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Addestramento subliminale

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  • @mau@poliversity.it
    Ho provato con perplexity.

    Dopo avermi risposto che non ci sono anagrammi, ma ce n'è uno parziale togliendo una "o": bibliotecari...

    ...come "anagramma frasale" ha proposto "ciò che libro ai", spiegandomi poi che «Questa frase riordina esattamente tutte le 13 lettere della parola originale (b-i-b-l-i-o-t-e-c-a-r-i-o), formando un'espressione sensata in italiano che significa "ciò che libro ai"».

    Non ho potuto fare a meno di fare i complimenti per questa bella trovata e chiedendo un anagramma del mio nome abbiamo finito per gioire assieme della «coincidenza affascinante che sia "cinciallegra" che "ai lati d'Italia" contengano esattamente 11 lettere».

    https://www.perplexity.ai/search/un-anagramma-della-parola-bibl-KiThdrbmRfyvXH8S7wLiEg#5

    Non ho voluto deludere tanto entusiasmo facendo notare che il numero di lettere delle due frasette citate non è proprio un primo palindromo. Anche perché... addestrerò il loro modello quando mi pagheranno per farlo.
    😆
    @aitech@feddit.it @game@bologna.one @elettrona@poliversity.it

    @Cincia @mau @aitech @game Il problema è che spesso aggiungono, questi motori, congiunzioni e parole che hanno senso ma non sono presenti nella frase in questione. L'anagrammista di solito ha come eccezione alle regole, gli apostrofi e gli accenti. Ma non i cambi di lettere.
    "vi metto l'ansia" -> "matteo salvini" va bene. Ma sarebbe fuori regola "ecco qua Salvini!" -> "vi inqula a secco". Perché quella parola non si scrive con la q, e perché se sostituisci la q con c, l'anagramma non gira. Ma per esempio, le h non ce le puoi aggiungere.
    Irama a Sanremo qualche anno fa ha portato "ovunque sarai".
    Maria, nel backstage del festival, invece ha cantato "qua ano e virus". Ma non avrebbe potuto cantare "virus qua, ah no".

    Che peccato, io credevo che gli llm fossero capaci di creare gli anagrammi, dopotutto sono calcoli e istruzioni. Ma alla fine è meglio così, noi appassionati anagrammisti possiamo divertirci ancora.

  • @Cincia @mau @aitech @game Il problema è che spesso aggiungono, questi motori, congiunzioni e parole che hanno senso ma non sono presenti nella frase in questione. L'anagrammista di solito ha come eccezione alle regole, gli apostrofi e gli accenti. Ma non i cambi di lettere.
    "vi metto l'ansia" -> "matteo salvini" va bene. Ma sarebbe fuori regola "ecco qua Salvini!" -> "vi inqula a secco". Perché quella parola non si scrive con la q, e perché se sostituisci la q con c, l'anagramma non gira. Ma per esempio, le h non ce le puoi aggiungere.
    Irama a Sanremo qualche anno fa ha portato "ovunque sarai".
    Maria, nel backstage del festival, invece ha cantato "qua ano e virus". Ma non avrebbe potuto cantare "virus qua, ah no".

    Che peccato, io credevo che gli llm fossero capaci di creare gli anagrammi, dopotutto sono calcoli e istruzioni. Ma alla fine è meglio così, noi appassionati anagrammisti possiamo divertirci ancora.

    @elettrona @Cincia @aitech @game guarda, l'unico modo in cui potrebbero fare anagrammi è accorgersi di cosa è chiesto (non difficile ) e subappaltare a un modulo anagrammatico specifico l'operazione. È proprio il modo con cui lavorano che non glielo fa fare. Con le operazioni aritmetiche adesso credo che un modulo così ci sia, ma perché dovrebbero farne uno per gli anagrammi?

  • @elettrona @Cincia @aitech @game guarda, l'unico modo in cui potrebbero fare anagrammi è accorgersi di cosa è chiesto (non difficile ) e subappaltare a un modulo anagrammatico specifico l'operazione. È proprio il modo con cui lavorano che non glielo fa fare. Con le operazioni aritmetiche adesso credo che un modulo così ci sia, ma perché dovrebbero farne uno per gli anagrammi?

    @mau @Cincia @aitech

    La domanda giusta da porsi in questi casi è... perché no? 😅

    Si potrebbe fare un MCP server e collegarlo al motore anagrammatico del Gaunt http://www.nightgaunt.org/anagrams/anagrams.htm

    Ma non credo che batterebbe gli anagrammi di @elettrona !

