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Social Forum federato con il resto del mondo. Non contano le istanze, contano le persone

Ciao mastonautə di #Torino, non so chi conosco ma sono in città fino a martedì.

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Gli ultimi otto messaggi ricevuti dalla Federazione
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  • da @ossrepressione

    Uncategorized torino askatasuna
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    da @ossrepressione La testimonianza di Rita Rapisardi giornalista de il manifesto da #Torino al corteo per #Askatasuna Ieri sera verso la chiusura del giornale, tarda, tanto lavoro, vedo esplodere la storia del "poliziotto martellato", soprattutto da dopo che Crosetto twitta il video (rubato a un collega di Torino oggi, non citato, non pagato, il logo tagliato) che poi rimbalza ovunque.La notizia in poco tempo diventa quella principale, oggi ci aprono i giornali, la premier in ospedale a stringere mani, dopo che a Niscemi si è fatta vedere dieci giorni dopo, ma non dalla popolazione per paura di contestazione. Fortuna vuole che quella scena l'abbia vista con i miei occhi, ero a cinque metri, ancora più vicina del videomaker che si trovava alle mie spalle, in mezzo al corso, diviso dalle barriere del tram. A quel punto della serata gli scontri stavano andando verso la conclusione, i manifestanti si erano dileguati da corso Regina, quello di Askatasuna, dove si sono svolti per la maggior parte, per scappare verso il lungo Dora attraverso i giardinetti che portano al Campus Einaudi. Migliaia di persone si sono riversate in quel poco spazio e pian piano sono riuscite ad arrivare dall'altra parte, sulla Dora appunto, anche perché le forze di polizia arrivavano da entrambi i lati e la paura era quella di essere chiusi contro i cancelli, motivo per cui alcuni hanno aperto un varco tra le grate. Il tutto per fortuna si è svolto abbastanza tranquillamente, in molti urlavano di fare piano, con calma e non agitarsi. Nel frattempo continuava incessante il lancio dei lacrimogeni.In corso Regina ormai erano in pochi. Sono tornata indietro per controllare, si parla di 20-30 persone al massimo. Mi affaccio e arrivano lacrimogeni ad altezza uomo (cosa vietata), una ragazza di fianco a me viene colpita, un'altro batte sull'angolo del muro e mi sfiora. Indietreggiamo, capisco che da lì sono un bersaglio, quindi torno sul corso e mi nascondo tra le auto. A questo punto vedo arrivare da sinistra una squadra di venti agenti in antisommossa che corrono per manganellare quei dieci più vicini, ormai deboli di numero. Sono pronta ad urlare "stampa", convinta le avrei prese anche io, abituata a vestirmi sempre di nero poi. Uno di questi, esce dallo schieramento, parte da solo e si allontana di 15 metri, per inseguire un paio di persone. Le inizia a manganellare, uno finisce a terra. Altri manifestanti arrivano in soccorso prendono il poliziotto e lo sbattono via, lui cade a terra e da lì ci sono quei secondi immortalati dal video ormai virale. Perde casco non allacciato e poi i due colpi di martelletto (non martello). Mi giro e guardo la squadra, nessuno arriva a salvarlo, eppure l'hanno visto. Intanto da dietro arrivano delle urla, "basta, basta, lasciamolo stare". I militanti si allontanano e finalmente arriva un collega. In due poi lo trascinano via. Doppia ritirata, a quel punto mi allontano anche io, non era rimasto più nessuno. Cosa capiamo quando vediamo un video? Dov'è la nostra capacità di analisi? Quali domande ci facciamo? Cosa è successo prima, come interpreto quei pochi secondi, saranno tagliati ad arte? Ieri sera leggo "il poliziotto assaltato, circondato, preso e isolato". Ci sono numerosi video di persone a terra circondate e manganellate quando sono a terra (non finiranno in home page), ho visto teste aperte, labbra spaccate, persone intossicate dal lacrimogeni che hanno vomitato in strada. Almeno in trenta sono andati negli ospedali torinesi, allertati la sera prima, l'ultima volta l'emergenza era stata data nel periodo Covid, per capirci. Molti altri curati sul posto, non si avvicinano ai pronto soccorsi per paura di denunce. Ora al di là di tutto, questo volevo raccontare, solo perché ero lì, di analisi sulle violenze e il loro significato ne trovate altrove, non aggiungerò altro, quello lo facciamo di persona. La giornata di ieri invece la trovate sul giornale, scritta insieme a Giansandro Merli, o nei commenti.
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    https://www.open.online/2026/02/01/torino-poliziotto-pestato-corteo-askatasuna-cosa-successo-video/ Repubblica. Una decina di persone vestite di nero e incappucciate lo ha accerchiato in uno dei controviali: calci, pugni e tre colpi di martello alla schiena mentre cercava disperatamente di proteggere la testa. L’agente, sposato con un figlio piccolo, ha riportato contusioni multiple e una ferita alla coscia sinistra. Solo l’intervento di un collega che è tornato indietro proteggendolo con lo scudo lo ha salvato da conseguenze peggiori.#blackbloks #Torino
  • "La complicata anima di #Torino.

    Uncategorized torino
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    "La complicata anima di #Torino. Ogni città ha una sua magia impenetrabile, che si rivela attraverso l’arcano di apparenti contraddizioni. Torino nel suo umore profondo, sta reagendo infastidita a quella che viene percepita, ogni giorno di più, come una pesante intrusione militarizzata motivata dallo sgombero di Askatasuna.Ma è anche la stessa Torino che non ha sopportato l’azione vandalica contro il quotidiano La Stampa, considerato un simbolo. Pur non sempre amandolo.Questa città non tollera vedere sfregiati i suoi simboli, ma allo stesso tempo non li ostenta e sembra non curarsene più di tanto.Non è mai una città allineata: non è stata fascista: Mussolini la chiamava “la porca città”. Non è stata biologicamente democristiana, comunista, craxiana, leghista, berlusconiana ma nemmeno moderata, perchè sempre attraversata da tensioni profonde.Reagisce alla montatura mediatica sull’Immam Shanin, con il tono di chi rifiuta le sciatte e triviali dinamiche che regolano oggi il dibattito d’opinione in Italia.Si mobilità quando si sente violata, ma non si lascia semplificare da uno slogan. È un luogo difficile da capire e anche da amare. Ma tutti coloro che pensano di applicare qui, forzatamente, regole di funzionamento che altrove sembrano offrire facili risultati…restano con niente in mano. Senza mai capire perchè."Subsonica.L'operazione di sgombero del centro sociale Askatasuna ha, di fatto, isolato militarmente un quartiere. È avvenuto dopo la nomina di un nuovo prefetto, organizzata con il rinforzo di 300 agenti dal resto d'Italia. È una macchia nera nel cielo di Torino.@piemonte
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    siete a #Torino il 15 dicembre?Siete tutti graditi al convegno di @nexacenter! Dobbiamo capire la gravità della situazioneIo parlerò di #JA, #WikiLeaks e la #Resistenza contro il complesso digitale-militare-industrialenexa.polito.it/conv2025/Grazie, #NEXACenter e prof. Juan Carlos De Martin!