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@VoltItalia

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9 3 0
  • @VoltItalia

    voltitalia.it/

    Ho scoperto della vostra esistenza poco fa, grazie a un post di @emmecola.

    Un partito di persone molto giovani con forte spirito europeista per me è una novità positiva a priori.

    Però poi bisogna valutare le proposte.

    Ho dato un'occhiata molto sommaria al vostro sito, in particolare alla parte "equità sociale" che è quella che mi sta più a cuore. Non trovo proposte concrete.

    OK sul principio di alleviare la povertà ma se non dite "come" siamo su un concetto così astratto che possono riconoscercisi tutti, da Vannacci a... da Vannacci a... da Vannacci a... OK, stavo cercando un nome di sinistra ma non me ne viene in mente neanche uno.

    Siccome non vi conoscevo, e magari altri non vi conoscono, e magari vi fa piacere farvi conoscere, vorrei approfittare per farvi un paio di domande sulla situazione italiana.

    La concentrazione della ricchezza in cosi poche mani è un problema da affrontare? Una patrimoniale può essere una soluzione? Una tassa di successione più alta (la nostra mi pare sia tra le più basse d'Europa) può essere una soluzione?

    Sempre sull'equità, questo sistema fiscale in cui i redditi da lavoro dipendente sono tassati molto più di tutti gli altri (rendite da capitale, utili aziendali, affitti, reddito da lavoro autonomo, ecc.) è accettabile? Alzare le tasse ai ricchi per abbassarle al restante 90% della popolazione potrebbe essere una buona idea?

  • @VoltItalia

    voltitalia.it/

    Ho scoperto della vostra esistenza poco fa, grazie a un post di @emmecola.

    Un partito di persone molto giovani con forte spirito europeista per me è una novità positiva a priori.

    Però poi bisogna valutare le proposte.

    Ho dato un'occhiata molto sommaria al vostro sito, in particolare alla parte "equità sociale" che è quella che mi sta più a cuore. Non trovo proposte concrete.

    OK sul principio di alleviare la povertà ma se non dite "come" siamo su un concetto così astratto che possono riconoscercisi tutti, da Vannacci a... da Vannacci a... da Vannacci a... OK, stavo cercando un nome di sinistra ma non me ne viene in mente neanche uno.

    Siccome non vi conoscevo, e magari altri non vi conoscono, e magari vi fa piacere farvi conoscere, vorrei approfittare per farvi un paio di domande sulla situazione italiana.

    La concentrazione della ricchezza in cosi poche mani è un problema da affrontare? Una patrimoniale può essere una soluzione? Una tassa di successione più alta (la nostra mi pare sia tra le più basse d'Europa) può essere una soluzione?

    Sempre sull'equità, questo sistema fiscale in cui i redditi da lavoro dipendente sono tassati molto più di tutti gli altri (rendite da capitale, utili aziendali, affitti, reddito da lavoro autonomo, ecc.) è accettabile? Alzare le tasse ai ricchi per abbassarle al restante 90% della popolazione potrebbe essere una buona idea?

    @max @emmecola Ciao! Grazie per il messaggio!
    Intanto, ci scusiamo se non tutti i nostri programmi e le nostre posizioni sono presenti sul sito: in passato abbiamo preferito pubblicare programmi per intero in vista delle elezioni (che trovi ancora sul sito), ed essendo noi, almeno in Italia, un partito molto basato sul lavoro di attivisti e volontari, ancora non abbiamo ripubblicato tutto suddividendolo per argomenti e temi.
    Ciò detto, abbiamo idee molto chiare rispetto a quello che dici; innanzitutto, quando parliamo di povertà, non intendiamo “alleviarla” come concetto astratto: intendiamo garantire standard minimi di vita dignitosa e accesso ai beni essenziali, con strumenti che funzionano sempre e non solo quando arriva un decreto. A livello di politiche europee, sosteniamo l’adozione, in tutti gli Stati membri, di un reddito minimo sopra la soglia di povertà, collegandolo in modo serio al Pilastro Europeo dei Diritti Sociali e agli strumenti di coordinamento delle politiche (come il Semestre Europeo), proprio per evitare che resti una formula vuota o che venga aggirata con eccezioni e scappatoie. 1/

