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Social Forum federato con il resto del mondo. Non contano le istanze, contano le persone

F4b10ebasta (@soserio.bsky.social)

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Gli ultimi otto messaggi ricevuti dalla Federazione
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  • @ben Next time we need you there!

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  • @evan I'm so sorry for your loss, and that travel nonsense can only be compounding the stress!

    I like Chad couldn't swing the logistics to attend in Montreal, but have got my streaming ticket and looking forward to your talk later!

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  • TRASPARENZA: Questo articolo contiene link di affiliazione. Se acquisti tramite questi link potremmo ricevere una piccola commissione senza costi aggiuntivi per te. Questo ci aiuta a mantenere il sito gratuito e indipendente. Le nostre opinioni rimangono imparziali.

    Per quasi un mese l’assistente AI di Microsoft ha avuto accesso a email che non avrebbe dovuto toccare. Un bug nella funzione Copilot Chat di Microsoft 365, scoperto il 21 gennaio ma reso pubblico solo il 18 febbraio, ha fatto sì che l’intelligenza artificiale leggesse e riassumesse le email archiviate nelle cartelle “Posta inviata” e “Bozze” degli utenti, anche quando queste erano contrassegnate come riservate con etichette di riservatezza specifiche.

    In pratica, le policy di protezione dei dati (DLP) che le aziende configurano apposta per impedire a strumenti automatici di accedere a contenuti sensibili venivano completamente ignorate da Copilot. Documenti finanziari, comunicazioni legali, informazioni commerciali riservate: tutto potenzialmente finito nel tritacarne dell’AI senza che nessuno se ne accorgesse.

    La risposta di Microsoft

    Microsoft ha confermato il problema attribuendolo a un “errore nel codice” e ha iniziato a distribuire una correzione a inizio febbraio. L’azienda ha precisato che il bug non ha dato a nessuno accesso a informazioni che non fosse già autorizzato a vedere, il che è tecnicamente vero ma non coglie il punto: il problema non è solo chi poteva vedere cosa, ma il fatto che un sistema AI stesse processando dati che erano stati esplicitamente protetti per non essere processati.

    Microsoft non ha comunicato quanti utenti o organizzazioni siano stati coinvolti. La correzione è stata distribuita globalmente, ma il ritardo tra la scoperta (21 gennaio), il riconoscimento ufficiale (3 febbraio) e la comunicazione pubblica (18 febbraio) lascia più di qualche perplessità.

    Il contesto

    La coincidenza è quasi poetica: nella stessa settimana il Parlamento Europeo ha deciso di bloccare le funzionalità AI sui dispositivi dei parlamentari, citando proprio l’impossibilità di garantire che i dati riservati non finiscano dove non dovrebbero. Intanto Amazon Web Services ha avuto due interruzioni significative causate proprio da strumenti AI. Il messaggio che arriva da più parti è abbastanza chiaro: integrare l’intelligenza artificiale ovunque senza le dovute cautele porta a incidenti, e il rischio è che questi diventino la norma piuttosto che l’eccezione.

    Per chi gestisce dati sensibili e cerca alternative che non li passino a sistemi AI non richiesti, servizi di posta come Tuta o Proton Mail continuano a rappresentare la scelta più prudente: la crittografia end-to-end garantisce che nessuno, nemmeno il fornitore del servizio, possa leggere il contenuto delle comunicazioni.

    FONTE bleepingcomputer.com FONTE techcrunch.com FONTE politico.eu

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  • @luca questa parte la trovo assurda Considerando che la notizia riguarda un personaggio pubblico di primo livello:

    l'Associazione degli Editori Norvegesi avrebbe concordato con l'avvocato di Jagland di non dare notizia dell'incidente, avvenuto la scorsa settimana. Ciononostante, alcuni organi di informazione, tra cui la piattaforma OSINT Faytuks Network, hanno pubblicato la notizia
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  • @TheRealPomax @misty good question! @renchap what do you think?

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  • Oscar Wilde, dallo scandalo al simbolo LGBTQ+: “Oggi è un’icona del movimento gay. Sarebbe orgoglioso e felice”, parla il nipote Merlin Holland

    https://www.gay.it/oscar-wilde-nipote-merlin-holland-icona-gay

    > Il nipote di Oscar Wilde, Merlin Holland, racconta il ritorno a Tite Street e il libro After Oscar, ripercorrendo lo scandalo del 1895 e la trasformazione dello scrittore in icona LGBTQ+ della cultura europea.

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