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Stamattina così, cultura a caso

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  • Stamattina così, cultura a caso.

    La Divina Commedia è stata composta in volgare italiano, non in latino.
    È stata composta in volgare, cioè una lingua che doveva essere comprensibile a chi aveva una cultura ma non parlava fluentemente latino, sostanzialmente i signori delle signorie e forse la ricca borghesia comunale.
    Dante parlava volgare fiorentino ma lo integra con parole e locuzioni che provengono da varie parti d'Italia, con neologismi e parole derivate dal provenzale. (¹)
    Questo lo fa non a caso, ma perché aveva delle opinioni ben precise a riguardo, espresse nel De Vulgari Eloquentia.
    Tutto sommato la Divina Commedia è anche l'espressione di un momento storico di profondo cambiamento.

    Da notare: il registro stilistico della Commedia varia deliberatamente nelle tre cantiche: l'Inferno adotta un linguaggio basso con punte di volgarità gretta tanto più si scende verso le malebolge. Il purgatorio è neutro (infatti è veramente una rottura di coglioni(²) da leggere, secondo me s'è stufato a scriverlo ma gli toccava). Il paradiso ha un registro alto, altissimo, difficile ma francamente meraviglioso che si fa sempre più virtuosismo via via che si arriva all'Empireo.

    (¹) l'italiano prende a prestito diverse cose dal provenzale, per esempio il suffisso -aggio per fare il sostantivo derivato (cuore -> coraggio, ma anche forma -> formaggio).

    (²) con notevoli eccezioni: "Dolce colore d'oriental zaffiro/che s'accoglieva nel gentile aspetto/del mezzo puro infino al primo giro"

    (qui dice che il cielo era azzurro e limpido. Il "mezzo" è l'aria che sta in mezzo tra la terra e il "primo giro" che è la prima delle sfere celesti.)


    https://it.wikipedia.org/wiki/De_vulgari_eloquentia

  • oblomov@sociale.networkundefined oblomov@sociale.network shared this topic
  • Stamattina così, cultura a caso.

    La Divina Commedia è stata composta in volgare italiano, non in latino.
    È stata composta in volgare, cioè una lingua che doveva essere comprensibile a chi aveva una cultura ma non parlava fluentemente latino, sostanzialmente i signori delle signorie e forse la ricca borghesia comunale.
    Dante parlava volgare fiorentino ma lo integra con parole e locuzioni che provengono da varie parti d'Italia, con neologismi e parole derivate dal provenzale. (¹)
    Questo lo fa non a caso, ma perché aveva delle opinioni ben precise a riguardo, espresse nel De Vulgari Eloquentia.
    Tutto sommato la Divina Commedia è anche l'espressione di un momento storico di profondo cambiamento.

    Da notare: il registro stilistico della Commedia varia deliberatamente nelle tre cantiche: l'Inferno adotta un linguaggio basso con punte di volgarità gretta tanto più si scende verso le malebolge. Il purgatorio è neutro (infatti è veramente una rottura di coglioni(²) da leggere, secondo me s'è stufato a scriverlo ma gli toccava). Il paradiso ha un registro alto, altissimo, difficile ma francamente meraviglioso che si fa sempre più virtuosismo via via che si arriva all'Empireo.

    (¹) l'italiano prende a prestito diverse cose dal provenzale, per esempio il suffisso -aggio per fare il sostantivo derivato (cuore -> coraggio, ma anche forma -> formaggio).

    (²) con notevoli eccezioni: "Dolce colore d'oriental zaffiro/che s'accoglieva nel gentile aspetto/del mezzo puro infino al primo giro"

    (qui dice che il cielo era azzurro e limpido. Il "mezzo" è l'aria che sta in mezzo tra la terra e il "primo giro" che è la prima delle sfere celesti.)


    https://it.wikipedia.org/wiki/De_vulgari_eloquentia

    @ju Non avevo pensato al linguaggio usato (e la professoressa di italiano ha menzionato il De Vulgari Eloquentia una volta sola), ma anch'io ho notato a suo tempo come l'Inferno e il Paradiso si leggessero molto meglio del Purgatorio. Piú che "puro e disposto a salire le stelle" avrei detto "finalmente finisce questa palla".

  • @ju Non avevo pensato al linguaggio usato (e la professoressa di italiano ha menzionato il De Vulgari Eloquentia una volta sola), ma anch'io ho notato a suo tempo come l'Inferno e il Paradiso si leggessero molto meglio del Purgatorio. Piú che "puro e disposto a salire le stelle" avrei detto "finalmente finisce questa palla".

    @Uilebheist
    per qualche incomprensibile motivo di solito non si spiegano queste cose a scuola...eppure non ci vuole molto a spiegarle e mi sembrano interessanti.
    Io le ho studiate all'università e ne ho anche dimenticato una gran parte.
    Comunque il purgatorio è davvero noiosissimo.

  • @Uilebheist
    per qualche incomprensibile motivo di solito non si spiegano queste cose a scuola...eppure non ci vuole molto a spiegarle e mi sembrano interessanti.
    Io le ho studiate all'università e ne ho anche dimenticato una gran parte.
    Comunque il purgatorio è davvero noiosissimo.