  • @max @emmecola Ciao! Grazie per il messaggio!
    Intanto, ci scusiamo se non tutti i nostri programmi e le nostre posizioni sono presenti sul sito: in passato abbiamo preferito pubblicare programmi per intero in vista delle elezioni (che trovi ancora sul sito), ed essendo noi, almeno in Italia, un partito molto basato sul lavoro di attivisti e volontari, ancora non abbiamo ripubblicato tutto suddividendolo per argomenti e temi.
    Ciò detto, abbiamo idee molto chiare rispetto a quello che dici; innanzitutto, quando parliamo di povertà, non intendiamo “alleviarla” come concetto astratto: intendiamo garantire standard minimi di vita dignitosa e accesso ai beni essenziali, con strumenti che funzionano sempre e non solo quando arriva un decreto. A livello di politiche europee, sosteniamo l’adozione, in tutti gli Stati membri, di un reddito minimo sopra la soglia di povertà, collegandolo in modo serio al Pilastro Europeo dei Diritti Sociali e agli strumenti di coordinamento delle politiche (come il Semestre Europeo), proprio per evitare che resti una formula vuota o che venga aggirata con eccezioni e scappatoie. 1/

    @max @emmecola E siccome il mercato del lavoro sta cambiando (automazione, precarizzazione, transizioni industriali), proponiamo anche di testare modelli nuovi di protezione sociale, tra cui sperimentazioni grandi, ben disegnate e valutabili di Universal Basic Income, con guida e monitoraggio a livello europeo, in più territori e per più anni.
    Accanto al reddito, consideriamo decisivo il tema casa e costo della vita, perché la povertà non è solo “mancanza di denaro”, ma anche spese incomprimibili (affitti, bollette, cure, ecc...). Per questo all'interno delle politiche europee proponiamo di rendere l’abitare più accessibile integrando social housing e forme di co-abitare nelle politiche di coesione e spingendo l’Unione Europea a usare fondi esistenti (ESF+, FESR/Regional Development, ecc.) per aumentare investimenti e accessibilità, con un focus sui gruppi a basso reddito e marginalizzati.
    Venendo alle tue domande sulla concentrazione della ricchezza: sì, per noi è un problema enorme, perché blocca la mobilità sociale e scarica il peso del welfare su chi vive di lavoro. Nel nostro Programma Elettorale del 2022 questo tema è esplicitato anche con un riferimento alla tassa di successione italiana tra le più basse d’Europa e alla necessità di interventi che scoraggino l’accumulo e sostengano i più giovani. 2/

  • @max @emmecola E siccome il mercato del lavoro sta cambiando (automazione, precarizzazione, transizioni industriali), proponiamo anche di testare modelli nuovi di protezione sociale, tra cui sperimentazioni grandi, ben disegnate e valutabili di Universal Basic Income, con guida e monitoraggio a livello europeo, in più territori e per più anni.
    Accanto al reddito, consideriamo decisivo il tema casa e costo della vita, perché la povertà non è solo “mancanza di denaro”, ma anche spese incomprimibili (affitti, bollette, cure, ecc...). Per questo all'interno delle politiche europee proponiamo di rendere l’abitare più accessibile integrando social housing e forme di co-abitare nelle politiche di coesione e spingendo l’Unione Europea a usare fondi esistenti (ESF+, FESR/Regional Development, ecc.) per aumentare investimenti e accessibilità, con un focus sui gruppi a basso reddito e marginalizzati.
    Venendo alle tue domande sulla concentrazione della ricchezza: sì, per noi è un problema enorme, perché blocca la mobilità sociale e scarica il peso del welfare su chi vive di lavoro. Nel nostro Programma Elettorale del 2022 questo tema è esplicitato anche con un riferimento alla tassa di successione italiana tra le più basse d’Europa e alla necessità di interventi che scoraggino l’accumulo e sostengano i più giovani. 2/

