intervista a un esponente della sinistra residente in Russia e che sostiene il “disfattismo rivoluzionario”1, dal sito dei russi di sinistra residenti in GermaniaPer favore, raccontaci qualcosa di te.Sono comunista. Ho svolto diversi lavori proletari e semiproletari. Sostengo la coalizione Sinistra per la Pace Senza Annessioni (qui a destra il loro logo).Parlaci della coalizione.Per me e alcuni miei compagni, la guerra su vasta scala iniziata nel febbraio 2022 non è stata una sorpresa. Tuttavia, la guerra ha sconvolto il movimento di sinistra. Non tutti hanno assunto la posizione corretta.Ben presto si è delineata una “sinistra” che sostiene il potere statale russo. Inoltre, è stato il Partito Comunista della Federazione Russa (PCRF) a promuovere una votazione alla Duma [il parlamento] chiedendo a Putin di riconoscere le “repubbliche popolari” di Luhansk e Donetsk come stati indipendenti2.Pochi giorni dopo l’invasione su vasta scala, apparve una dichiarazione dei “Socialisti contro la guerra”. Era piuttosto astratta e fu firmata da varie organizzazioni e da numerosi individui, tra i quali anche membri del Partito Comunista Francese. Ma non portò ad alcuna seria attività congiunta.Dopo la prima ondata di repressione, il Movimento Socialista Russo venne etichettato come “agente straniero”3, e molti attivisti emigrarono. L’attività pratica contro la guerra da parte della sinistra in Russia si arrestò bruscamente, prima ancora di iniziare.Questa situazione si rifletteva negli atteggiamenti e nelle politiche, con l’emergere di una tendenza che equiparava Russia e Ucraina e riteneva che non ci fosse bisogno di sostenere quest’ultima. In linea di massima, queste organizzazioni e attivisti non consideravano accettabile l’annessione di parti dell’Ucraina da parte della Russia. Questi attivisti abbandonarono semplicemente le dichiarazioni contro la guerra fatte all’inizio e si separarono completamente dal movimento pacifista. Un’eccezione furono i militanti onesti (gli “internazionalisti”) del Partito Comunista Russo.Personalmente, fin dall’inizio della guerra totale ero convinto che l’Ucraina stesse conducendo una guerra giusta e difensiva contro l’imperialismo revanscista russo. Ho cercato di mettermi in contatto con altri disfattisti nella Federazione Russa. Ma la situazione era tale che non siamo riusciti a fare nulla di efficace. E poi mi ha colpito sapere che gli emigrati di sinistra [nel novembre 2024] stavano organizzando un forum dell’emigrazione di sinistra a Colonia, in Germania. Volevano presentarsi come rappresentanti di tutta la sinistra russa, compresi i disfattisti. Ma allo stesso tempo mi sono reso conto che questo forum rappresentava un’opportunità per i disfattisti rivoluzionari, per far conoscere la nostra presenza e per unirci.E così è apparsa la “lettera aperta” della Sinistra per la Pace Senza Annessioni, indirizzata in primo luogo al forum di Colonia. Alla sua stesura parteciparono sia attivisti residenti nel paese, sia altri emigrati. [Riproduciamo il testo della “lettera aperta”, dell’ottobre 2024, nel riquadro qui sotto] Per noi era importante dimostrare che, tra gli esponenti della sinistra, esiste un gruppo significativo che considera la guerra della Russia ingiusta, che non accetta le annessioni e che crede che gli ucraini abbiano un diritto inalienabile all’autodifesa.L’alleanza Sinistra per la Pace Senza Annessioni ha riunito persone provenienti da diverse tradizioni politiche, attivisti più o meno radicali. Ciò che ci unisce è la convinzione che non ci adegueremo al “nostro” imperialismo e che la lotta di una nazione oppressa contro l’aggressione è una lotta giusta.Perché avete deciso di dare risalto alle voci dei cittadini russi riguardo alla fornitura di armi all’Ucraina? Dopotutto, gli attivisti russi non hanno praticamente alcuna influenza sui politici europei.La lettera aperta non riguardava in realtà la fornitura di armi. O per essere