AVVENIMENTICome una rivista indipendente, grazie a un processo, è arrivata in casa mia
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AVVENIMENTI
Come una rivista indipendente, grazie a un processo, è arrivata in casa mia
----------------------------------------------------------------------------------------Sarà stata la fine dell'88 o l'inverno dell'89, non ricordo bene. Chi oggi parla di quella rivista sostiene che nelle edicole comparve nel febbraio del 1989, però, per la storia che sto per raccontarvi, è probabile che a casa mia sia arrivata qualche mese prima, in occasione della presentazione.
Indirizzata ai miei arrivò una scatola piena di numeri zero di Avvenimenti, saranno stati un centinaio. Nella cantina della loro casa forse ce n'è ancora qualcuno risalente a quella prima uscita. 1/7
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AVVENIMENTI
Come una rivista indipendente, grazie a un processo, è arrivata in casa mia
----------------------------------------------------------------------------------------Sarà stata la fine dell'88 o l'inverno dell'89, non ricordo bene. Chi oggi parla di quella rivista sostiene che nelle edicole comparve nel febbraio del 1989, però, per la storia che sto per raccontarvi, è probabile che a casa mia sia arrivata qualche mese prima, in occasione della presentazione.
Indirizzata ai miei arrivò una scatola piena di numeri zero di Avvenimenti, saranno stati un centinaio. Nella cantina della loro casa forse ce n'è ancora qualcuno risalente a quella prima uscita. 1/7
Avevo dieci anni e su quelle pagine cominciai a scoprire il modo. O, meglio, il mondo di cui non parlavano gli altri giornali e i telegiornali. Ma andiamo con ordine. Come ci finì il numero zero di una rivista nata a Roma nella mia casa in un oscuro paese dell'estremo Sud?
È storia curiosa questa. Mio padre, di quell'oscuro paese, è stato sindaco comunista fino al 1985 (poi lo sarebbe ridiventato nel 1995 con Rifondazione). Coi suoi compagni, si erano messi in testa di realizzare il socialismo in un paese solo, proprio nel senso di realizzarlo in un solo comune. Tra il 1975 e il 1985 furono espropriati diversi terreni o stabili per realizzare opere pubbliche. 2/7
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Avevo dieci anni e su quelle pagine cominciai a scoprire il modo. O, meglio, il mondo di cui non parlavano gli altri giornali e i telegiornali. Ma andiamo con ordine. Come ci finì il numero zero di una rivista nata a Roma nella mia casa in un oscuro paese dell'estremo Sud?
È storia curiosa questa. Mio padre, di quell'oscuro paese, è stato sindaco comunista fino al 1985 (poi lo sarebbe ridiventato nel 1995 con Rifondazione). Coi suoi compagni, si erano messi in testa di realizzare il socialismo in un paese solo, proprio nel senso di realizzarlo in un solo comune. Tra il 1975 e il 1985 furono espropriati diversi terreni o stabili per realizzare opere pubbliche. 2/7
Così, nella villa dell'ex podestà fascista, espropriata agli eredi, nacque la villa comunale dedicata ai martiri partigiani; su di un latifondo si edificò la zona popolare 167, e così via.
Tra i vari espropri ce ne fu uno che non andò per niente giù all'ex proprietario. Si trattava di un'area boschiva, sottratta al privato per metterla a disposizione di tutt* realizzandoci un parco pubblico. A pochi metri, sul lato opposto della provinciale che taglia quella zona, sarebbe dovuta sorgere un'area termale per sfruttare le acque benefiche delle Tre Fontane (oggi la fonte è occlusa). 3/7 -
Così, nella villa dell'ex podestà fascista, espropriata agli eredi, nacque la villa comunale dedicata ai martiri partigiani; su di un latifondo si edificò la zona popolare 167, e così via.
Tra i vari espropri ce ne fu uno che non andò per niente giù all'ex proprietario. Si trattava di un'area boschiva, sottratta al privato per metterla a disposizione di tutt* realizzandoci un parco pubblico. A pochi metri, sul lato opposto della provinciale che taglia quella zona, sarebbe dovuta sorgere un'area termale per sfruttare le acque benefiche delle Tre Fontane (oggi la fonte è occlusa). 3/7Quel bosco, però, era di proprietà di un democristiano parecchio potente, all'epoca sottosegretario alle finanze nel governo Craxi. Per quell'esproprio decise di denunciare mio padre e i suoi compagni. L'accusa era infamante: "Montemesola - sostenne - è ricca di territori boschivi che potrebbero essere adibiti a parco. Hanno scelto di realizzarlo sui terreni di mia proprietà solo per colpire me, per danneggiare un avversario politico."
Ora, a Montemesola, un'area a vocazione agricola, in realtà di area boschiva c'era solo quella espropriata. Ciò, però, non bastò a convincere i giudici. Il noto sottosegretario democristiano era uno che, nelle interviste, si vantava sostenendo che, chi ha in mano una procura, controlla il territorio. 4/7
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Quel bosco, però, era di proprietà di un democristiano parecchio potente, all'epoca sottosegretario alle finanze nel governo Craxi. Per quell'esproprio decise di denunciare mio padre e i suoi compagni. L'accusa era infamante: "Montemesola - sostenne - è ricca di territori boschivi che potrebbero essere adibiti a parco. Hanno scelto di realizzarlo sui terreni di mia proprietà solo per colpire me, per danneggiare un avversario politico."
