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For now we see through a glass, darkly

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Gli ultimi otto messaggi ricevuti dalla Federazione
  • @mcSlibinas @calcifer I wonder if there are greybeards who are old enough to get the joke, but don't get it because they never used DOS, only other operating systems.

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  • Che vergogna. Mi sono lasciato sfuggire che settimana scorsa erano 40 anni dalla morte di . Alfeo Sassaroli, James Brooke e mille altri ruoli. Ma soprattutto Emilio Largo, uno dei migliori villain di sempre contro cui si è battuto Agente 007 - Thunderball - Operazione tuono - Streaming ITA - Streaming-Community https://streaming-community.trade/titles/8487-guarda-visualizza-agente-007-thunderball-operazione-tuono-11/watching.html

    @spettacoli

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  • Separate le carriere di Matteo Salvini, senza se e senza ma, che come giudice è proprio scarso

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  • @StefanAlvemo and where would Hungary [and Estonoa] go if they were ejected? Feel the 100% agreement in votes needs amending so one or more coumtries camnot endlessly veto

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  • Io invece vorrei che gli USA si facesse i cazzi suoi e che Trump si dimetta. Si può fare?

    "Gli Stati Uniti vorrebbero che la Calabria rinunciasse ai medici cubani che ci hanno aiutato durante la pandemia"

    https://www.wired.it/article/stati-uniti-calabria-medici-cubani-pandemia/

    @attualita

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  • Ai confini dell’Europa, in uno dei posti in cui fibromialgia e artrite potrebbero andarsene.

    Nota: da questo episodio in poi ci saranno 2 voci narranti: la voce che racconta i ragionamenti che ho fatto DOPO il viaggio (in blu), e la voce che racconta i pensieri che ho fatto o avuto DURANTE il viaggio (in nero), tratti in parte dal mio diario e in parte da note vocali che ho registrato mentre ero sul posto.

    El Hierro (prima parte) – Ai Confini dell'Europa: il Deserto che Trasforma Verso Casa – dove il cuore vuole stare. Le Canarie sono un arcipelago di isole remote appartenenti alla Spagna, ma lontane dall’Europa.El Hierro è la più remota delle isole Canarie, la più esterna nell'arcipelago (insieme a La Palma). Lontana da tutto.Un luogo arido, silenzioso, ai margini del continente Africano e lontano dall'Europa.In questo primo episodio ti racconto il mio arrivo su quest’isola dove il paesaggio sembra spoglio, e il vuoto di El Hierro sembra volersi insinuare dentro di te per toglierti il respiro.È qui che il viaggio ha preso una forma nuova, ma l'ho capito soltanto qualche giorno dopo, quando ho annotato sul mio diario tutte le impressioni di quella visita particolare. Non più solo ricerca di bellezza o sollievo, ma un confronto diretto con il vuoto, con il limite, con me stesso.Ho camminato tra pietre nere e spazi immensi, ho registrato suoni e pensieri, e ho capito che il deserto non è assenza, ma possibilità.Possibilità di misurarti con le tue paure più profonde, che non sapevi di avere.Questo episodio parla di confini,di trasformazione, e di come un luogo apparentemente ostile può diventare un’opportunità.Verso Casa comincia da qui: da un’isola che ti lascia spiazzato all'inizio, ma che ti cambia per sempre.🎧 Guarda di più su YouTube 🌍 Scopri di più sul sito Simone ViaggiatoreI miei Video su El Hierro.=== LOCALITA' CITATE ===- La Laguna (Tenerife)- El Hierro- Tamaduste- Valverde- Taibique- La Restinga- La FronteraPossiamo restare in contatto tramite questi canali. Ti aspetto :-)- https://www.simoneviaggiatore.com- https://www.youtube.com/@versocasa- https.//https://www.youtube.com/@simoneviaggiatore- https://www.tiktok.com/@simoneviaggiatore- https://mastodon.uno/deck/@simonperryEl Hierro, Santa Cruz de Tenerife, Spagna

    I pensieri degli esseri umani non sono quasi mai lineari. Il cuore e la ragione spesso ci spingono in direzioni opposte.

    Per quanto mi riguarda in passato avevo capito bene questa cosa, quando il Cuore voleva restare a Tenerife, ma la Ragione sapeva che non era possibile.

    C’erano troppe difficoltà, troppi elementi che andavano contro la mia natura… un po’ troppo asociale. Avevo ormai abbandonato l’idea di viverci ed era stato un rospo molto difficile da ingoiare.

    Quando perdi il sogno di recuperare la tua salute, tutto diventa più difficile da sopportare.

    Però non avevo mai visitato l’isola di El Hierro, alle Canarie. Per il cuore questo sembrava un motivo sufficiente per andare a vedere quanto somigliasse a Tenerife. Forse poteva essere quella la casa che stavo cercando. Non si poteva scartare nessuna possibilità.