precisi, la fornitura di armi veniva menzionata, ma non era per noi il punto principale. La lettera parlava innanzitutto di solidarietà, che significa che i lavoratori russi devono accettare il dolore e la sofferenza degli ucraini come propri. Significa che la sinistra nella nazione che oppressore deve riconoscere il diritto della nazione oppressa a un proprio stato indipendente e alla difesa di tale stato.Per chi vive all’estero, porre la questione in questo modo potrebbe sembrare un po’ astratto, mentre in Russia – per ovvie ragioni – è impossibile rilasciare dichiarazioni pubbliche di questo tipo. Quindi, per gli attivisti in Russia, il forum di Colonia e la lettera aperta ci hanno offerto un modo per presentare la nostra posizione – di resistenza al regime di Putin e di sostegno al popolo ucraino – “dall’interno”.Ai compagni di altri paesi abbiamo segnalato che: in Russia ci sono esponenti della sinistra che riconoscono che la sconfitta è il miglior risultato possibile; che la sinistra occidentale non dovrebbe pensare che in Russia vada tutto bene; e che non si dovrebbe credere che nella sinistra russa prevalga un sostegno unanime, o addirittura l’acquiescenza, alla cosiddetta “operazione militare speciale”.E ovviamente tutto ciò è importante per spiegare la situazione ai lavoratori nei paesi occidentali.Quali processi in corso nella società russa al momento ritieni sia importante mettere in evidenza?In Russia è in atto un processo di crescente contraddizione e, in una certa misura, di distensione4.L’instabilità sta aumentando. E tutto è cominciato nella Z-osfera5, che, a quanto pare, nel quinto anno di guerra totale non riesce più a immaginare una vittoria costruita su montagne di cadaveri. Ilya Remeslo6, Igor Strelkov-Girkin e Pavel Gubarev7 hanno tutti detto la loro. E ora sentiamo dichiarazioni politiche o “semipolitiche” da personaggi pubblici che in precedenza si tenevano fuori dalla politica, come la blogger Victoria Boni, l’attore Dmitry Nagiev e altri.Il blocco di internet e le restrizioni all’uso di Telegram stanno causando un forte malcontento in tutta la società. Le autorità hanno represso brutalmente i tentativi di protesta, non solo vietando gli assembramenti pubblici, ma anche arrestando coloro che annunciano l’intenzione di organizzarli con accuse pretestuose (ad esempio, “disobbedienza alle forze dell’ordine”).Un altro grande scandalo è scaturito dal massacro su larga scala di animali da allevamento in Siberia, condotto senza alcuna chiara spiegazione. In altre parole, lo stato permette, o crea, situazioni – del tutto indipendenti dalla guerra – che generano malcontento in tutta la società.Di conseguenza, il gradimento di Putin è calato nei primi mesi di quest’anno, prima che VTsIOM8 modificasse la metodologia dei suoi sondaggi.Come ha reagito la società russa ai sempre più frequenti attacchi dei droni ucraini, come ad esempio quelli che abbiamo visto di recente a Tuapse, Perm e nella regione di Mosca?Non c’è stata molta reazione. Attacchi del genere non sono una novità. E naturalmente lo stato dà l’impressione che vada tutto bene. Dopo l’escalation degli attacchi con i droni a metà maggio, si sentivano persone dire che non avrebbero cambiato i loro piani e che non si sentivano minacciate.Ovviamente, sebbene i droni ucraini prendano di mira obiettivi militari e legati all’economia di guerra di Putin, ci possono essere, e ci sono state, vittime civili. Le tre morti causate dagli attacchi dei droni nella regione di Mosca sono state, naturalmente, una tragedia. Ma a Kiev, nello stesso periodo, sono morte più di 50 persone.Esiste una differenza abissale tra la Federazione Russa e l’Ucraina, non solo nella logica, ma anche nella precisione degli attacchi con i droni dietro le linee del fronte. La Russia non si cura minimamente dei “danni collaterali” alla popolazione civile; anzi, li ostenta e li utilizza come strumento di terrore.Abbiamo tutti visto