Ora, a Montemesola, un'area a vocazione agricola, in realtà di area boschiva c'era solo quella espropriata. Ciò, però, non bastò a convincere i giudici. Il noto sottosegretario democristiano era uno che, nelle interviste, si vantava sostenendo che, chi ha in mano una procura, controlla il territorio. 4/7
E, in quei processi, quanto controllasse una procura, si rivelò in modo esplicito: pur se lui sosteneva apertamente il falso, per altro rispetto a una questione facilmente verificabile, mio padre e i suoi compagni vengono condannati. A quanto ricorda neanche il loro avvocato fece particolare opposizione a quanto sostenuto dal potente democristiano e permane il sospetto che fosse riuscito a comprare anche quello. Viste queste anomalie, chiedono aiuto al Partito, che invia da Roma un suo avvocato. Non uno qualsiasi, l'ex responsabile giustizia nazionale e principe del foro Giuseppe Zupo. Grazie alla sua difesa, vengono assolti in secondo grado e in Cassazione. Addirittura il potente democristiano rischia di essere incriminato a sua volta. Tutto si conclude con una cena che ricordo ancora nella pizzeria di Ninetta e Cenzino. 5/7
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E, in quei processi, quanto controllasse una procura, si rivelò in modo esplicito: pur se lui sosteneva apertamente il falso, per altro rispetto a una questione facilmente verificabile, mio padre e i suoi compagni vengono condannati. A quanto ricorda neanche il loro avvocato fece particolare opposizione a quanto sostenuto dal potente democristiano e permane il sospetto che fosse riuscito a comprare anche quello. Viste queste anomalie, chiedono aiuto al Partito, che invia da Roma un suo avvocato. Non uno qualsiasi, l'ex responsabile giustizia nazionale e principe del foro Giuseppe Zupo. Grazie alla sua difesa, vengono assolti in secondo grado e in Cassazione. Addirittura il potente democristiano rischia di essere incriminato a sua volta. Tutto si conclude con una cena che ricordo ancora nella pizzeria di Ninetta e Cenzino. 5/7
Vabbe' - direte - ma che c'entra questa storia con Avvenimenti?
C'entra, perché fu Giuseppe Zupo, qualche anno dopo quei fatti, che inviò ai miei quella scatola piena di una rivista fresca di stampa. Ed è così che, fino alla sua chiusura, quel giornale è entrato settimanalmente in casa mia.Lì il me bambino, poi adolescente, si è appassionato alle inchieste sulle stragi, imparando a odiare maggiormente i fascisti; ha scoperto i centri sociali grazie a una mappa che fu pubblicata nei primi anni Novanta, finenendoci dentro (ai centri sociali, non alla mappa); ha seguito le guerre in Jugoslavia e la dissoluzione di quello stato; ha letto di Ilaria Alpi, di Miran Hrovatin e delle vicende oscure che si celavano dietro il loro assassinio; ha letto della Pantera e ha sognato di viverla quando sarebbe diventato più grande. 6/7
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Vabbe' - direte - ma che c'entra questa storia con Avvenimenti?
C'entra, perché fu Giuseppe Zupo, qualche anno dopo quei fatti, che inviò ai miei quella scatola piena di una rivista fresca di stampa. Ed è così che, fino alla sua chiusura, quel giornale è entrato settimanalmente in casa mia.Lì il me bambino, poi adolescente, si è appassionato alle inchieste sulle stragi, imparando a odiare maggiormente i fascisti; ha scoperto i centri sociali grazie a una mappa che fu pubblicata nei primi anni Novanta, finenendoci dentro (ai centri sociali, non alla mappa); ha seguito le guerre in Jugoslavia e la dissoluzione di quello stato; ha letto di Ilaria Alpi, di Miran Hrovatin e delle vicende oscure che si celavano dietro il loro assassinio; ha letto della Pantera e ha sognato di viverla quando sarebbe diventato più grande. 6/7
E tante altre cose...
Leggendo Avvenimenti ho scoperto cosa significa stampa indipendente e cosa vuol dire fare giornalismo d'inchiesta, apprendendo anche quanto sia difficile farlo. I rischi che si corrono e le minacce che tocca subire. E, oggi, sento tanto la mancanza di una rivista del genere, che, a metà degli anni Novanta, trovavi anche in molti spazi occupati.Sarebbe bello riproporre uno strumento del genere, importante per decifrare il presente e creare gli anticorpi sociali all'autoritarismo.
[Nelle immagini: una copertina di Avvenimenti e un articolo de "La voce del popolo" del 12 giugno 1948 in cui si sostiene che le acque delle Tre Fontane sono del tutto simili a quelle di Fiuggi] 7/7
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E tante altre cose...
Leggendo Avvenimenti ho scoperto cosa significa stampa indipendente e cosa vuol dire fare giornalismo d'inchiesta, apprendendo anche quanto sia difficile farlo. I rischi che si corrono e le minacce che tocca subire. E, oggi, sento tanto la mancanza di una rivista del genere, che, a metà degli anni Novanta, trovavi anche in molti spazi occupati.Sarebbe bello riproporre uno strumento del genere, importante per decifrare il presente e creare gli anticorpi sociali all'autoritarismo.
[Nelle immagini: una copertina di Avvenimenti e un articolo de "La voce del popolo" del 12 giugno 1948 in cui si sostiene che le acque delle Tre Fontane sono del tutto simili a quelle di Fiuggi] 7/7
@PuncoX c’è @altreconomia che fa giornalismo altrettanto onesto, ma nell’era dei social e in un paese col 60% di analfabeti fa grossa fatica a stare a galla. Il problema è che non c’è più domanda di periodici e cala anche quella di quotidiani, immersi come siamo nel permanente flusso di contenuti nei nostri device.