    Arrivare a El Hierro non sarebbe stato semplice come per le altre isole. Il percorso per arrivarci, a quanto sembrava, era meno lineare dei miei pensieri ma poteva iniziare solo in un modo: bisognava passare da Tenerife, l’isola di cui mi ero innamorato, ma dove non potevo vivere.

    [Musica] Sono Simone Perria e questo è il mio viaggio verso casa.

    Arrivare a Tenerife è sempre una gioia per me, ma questa volta c’è qualcosa di diverso. Per la prima volta vedrò l’isola solo di passaggio, andando poi a El Hierro e mi sembra quindi di perdermi qualcosa di importante. Ma non è solo questo. C’è un clima quasi spettrale. Una nuvola enorme di polvere è arrivata qui dal Sahara. Mi chiedo quanta debba essere questa polvere, se dal finestrino non riesco nemmeno a vedere il Teide che il vulcano di Tenerife alto quasi 4 km.

    Appena esco dall’aereo ho la risposta, è tanta. La si sente persino respirando. Fa pizzicare il naso come quando hai un raffreddore o una laringite. Questa cosa qui la chiamano “Calima“. Non è la prima volta che la vedo, ma stavolta è tanta. Mentre mi sposto verso il nord dell’isola mi accompagna un sole arancio pallido basso sull’orizzonte.

    È sera e quando arrivo a San Cristòbal della Laguna, 80 km più a nord è già buio da un pezzo. Mi affaccio dal balcone dell’appartamento che per questa notte mi darà un tetto e un letto e guardo quella città che amo così tanto. Chi vive qui la chiama semplicemente “La Laguna”. Riconosco il campanile del ‘500 costruito con la lava del vulcano e le vie tipiche del periodo coloniale. Però c’è un’aria fredda e con la calima non si vedono le stelle, quelle stelle che qui di solito sono così luminose da sembrare finte. È tutto così diverso dal solito!
    Mi sembra che una parte del clima deprimente dell’Emilia-Romagna sia arrivata qui insieme a me. Mi auguro davvero che le cose a El Hierro siano diverse, o avrò buttato via i miei soldi.

    Al mattino mi sveglio presto. Devo arrivare a piedi all’aeroporto di Tenarife Nord, da dove partirà il piccolo volo per El Hierro e ci vogliono circa 40 minuti di cammino. Attraversare la città mi piace sempre, anche se la calima non accenna a smettere. Le sue case colorate e i fiori nei giardini mi ricordano che qui siamo quasi al tropico. La natura sboccia rigogliosa. I problemi di questo posto però sono gli stessi che abbiamo noi nelle nostre grandi città: code, traffico e smog. Se vivessi qui la mia vita non cambierebbe granché.

    Aeropuerto de Los Rodeos, Tenerife Nord: relativamente piccolo, ma non più di tanto. Sono un pochino in ansia, stanno…beh ansia, una parola grossa; sono un po’ preoccupato. Stanno cancellando alcuni aerei che vengono dalla parte est dell’arcipelago. Potrebbe essere per calima o per vento e non vorrei che… così facendo con queste cancellazioni magari il mio volo dovesse saltare. Vediamo.

    Per fortuna alla fine partiamo e in meno di mezz’ora arrivo a El Hierro. Quando vedo l’aeroporto finalmente capisco. La pista è davvero piccola. Ecco perché gli unici collegamenti che da qui ti portano nel mondo esterno sono solo per Gran Canaria o Tenerife. Non si potrebbe fare diversamente perché con questa lunghezza possono atterrare solo aerei abbastanza piccoli e con poca autonomia. Appena esco dall’aeroporto inizia l’esplorazione vera dell’isola.

    Il paesaggio è aspro, la luce del sole filtrata dalla polvere nell’aria, e ho la sensazione di essere finito su una roccia in mezzo all’oceano. Per scacciare questa sensazione vado subito a Tamaduste, un paese vicino. Una piccola insenatura è stata attrezzata come area balneare con terrazzamenti in cemento e docce. A Tenerife e Gran Canaria ce ne sono di simili, ma si deve fare a gomitate per litigarsi uno spazio per l’asciugamano.

    Qui invece ci sono solo sei persone che mi guardano con indifferenza.

    Sto iniziando a rendermi conto di quanto sia remota quest’isola. Quest’isola dove persino una delle poche località balneari segnalate sulle guide si presenta in questo modo: semideserta e in alta stagione. Le case del paese sono state costruite su una colata di lava. Con il suo nero intenso contrasta con il colore bianco delle mura.

