: le richieste di Piracy Shield non sono tecnicamente possibili
Matthew Prince, ceo e co-fondatore di Cloudflare, non usa mezze misure. In una intervista con Il Sole 24 Ore parla di ritorsioni, di leggi «illegali», di un’Autorità che «non capisce come funziona Internet» e di un’Italia che rischia di pagare un prezzo altissimo.
In Corso Filippo Turati a Torino c'è un tale che vende le mele abusivamente senza licenza e sottocosto. Il Garante del libero commercio e della concorrenza ha deciso di chiudere Corso Filippo Turati e tutte le strade che vi danno accesso nella illusione di impedire al tale la vendita abusiva delle mele sottocosto. Malgrado le proteste dell'ospedale Mauriziano, dei negozianti e dei residenti del corso, il Garante resta inamovibile sulle decisioni prese.
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In Corso Filippo Turati a Torino c'è un tale che vende le mele abusivamente senza licenza e sottocosto. Il Garante del libero commercio e della concorrenza ha deciso di chiudere Corso Filippo Turati e tutte le strade che vi danno accesso nella illusione di impedire al tale la vendita abusiva delle mele sottocosto. Malgrado le proteste dell'ospedale Mauriziano, dei negozianti e dei residenti del corso, il Garante resta inamovibile sulle decisioni prese.
@pierobosio esatto. E l'alternativa è che se i residenti e i commercianti della strada non vogliono che la loro via venga chiusa, devono assicurarsi che non vengano vendute mele da parte di contadini senza licenza... 😁 😄 🤣
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@Kir
> Se da oggi decidiamo che l'additivo x non può esserci nei cibi...No, queste cose solitamente durano anni. O mesi, se si tratta di questioni caratterizzate da un'urgenza o una pericolosità sociale. È impensabile che provvedimenti che non siano a costo zero vengano varati In tempi così rapidi
Io la vedo così: se Cloudflare avesse detto "riconosco che l'IP è illegale, vorrei collaborare ma non riesco con queste tempistiche, sono a disposizione per trovare una soluzione alternativa", per me sarebbe stata una posizione costruttiva.
Se Cloudflare avesse detto: non è giusto che chiedi a me di intervenire mentre il DNS di Google non ha oneri, avrei potuto capire. Sempre che il blocco fosse sul DNS e non sulla CDN, per me non è chiaro questo punto. E anche in questo caso sarebbe da capire su Cloudflare fosse authoritative o meno per il dominio segnalato.
Però ricordiamoci che l'Italia è un paese che ha bloccato www.gutenberg.org. Facciamo le battaglie di libertà per le cause giuste, non per il pezzotto.
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Cloudflare contro AGCOM: le richieste di Piracy Shield non sono tecnicamente possibili
Matthew Prince, ceo e co-fondatore di Cloudflare, non usa mezze misure. In una intervista con Il Sole 24 Ore parla di ritorsioni, di leggi «illegali», di un’Autorità che «non capisce come funziona Internet» e di un’Italia che rischia di pagare un prezzo altissimo.
Una Content Delivery Network (CDN) è una rete di server distribuiti geograficamente. Il suo funzionamento si basa sul caching, la memorizzazione temporanea di copie dei contenuti nei server più vicini agli utenti finali. I contenuti vengono replicati su server edge (o nodi di distribuzione) posizionati in diverse località nel mondo. Quando un utente richiede una pagina web, la richiesta viene indirizzata al server CDN più vicino. Vi ricorda qualcosa?
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@game sono d'accordo, ma è significativo che le ripeta di nuovo.
E, occhio, non dice cose sbagliate. Solo un po' condizionate dall'interesse aziendale
In ogni caso, per qualcosa che vada un po' oltre la semplice propaganda dei comunicati aziendali, intervista, una volta con comunicati e un'altra volta sono indiscrezioni trapelate, rimando a un punto di vista diverso, come raccontato in questo articolo di @DataKnightmare
@informapirata @game @DataKnightmare @informatica
Bloccare un IP specifico di una CDN è complesso e spesso inefficace, poiché le CDN utilizzano migliaia di indirizzi IP distribuiti globalmente. Utenti legittimi potrebbero condividere gli stessi IP, bloccando accessi legittimi.
