✍️Ieri mi sono presentata all'INPS dove mi hanno convocata per la visita...
-
✍️Ieri mi sono presentata all'INPS dove mi hanno convocata per la visita relativa all'invalidità che mi è stata riconosciuta un anno fa , avendo io subito una quadrantectomia, avendo fatto la radioterapia e in più le altre terapie ormonali, come da protocollo! La chiamano revisione, magari con l'intento di revocarla in quanto ormai fuori pericolo, guarita e felice e contenta di condurre una vita normale? Non è così, e a costo di sembrare negativa, ripetitiva, fuori luogo, secondo alcuni non nell'ambiente adatto per affrontare certe tematiche delicate e riservate, volevo semplicemente riportare la mia esperienza! Sono una donna, madre, moglie, figlia, zia , sorella cinquantenne che ha dovuto semplicemente fare i conti con un carcinoma maligno, a pochi giorni dal suo compleanno, nell'agosto del 2024.... E dopo più di un anno, ieri le domande che mi sono state poste, l'atteggiamento nei confronti di una malata oncologica, come sono definita e catalogata, mi hanno fatto quasi vergognare, in primis di essere donna, in secondo di essere malata e di percepire un qualcosa, che in teoria ci spetta a noi malati oncologici...che ogni giorno dobbiamo combattere, prendere farmaci, visite e controlli, che per i tempi lunghi delle ASL , spesso dobbiamo fare a pagamento, farci strada, accettare, mascherare, tutto ciò che la malattia ci ha lasciato e con cui dovremo probabilmente convivere a vita! Non parlo della mia cicatrice, ben visibile, ancora dolorante, non parlo dei cambiamenti che ci sono stati in seguito alla radioterapia, e nn parlo neppure di quelli che comportano le varie terapie ormonali, aumento di peso, sbalzi d'umore, problemi alle articolazioni, ecc, potrei andare avanti, ma nn vorrei essere troppo pesante e urtare nuovamente la sensibilità di chi non gradisce magari certi argomenti! Eppure sono reali, non possiamo pensare di parlare condividere, solo di politica Trump, social, ecc, magari nella vita c'è altro, e ci sono altri come me che semplicemente parlano della propria vita, delle esperienze personali, senza voler assolutamente sminuire altre tematiche ecc... Probabilmente è sbagliato l'approccio, il modo di pormi, si scrivere , di esprimere, ma io donna , ogni giorno ricevo sempre più dimostrazioni di mancato rispetto ed empatia proprio da altre donne! La dottoressa ieri mi ha trattata da incapace, da ingenua, ha usato un tono offensivo e di rimprovero per alcuni documenti che secondo lei non avevo presentato, li ho trovati e lei quasi infastidita, voleva che stessi a distanza, che rispondessi alle sue domande, senza aggiungere altro! Non ha voluto visitarmi ha chiesto a me come vedevo la mia cicatrice, ha voluto solo che le facessi vedere che ero in grado di sollevare il braccio destro, come se bastasse quello per dimostrare che sto bene e posso fare tutto, (perché il braccio destro ? Oltre alla quadrantectomia, viene anche prelevato e analizzato un linfonodo sentinella, il che non permette un recupero totale di tutti i movimenti.) di più come prima, e quando mi ha liquidata si è ricordata di domandarmi se lavorassi ed io le ho risposto di no e sono andata via, delusa affranta, triste per essermi sentita malata, fragile, come se oltre al corpo, ormai diverso, cambiato in cui spesso non mi riconosco, noi malati oncologici non meritiamo attenzione, anche per quello che sentiamo, proviamo, per i cambiamenti, le emozioni, i timori e quella paura che si ripresenta ad ogni esame, ogni controllo e che ci fa inevitabilmente sprofondare in quella solitudine, in quella diversità, insicurezza, dove io donna mi sono sentita umiliata, derisa e fortemente colpevolizzata non solo per essere malata, ma combattiva, ma per quella invalidità che ci viene riconosciuta, ma che dobbiamo dimostrare ogni giorno, ogni momento, come se avessimo scelto noi questo male e non viceversa! FB-IMG-1769446219459.jpg
