Prima di toccare la questione “lavoro”: mi sono dimenticato di aggiungere alla questione “immortalità in che senso?” un riferimento ad un racconto di fantascienza di cui ora mi sfuggono titolo ed autore (forse Fritz Leiber?) il cui tema di base è l'idea che gli esseri umani in realtà sarebbero immortali, se non per un agente infettivo che causa la vecchiaia.
Ho visto commenti (qui e nella discussione che ha ispirato il sondaggio) con posizioni tipo «eh ma il lavoro» «eh ma la noia» che penso meritino di essere considerati.
La questione della noia sinceramente non me la sarei mai posta. Ci sono talmente tante cose da studiare, da imparare, da fare che non sarei detto «e mo' che faccio» (relevant XKCD: https://xkcd.com/505/).
(Ovviamente il fatto che ci siano cose da fare non vuol dire che si facciano, vedi il mio nick.)
Una meta sociale abilitata da un Dialogo Democratico in Ambiente Informatico [DD_AI] ATTUALMENTE NON DISPONIBILE va pensata come ristabilimento di UN EQUILIBRIO tra i fini umanistici e tecnocratici che concorrono a definire PROGRESSIVAMENTE un'architettura aperta di sistema https://mastodon.uno/@casarayuela/115830472922284766
già concepita in Italia fin dagli anni 80 in un ambiente manifatturiero CULTURALMENTE IMPREPARATO a gestirne gli aspetti SOCIALI E RELAZIONALI
Prima di toccare la questione “lavoro”: mi sono dimenticato di aggiungere alla questione “immortalità in che senso?” un riferimento ad un racconto di fantascienza di cui ora mi sfuggono titolo ed autore (forse Fritz Leiber?) il cui tema di base è l'idea che gli esseri umani in realtà sarebbero immortali, se non per un agente infettivo che causa la vecchiaia.