    @max @emmecola Qui arriviamo al punto “patrimoniale/successioni”: noi proponiamo l’Imposta sui vantaggi ricevuti. È una proposta progressiva che tassa donazioni e patrimoni ricevuti nel corso della vita, con una franchigia elevata per non colpire la classe media e con aliquote crescenti per i grandi trasferimenti di ricchezza. Nel programma sono indicate anche le soglie: franchigia tra 500 mila e 1 milione (aliquota 5%), poi 12,5% fino a 2,5 milioni, 20% tra 2,5 e 5 milioni, e 27,5% oltre i 5 milioni.
    E nel nostro programma entriamo anche nelle distorsioni tecniche che oggi rendono il sistema iniquo: ad esempio, gli immobili ereditati o donati devono essere calcolati sul valore di mercato, non sul valore catastale spesso non aggiornato e inferiore; proponiamo di ridurre le esenzioni che oggi favoriscono chi è già ad alto reddito; e proponiamo di rivedere le esenzioni sulle successioni di aziende, mantenendole solo per PMI e solo se l’attività prosegue per almeno cinque anni. 3/

  • @max @emmecola Qui arriviamo al punto “patrimoniale/successioni”: noi proponiamo l’Imposta sui vantaggi ricevuti. È una proposta progressiva che tassa donazioni e patrimoni ricevuti nel corso della vita, con una franchigia elevata per non colpire la classe media e con aliquote crescenti per i grandi trasferimenti di ricchezza. Nel programma sono indicate anche le soglie: franchigia tra 500 mila e 1 milione (aliquota 5%), poi 12,5% fino a 2,5 milioni, 20% tra 2,5 e 5 milioni, e 27,5% oltre i 5 milioni.
    E nel nostro programma entriamo anche nelle distorsioni tecniche che oggi rendono il sistema iniquo: ad esempio, gli immobili ereditati o donati devono essere calcolati sul valore di mercato, non sul valore catastale spesso non aggiornato e inferiore; proponiamo di ridurre le esenzioni che oggi favoriscono chi è già ad alto reddito; e proponiamo di rivedere le esenzioni sulle successioni di aziende, mantenendole solo per PMI e solo se l’attività prosegue per almeno cinque anni. 3/

    @max @emmecola Sulla tua domanda successiva, cioè se sia accettabile un sistema in cui il lavoro dipendente è tassato e “caricato” più di altri redditi: per noi è un problema strutturale, perché rende il lavoro (specie giovanile) il bancomat principale del sistema. Anche qui la differenza sta nel “come”: noi sosteniamo esplicitamente che tagliare l’IRPEF ai giovani è spesso inefficiente (perché chi è giovane ha in media stipendi bassi e quindi un taglio di imposta può essere poco incisivo o mal distribuito) e proponiamo invece di agire sul cuneo contributivo, cioè sui contributi pensionistici/IVS, mettendone il costo a carico della fiscalità generale. Nel programma vengono indicati tre scenari con stime di costo: azzeramento contributi under 25 e metà 26–30; azzeramento contributi a carico impresa under 25 e metà 26–30; dimezzamento contributi under 30.
    Questo è un punto politico molto chiaro per noi: se vuoi aiutare davvero chi sta peggio e chi entra ora nel mercato del lavoro, spesso è più efficace ridurre il costo del lavoro e aumentare il netto intervenendo sui contributi (in modo mirato e progressivo) piuttosto che fare tagli fiscali lineari che finiscono per favorire di più chi ha redditi già alti. 4/

  • @max @emmecola Sulla tua domanda successiva, cioè se sia accettabile un sistema in cui il lavoro dipendente è tassato e “caricato” più di altri redditi: per noi è un problema strutturale, perché rende il lavoro (specie giovanile) il bancomat principale del sistema. Anche qui la differenza sta nel “come”: noi sosteniamo esplicitamente che tagliare l’IRPEF ai giovani è spesso inefficiente (perché chi è giovane ha in media stipendi bassi e quindi un taglio di imposta può essere poco incisivo o mal distribuito) e proponiamo invece di agire sul cuneo contributivo, cioè sui contributi pensionistici/IVS, mettendone il costo a carico della fiscalità generale. Nel programma vengono indicati tre scenari con stime di costo: azzeramento contributi under 25 e metà 26–30; azzeramento contributi a carico impresa under 25 e metà 26–30; dimezzamento contributi under 30.
    Questo è un punto politico molto chiaro per noi: se vuoi aiutare davvero chi sta peggio e chi entra ora nel mercato del lavoro, spesso è più efficace ridurre il costo del lavoro e aumentare il netto intervenendo sui contributi (in modo mirato e progressivo) piuttosto che fare tagli fiscali lineari che finiscono per favorire di più chi ha redditi già alti. 4/