-
✍️Ieri mi sono presentata all'INPS dove mi hanno convocata per la visita relativa all'invalidità che mi è stata riconosciuta un anno fa , avendo io subito una quadrantectomia, avendo fatto la radioterapia e in più le altre terapie ormonali, come da protocollo! La chiamano revisione, magari con l'intento di revocarla in quanto ormai fuori pericolo, guarita e felice e contenta di condurre una vita normale? Non è così, e a costo di sembrare negativa, ripetitiva, fuori luogo, secondo alcuni non nell'ambiente adatto per affrontare certe tematiche delicate e riservate, volevo semplicemente riportare la mia esperienza! Sono una donna, madre, moglie, figlia, zia , sorella cinquantenne che ha dovuto semplicemente fare i conti con un carcinoma maligno, a pochi giorni dal suo compleanno, nell'agosto del 2024.... E dopo più di un anno, ieri le domande che mi sono state poste, l'atteggiamento nei confronti di una malata oncologica, come sono definita e catalogata, mi hanno fatto quasi vergognare, in primis di essere donna, in secondo di essere malata e di percepire un qualcosa, che in teoria ci spetta a noi malati oncologici...che ogni giorno dobbiamo combattere, prendere farmaci, visite e controlli, che per i tempi lunghi delle ASL , spesso dobbiamo fare a pagamento, farci strada, accettare, mascherare, tutto ciò che la malattia ci ha lasciato e con cui dovremo probabilmente convivere a vita! Non parlo della mia cicatrice, ben visibile, ancora dolorante, non parlo dei cambiamenti che ci sono stati in seguito alla radioterapia, e nn parlo neppure di quelli che comportano le varie terapie ormonali, aumento di peso, sbalzi d'umore, problemi alle articolazioni, ecc, potrei andare avanti, ma nn vorrei essere troppo pesante e urtare nuovamente la sensibilità di chi non gradisce magari certi argomenti! Eppure sono reali, non possiamo pensare di parlare condividere, solo di politica Trump, social, ecc, magari nella vita c'è altro, e ci sono altri come me che semplicemente parlano della propria vita, delle esperienze personali, senza voler assolutamente sminuire altre tematiche ecc... Probabilmente è sbagliato l'approccio, il modo di pormi, si scrivere , di esprimere, ma io donna , ogni giorno ricevo sempre più dimostrazioni di mancato rispetto ed empatia proprio da altre donne! La dottoressa ieri mi ha trattata da incapace, da ingenua, ha usato un tono offensivo e di rimprovero per alcuni documenti che secondo lei non avevo presentato, li ho trovati e lei quasi infastidita, voleva che stessi a distanza, che rispondessi alle sue domande, senza aggiungere altro! Non ha voluto visitarmi ha chiesto a me come vedevo la mia cicatrice, ha voluto solo che le facessi vedere che ero in grado di sollevare il braccio destro, come se bastasse quello per dimostrare che sto bene e posso fare tutto, (perché il braccio destro ? Oltre alla quadrantectomia, viene anche prelevato e analizzato un linfonodo sentinella, il che non permette un recupero totale di tutti i movimenti.) di più come prima, e quando mi ha liquidata si è ricordata di domandarmi se lavorassi ed io le ho risposto di no e sono andata via, delusa affranta, triste per essermi sentita malata, fragile, come se oltre al corpo, ormai diverso, cambiato in cui spesso non mi riconosco, noi malati oncologici non meritiamo attenzione, anche per quello che sentiamo, proviamo, per i cambiamenti, le emozioni, i timori e quella paura che si ripresenta ad ogni esame, ogni controllo e che ci fa inevitabilmente sprofondare in quella solitudine, in quella diversità, insicurezza, dove io donna mi sono sentita umiliata, derisa e fortemente colpevolizzata non solo per essere malata, ma combattiva, ma per quella invalidità che ci viene riconosciuta, ma che dobbiamo dimostrare ogni giorno, ogni momento, come se avessimo scelto noi questo male e non viceversa! FB-IMG-1769446219459.jpg