come il governo russo, dopo aver chiesto all’Ucraina il diritto di svolgere indisturbata la sua parata militare del 9 maggio9, abbia minacciato di bombardare Kiev qualora tale richiesta fosse stata respinta. E, per non lasciare dubbi sulla criminalità di un simile bombardamento ai sensi del diritto umanitario, hanno aggiunto che la popolazione di Kiev avrebbe dovuto essere evacuata.Non vi preoccupa che la vostra posizione sulla fornitura di armi all’Ucraina possa alienarvi persino quei russi contrari alla guerra?A mio avviso, l’eccessiva attenzione riservata alla questione della fornitura di armi all’Ucraina è un fenomeno interno alla sinistra e agli emigrati. Per chi vive all’estero, si tratta infatti di una questione politica reale: vediamo populisti, centristi ed elementi filo-Putin europei utilizzare la narrativa sulla fornitura di armi per ottenere il sostegno elettorale degli elettori reazionari.Cosa ne pensi delle sanzioni? A mio avviso, si tratta di una questione complessa. Da un lato, c’è una guerra commerciale inter-imperialista che colpisce duramente i cittadini russi; dall’altro, le sanzioni rappresentano un modo per indebolire la capacità militare della Russia.Credo che le sanzioni dovrebbero concentrarsi soprattutto sul complesso militare-industriale. Ma anche le sanzioni contro altri settori dell’economia non sono una questione semplice. Se la propaganda riesce a collegare il peggioramento del tenore di vita delle persone alle sanzioni, e non alla guerra, alle cattive politiche e all’avidità dei capitalisti, allora l’insoddisfazione può essere in qualche misura sfruttata dallo stato per rafforzare i pregiudizi anti-occidentali.Inoltre, le sanzioni che “separano” le economie russa e occidentale potrebbero aumentare il rischio di una guerra su vasta scala. E questo problema potrebbe aggravarsi ulteriormente se venissero imposte restrizioni ai viaggi dei cittadini russi verso i paesi dell’UE, se si verificassero ulteriori complicazioni nell’ottenimento dei visti e così via. Invece di contrastare la xenofobia, ciò potrebbe spingere i russi ancora più all’isolamento.Le sanzioni “lente”, alle quali il regime di Putin si sta adattando con successo, sono di scarsa utilità. Credo che l’UE si stia preparando a una situazione in cui sarà necessario dichiarare guerra alla Russia, piuttosto che aumentare gli aiuti all’Ucraina a un livello sufficiente a porre fine a questa guerra.Il problema è che né gli Stati Uniti né l’UE desiderano una vittoria ucraina. Vogliono preservare la Federazione Russa. Temendo un serio confronto con la Russia e un avvicinamento di quest’ultima alla Cina, gli alleati occidentali dell’Ucraina, con le loro mezze misure, non fanno altro che avvicinare tali prospettive.Qual è la situazione del movimento pacifista in Russia?Si trova in una situazione illegale, o semi-clandestina. Da un lato, la maggioranza delle persone che si interessano, almeno in parte, di politica è contraria alla guerra. Dall’altro, la sinistra è stata resa impotente. È stata schiacciata. Non riesce a organizzare nulla di concreto. Ma restano le speranze nell’emergere di nuove generazioni di attivisti, capaci di operare anche in queste condizioni.I liberali contano sulla prospettiva di un colpo di stato di alto livello in cui le élite che vogliono fare pace con l’Occidente fermino l’“operazione militare speciale”. Se si confronta questa prospettiva con la continuazione della guerra e del governo di Putin, anche da un punto di vista di sinistra rappresenterebbe una sorta di miglioramento.Ma l’unica seria possibilità che il movimento di sinistra si sviluppi è trovare un modo per entrare in contatto con la massa di persone insoddisfatte e disilluse a causa dell’impoverimento, delle morti, dei feriti e della vergogna di una guerra persa.Gli attivisti in Russia sono pronti per un blocco totale di Internet? Come potrebbero contribuire gli attivisti in emigrazione?Non siamo