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Cyberwar in Italia: il governo porta l’esercito nel cyberspazioIl cyberspazio non è più una dimensione marginale ma un vero e proprio dominio operativo strategico.

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  • Cyberwar in Italia: il governo porta l’esercito nel cyberspazio

    Il cyberspazio non è più una dimensione marginale ma un vero e proprio dominio operativo strategico. La sua rilevanza è oggi equiparabile a quella di terra mare aria e spazio. L’accelerazione tecnologica trainata dall’Intelligenza Artificiale e dalla digitalizzazione diffusa ha trasformato infrastrutture critiche, servizi sanitari, università e comunicazioni personali in superfici di attacco permanenti. In questo scenario la linea di confine tra criminalità informatica, attivismo politico e minacce di matrice statale si è progressivamente assottigliata dando vita a nuove forme di conflitto ibrido.

    In Italia questa trasformazione si riflette nel dibattito sul disegno di legge presentato dal presidente della Commissione Difesa Nino Minardo che attribuisce alle Forze Armate un ruolo operativo anche al di fuori dei tradizionali contesti bellici. L’iniziativa si colloca in un percorso avviato in sede NATO che dal 2016 riconosce il cyberspazio come dominio operativo. L’urgenza della proposta nasce dalla crescita esponenziale di attacchi informatici diretti verso istituzioni imprese e cittadini.

    Il contenuto del disegno di legge


    Il testo introduce modifiche al codice dell’ordinamento militare, prevedendo la creazione di una riserva ausiliaria composta da ex militari e la possibilità di integrare competenze esterne altamente specializzate. Questo personale civile affiancherebbe i militari nelle operazioni digitali e verrebbe equiparato per alcuni profili giuridici agli operatori delle Forze Armate.

    Si tratta di una scelta che apre scenari innovativi e al tempo stesso complessi. Non siamo davanti a una semplice esternalizzazione di servizi ma alla creazione di un nuovo attore ibrido dotato di una speciale causa di giustificazione. Tale istituto, già previsto per l’intelligence, consente di escludere la rilevanza penale di condotte poste in essere nell’interesse istituzionale. L’estensione al dominio militare e a figure civili rischia tuttavia di creare un’area di opacità difficilmente compatibile con le esigenze di trasparenza e con la giurisdizione della magistratura ordinaria.

    Le ragioni di una scelta


    Il contesto che ha spinto il legislatore a proporre questo intervento è chiaro. Tra gennaio 2023 e luglio 2024 l’Italia ha registrato oltre 19 mila attacchi informatici con una media di più di trenta al giorno. Nei primi sei mesi del 2025 l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha rilevato un aumento del 53 per cento rispetto all’anno precedente con quasi trecentocinquanta incidenti a impatto confermato.

    Gli attacchi colpiscono soprattutto i settori dell’energia e dell’acqua ma anche pubblica amministrazione università e telecomunicazioni. L’episodio del ransomware che nel 2021 paralizzò la Regione Lazio resta un caso emblematico della vulnerabilità del sistema Paese e del potenziale impatto delle minacce ibride. Nonostante non fosse un atto di guerra il blocco dei servizi sanitari e delle prenotazioni vaccinali produsse effetti paragonabili a quelli di un’azione militare convenzionale.

    Il nodo della governance


    Il disegno di legge apre inevitabilmente una riflessione sul coordinamento istituzionale. L’Italia dispone già di un’autorità civile unica l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale con il compito di prevenire mitigare e certificare la sicurezza informatica. L’ingresso delle Forze Armate con funzioni operative anche in tempo di pace solleva il rischio di un doppio binario che potrebbe replicare frammentazioni già sperimentate in passato.

    Una difesa cibernetica efficace richiede al contrario una strategia unitaria che definisca ruoli e responsabilità senza sovrapposizioni. La Difesa può avere un ruolo centrale nella risposta attiva, mentre l’Agenzia dovrebbe mantenere la funzione di coordinamento della resilienza nazionale. Una governance competitiva anziché integrata rischierebbe di indebolire il sistema complessivo.

