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Alla scoperta del firewall emotivo!

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  • Alla scoperta del firewall emotivo! La vulnerabilità che nessuno sta patchando

    Nella cyber arena c’è una criticità che non abbiamo ancora patchato: il nostro firewall emotivo.

    Questo non è un problema di rete, ma un blocco mentale collettivo.

    Siamo chiamati a smantellare la nostra percezione dell’errore e a riconoscerlo non come un fallimento sistemico, ma come il data-set più prezioso per il nostro apprendimento continuo.

    Per noi che viviamo sotto la costante pressione della vulnerabilità e del bug, questa trasformazione mentale non è un lusso: è la chiave per prevenire il burnout e forgiare una resilienza inattaccabile.

    Vediamo nello specifico come applicare i nostri principi di sicurezza alla nostra architettura interiore.

    Debugging dell’identità


    Abituati alla logica del codice, tendiamo a estendere questa ricerca di perfezione alla nostra identità personale, percependo ogni errore umano come un attacco diretto alla nostra competenza.

    La soluzione: dobbiamo accettare che il comportamento umano è intrinsecamente caotico e non sempre prevedibile. Impariamo a vedere la nostra vita come un processo di Continuous Integration/Continuous Delivery (CI/CD), dove gli incidenti e gli errori sono semplicemente log di eventi che alimentano e migliorano il ciclo di sviluppo successivo.

    La nostra azione: trasformiamo gli errori personali e chiediamoci: “Quali dati ricaviamo da questa esperienza per il nostro refactoring futuro?”

    Il nostro valore non è in discussione; esclusivamente il deploy ha bisogno di una correzione.

    Zero Trust e rollback emotivo


    Zero Trust è la nostra regola d’oro nell’architettura di sicurezza.

    E se applicassimo lo stesso rigore alla nostra auto-valutazione”?

    Il concetto: adottiamo lo Zero Trust anche verso la nostra pretesa di infallibilità.

    Verifichiamo la nostra capacità di recupero. Gli errori sono il delta necessario per la crescita.

    Il vero successo non è l’assenza di cadute, ma la rapidità con cui ci rialziamo.

    La nostra azione: lavoriamo per sviluppare un basso MTTR (Mean Time to Recovery) emotivo.

    Quando commettiamo un errore, dobbiamo isolare immediatamente il senso di colpa o la vergogna e automatizzare il rollback: chiediamo scusa, concediamoci un respiro di pausa e correggiamo immediatamente il tiro.

    RCA (Root Cause Analysis )


    Usiamo le nostre affinate competenze analitiche per condurre un’analisi consapevole delle nostre reazioni emotive più intense (vergogna, rabbia, ansia).

    Il nostro processo di “patching” emotivo:


    1. Diamo un nome all’emozione (“Sentiamo paura”), e non diamo un giudizio su noi stessi (“Siamo degli incapaci). Dobbiamo distinguere il sentimento dal nostro essere.
    2. Comprendiamo cosa ha scatenato la reazione. Spesso, la causa è la nostra interpretazione dell’evento, non l’evento oggettivo.
    3. Individuiamo la credenza limitante che ci sta bloccando, ad esempio: “Se sbagliamo, siamo incompetenti”.
    4. Sostituiamo la credenza limitante con una nuova policy orientata alla crescita: “Il nostro valore non dipende dalle nostre performance variabili”.
    5. Riconosciamo che il burnout è un vero DoS (Denial-of-Service) per la nostra mente. Inseriamo nella nostra routine una scheduled maintenance (sonno, tempo libero, aria aperta, sport, mindfulness).


    Coach’s Corner


    Abbracciamo l’idea: l’errore non è un punto di arrivo, ma un catalizzatore.

    Siamo come un modello di machine learning che si addestra continuamente: gli errori non sono bug, ma dati preziosi che forniscono il feedback necessario per regolare le nostre abitudini e le nostre credenze.

    Questo approccio ci renderà non solo più resilienti e predittivi nel lavoro, ma anche individui più equilibrati e capaci di navigare nell’inevitabile caos dell’esistenza.

    È ora di disinstallare quel firewall: la nostra crescita dipende dal traffico che siamo disposti a lasciar passare!