pronti. Convincere Pavel Durov [il proprietario di Telegram] ad abilitare la messaggistica tramite Telegram con Bluetooth e Wi-Fi Direct? Utilizzare Starlink in qualche modo in modo che non venga bloccato per gli attivisti?Se si considera la possibilità di una chiusura totale, allora il supporto potrebbe significare: abbiamo bisogno di buone VPN e di attivisti affidabili sui social media che non corrano il rischio di essere perseguiti; abbiamo bisogno di spazi in cui gli attivisti all’interno della Russia possano esprimersi in sicurezza; e abbiamo bisogno di spazi per la pubblicazione di materiale illegale in Russia.Forse si potrebbe creare un canale YouTube. Servono anche soldi, perché è difficile conciliare l’attività politica con un lavoro a tempo pieno. A mio parere, fornire queste condizioni agli attivisti in Russia è un dovere degli emigrati, che ovviamente vivono in relativa sicurezza.Cos’altro dovrebbero fare gli attivisti di lingua russa in Germania?Raccogliete donazioni e inviatele a chi è in difficoltà, e sostenete i prigionieri politici. Intraprendete una lotta costante contro i centristi e gli elementi filo-Putin. Spiegate al popolo tedesco che, oggi, la solidarietà dei lavoratori significa sostenere la resistenza ucraina e l’opposizione pacifista di sinistra in Russia. E informate la gente sulla reale situazione in Russia.NoteNella tradizione marxista, il termine “distattismo rivoluzionario” indica quei socialisti che, durante la guerra, sperano nella sconfitta della classe dominante della propria nazione e nell’emergere, a seguito del conflitto, di opportunità per rovesciarla. Il termine iniziò ad essere ampiamente utilizzato durante la prima guerra mondiale. I bolscevichi russi e gli spartacisti tedeschi furono i rappresentanti più importanti di questa corrente. ↩︎I deputati del “Partito comunista della Federazione Russa” hanno presentato questa proposta alla Duma il 19 gennaio 2022, e questa è stata approvata il 15 febbraio. Il 21 febbraio, Putin ha annunciato il riconoscimento da parte della Russia delle “repubbliche”; ciò è stato considerato un passo fondamentale verso l’invasione su vasta scala avvenuta tre giorni dopo. Nel settembre 2022 la Russia ha dichiarato di aver annesso Donetsk e Luhansk, insieme ad altre due regioni ucraine: Zaporizhye e Kherson. La Russia aveva annesso la Crimea nel 2014. ↩︎Il Movimento Socialista Russo era una delle più grandi organizzazioni socialiste al di fuori del gruppo dei partiti comunisti “ufficiali”. Molti dei suoi membri attivi hanno dovuto lasciare la Russia nel 2022, continuando a comunque a denunciare la guerra. Dichiarare un’organizzazione “agente straniero” è una tattica repressiva standard del regime russo contro i propri oppositori, che li priva di molti diritti legali. ↩︎Di disgelo della vita politica, a causa dei crescenti problemi economici, della mancanza di progressi al fronte e della rozza interferenza delle autorità con internet. ↩︎L’area dei sostenitori attivi della guerra. ↩︎Un noto nemico dell’opposizione, che però di recente ha criticato aspramente Putin. ↩︎I leader della cosiddetta “primavera russa”, la rivolta separatista, sostenuta dalla Russia, a Donetsk e Luhansk del marzo-aprile 2014, che ora incolpano il Cremlino per la sua incapacità di vincere la guerra. Gubarev era un leader di una milizia separatista ucraina di estrema destra e ricopriva una carica politica a Donetsk; Girkin guidava una milizia nazionalista russa di destra che ha attraversato il confine per sostenere la rivolta. ↩︎L’agenzia statale che conduce sondaggi d’opinione. ↩︎Il 9 maggio è il “Giorno della Vittoria” in Russia, in cui la sconfitta della Germania da parte dell’Unione Sovietica nella seconda guerra mondiale viene commemorata con una festività e parate militari. La parata di quest’anno a Mosca è stata più ridotta del solito e si è svolta senza i consueti carri armati e veicoli blindati. ↩︎Pubblichiamo qui