  • @mau @Cincia @aitech

    La domanda giusta da porsi in questi casi è... perché no? 😅

    Si potrebbe fare un MCP server e collegarlo al motore anagrammatico del Gaunt http://www.nightgaunt.org/anagrams/anagrams.htm

    Ma non credo che batterebbe gli anagrammi di @elettrona !

    Dal mio punto di vista invece la domanda giusta da porsi in questi casi è: ma come mai continuano a chiamarla "intelligenza artificiale"?
    Se la soluzione ad un problema semplice, nel quale basterebbe un minimo di intelligenza, se ci fosse, deve essere invece risolta da un deus-ex-machina, un essere umano in grado di programmare, che deve aggiungere un modulo progettato ad hoc e determinare le condizioni per attivarlo?
    E poi ci dobbiamo anche sentir dire che questi modelli aiuterebbero a spiegare come funziona la mente umana?
    @game@bologna.one @aitech@feddit.it @mau@poliversity.it @elettrona@poliversity.it

  • Dal mio punto di vista invece la domanda giusta da porsi in questi casi è: ma come mai continuano a chiamarla "intelligenza artificiale"?
    Se la soluzione ad un problema semplice, nel quale basterebbe un minimo di intelligenza, se ci fosse, deve essere invece risolta da un deus-ex-machina, un essere umano in grado di programmare, che deve aggiungere un modulo progettato ad hoc e determinare le condizioni per attivarlo?
    E poi ci dobbiamo anche sentir dire che questi modelli aiuterebbero a spiegare come funziona la mente umana?
    @game@bologna.one @aitech@feddit.it @mau@poliversity.it @elettrona@poliversity.it

    @Cincia attenzione: quella che stai descrivendo tu è l'AGI (Artificial General Intelligence), il sacro Graal che in tanti dicono essere lì dietro l'angolo (io non lo credo affatto, ma questa è un'altra storia).

    Nel nostro caso, però, la soluzione potrebbe essere più semplice. Almeno in linea di principio non vedo nessun problema a fare un'analisi statistica dei token di input, accorgersi che potrebbe esserci il concetto di anagramma, chiamare un modulo esterno e prendere i risultati di quel modulo per aggiungerli all'input e verificare quale risultato è più un aptagramma (correlazione diretta} o un antigramma (correlazione inversa). Credo che con le operazioni aritmetiche si faccia già così. Del resto anche il nostro cervello lavora in modo diverso se chiedi di fare un calcolo mentale oppure trovare associazioni di idee.

    Cc: @aitech @game @elettrona

  • @Cincia attenzione: quella che stai descrivendo tu è l'AGI (Artificial General Intelligence), il sacro Graal che in tanti dicono essere lì dietro l'angolo (io non lo credo affatto, ma questa è un'altra storia).

    Nel nostro caso, però, la soluzione potrebbe essere più semplice. Almeno in linea di principio non vedo nessun problema a fare un'analisi statistica dei token di input, accorgersi che potrebbe esserci il concetto di anagramma, chiamare un modulo esterno e prendere i risultati di quel modulo per aggiungerli all'input e verificare quale risultato è più un aptagramma (correlazione diretta} o un antigramma (correlazione inversa). Credo che con le operazioni aritmetiche si faccia già così. Del resto anche il nostro cervello lavora in modo diverso se chiedi di fare un calcolo mentale oppure trovare associazioni di idee.

    Cc: @aitech @game @elettrona

    @mau@poliversity.it
    Attenzione: la soluzione l'avevo capita e io non sto descrivendo un bel niente. È il mercato dell'informazione che ci sta vendendo questi accrocchi come "intelligenza".
    Il nostro cervello lavora in modi diversi in base ai diversi problemi che deve affrontare? Certo! Con intelligenza, non perché qualche deus-ex-machina ha aggiunto il modulo ad-hoc per quella funzione.
    A me basterebbe che si evitasse la propaganda commerciale spacciando per "intelligenza artificiale" queste astute soluzioni escogitate dall'intelligenza umana.