    Io sto guardando tutto questo con gli occhi del turista. Per me questa è una meraviglia della natura. È un posto dove un vulcano in un qualche momento della storia ha creato terra e paesaggio dove non c’era. E’ una meraviglia, in sostanza, un ambiente naturale molto particolare in Europa, insomma, però allo stesso tempo intuisco che con gli occhi di un residente tutto questo può essere spaventoso, nel senso che tutto questo silenzio, tutta questa assenza di cose, di persone, questa questa luminosità soffusa della calima che ti toglie la vista, ti fa sentire proprio come l’ultima persona dell’universo, insomma, deve essere un po’ pesante, secondo me. Poi non è tutti i giorni così. Ovviamente la Calima non c’è tutti i giorni, anzi c’è circa una volta al mese di media, però insomma intuisco che deve essere molto difficile vivere qui.

    Per rendersi conto di quanto sia piccola e remota El Hierro basta vedere Valverde che è il suo capoluogo. Ci arrivo alle 3:00 del pomeriggio di una domenica d’inverno quando fuori ci sono 24°. Questo clima per me sarebbe perfetto. Se vivessi qui penso che sarei sempre all’aria aperta, ma in realtà non vedo nessuno che stia all’aria aperta.

    Qui a Valverde c’è anche uno dei tre distributori di benzina di tutta l’isola e il piccolo ospedale. L’unico. Sembra modesto dall’esterno, ma qui è letteralmente l’unico punto in cui puoi ottenere le cure fondamentali.

    Non ha molti reparti, ma c’è il pronto soccorso e per i residenti questa è una grande risorsa. Avevo letto che la struttura fosse al collasso a causa delle barche che arrivano qui dalle vicine coste africane cariche di migranti come accade a Lampedusa. Sarà anche vero, ma almeno dall’esterno non si notano le orde di persone che racconta la stampa. L’appartamento che ho prenotato è poco dopo Las Casas. Il paese si chiama Taibique.

    È una bella casa a schiera su due piani ai margini di un bosco. Ha anche un giardino sul retro dove di notte è così buio che posso fotografare le stelle, qualcosa che dove vivo io sarebbe impensabile. Sarebbe davvero bello vivere qui.

    C’è tutto quello che sto cercando, a parte l’aria che non è pulita, ma sporcata dalla calima. Questa però è una condizione temporanea, eppure ho la sensazione che qualcosa non vada in questo posto.

    Al mattino mi sveglio con l’intenzione di vedere il sud dell’isola. Dopo una colazione veloce parto per La Restinga, il paese più a sud d’Europa, nell’emisfero nord. Per arrivarci devo percorrere l’unica strada che da Taibique porta verso sud. Pochi chilometri di strada, ma con un paesaggio surreale intorno. [Musica]

    Rispetto a ieri la calima è addirittura aumentata. È la prima volta che mi capita di trovarla così intensa. Guardandomi attorno vedo che il cielo è così offuscato da essere marrone anziché azzurro e il sole color del sangue si può osservare anche a occhio nudo senza farsi male agli occhi. La lava che è uscita dai coni vulcanici che ho attorno si è solidificata da chissà quanto, ma sembra che debba ripartire da un momento all’altro. Provo una sensazione di pericolo e ho l’impressione di non essere neanche più sul pianeta Terra.

    Mi trovo a La Restinga, è il punto più meridionale dell’isola di El Hierro. E’ anche un punto un po’ speciale perché è il punto più a sud d’Europa. Oggi c’è un clima, oserei dire… surreale e spettrale allo stesso tempo perché continua a esserci la calima, che è questa polvere del Sahara in sospensione, quindi rende tutto un po’ soffuso. Sembra a tratti di stare su Marte, non si vede quasi anima viva. Il piccolo ufficio postale è chiuso e alle fermate del bus non c’è nessuno.

    In effetti qualcuno c’è, una bambina che fa avanti e indietro in una viuzza col suo monopattino. È l’unica presenza umana che riesco a vedere. Al porticciolo invece c’è una spiaggetta di sabbia, la prima che vedo nell’isola, dove il mare è color zaffiro e due sub si stanno immergendo senza far troppo caso alle decine di granchi sul loro percorso. Tutta la scena è veramente tranquilla. La spiaggetta con il suo colore scuro, le barche colorate dei pescatori che ondeggiano con le onde e questo vento continuo e leggero che accarezza la pelle.

    Tutto questo mi dà un grande senso di pace. quella pace che c’è quando un bel posto è tutto per te. Se potessi venire a vivere qui, potrebbe essere tutto per me molto spesso. Questo pensiero è davvero allettante, ma subito dopo capisco cosa c’è di strano a El Hierro.

    Qui nel punto più a sud d’Europa il tempo scorre più lentamente. Ci sono tantissime strutture, tantissimi parchi, tantissimi tantissime panchine, tantissimi camminamenti che ti permettono di accedere al mare, tantissime aree ricreative, ma ti chiedi per chi. Non c’è nessuno. Non c’è davvero nessuno rispetto ai nostri canoni. È incredibile.

