Da un intervista a Anton Jager, autore di L'ère de l'hyperpolitique.
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Da un intervista a Anton Jager, autore di L'ère de l'hyperpolitique.
"Abbiamo visto mobilitazioni impressionanti, numerosissime, negli USA, in Francia, Olanda e Germania. Sembre oggi più facile - soprattutto a sinistra ma non solo - mobilitare rapidamente un gran numero di persone. Il costo dell'espressione politica è calato, quello della mobilitazione pure.
Per contro cristallizzare questa energia in strutture perenni, capaci di agire nel lungo periodo e di trasformare la mobilitazione in decisioni politiche effettive si rivela assai più difficile."In sostanza, secondo Jager il paragone con gli anni '30 del secolo scorso non tiene, perchè oggi, a differenza di allora, non vi sono strutture che canalizzano l'energia dei movimenti in partiti e conseguenti scelte politiche.
https://legrandcontinent.eu/fr/2026/01/21/jaeger-hyperpolitique/
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Da un intervista a Anton Jager, autore di L'ère de l'hyperpolitique.
"Abbiamo visto mobilitazioni impressionanti, numerosissime, negli USA, in Francia, Olanda e Germania. Sembre oggi più facile - soprattutto a sinistra ma non solo - mobilitare rapidamente un gran numero di persone. Il costo dell'espressione politica è calato, quello della mobilitazione pure.
Per contro cristallizzare questa energia in strutture perenni, capaci di agire nel lungo periodo e di trasformare la mobilitazione in decisioni politiche effettive si rivela assai più difficile."In sostanza, secondo Jager il paragone con gli anni '30 del secolo scorso non tiene, perchè oggi, a differenza di allora, non vi sono strutture che canalizzano l'energia dei movimenti in partiti e conseguenti scelte politiche.
https://legrandcontinent.eu/fr/2026/01/21/jaeger-hyperpolitique/
@andre123 non so, non ho letto l'articolo ma in alcuni casi va considerato, al posto dei partiti, il ruolo di media e social, e quelli che possono essere cospicui interventi di sponsor multimiliardari (lobbying, investimenti)
Le strutture perenni non servono più, anzi, possono essere un ostacolo
Quindi sì, sicuramente c'è differenza, ma le scelte politiche ci sono (vedi non solo maga, ma anche tutto il discorso antimigranti in Europa)
Cercherò di leggerlo -
@andre123 non so, non ho letto l'articolo ma in alcuni casi va considerato, al posto dei partiti, il ruolo di media e social, e quelli che possono essere cospicui interventi di sponsor multimiliardari (lobbying, investimenti)
Le strutture perenni non servono più, anzi, possono essere un ostacolo
Quindi sì, sicuramente c'è differenza, ma le scelte politiche ci sono (vedi non solo maga, ma anche tutto il discorso antimigranti in Europa)
Cercherò di leggerlo@andre123 ok letto anche se a pezzi
Non ho gli strumenti per dire o riconoscere se tutto sia effettivamente così, ma certo in tante cose mi ritrovo«La formula molto accurata di Michel Clouscard — "tutto è permesso, ma nulla è possibile"»
Il rischio di implosione o esplosione c'è -
@andre123 non so, non ho letto l'articolo ma in alcuni casi va considerato, al posto dei partiti, il ruolo di media e social, e quelli che possono essere cospicui interventi di sponsor multimiliardari (lobbying, investimenti)
Le strutture perenni non servono più, anzi, possono essere un ostacolo
Quindi sì, sicuramente c'è differenza, ma le scelte politiche ci sono (vedi non solo maga, ma anche tutto il discorso antimigranti in Europa)
Cercherò di leggerloSeguendo il filo del ragionamento di Jager si ottiene, come sottolinei, anche una spiegazione di un certo sentimento di frustrazione delle gente verso la politica. E forse dunque anche di un certo astensionismo (tanto a che serve....)
Non basta essere migliaia a mettere like ad una tendenza perchè questa si traduca in legge, o diventi argomento di dibattito politico "non populista", ma volto a modificare qualcosa seriamente. Anche la politica ha una sua agenda , che non segue per forza l'ultima moda sui social (salvo i populisti, che spesso infatti ottengono larghi consensi rapidamente).
In più la rete è velocissima, le istituzioni, giustamente verrebbe da dire, sono più lente e metodiche. Hanno anche altre cose di cui tener conto. La democrazia è per sua natura complicata, diplomatica, lenta. Cosa che Trump odia ovviamente.
Se ci mettiamo che ci sono stati decenni ('90 e primi '00) in cui la politica veniva totalmente vituperata in ogni sua forma...
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Seguendo il filo del ragionamento di Jager si ottiene, come sottolinei, anche una spiegazione di un certo sentimento di frustrazione delle gente verso la politica. E forse dunque anche di un certo astensionismo (tanto a che serve....)
Non basta essere migliaia a mettere like ad una tendenza perchè questa si traduca in legge, o diventi argomento di dibattito politico "non populista", ma volto a modificare qualcosa seriamente. Anche la politica ha una sua agenda , che non segue per forza l'ultima moda sui social (salvo i populisti, che spesso infatti ottengono larghi consensi rapidamente).
In più la rete è velocissima, le istituzioni, giustamente verrebbe da dire, sono più lente e metodiche. Hanno anche altre cose di cui tener conto. La democrazia è per sua natura complicata, diplomatica, lenta. Cosa che Trump odia ovviamente.
Se ci mettiamo che ci sono stati decenni ('90 e primi '00) in cui la politica veniva totalmente vituperata in ogni sua forma...
@andre123 i social sono stati il luogo naturale dove si sono trasferiti, quando hanno trovato un ambiente a loro favorevole, quelli che godevano delle tv di Berlusconi
Non era così da subito, i Mediaset boy ormai attempati hanno dovuto aspettare
Poi in rete si trovano i giovani cresciuti in quelle famiglie
La sinistra scontenta invece o è diventata grillina o è evaporata, gli altri sono stanchi
Insomma, il danno era stato fatto ben prima
Che resta delle pantere e dei girotondi?
(In Italia)