    Possiamo semplicemente dire che i modelli linguistici di grandi dimensioni, come giustamente li chiama
    @elettrona@poliversity.it, per quanto sempre più enormi e nutriti con quantità tali di informazioni che nessun cervello biologico sarebbe in grado di trattenere, non hanno l'intelligenza sufficiente per capire come funziona un anagramma; quindi perché possano maneggiarli va aggiunto un modulo specifico progettato da qualche persona non necessariamente molto esperta, ma con quel minimo di comprensione dei concetti di "parola" e di "lettera" e il livello minimo di intelligenza sufficiente per capire come funziona un anagramma? È un gioco che può essere spinto a livelli molto raffinati, ma a livello base si può giocare con chiunque abbia appena iniziato a compitare parole pur se infante ad un livello di acculturazione assolutamente basilare, perché non è un gioco che richiede valanghe di nozioni, ma richiede appunto quel poco di intelligenza che i modelli linguistici non hanno.
    @aitech@feddit.it @game@bologna.one

  • @mau@poliversity.it
    Attenzione: la soluzione l'avevo capita e io non sto descrivendo un bel niente. È il mercato dell'informazione che ci sta vendendo questi accrocchi come "intelligenza".
    Il nostro cervello lavora in modi diversi in base ai diversi problemi che deve affrontare? Certo! Con intelligenza, non perché qualche deus-ex-machina ha aggiunto il modulo ad-hoc per quella funzione.
    A me basterebbe che si evitasse la propaganda commerciale spacciando per "intelligenza artificiale" queste astute soluzioni escogitate dall'intelligenza umana.

    Possiamo semplicemente dire che i modelli linguistici di grandi dimensioni, come giustamente li chiama
    @elettrona@poliversity.it, per quanto sempre più enormi e nutriti con quantità tali di informazioni che nessun cervello biologico sarebbe in grado di trattenere, non hanno l'intelligenza sufficiente per capire come funziona un anagramma; quindi perché possano maneggiarli va aggiunto un modulo specifico progettato da qualche persona non necessariamente molto esperta, ma con quel minimo di comprensione dei concetti di "parola" e di "lettera" e il livello minimo di intelligenza sufficiente per capire come funziona un anagramma? È un gioco che può essere spinto a livelli molto raffinati, ma a livello base si può giocare con chiunque abbia appena iniziato a compitare parole pur se infante ad un livello di acculturazione assolutamente basilare, perché non è un gioco che richiede valanghe di nozioni, ma richiede appunto quel poco di intelligenza che i modelli linguistici non hanno.
    @aitech@feddit.it @game@bologna.one

    @Cincia @aitech @game @elettrona ma perché un modello linguistico, che fondamentalmente è un generatore stocastico di token, dovrebbe avere il concetto di anagramma che è a un livello diverso?
    Che li chiamino "intelligenze" non è un mio problema, io li prendo per quello che possono fare.

  • @Cincia @aitech @game @elettrona ma perché un modello linguistico, che fondamentalmente è un generatore stocastico di token, dovrebbe avere il concetto di anagramma che è a un livello diverso?
    Che li chiamino "intelligenze" non è un mio problema, io li prendo per quello che possono fare.

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  • @Cincia @aitech @game @elettrona ma perché un modello linguistico, che fondamentalmente è un generatore stocastico di token, dovrebbe avere il concetto di anagramma che è a un livello diverso?
    Che li chiamino "intelligenze" non è un mio problema, io li prendo per quello che possono fare.

    Caro @mau@poliversity.it, mi fa molto piacere che tu prenda questi modelli per quello che possono fare.

    Però ti devo rivelare una cosa che forse non sai: la sigla IA viene spesso usata proprio per indicare "Intelligenza Artificiale".

    Visto che proprio tu hai iniziato questo filone di discussione usando questa sigla, veniva da pensare che fossi proprio tu a cadere nel tranello di chiamarle "intelligenze". Perdona il fraintendimento ma le prossime volte ricorda come può essere interpretata la sigla che ti è capitato incautamente di usare
    😆.

    @aitech@feddit.it @game@bologna.one @elettrona@poliversity.it

    RE: https://poliversity.it/users/mau/statuses/115761182530362276

  • Caro @mau@poliversity.it, mi fa molto piacere che tu prenda questi modelli per quello che possono fare.

    Però ti devo rivelare una cosa che forse non sai: la sigla IA viene spesso usata proprio per indicare "Intelligenza Artificiale".

    Visto che proprio tu hai iniziato questo filone di discussione usando questa sigla, veniva da pensare che fossi proprio tu a cadere nel tranello di chiamarle "intelligenze". Perdona il fraintendimento ma le prossime volte ricorda come può essere interpretata la sigla che ti è capitato incautamente di usare
    😆.

