Quiz del lunedì: quale di queste sorgenti di radiazioni è MENO pericolosa per la salute umana?
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Quiz del lunedì: quale di queste sorgenti di radiazioni è MENO pericolosa per la salute umana?
Soluzione domani, non suggerite e non cercate su internet!
@andrea_ferrero @astronomia dipende da dove ti trovi ;) ?
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@andrea_ferrero @astronomia dipende da dove ti trovi ;) ?
@giorginolab @astronomia hai ragione, diciamo per una missione come Artemis 3
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Quiz del lunedì: quale di queste sorgenti di radiazioni è MENO pericolosa per la salute umana?
Soluzione domani, non suggerite e non cercate su internet!
Confrontare i pericoli dei diversi tipi di radiazioni nello spazio non è banale, perché la risposta dipende sia dalle caratteristiche della missione, sia dal fatto che si misurino la letalità immediata o i rischi per la salute a lungo termine.
(continua)
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Confrontare i pericoli dei diversi tipi di radiazioni nello spazio non è banale, perché la risposta dipende sia dalle caratteristiche della missione, sia dal fatto che si misurino la letalità immediata o i rischi per la salute a lungo termine.
(continua)
I raggi cosmici, nonostante il nome, non sono onde elettromagnetiche, ma particelle dotate di massa — soprattutto protoni e nuclei di elio — che arrivano dall’esterno del sistema solare. Si muovono ad altissima velocità e hanno quindi tantissima energia. Si chiamano così perché quando furono scoperti, all’inizio del Novecento, si pensava erroneamente che fossero una forma di energia analoga ai raggi X e ai raggi gamma.
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I raggi cosmici, nonostante il nome, non sono onde elettromagnetiche, ma particelle dotate di massa — soprattutto protoni e nuclei di elio — che arrivano dall’esterno del sistema solare. Si muovono ad altissima velocità e hanno quindi tantissima energia. Si chiamano così perché quando furono scoperti, all’inizio del Novecento, si pensava erroneamente che fossero una forma di energia analoga ai raggi X e ai raggi gamma.
Con la tecnologia attuale è sostanzialmente impossibile schermare del tutto i raggi cosmici galattici. Inoltre, quando essi interagiscono con le strutture di un veicolo spaziale, generano radiazioni secondarie che possono essere altrettanto pericolose. D’altra parte, non producono effetti immediati per la salute, ma causano danni cumulativi che possono portare a cancro, mutazioni genetiche e disturbi del sistema nervoso centrale.
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Con la tecnologia attuale è sostanzialmente impossibile schermare del tutto i raggi cosmici galattici. Inoltre, quando essi interagiscono con le strutture di un veicolo spaziale, generano radiazioni secondarie che possono essere altrettanto pericolose. D’altra parte, non producono effetti immediati per la salute, ma causano danni cumulativi che possono portare a cancro, mutazioni genetiche e disturbi del sistema nervoso centrale.
Sono un problema soprattutto per le missioni di lunga durata, come la futura esplorazione umana di Marte.
Le particelle energetiche solari sono "tempeste" di protoni ad alta energia emessi dal Sole durante eventi come i brillamenti solari ole espulsioni di massa coronale. Sono fenomeni sporadici e improvvisi che, in poche ore, possono sprigionare una dose di radiazioni tale da causare effetti acuti — sindrome acuta da radiazione — o persino la morte.
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Sono un problema soprattutto per le missioni di lunga durata, come la futura esplorazione umana di Marte.
Le particelle energetiche solari sono "tempeste" di protoni ad alta energia emessi dal Sole durante eventi come i brillamenti solari ole espulsioni di massa coronale. Sono fenomeni sporadici e improvvisi che, in poche ore, possono sprigionare una dose di radiazioni tale da causare effetti acuti — sindrome acuta da radiazione — o persino la morte.
In compenso, a differenza dei raggi cosmici galattici, possono essere schermate perché hanno un’energia inferiore. Si può predisporre un’area del veicolo appositamente attrezzata in cui gli astronauti si possono rifugiare durante questi eventi. Oggi l’attività solare è monitorata attraverso una vera e propria “meteorologia spaziale”, ma all’epoca del programma Apollo gli eventi solari rappresentavano un rischio imprevedibile.
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In compenso, a differenza dei raggi cosmici galattici, possono essere schermate perché hanno un’energia inferiore. Si può predisporre un’area del veicolo appositamente attrezzata in cui gli astronauti si possono rifugiare durante questi eventi. Oggi l’attività solare è monitorata attraverso una vera e propria “meteorologia spaziale”, ma all’epoca del programma Apollo gli eventi solari rappresentavano un rischio imprevedibile.
Le fasce di Van Allen circondano il nostro pianeta e sono zone di particelle cariche, soprattutto protoni ed elettroni, intrappolate dal campo magnetico terrestre. Se un astronauta vi rimanesse immerso costantemente per settimane, la dose sarebbe letale, ma se vengono attraversate in poche ore la dose totale ricevuta è equivalente al massimo a quella di una TAC, cioè largamente entro i limiti di sicurezza.
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Le fasce di Van Allen circondano il nostro pianeta e sono zone di particelle cariche, soprattutto protoni ed elettroni, intrappolate dal campo magnetico terrestre. Se un astronauta vi rimanesse immerso costantemente per settimane, la dose sarebbe letale, ma se vengono attraversate in poche ore la dose totale ricevuta è equivalente al massimo a quella di una TAC, cioè largamente entro i limiti di sicurezza.
Sono quindi il problema più facile da gestire: la Stazione Spaziale Internazionale attraversa periodicamente una “protuberanza” della fascia interna di Van Allen, l’Anomalia del Sud Atlantico, e ciò ha richiesto una schermatura supplementare e protocolli specifici, ma non ha impedito la missione.
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Sono quindi il problema più facile da gestire: la Stazione Spaziale Internazionale attraversa periodicamente una “protuberanza” della fascia interna di Van Allen, l’Anomalia del Sud Atlantico, e ciò ha richiesto una schermatura supplementare e protocolli specifici, ma non ha impedito la missione.
Infine, le fasce di Van Allen intrappolano parte delle particelle che arrivano dall’esterno e insieme all’atmosfera proteggono dalle radiazioni la vita sulla Terra. Di conseguenza, i raggi cosmici galattici e le particelle energetiche solari sono un problema significativo soltanto per le missioni che si spingono oltre l’orbita bassa.
(fine)
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