    Il confronto con i modelli internazionali


    Gli alleati occidentali hanno già affrontato sfide simili. Negli Stati Uniti lo US Cyber Command opera come comando unificato con meccanismi di supervisione civile e un sistema di accountability consolidato. Nel Regno Unito il GCHQ gestisce la maggior parte delle operazioni mantenendo una chiara separazione tra compiti civili e militari.

    Il caso più vicino all’Italia è la Germania che ha istituito il Comando per lo Spazio Cibernetico e delle Informazioni all’interno della Bundeswehr. Anche lì il tema della compatibilità costituzionale e del controllo parlamentare è ancora aperto. L’esperienza tedesca dimostra che un trasferimento diretto di poteri alla Difesa non basta a risolvere le criticità legali e democratiche del dominio cibernetico.

    Verso un equilibrio tra sicurezza ed equità giuridica


    Il rafforzamento della capacità di risposta è una priorità strategica ma non può tradursi in un indebolimento delle garanzie dello stato di diritto. L’attribuzione di poteri eccezionali a militari e civili specializzati deve essere accompagnata da una cornice normativa chiara che definisca presupposti limiti e modalità di intervento.

    Occorre inoltre investire nelle competenze con un polo formativo cyber interforze che coinvolga università e industria e attragga talenti con strumenti di lungo periodo. La trasparenza deve restare un pilastro anche quando le operazioni richiedono riservatezza. La rendicontazione parlamentare non può essere un atto formale ma deve tradursi in un controllo sostanziale.

    Il futuro della difesa cibernetica in Italia


    Il disegno di legge Minardo rappresenta una tappa significativa nell’evoluzione della difesa nazionale. La sua attualità deriva dall’urgenza di affrontare minacce crescenti che non conoscono confini né dichiarazioni di guerra. Ma la vera sfida per l’Italia è costruire un’architettura di sicurezza cibernetica solida sul piano operativo coerente sul piano istituzionale e inattaccabile sul piano democratico.

    Solo superando le frammentazioni, definendo regole certe e valorizzando le competenze, sarà possibile proteggere il Paese dalle guerre ibride senza sacrificare i diritti civili e i principi costituzionali che ne garantiscono la coesione.

    L'articolo Cyberwar in Italia: il governo porta l’esercito nel cyberspazio proviene da il blog della sicurezza informatica.


Gli ultimi otto messaggi ricevuti dalla Federazione
  • Giuli spende trenta milioni nostri per un Caravaggio....meloni urla anche stavolta?

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  • @stefano

    I enjoyed and appreciated reading this post.

    "I realized almost immediately that GNU/Linux and FreeBSD were so similar they were completely different."

    This right here.

    My initial impression with in 2006 was quite similar. Of course, back then was a much different beast than what it has evolved (mutated?) into today.

    Had I not pursued Linux system administration as a career, I *probably* would have stuck with FreeBSD.

    We can make all the technical comparisons between the two OSes all day long but what drove my interest and enthusiasm are (1) the documentation and (2) the community.

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  • @peacelink ma non sono riuscite ad evitare di sbavare mentre lo dicevano

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  • @stefano Don’t bother filing a bug report. They will act stupid. Probably they are stupid about it. They think it is a bug. Actually the author probably wrote a program he knew was not a solution to the problem but which he could do on deadline and which was good enough for his job at HP.

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  • @stefano Here is something new for you to be upset about, though, which affects everyone, Linux, BSD, illumos alike. I have been upset about it for over 20 years.

    Read ‘man 5 fonts-conf’ or whatever your equivalent is. Read it carefully under ‘FONT MATCHING’. What it says is that a font is not chosen as you wished, but instead RANDOMLY. You are only LUCKY if you get the font you wished.

    And if you experiment long enough you will find this is true.

    Fontconfig is unfixable and must be scrapped.

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  • L'Ucraina ha sviluppato nuovi missili balistici FP-7, analoghi all'ATACMS, ma due volte meno costosi

    I test si stanno muovendo verso una nuova fase, i missili saranno testati direttamente in attacchi in Russia

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  • @filobus

    E in omaggio la concessione decennale per l'uso di un pezzo di bosco demaniale.

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  • @quinta non solo lo fa, ma se ne vanta pure.

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