    @max @emmecola Infine, la proposta di alzare le tasse ai ricchi per abbassarle al restante 90% è, come direzione, assolutamente coerente con le nostre idee ma con una precisazione fondamentale: per noi non è solo questione di “aliquote”, è questione di spostare la base imponibile e chiudere le falle che oggi permettono a rendite e grandi profitti (specie transnazionali) di pagare meno del dovuto.
    Per questo, sul lato europeo noi proponiamo di armonizzare la tassazione societaria attraverso una base imponibile comune (CCCTB) e criteri che riducano il profit shifting, e proponiamo un minimo effettivo di corporate tax almeno al 22% con meccanismi di top-up nazionali obbligatori per arrivare davvero a quel livello quando i profitti sono contabilizzati in giurisdizioni a bassa imposizione.
    E, sempre per far pagare chi oggi elude meglio, sosteniamo anche strumenti di cooperazione e coordinamento più forti (scambio informazioni, semplificazione e rafforzamento della capacità di riscossione), fino a ipotesi come un’Autorità fiscale europea per grandi gruppi che operano in più Paesi, per ridurre burocrazia e rendere più efficace la lotta all’elusione. 5/

  • @max @emmecola Infine, la proposta di alzare le tasse ai ricchi per abbassarle al restante 90% è, come direzione, assolutamente coerente con le nostre idee ma con una precisazione fondamentale: per noi non è solo questione di “aliquote”, è questione di spostare la base imponibile e chiudere le falle che oggi permettono a rendite e grandi profitti (specie transnazionali) di pagare meno del dovuto.
    Per questo, sul lato europeo noi proponiamo di armonizzare la tassazione societaria attraverso una base imponibile comune (CCCTB) e criteri che riducano il profit shifting, e proponiamo un minimo effettivo di corporate tax almeno al 22% con meccanismi di top-up nazionali obbligatori per arrivare davvero a quel livello quando i profitti sono contabilizzati in giurisdizioni a bassa imposizione.
    E, sempre per far pagare chi oggi elude meglio, sosteniamo anche strumenti di cooperazione e coordinamento più forti (scambio informazioni, semplificazione e rafforzamento della capacità di riscossione), fino a ipotesi come un’Autorità fiscale europea per grandi gruppi che operano in più Paesi, per ridurre burocrazia e rendere più efficace la lotta all’elusione. 5/

    @max @emmecola Sul lato italiano, colleghiamo questa impostazione anche a una riforma del catasto fatta con gradualità e criteri moderni (tabelle d’estimo aggiornate, mappatura per far emergere immobili non registrati o modificati, digitalizzazione e integrazione banche dati), e soprattutto con criteri di progressività per non colpire chi possiede immobili di valore basso e per redistribuire in modo più equo il carico tra proprietari.
    In sostanza, sì, la concentrazione della ricchezza va affrontata; sì, è legittimo e utile tassare di più i grandi trasferimenti patrimoniali e chi elude; e sì, l’obiettivo è alleggerire il peso su lavoro e giovani, sostituendo bonus e tagli lineari con strumenti strutturali, progressivi e verificabili. 6/6

  • @max @emmecola Sul lato italiano, colleghiamo questa impostazione anche a una riforma del catasto fatta con gradualità e criteri moderni (tabelle d’estimo aggiornate, mappatura per far emergere immobili non registrati o modificati, digitalizzazione e integrazione banche dati), e soprattutto con criteri di progressività per non colpire chi possiede immobili di valore basso e per redistribuire in modo più equo il carico tra proprietari.
    In sostanza, sì, la concentrazione della ricchezza va affrontata; sì, è legittimo e utile tassare di più i grandi trasferimenti patrimoniali e chi elude; e sì, l’obiettivo è alleggerire il peso su lavoro e giovani, sostituendo bonus e tagli lineari con strumenti strutturali, progressivi e verificabili. 6/6

    @VoltItalia @emmecola

    Wow... grazie mille, non mi aspettavo una risposta così dettagliata.

    Vi terrò d'occhio 😜

  • @VoltItalia @emmecola

    Wow... grazie mille, non mi aspettavo una risposta così dettagliata.

    Vi terrò d'occhio 😜

    @max Io li seguo da un po'. In Italia purtroppo hanno percentuali ancora molto basse, ma ci sono già dei rappresentanti di altre nazionalità nel Parlamento europeo. Gli auguro di crescere!
    @VoltItalia

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