    Chissà se il paese era così vuoto, quando è stato evacuato nel 2011. Il vulcano sottomarino, a soli 5 km da La Restinga, aveva iniziato a eruttare e le autorità avevano disposto lo sgombero degli abitanti per qualche tempo. Al termine dell’eruzione alcuni avevano scelto di non tornare più, e li capisco.

    Nessuno vorrebbe vivere con il pensiero di doversene andare da casa propria all’improvviso.

    Vivere a La Restinga potrebbe darmi quasi tutto quello che cerco, ma dovrei convivere con questa sensazione di pericolo geologico costante. Non so se me la sento.

    Proseguo verso ovest, nell’unica strada che c’è. Ci sono solo rocce, coni vulcanici e strani recinti che dovrebbero contenere animali, ma gli animali non ci sono e nemmeno i pastori se è per questo.

    La strada mi porta sempre più a ovest tra tornanti e scogliere di roccia arancione, finché arrivo al Faro della Orcilla, un punto un po’ speciale.

    Di qui passa il meridiano Zero. E non è una cosa da poco, perché in passato il riferimento di tutti i navigatori del mondo conosciuto non era Greenich nel Regno Unito. Era questo punto. Era El Hierro, che i marinai usavano per orientarsi nella navigazione per sapere che questa era l’ultima terra prima che iniziasse l’oceano aperto.

    Mi piacerebbe che El Hierro diventasse anche il mio punto di riferimento. Sono davvero molto combattuto perché da un lato qui c’è tutto quello che stavo cercando, ma comincio a capire che ci sono cose di cui non sapevo di avere bisogno.

    Arrivo all’eremo della Virgen de Los Reyes dedicato alla Madonna, ma anche qui non c’è nessuno. Mi chiedo perché fare un santuario della patrona dell’isola proprio in questo punto dove non ci sono paesi qui vicino. Detesto ammetterlo, ma se avessi bisogno di aiuto qui sarei nei guai. Non c’è nessuno e il cellulare non prende. Normalmente tutto questo silenzio mi piacerebbe molto, ma non qui.

    L’unico suono che sento è quello dei corvi che gracchiano.

    Sfido chiunque a non sentirsi ammaliato e a disagio in un posto così.

    Se possibile, proseguendo il paesaggio diventa ancora più maestoso. Scogliere sempre più imponenti, vulcani spenti sempre più grandi, distese di pietrisco creati da eruzioni e archi di roccia che il mare ha decorato con forme spettacolari, come se fossero un regalo per me.

    Sono già le 5:00 e a questo punto devo prendere una decisione. Potrei tornare indietro, ma nel tempo che ci impiegherei a tornare da dove sono partito, il sole sarebbe già calato e mi ritroverei da solo e per giunta al buio.

    Oppure posso proseguire.

    Il navigatore mi dice che poco più avanti dovrebbe esserci un paese, anche se in effetti non vedo ancora nulla. Quando arrivo nel punto più aovest di El Hierro, però, vedo il grandissimo golfo creato da un enorme vulcano che in passato è crollato per metà in mare. Lì, proprio al centro di questo splendido arco, vedo qualche casa in lontananza. È La Frontera, uno dei paesi più grandi di tutta l’isola. Finalmente rivedo tracce umane e mi accorgo che il mio respiro ora è più rilassato.

    La desolazione del sud di El Hierro mi aveva insegnato che il mio essere associale è soltanto una facciata.

    Forse mi è sempre piaciuto vedermi così, ma non era vero. Mi sono sentito perso laggiù, da solo, in quel grande deserto di vulcani.

    Voglio vivere ai margini dell’umanità, non fuori. Voglio restare fuori dai luoghi affollati, ma abbastanza vicino da poterli frequentare quando la solitudine è troppa.

    Allo stesso tempo però il corpo stava benissimo in quel clima secco e sentivo che le energie erano tornate, non c’era più traccia del dolore alle articolazioni.

    A quel punto mi chiedevo se fossi condannato a vivere in un deserto.

    Potevo solo continuare a esplorare l’isola e sperare di trovare un posto adatto a me. [Musica]

    Viaggio tra le isole d’Europa per trovare un posto dove il cuore vuole stare e il corpo non fa male. So che esiste, devo solo trovarlo. Se anche tu ami viaggiare o sogni di cambiare vita, seguimi in questo lungo viaggio verso casa.

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  • @stellarsarah @jenniferplusplus
    This is not, at all, "just by chance". I think there's some political agenda to remove from any accessible market everything that empower users to be independent on computing (and on energy, and we will soon discover on what else).

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  • Che vergogna.

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    Steam just gave me another version of Final Fantasy VII for free. I bought this game in 2013. I can’t believe I’m getting another version of it 13 years later!
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