sotto il testo della “lettera aperta” richiamata nell’intervistaLettera apertadella Sinistra per la pace senza annessioni31 ottobre 2024PreamboloLa Russia è in stato di guerra totale con l’Ucraina da oltre due anni e mezzo (più di 10 anni dall’inizio della guerra non dichiarata). Questo sta causando sofferenze incalcolabili, innanzitutto agli ucraini. Le loro città vengono distrutte, le loro industrie e infrastrutture rase al suolo, milioni di persone sono diventate profughi e decine di migliaia di civili e soldati che difendono il paese stanno morendo. Anche i russi stessi soffrono, inviati con la forza e la corruzione per essere catturati e uccisi nel paese vicino dal regime di Putin, che hanno subito un declino del loro tenore di vita e l’eliminazione di quasi tutte le libertà politiche, e che sono stati gravati dalla vergogna di una guerra ingiusta contro il loro stesso popolo.In questo contesto, è previsto per il 2 e 3 novembre (2024) a Colonia un “Forum dell’emigrazione di sinistra pacifista”. Purtroppo, i preparativi non sono del tutto democratici e tra gli organizzatori figurano russi che, intenzionalmente o meno, fanno il gioco dell’imperialismo russo.È altrettanto chiaro che molti esponenti della sinistra europea, abituati da anni a opporsi alla NATO e agli Stati Uniti, nella situazione attuale, che sfida i vecchi schemi, sono diventati, consapevolmente o inconsapevolmente, alleati della dittatura di Putin. Hanno bisogno di ascoltare la voce dei russi, che si oppongono inequivocabilmente al “loro” imperialismo.Tuttavia, questa voce deve essere ascoltata, prima di tutto, dal popolo russo stesso. Per troppo tempo, il nome dell’unità di sinistra ha celato gravi contraddizioni tra coloro che si opponevano formalmente alla guerra e coloro che desideravano sinceramente la sconfitta dell’aggressore imperialista.Inoltre, questa lettera aperta costituirà la base per una bozza di risoluzione al “Forum dell’emigrazione di sinistra contro la guerra”. La natura della guerraLa guerra della Federazione Russa è imperialista ed è stata scatenata sulla base degli interessi del capitale, della logica imperialista e degli interessi politici opportunistici del suo leader, l’usurpatore Putin. La Russia ha la responsabilità di aver fomentato e prolungato la guerra.L’aggressione militare del Cremlino è iniziata nel 2014. A quel tempo, la Russia perse la lotta imperialista per l’Ucraina a favore dell’Unione Europea (gli stessi ucraini erano più filo-europei). Le speranze di sottomissione dell’Ucraina si infransero quando il popolo ucraino, durante Maidan, rovesciò Yanukovich, che si era definitivamente schierato con la Russia (a quel punto, le sue tendenze dittatoriali erano diventate evidenti). Un simile esempio da parte di un popolo affine è stato terrificante per il regime di Putin.La semplice adesione all’Unione doganale non era più sufficiente, e l’associazione con l’UE è diventata inevitabile. Inoltre, un’Ucraina indipendente dal Cremlino è in totale contrasto con i sentimenti imperialisti e revanscisti della classe dirigente e di una parte della popolazione russa.Il governo russo ha deciso quindi di ricorrere a mezzi militari per mantenere l’Ucraina nella propria sfera d’influenza (per placare le preoccupazioni relative al funzionamento della base navale in Crimea) e per dimostrare che le rivoluzioni non portano a nulla di buono. La Russia ha annesso la Crimea e ha scatenato una guerra nel Donbass, utilizzando un contingente limitato delle forze armate russe, volontari di stampo imperialista e strumentalizzando i conflitti interni all’Ucraina.Dal 2014, l’Occidente ha perseguito una politica di pacificazione nei confronti di Putin, utilizzando il “Quartetto della Normandia” e gli “Accordi di Minsk”.La cricca di Putin, rendendosi conto dell’impasse in cui versavano gli “Accordi di Minsk”, dell’espulsione delle proprie truppe dall’Ucraina e della connivenza dell’Occidente, e