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Falso installer di Microsoft Teams!

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  • Falso installer di Microsoft Teams! Certificati usa-e-getta e una backdoor nel download

    Negli ultimi giorni è stata individuata una campagna di malvertising che ha come bersaglio gli utenti aziendali che cercano di scaricare Microsoft Teams. A prima vista, l’attacco sembra banale: un annuncio sponsorizzato porta a una pagina di download, l’utente scarica un file chiamato MSTeamsSetup.exe e lo avvia. Ma i dettagli fanno la differenza, e sono proprio questi dettagli che rendono l’operazione tanto insidiosa.

    Il file non è un normale eseguibile malevolo, è firmato digitalmente. Per molti, questo è sinonimo di affidabilità. In realtà, gli attaccanti hanno trovato un modo per sfruttare la fiducia nella firma digitale a proprio vantaggio: utilizzano certificati “usa-e-getta”, validi solo per poche ore o pochi giorni, giusto il tempo necessario a distribuire il malware e infettare sistemi prima che la firma venga invalidata o segnalata come sospetta. È un approccio veloce e automatizzato che riduce la possibilità che i controlli di sicurezza basati sulla reputazione abbiano il tempo di reagire.

    La catena di compromissione, passo dopo passo


    L’intero attacco, come analizzato dai ricercatori di Conscia, può essere visto come una catena di compromissione composta da fasi distinte ma strettamente collegate.

    1. Dall’annuncio al download
      Tutto parte da un annuncio sponsorizzato o un link alterato nei risultati dei motori di ricerca. L’utente clicca e viene dirottato su una sequenza di redirect (es. team.frywow[.]com → teams-install[.]icu), fino ad arrivare alla pagina che propone l’installer fasullo. In questa fase i segnali sospetti sono già presenti: URL anomali, domini con TLD rari come .icu, redirect multipli.
    2. L’illusione del file firmato
      L’utente scarica MSTeamsSetup.exe nella cartella Downloads e lo esegue. A colpo d’occhio, il file sembra legittimo perché porta una firma digitale. Ma se si va a vedere meglio, il certificato è stato emesso da un’entità mai vista prima e ha una validità ridicolmente breve, spesso inferiore alle 72 ore. Questo è il primo vero campanello d’allarme.
    3. Il loader che apre la strada
      Una volta avviato, l’installer non fa ciò che promette. Al contrario, esegue un loader che scarica e deposita componenti aggiuntivi, spesso in cartelle come %APPDATA%\Microsoft\Teams\ o %TEMP%. Per garantire che il codice malevolo si riattivi anche al riavvio, vengono create chiavi di registro (HKCU\…\Run) o attività pianificate con nomi rassicuranti come TeamsUpdate. Sono piccoli dettagli che però, se osservati in un ambiente aziendale, fanno la differenza tra un falso allarme e una compromissione reale.
    4. Evasione e comunicazione col C2
      Per sfuggire ai controlli, il malware sfrutta strumenti già presenti in Windows: PowerShell con comandi encoded, rundll32 e regsvr32. Questi strumenti, usati in contesti sospetti, permettono di eseguire codice senza attirare troppa attenzione. Subito dopo, il loader prova a contattare il server di comando e controllo — ad esempio nickbush24[.]com — utilizzando richieste HTTPS che imitano il traffico di un browser reale. Questo traffico verso domini nuovi o poco noti è un altro indicatore importante.


    Segnali da non ignorare


    Ogni fase lascia tracce osservabili che possono essere rilevate se si sa cosa cercare:

    • Un certificato valido meno di 72 ore, emesso da un ente sconosciuto.
    • Chiavi di registro o scheduled task con nomi legati a “update” o “Teams”.
    • Comandi PowerShell con -EncodedCommand o uso anomalo di rundll32/regsvr32.
    • Connessioni outbound verso domini con TLD rari o registrati di recente.

    Non è un singolo segnale che fa la differenza, ma la combinazione: se almeno due o tre di questi elementi si verificano insieme, è molto probabile di trovarsi davanti a questa specifica catena malevola.

    Come difendersi in pratica


    Per ridurre i rischi, è fondamentale agire su più livelli. Alcune misure concrete:

    • Rafforzare le regole ASR in Microsoft Defender, in particolare quelle che impediscono l’esecuzione di file scaricati dal web e il lancio di processi sospetti da applicazioni Office o browser.
    • Monitorare i certificati: segnalare automaticamente i binari firmati da enti non riconosciuti o con certificati validi pochi giorni.
    • Integrare feed di threat intelligence per individuare connessioni verso domini appena registrati o con reputazione bassa.

