Quiz del lunedì.
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Quiz del lunedì. Qual è la potenza tipica di un satellite per osservazione terrestre?
Appuntamento a domani per la discussione delle risposte, non suggerite e non cercate su internet!
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Quiz del lunedì. Qual è la potenza tipica di un satellite per osservazione terrestre?
Appuntamento a domani per la discussione delle risposte, non suggerite e non cercate su internet!
I veicoli spaziali sono tra le macchine più sofisticate mai costruite, ma il loro consumo di energia è molto più basso di quello che ci si potrebbe immaginare.
(continua)
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I veicoli spaziali sono tra le macchine più sofisticate mai costruite, ma il loro consumo di energia è molto più basso di quello che ci si potrebbe immaginare.
(continua)
Durante le fasi operative, la potenza assorbita complessivamente da un tipico satellite di osservazione terrestre è dell’ordine di 1-2 kW, come quella di una lavatrice o un forno elettrico. I satelliti per telecomunicazioni possono arrivare a 25 kW mentre la Stazione Spaziale Internazionale, il più grande oggetto artificiale in orbita intorno alla Terra, ha una potenza media di circa 100 kW, come un condominio di medie dimensioni.
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Durante le fasi operative, la potenza assorbita complessivamente da un tipico satellite di osservazione terrestre è dell’ordine di 1-2 kW, come quella di una lavatrice o un forno elettrico. I satelliti per telecomunicazioni possono arrivare a 25 kW mentre la Stazione Spaziale Internazionale, il più grande oggetto artificiale in orbita intorno alla Terra, ha una potenza media di circa 100 kW, come un condominio di medie dimensioni.
Le potenze dei satelliti sono così basse per diverse ragioni. La principale è la difficoltà di produrre energia. I pannelli solari sono ingombranti e costosi da lanciare: ogni chilogrammo portato in orbita ha un costo di migliaia di dollari.
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Le potenze dei satelliti sono così basse per diverse ragioni. La principale è la difficoltà di produrre energia. I pannelli solari sono ingombranti e costosi da lanciare: ogni chilogrammo portato in orbita ha un costo di migliaia di dollari.
Il secondo problema è che l’energia prodotta deve essere smaltita. Sulla Terra, i computer e i motori si raffreddano tramite l'aria, con un fenomeno chiamato “convezione”. Nello spazio l'aria non c'è e il calore si può dissipare solo per “irraggiamento”, tramite grandi radiatori che occupano spazio e aggiungono peso.
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Il secondo problema è che l’energia prodotta deve essere smaltita. Sulla Terra, i computer e i motori si raffreddano tramite l'aria, con un fenomeno chiamato “convezione”. Nello spazio l'aria non c'è e il calore si può dissipare solo per “irraggiamento”, tramite grandi radiatori che occupano spazio e aggiungono peso.
D’altra parte il vuoto offre anche dei vantaggi. Una volta entrati in orbita intorno alla Terra non serve energia, o quasi, per restare in movimento, perché la resistenza aerodinamica è quasi nulla: i piccoli motori dei satelliti servono principalmente per correzioni di traiettoria o per cambiamenti di assetto.
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D’altra parte il vuoto offre anche dei vantaggi. Una volta entrati in orbita intorno alla Terra non serve energia, o quasi, per restare in movimento, perché la resistenza aerodinamica è quasi nulla: i piccoli motori dei satelliti servono principalmente per correzioni di traiettoria o per cambiamenti di assetto.
La poca energia disponibile fa sì che il progetto dei veicoli spaziali sia profondamente diverso da quello delle macchine che conosciamo sulla Terra. La loro ingegnosità non sta nella potenza, ma nell’efficienza. Le macchine che osservano il nostro pianeta, guidano i navigatori satellitari e studiano le meraviglie dell’universo a miliardi di anni luce di distanza lo fanno consumando l’energia di un elettrodomestico.
(fine)
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La poca energia disponibile fa sì che il progetto dei veicoli spaziali sia profondamente diverso da quello delle macchine che conosciamo sulla Terra. La loro ingegnosità non sta nella potenza, ma nell’efficienza. Le macchine che osservano il nostro pianeta, guidano i navigatori satellitari e studiano le meraviglie dell’universo a miliardi di anni luce di distanza lo fanno consumando l’energia di un elettrodomestico.
(fine)
@andrea_ferrero
So che la strumentazione delle sonde nelle missioni a lunga distanza (tipo Voyager) è alimentata con il plutonio. Le sonde delle missioni su Giove e Saturno come erano state alimentate?