sperando in una vittoria facile, ha dato il via a un’aggressione su vasta scala il 24 febbraio 2022.La natura avventurosa di questo passo è una conseguenza dell’inevitabile degenerazione, della perdita di adeguatezza e di pieno contatto con il mondo, nonché del sistema politico della Federazione Russa, fondatore su una dittatura e un personalismo insostituibili.Il nostro orientamento e le nostre iniziativeLa Russia ha iniziato la guerra e la sua fine dipende da essa, attraverso il ritiro delle truppe dal territorio dell’Ucraina. Pertanto, la sinistra russa deve concentrarsi sul raggiungimento di questa condizione: la vera lotta dei russi per la pace può consistere, prima di tutto, nella lotta per il ritiro delle truppe russe dall’Ucraina e per l’uscita della Russia dalla guerra.È inaccettabile chiedere al popolo ucraino un cessate il fuoco, una capitolazione o la cessione di qualsiasi parte dell’Ucraina, anche (e soprattutto) sotto la maschera di slogan per una pace rapida. Riconosciamo incondizionatamente il diritto del popolo ucraino a difendersi dall’imperialismo russo. Solo il popolo ucraino ha il diritto di decidere per quanto tempo e in che modo continuare la propria lotta.La sinistra non dovrebbe ostacolare gli aiuti all’Ucraina (comprese le armi). Dovrebbero criticare gli Stati Uniti e l’UE per il loro sostegno insufficiente, la loro disponibilità a svendere l’Ucraina per tornaconto personale e la loro diplomazia segreta alle spalle dell’Ucraina.La sinistra e i lavoratori occidentali devono aumentare il controllo dei lavoratori e dell’opinione pubblica sulla distribuzione degli aiuti all’Ucraina, al fine di accrescerne l’efficacia e impedire che il capitale si arricchisca attraverso tali aiuti. La sinistra deve esigere la cancellazione di tutti i debiti verso l’Ucraina e un risarcimento dei danni da parte della Federazione Russa, principalmente a spese del capitale impiegato per scatenare la guerra.Lottare per lo smantellamento del regime dittatoriale e monopolistico statale di Putin.Collaborare con tutte le categorie di cittadini russi per la loro organizzazione pacifista di sinistra, spiegando le ragioni della guerra e le possibili vie d’uscita.Critiche ai “pacifisti”Consapevoli dell’idea, diffusa in alcuni ambienti, di costringere l’Ucraina a riconoscere le annessioni attraverso un cessate il fuoco immediato e nuovi “referendum” nelle regioni occupate, dichiariamo:Il popolo ucraino ha ottenuto l’autodeterminazione nel 1991. Tutte le regioni, comprese le regioni di Donetsk e Luhansk e la Crimea, hanno votato per l’indipendenza e la creazione di uno stato ucraino indipendente.È inaccettabile chiedere un cessate il fuoco all’Ucraina. La richiesta da parte dei politici russi all’Ucraina di un cessate il fuoco immediato e senza precondizioni (mentre le truppe russe sono presenti sul territorio ucraino) appare come un’insolenza imperialista e un tentativo di consolidare le annessioni.Lo stato ucraino ha rinunciato alle armi nucleari, facendo leva sulle garanzie di sovranità e integrità territoriale. Di conseguenza, nella situazione attuale, si è guadagnato il diritto di ripristinare il proprio status nucleare.Il principio del diritto delle nazioni all’autodeterminazione non può essere utilizzato per legittimare le annessioni russe, poiché le zone occupate fanno parte della nazione ucraina (nella stragrande maggioranza dei casi, la popolazione ucraina è predominante e/o tali zone sono integrate nell’economia e nella cultura ucraine). Inoltre, poiché la questione stessa dell’autodeterminazione di singole parti dell’Ucraina è sorta come conseguenza dell’uso di forza militare, sia velata che palese, essa dovrebbe essere percepita come una continuazione dell’aggressione contro l’Ucraina.Le forze russe contrarie alla guerra non possono e non devono accogliere con favore il ritiro della Russia dal conflitto fintanto che essa continua a mantenere annesse alcune parti