"L’aggiustamento del valore dei titoli Borsa statunitensi, secondo le stime dell’economista Tooze, determinerebbe perdite che si aggirano sui 20 trilioni di dollari per gli investitori nazionali (corrispondenti al 70% del PIL americano) e sui 15 trilioni per il resto del mondo (il 20% del PIL [mondiale]).
Lo scoppio della bolla si abbatterebbe, come s'è appena detto, sul sistema economico americano che già presenta evidenti segni di sofferenza, gravato da un debito federale mostruoso (38.000 miliardi di dollari, pari al 125% del PIL, di cui 9.000 miliardi in mano a creditori esteri) e dal ridimensionamento del ruolo del dollaro, che sta progressivamente perdendo la centralità nel mercato mondiale che aveva rivestito dal secondo dopoguerra del secolo scorso"
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