Era il 2008, a Bolo imperversava la giunta Cofferati.
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Era il 2008, a Bolo imperversava la giunta Cofferati. In città, il cuore delle culture alternative italiane fino a quel momento, vengono chiusi spazi che producono arte e cultura e attraggono artisti e intellettuali. La giunta, seppur formalmente di "sinistra", fa proprie le politiche di destra, dichiarando guerra a spazi autogestiti e luoghi di socialità. Le piazze si svuotano dei giovani che le affollavano, magari raccolti attorno a una chitarra, e cominciano a riempirsi di locali chic e turisti. 1/3
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Era il 2008, a Bolo imperversava la giunta Cofferati. In città, il cuore delle culture alternative italiane fino a quel momento, vengono chiusi spazi che producono arte e cultura e attraggono artisti e intellettuali. La giunta, seppur formalmente di "sinistra", fa proprie le politiche di destra, dichiarando guerra a spazi autogestiti e luoghi di socialità. Le piazze si svuotano dei giovani che le affollavano, magari raccolti attorno a una chitarra, e cominciano a riempirsi di locali chic e turisti. 1/3
In quella Bologna che sta cambiando pelle, compare uno strano volume: sembra un'Urania, anche se un po' diverso nel formato, e porta la firma di Philip K. Dick. In alto a sinistra appare una scritta sibillina: "Crash". Anche il titolo, "Scorrete lacrime disse lo sceriffo", è la rivisitazione di quello di un noto romanzo di Dick. Solo che, in questo caso, lo sceriffo è Cofferati, rappresentato in copertina, e i testi contenuti nel libello sono apocrifi dickiani scritti da diversi autori, tra cui Valerio Evangelisti, che ha curato il volume per conto di Laboratorio Crash, uno dei centri sociali della città. Quel falso d'autore è da tempo nella mia libreria, e ieri me ne sono procurato un'altra copia. 2/3
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