dei territori ucraini riconosciuti a livello internazionale.Ci chiediamo inoltre perché i politici russi, che sollevano la questione dell’autodeterminazione per le regioni dell’Ucraina, non sollevino la questione del diritto all’autodeterminazione delle nazioni in relazione alle regioni della Russia a maggioranza non russa, ma abitate da altri popoli?Aspetti umanitariPoiché il regime russo, dopo aver occupato le regioni ucraine, ha imposto la collaborazione a gran parte della popolazione e ha costretto con la forza gli uomini ad andare in guerra, anche noi, in quanto russi, ci riteniamo in parte responsabili del destino di queste persone. Chiediamo quindi al popolo ucraino clemenza e l’applicazione del principio di un’ampia amnistia (ad eccezione dei vertici delle cosiddette «repubbliche popolari», dei collaboratori malintenzionati, dei partecipanti e degli organizzatori di crimini di guerra, ecc.).ProspettiveSe il regime russo riuscisse in qualche modo a mantenere i territori conquistati, ciò significherebbe, da un lato, sofferenza e oppressione nazionale per la popolazione ucraina e, dall’altro, gli stessi russi si troverebbero in una posizione di imperialismo trionfante (il regime presenterebbe queste acquisizioni come una grande vittoria) e di un ulteriore rafforzamento del proprio potere. A questo proposito, è quanto mai opportuno ricordare la celebre frase: “Una nazione che riduce in schiavitù un’altra nazione forgia le proprie catene”. Uno scenario simile creerebbe inoltre la minaccia di nuove guerre nello spazio post-sovietico, scatenate dalla Russia, e porterebbe al rafforzamento della destra in Europa. Al contrario, la liberazione dei territori occupati dall’Ucraina, la sconfitta del governo di Putin e il ritiro della Russia dalla guerra consentirebbero a milioni di ucraini di tornare alle proprie case, di iniziare a ricostruire ciò che è stato distrutto e offrirebbero l’opportunità di indebolire o far crollare l’attuale regime russo.È possibile anche un altro scenario di sviluppo positivo. Che il popolo russo, stanco della guerra e dell’ingiustizia, inizi a smantellare il regime di Putin, instaurando un governo democratico rivoluzionario delle classi lavoratrici e ritirando la Russia dalla guerra con l’Ucraina.Ciò contribuirebbe inoltre a rendere più sicuro il territorio dell’ex Unione Sovietica, priverebbe le forze di destra in Europa del sostegno della Russia e consentirebbe di ripristinare la solidarietà tra i lavoratori salariati ucraini e russi.Affinché questo scenario diventi possibile, dobbiamo risvegliare la Russia. Attualmente è sotto il regime dittatoriale di Putin, che, per conto della Russia e per conto nostro, commette crimini sia all’estero che all’interno. Ma decine di milioni di lavoratori, imprenditori, giovani e intellettuali non vogliono che questa follia continui! Per ora, restano inattivi. Per ora, la Russia dei lavoratori e dei salariati sonnecchia. Ma si risveglierà; si sta già risvegliando. E il nostro compito è quello di risvegliarla!La lettera è stata firmata da una cinquantina di attivisti politici russi residenti in Russia o nell’emigrazione. Non ne pubblichiamo i nomi per ovvi motivi di sicurezza. Da oltre quattro anni (febbraio 2022) il sito “Refrattario e Controcorrente” ti informa, ti documenta, ti fornisce materiale utile ad un approfondimento della realtà nazionale e internazionale, un servizio tanto più necessario in un contesto come quello della sinistra italiana, segnato da un provincialismo linguistico ma anche politico, inaccettabile sempre e soprattutto oggi, quando l’inasprimento della conflittualità interimperialista, il precipitare della crisi climatica, la crescita dell’estrema destra, e la pessima situazione italiana rendono indispensabile cogliere gli spunti che ci vengono dal resto del mondo, senza chiuderci nelle nostre “certezze”.Iscriviti al canale WhatsApp del Refrattario (click qui o sull’immagine sotto)