    Formare gli utenti: spiegare di scaricare Teams solo dal portale ufficiale Microsoft e di diffidare degli annunci sponsorizzati nei motori di ricerca.

    Infine, avere un playbook di risposta agli incidenti pronto è essenziale: isolamento dell’endpoint, raccolta delle evidenzie (hash, chiavi di registro, scheduled task), verifica delle connessioni di rete e rotazione immediata delle credenziali compromesse.

    Perché è un attacco diverso dal solito


    Quello che rende questa campagna particolarmente pericolosa non è tanto la complessità tecnica, quanto la velocità. Gli attaccanti hanno imparato ad automatizzare il ciclo di vita: creano un certificato, registrano un dominio, distribuiscono il file, raccolgono dati e cambiano tutto di nuovo — spesso nell’arco di poche ore.

    Per i difensori, questo significa che non si può più contare soltanto sui feed di minacce che arrivano con ritardo. Servono telemetria in tempo reale, regole comportamentali e capacità di risposta automatizzata. È una corsa contro il tempo, e la velocità del SOC diventa il fattore decisivo.

    L'articolo Falso installer di Microsoft Teams! Certificati usa-e-getta e una backdoor nel download proviene da il blog della sicurezza informatica.


Gli ultimi otto messaggi ricevuti dalla Federazione
  • @DarioZanette ah per quello, MAMiL come se piovesse, tra l'altro odiati da pedoni ed altri ciclisti urbani tanto quanto dagli automobilisti.

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  • GIORNATA DI ARTIVISMO

    Domenica 22 marzo, dalle 14:30 alle 23:00, presso LOCK - Laboratorio Occupato Kasciavìt, Via San Faustino 62, Milano

    UNA GIORNATA DI ARTIVISMO

    🗓️ (questa) Domenica 22 marzo dalle 14:30 alle 23

    📍@collettivo_kasciavit - Via S. Faustino 62 - in occasione del Mercato Lockale

    Dove siamo? Come stiamo? Cosa desideriamo?

    Come rete di Artivismo ci siamo posti queste e altre domande per creare insieme una giornata dedicata all’Arte resistente dove condividere pratiche e parlare di espressione, dissenso creativo, utopie e immaginazione.

    Nel corso del pomeriggio, fino a tarda sera, si alterneranno reti, collettivi e artistə che abitano le arti con valenza politica: dalla fotografia al fumetto, dal rap all’electropunk, dal teatro alla poesia.

    ✨ Con Andrea Bellaroto · Apollineo · ArT* Festival · Casa per la Pace · Freevan · Hurricane Ivan · Inmotulus · Kamera Lab · Mattia L. · Nebüla · No Kings Milano · RAVE OVER · Rete No CPR · Rocks Against Fascism · Scate · Tempi DiVersi · Timidoceleste · Una Finestra Sbagliata

    🍽️ Fermati a cena! Troverai un apertivo/cena vegan per smangiucchiare tutto il pomeriggio, a sostegno delle spese dellə artistə e dei collettivi presenti.

    Ti aspettiamo!

    🎨 @grafica_x e @ele_vi

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  • @RnDanger @tess that's a good idea, «How much care goes into avoiding strain on the affected part.» as a gauge of the pain (at least where possible, so not for teeth abscesses, probably, but now that you make me think about it it's probably why‌ I decided to go get an Xray of the wrist when I fell down skating).

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  • @oblomov @tess
    When they ask me my pain level i consider what I'm actually doing to avoid pain, because I'm really good at avoiding pain as long as i don't have to do life things. Like when I'm at the doctor instead of at work.
    I can devote my entire attention to diminishing the pain response and think I'm fine when clearly I'm not. I'm not fine, or i would have brought myself to the doctor, actually

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  • @maudel l'Europa risponde con un latinissimo e romano "digitus impudicus" 🙂

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  • Cesare: il dado è tratto!
    Legionario: santi numi, anche oggi brodo!?

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  • @tess I think I'm in a similar situation concerning pain levels (at least according to the opinions of my doctor and my dentist), but I don't do contact sport. Can I use that as an excuse now?

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  • - Marescia' ci hanno rubato la gazzella!
    - Ma porc... Ma come si fa? E non avete fatto niente!?
    - Niente paura, marescia', abbiamo preso il numero di targa!

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  • @attualita

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    @attualita
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    @RnDanger @tess that's a good idea, «How much care goes into avoiding strain on the affected part.» as a gauge of the pain (at least where possible, so not for teeth abscesses, probably, but now that you make me think about it it's probably why‌ I decided to go get an Xray of the wrist when I fell down skating).
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    @bianot