"Il numero di nodi e di server che compongono una CDN in alcuni casi possono raggiungere l'ordine di grandezza di qualche migliaio di nodi (distribuiti su decine di migliaia di server)."
https://it.wikipedia.org/wiki/Rete_di_distribuzione_dei_contenuti
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@informapirata @game @DataKnightmare @informatica
Bloccare un IP specifico di una CDN è complesso e spesso inefficace, poiché le CDN utilizzano migliaia di indirizzi IP distribuiti globalmente. Utenti legittimi potrebbero condividere gli stessi IP, bloccando accessi legittimi.
"Il numero di nodi e di server che compongono una CDN in alcuni casi possono raggiungere l'ordine di grandezza di qualche migliaio di nodi (distribuiti su decine di migliaia di server)."
https://it.wikipedia.org/wiki/Rete_di_distribuzione_dei_contenuti
Che Piracy Shield sia un abominio non è neanche in discussione. Sono d'accordo. E di solito non si parla neanche di CDN, ma di DNS. Ma facciamo fatica a capire esattamente il contenuto di questa richiesta specifica, perché non si trovano informazioni.
Però ci sono attori italiani (gli internet service provider) che ottemperano alle richieste di Piracy Shield.
Ora le cose sono due: o togliamo Piracy Shield (favorevole!), oppure Prince deve spiegare nel dettaglio perché non può dare seguito alla richiesta. E a quel punto avrà la mia simpatia.
Perché se lui lotta al posto nostro contro la censura e noi lottiamo al posto suo per difendere (cosa esattamente?) è un mondo al contrario.
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Che Piracy Shield sia un abominio non è neanche in discussione. Sono d'accordo. E di solito non si parla neanche di CDN, ma di DNS. Ma facciamo fatica a capire esattamente il contenuto di questa richiesta specifica, perché non si trovano informazioni.
Però ci sono attori italiani (gli internet service provider) che ottemperano alle richieste di Piracy Shield.
Ora le cose sono due: o togliamo Piracy Shield (favorevole!), oppure Prince deve spiegare nel dettaglio perché non può dare seguito alla richiesta. E a quel punto avrà la mia simpatia.
Perché se lui lotta al posto nostro contro la censura e noi lottiamo al posto suo per difendere (cosa esattamente?) è un mondo al contrario.
@game @informapirata @DataKnightmare @informatica
Se io fossi al posto di Prince e mi vedo arrivare la richiesta di bloccare l'IP 123.123.123.123, senza altre informazioni, non darei seguito alla richiesta, perché su quell'IP ci sono per es. altri 100 servizi di altri 100 utenti diversi con i quali ho dei contratti legali da rispettate pena richiesta danni da parte di quei 100 utenti se non ottempero agli impegni contrattuali presi con loro. Avrei bisogno di maggiori garanzie e tutele legali.
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Che Piracy Shield sia un abominio non è neanche in discussione. Sono d'accordo. E di solito non si parla neanche di CDN, ma di DNS. Ma facciamo fatica a capire esattamente il contenuto di questa richiesta specifica, perché non si trovano informazioni.
Però ci sono attori italiani (gli internet service provider) che ottemperano alle richieste di Piracy Shield.
Ora le cose sono due: o togliamo Piracy Shield (favorevole!), oppure Prince deve spiegare nel dettaglio perché non può dare seguito alla richiesta. E a quel punto avrà la mia simpatia.
Perché se lui lotta al posto nostro contro la censura e noi lottiamo al posto suo per difendere (cosa esattamente?) è un mondo al contrario.
@game la Legge n. 93 del 14 luglio 2023 e il regolamento della Agcom sono pubblici (https://www.agcom.it/competenze/antipirateria-e-piracy-shield/piattaforma-piracy-shield#normativa_rilevante): i fornitori di servizi internet (gli ISP, quasi tutti incazzati) devono oscurare i siti e gli indirizzi IP segnalati per la trasmissione illegale di contenuti in diretta. Punto.