    @ju @Uilebheist a me le spiegarono

  • @ju @Uilebheist (ma è anche vero che la mia prof del liceo era una Dantista. Quando parlava di Dante proprio si vedeva la lampadina dentro che si accendeva.)


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    66 anni e ancora imbattibile: come il COBOL domina silenziosamente il mondo bancarioMentre il settore dibatte su quale rete neurale sia la “più intelligente” e quale framework sia il “più moderno”, tecnologie vecchie di decenni continuano a turbinare silenziosamente sotto la superficie del settore bancario.Quest’anno, COBOL ha compiuto 66 anni e continua a supportare attività mission-critical: elaborazione delle fatture, gestione delle reti bancomat, compensazione delle carte di credito e liquidazione batch notturna. Dove COBOL risiede, si trovano tipicamente anche i mainframe: in banche, compagnie assicurative, sistemi governativi e grandi sistemi di contabilità e magazzino.Ciò ha portato a una semplice domanda: quali tecnologie funzioneranno probabilmente tra 50 anni e oltre, anche se tutto intorno a noi cambiasse più volte? È importante considerare che il Cobol è cambiato nel tempo: l’attuale standard COBOL 2023 assomiglia poco alle prime versioni del linguaggio che Grace Hopper ha contribuito a creare, e i mainframe moderni hanno fatto molta strada dai primi sistemi IBM 701 e IBM/360. Ma la continuità rimane; sono le implementazioni a cambiare, non il percorso di sviluppo in sé.Tra i linguaggi di programmazione, il C, che ha più di mezzo secolo, è un candidato promettente per la longevità. Pur avendo i suoi problemi di sicurezza , rimane estremamente valido in termini di velocità e versatilità: il C può essere utilizzato praticamente su qualsiasi architettura e in qualsiasi attività di basso livello.Mentre si parla di Rust che sta gradualmente sostituendo il C nella programmazione di sistema, vale la pena ricordare che Rust è già arrivato su Linux, ma i principali punti di forza del C – velocità e portabilità – non sono scomparsi.Un altro pilastro “indistruttibile” è SQL. È integrato in tutti i principali DBMS relazionali, accumulando enormi quantità di logica di business, stored procedure e query, rendendo praticamente impossibile sostituirli tutti in una volta. JavaScript e TypeScript sono una storia simile: sono spesso criticati e derisi, ma la piattaforma web si basa sulla compatibilità, il che significa che il linguaggio del browser rimarrà rilevante finché il web stesso sopravviverà.Un livello separato di tecnologie longeve è associato non ai linguaggi, ma agli ecosistemi. Linux esisterà ancora nel 2100 e Git rimarrà lo strumento di sviluppo di base per molto tempo a venire. Sorprendentemente, accanto a loro ci sono gli editor “eterni” vi ed Emacs, così come Bash, che ha superato molti concorrenti e, per inerzia, continua a essere lo strumento standard in molti scenari.Tra le soluzioni infrastrutturali più recenti, ma già consolidate, vale la pena sottolineare Kubernetes . Ha ricevuto la sua giusta dose di critiche, ma oggi è lo standard de facto per l’orchestrazione dei container cloud e il fondamento dell’approccio “cloud-native”, quindi l’inerzia del mercato è dalla sua parte. Nel mondo applicativo, Photoshop ha alte probabilità di rimanere valido: anche con alternative, l’ecosistema e le abitudini dei professionisti spesso prevalgono sulle argomentazioni ideologiche.La parte più dolorosa del dibattito riguarda i formati di file. Una volta che un formato diventa uno standard industriale, persiste per anni e decenni, anche se esiste un sostituto più aperto e pratico. Esempi includono DOC e DOCX, che hanno soppiantato approcci più aperti, e PDF , apprezzato per il suo aspetto coerente dei documenti “ovunque e sempre”, ma che in pratica si scontra con una moltitudine di varianti e incompatibilità. Un esempio significativo proviene dall’industria musicale: dopo che un popolare standard di notazione proprietario è stato di fatto abbandonato, gli utenti hanno scoperto che migrare il lavoro accumulato verso altre soluzioni era estremamente difficile, e a volte impossibile, senza perdite.La conclusione finale è semplice: gli standard aperti e il software open source hanno maggiori probabilità di sopravvivere per decenni, mentre le tecnologie legate a una singola azienda sono intrinsecamente fragili, anche se oggi sembrano “troppo grandi per fallire”.L'articolo 66 anni e ancora imbattibile: come il COBOL domina silenziosamente il mondo bancario proviene da Red Hot Cyber.
  • @amin @justine we are!

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    @stefano @amin @justine *sigh* yeah, we do indeed. Apart from Cloud also at GenAI, bloatification...
  • Vafangul#parle Par🇮🇹le n°1460 6/6

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    @lasolitaLaura_ Par🇮🇹le n°1460 4/6⬛🟨⬛⬛🟨⬛🟩⬛🟩🟩⬛🟩⬛🟩🟩🟩🟩🟩🟩🟩
  • Quanto perde OpenAI ?

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    @NikFilesatto