    Per concretizzare questo cambio di prospettiva e passare da una mentalità difensiva a una generativa, poniamoci le seguenti domande:

    • .Qual è la “policy” mentale orientata alla crescita che decidiamo di implementare come patch definitiva, a partire da domani ?
    • Quale specifica azione di “rollback” possiamo fare non appena riconosciamo un errore?
    • Quale elemento della nostra “scheduled maintenance” possiamo stabilire, a partire da oggi, per proteggere la nostra mente dall’attacco DoS del burnout?

    L'articolo Alla scoperta del firewall emotivo! La vulnerabilità che nessuno sta patchando proviene da il blog della sicurezza informatica.


Gli ultimi otto messaggi ricevuti dalla Federazione
  • Dopo 16 anni passati con noi la mia piccola Margot questa sera ha passato il Ponte dell'Arcobaleno.
    Ciao piccola pazza, grazie di tutto il tempo passato assieme.

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  • @DarioZanette ah per quello, MAMiL come se piovesse, tra l'altro odiati da pedoni ed altri ciclisti urbani tanto quanto dagli automobilisti.

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  • GIORNATA DI ARTIVISMO

    Domenica 22 marzo, dalle 14:30 alle 23:00, presso LOCK - Laboratorio Occupato Kasciavìt, Via San Faustino 62, Milano

    UNA GIORNATA DI ARTIVISMO

    🗓️ (questa) Domenica 22 marzo dalle 14:30 alle 23

    📍@collettivo_kasciavit - Via S. Faustino 62 - in occasione del Mercato Lockale

    Dove siamo? Come stiamo? Cosa desideriamo?

    Come rete di Artivismo ci siamo posti queste e altre domande per creare insieme una giornata dedicata all’Arte resistente dove condividere pratiche e parlare di espressione, dissenso creativo, utopie e immaginazione.

    Nel corso del pomeriggio, fino a tarda sera, si alterneranno reti, collettivi e artistə che abitano le arti con valenza politica: dalla fotografia al fumetto, dal rap all’electropunk, dal teatro alla poesia.

    ✨ Con Andrea Bellaroto · Apollineo · ArT* Festival · Casa per la Pace · Freevan · Hurricane Ivan · Inmotulus · Kamera Lab · Mattia L. · Nebüla · No Kings Milano · RAVE OVER · Rete No CPR · Rocks Against Fascism · Scate · Tempi DiVersi · Timidoceleste · Una Finestra Sbagliata

    🍽️ Fermati a cena! Troverai un apertivo/cena vegan per smangiucchiare tutto il pomeriggio, a sostegno delle spese dellə artistə e dei collettivi presenti.

    Ti aspettiamo!

    🎨 @grafica_x e @ele_vi

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  • @RnDanger @tess that's a good idea, «How much care goes into avoiding strain on the affected part.» as a gauge of the pain (at least where possible, so not for teeth abscesses, probably, but now that you make me think about it it's probably why‌ I decided to go get an Xray of the wrist when I fell down skating).

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  • @oblomov @tess
    When they ask me my pain level i consider what I'm actually doing to avoid pain, because I'm really good at avoiding pain as long as i don't have to do life things. Like when I'm at the doctor instead of at work.
    I can devote my entire attention to diminishing the pain response and think I'm fine when clearly I'm not. I'm not fine, or i would have brought myself to the doctor, actually

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  • @maudel l'Europa risponde con un latinissimo e romano "digitus impudicus" 🙂

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  • Cesare: il dado è tratto!
    Legionario: santi numi, anche oggi brodo!?

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  • @tess I think I'm in a similar situation concerning pain levels (at least according to the opinions of my doctor and my dentist), but I don't do contact sport. Can I use that as an excuse now?

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  • CINEMATOGRAFIA QUEER (@cinematoqueer.bsky.social)

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    CINEMATOGRAFIA QUEER (@cinematoqueer.bsky.social)https://bsky.app/profile/cinematoqueer.bsky.social/post/3mh73aj6jys24> "Queerpanorama" é uma colagem da masculinidade contemporânea e da solidão urbana. Através de conexões fugazes, Jun Li investiga a intimidade mediada por telas e o desejo de pertencimento em um mundo onde as relações parecem cada vez mais transitórias. https://cinematografiaqueer.com.br/2026/03/queerpanorama-hong-kongeua-2025.html
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    @bianot