Il 21 luglio 1961 a Cape Canaveral è una giornata nuvolosa.
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Il 21 luglio 1961 a Cape Canaveral è una giornata nuvolosa. In rampa di lancio c’è un razzo di origine militare pronto a partire, il Redstone. Sta per partire il secondo astronauta americano dopo Alan Shepard: Virgil “Gus” Grissom.
(continua)
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Il 21 luglio 1961 a Cape Canaveral è una giornata nuvolosa. In rampa di lancio c’è un razzo di origine militare pronto a partire, il Redstone. Sta per partire il secondo astronauta americano dopo Alan Shepard: Virgil “Gus” Grissom.
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La missione durerà solo 15 minuti: è un volo suborbitale, non un’orbita completa intorno alla Terra come quella compiuta il 12 aprile dal russo Jurij Gagarin, perché gli americani vogliono fare altra esperienza prima di provare una missione orbitale. La capsula Mercury 11 raggiungerà una quota di poco meno di 200 chilometri e inizierà la sua discesa, per poi ammarare a circa 300 chilometri dalla costa della Florida.
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La missione durerà solo 15 minuti: è un volo suborbitale, non un’orbita completa intorno alla Terra come quella compiuta il 12 aprile dal russo Jurij Gagarin, perché gli americani vogliono fare altra esperienza prima di provare una missione orbitale. La capsula Mercury 11 raggiungerà una quota di poco meno di 200 chilometri e inizierà la sua discesa, per poi ammarare a circa 300 chilometri dalla costa della Florida.
Apparentemente la missione di Gus Grissom è uguale a quella di Shepard. In realtà ci sono significative differenze. Una di queste per poco non gli costerà la vita.
La capsula si chiama Mercury 11, ma un po’ per la sua forma e un po’ per patriottismo Grissom l’ha ribattezzata Liberty Bell come una famosa campana, simbolo della guerra d’indipendenza americana e della lotta alla schiavitù. Ha fatto anche dipingere una crepa sul fianco della capsula, come quella dell’originale.
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