    @aitech@feddit.it @game@bologna.one @elettrona@poliversity.it

    RE: https://poliversity.it/users/mau/statuses/115761182530362276

    @Cincia @aitech @game @elettrona sul copyright villaro negli addestramenti ne scrissi a suo tempo. E' ovviamente una violazione non solo del copyright ma anche della proprietà intellettuale.
    Ma per il termine "intelligenza" io non mi preoccupo. Dico anche che il mio gatto rosso è a volte intelligente, sicuramente più di una IA ma comunque non in assoluto. Per l'antropoformizzazione, anche "addestramento" è un termine scivoloso, no? E comunque non posso usare il termine "pappagalli stocastici", perché non mi capirebbero...


Gli ultimi otto messaggi ricevuti dalla Federazione
  • @krans@mastodon.me.uk The analogy is structurally interesting, but I think it breaks down at a crucial point.

    With tax credits, the argument is that the subsidy lets employers off the hook—pressure that would otherwise force wages up gets absorbed by the state instead. The discomfort falls on capital, or at least that's the intent. But when you apply the same logic to language access, the discomfort doesn't fall on the Anglophone center. It falls on the people who were already excluded. The implicit suggestion becomes: non-English speakers should communicate less fluently, so that English speakers are eventually pressured into… what, exactly? Learning Korean? There's no mechanism there.

    The deeper problem is that “lowering the bar for communication in English” is not the same thing as accepting English hegemony as permanent. I use these tools to participate in a conversation that would otherwise exclude me. That's not capitulation—it's the same logic as using a wheelchair ramp. You don't refuse the ramp because its existence lets architects keep building stairs.

    The structural critique of hegemony is real and I share it. But it shouldn't cash out as advice to the marginalized to make themselves less legible. That's a cost I'm not willing to ask people to pay on behalf of a structural shift that may never come.

    @Gargron@mastodon.social

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  • @hongminhee Criticisms of Anglophonic hegemony are similar to (and inseparable from) criticisms of capitalism.

    In many cases, systems people put in place to mitigate capitalism's harms inadvertently strengthen capitalism's grip (e.g. tax credits for low paid workers allow them to be paid even less).

    Similarly, lowering the bar for communication in English, as you describe, makes it ever less likely that we'll ever start treating non English speakers as first class citizens.

    @gargron

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  • Chi esercita il DIRITTO di voto ha il DOVERE di informarsi.

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  • @levelbot I feel good about myself and this number.

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  • buckle up <-> buckle down axis

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  • @reiver@mastodon.social knowing people in general... They will get more bug reports if they said "whom"

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  • @reiver I've heard John Mastodon personally picks those out of a tall hat, for each user, individually. What a great man.

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  • I'm writing this in English.

    Not because English is my first language—it isn't. I'm writing this in English because if I wrote it in Korean, the people I'm addressing would run it through an outdated translator, misread it, and respond to something I never said. The responsibility for that mistranslation would fall on me. It always does.

    This is the thing Eugen Rochko's post misses, despite its good intentions.

    @Gargron@mastodon.social argues that LLMs are no substitute for human translators, and that people who think otherwise don't actually rely on translation. He's right about some of this. A machine-translated novel is not the same as one rendered by a skilled human translator. But the argument rests on a premise that only makes sense from a certain position: that translation is primarily about quality, about the aesthetic experience of reading literature in another language.

    For many of us, translation is first about access.

    The professional translation market doesn't scale to cover everything. It never has. What gets translated—and into which languages—follows the logic of cultural hegemony. Works from dominant Western languages flow outward, translated into everything. Works from East Asian languages trickle in, selectively, slowly, on someone else's schedule. The asymmetry isn't incidental; it's structural.

    @Gargron@mastodon.social notes, fairly, that machine translation existed decades before LLMs. But this is only half the story, and which half matters depends entirely on which languages you're talking about. European language pairs were reasonably serviceable with older tools. Korean–English, Japanese–English, Chinese–English? Genuinely usable translation for these pairs arrived with the LLM era. Treating “machine translation” as a monolithic technology with a uniform history erases the experience of everyone whose language sits far from the Indo-European center.

    There's also something uncomfortable in the framing of the button-press thought experiment: “I would erase LLMs even if it took machine translation with it.” For someone whose language has always been peripheral, that button looks very different. It's not an abstract philosophical position; it's a statement about whose access to information is expendable.

    I want to be clear: none of this is an argument that LLMs are good, or that the harms @Gargron@mastodon.social describes aren't real. They are. But a critique of AI doesn't become more universal by ignoring whose languages have always been on the margins. If anything, a serious critique of AI's political economy should be more attentive to those asymmetries, not less.

    The fact that I'm writing this in English, carefully, so it won't be misread—that's not incidental to my argument. That is my argument.

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