Lo dico?
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@Raffy_Baffy Mia cognata e suo marito stessa cosa. Hanno un bilanciamento vita/lavoro (entrambi) che qui ce lo sogniamo.
Li invidio moltissimo, ma poi penso anche, cazzo, possibile che una debba trasferirsi in un altro Paese, e poi dover fare i salti mortali per vedere chi ha lasciato "di qua", per vivere decentemente?
@FraEmme @Raffy_Baffy risposta breve: sì
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@FraEmme @Raffy_Baffy risposta breve: sì
@palin @Raffy_Baffy Grazie per il contributo alla discussione.
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Lo dico? Lo dico. Io trovo ATROCE che sia normalizzato che se uno vuole lavorare deve (DEVE!) essere disposto a mollare famiglia e affetti e spostarsi anche lontanissimo.
E che anzi, se non lo fai vieni trattato come un coglione pesaculo non disposto a sacrificarsi.Bonjour @FraEmme veniamo da due epoche diverse. Per me il sacrificio è restare e lottare perchè l'ambiente in cui per karma la tua anima ha scelto di reinarnarsi migliori.
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Bonjour @FraEmme veniamo da due epoche diverse. Per me il sacrificio è restare e lottare perchè l'ambiente in cui per karma la tua anima ha scelto di reinarnarsi migliori.
@desideria Ci sta. Ma sto parlando di un'altra cosa.
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Vedo persone che portano come una medaglia il fatto di aver lasciato indietro compagni e figli piccoli per inseguire il posto di lavoro.
Io lo trovo atroce.
@FraEmme concordo in pieno!
Io faccio un lavoro in un posto vicino a casa e con alcune possibilità di libertà che altrove non avrei. Solo per la famiglia e il mio tempo! -
Vedo persone che portano come una medaglia il fatto di aver lasciato indietro compagni e figli piccoli per inseguire il posto di lavoro.
Io lo trovo atroce.
Lo (ri)sottolineo perché temo non sia chiaro.
Non parlo di VOLER andare via.
Parlo di *DOVER* andare via. -
Lo dico? Lo dico. Io trovo ATROCE che sia normalizzato che se uno vuole lavorare deve (DEVE!) essere disposto a mollare famiglia e affetti e spostarsi anche lontanissimo.
E che anzi, se non lo fai vieni trattato come un coglione pesaculo non disposto a sacrificarsi.@FraEmme segnalo l'ottimo libro di Gancitano Colamedici (sperling e kuppfer 2025 mi pare) da titolo:
Chi me lo fa fare?
Come il lavoro ci ha illuso: la fine dell'incatesimo. -
Lo dico? Lo dico. Io trovo ATROCE che sia normalizzato che se uno vuole lavorare deve (DEVE!) essere disposto a mollare famiglia e affetti e spostarsi anche lontanissimo.
E che anzi, se non lo fai vieni trattato come un coglione pesaculo non disposto a sacrificarsi.@FraEmme Proprio in questi giorni amici, zii, conoscenti ecc mi stanno prendendo per pazzo perché ho vinto un concorso per un indeterminato che mi costerebbe ogni giorno ALMENO 3 ore di macchina (non ci sono autobus o treni per dove dovrei andata) e non voglio affittarmi una stanza dal lunedì al venerdì, lasciando qui mia moglie, freschi di matrimonio tra l'altro.
E per loro sono ancora più pazzo perché sto rinunciando a suddetto contratto per un contratto a termine.
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@FraEmme Proprio in questi giorni amici, zii, conoscenti ecc mi stanno prendendo per pazzo perché ho vinto un concorso per un indeterminato che mi costerebbe ogni giorno ALMENO 3 ore di macchina (non ci sono autobus o treni per dove dovrei andata) e non voglio affittarmi una stanza dal lunedì al venerdì, lasciando qui mia moglie, freschi di matrimonio tra l'altro.
E per loro sono ancora più pazzo perché sto rinunciando a suddetto contratto per un contratto a termine.
->@FraEmme -> la cosa che mi fa ribollire i neuroni è: ma solo io trovo insensato che devo mollare tutto per guadagnare soldi per poi far cosa? finire di lavorare e tornare ogni giorno in una stanza a guardare film su netflix in solitudine?
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DAVVERO
Questa narrazione cattofascista del sacrificio, del martirio, dell'immolazione personale come qualcosa di ammirevole è da sradicare.
Come se ci fosse qualcosa di lodevole nell'abbandonare gli affetti, nel privarsi e privare dell'amore, nel negare i propri bisogni, nel campare male perché "almeno hai i soldi".
Ecco, con tutti quei soldi poi ti paghi lo psichiatra per la depressione che maturi
@bluberrycookie @FraEmme puoi farlo, ma per poco, e/o nella prospettiva di sistemarsi in modo migliore, crescere, imparare ecc
In Italia no, è dovuto, ti pagano una miseria e la prospettiva è cambiare da lavoro sottopagato a lavoro sottopagato
Pagandoti poco anche tutti i costi di spostamento ecc sono a tuo carico e sono pesanti, divorano quel poco in più che forse potresti avere -
Lo dico? Lo dico. Io trovo ATROCE che sia normalizzato che se uno vuole lavorare deve (DEVE!) essere disposto a mollare famiglia e affetti e spostarsi anche lontanissimo.
E che anzi, se non lo fai vieni trattato come un coglione pesaculo non disposto a sacrificarsi.This post is deleted! -
@FraEmme segnalo l'ottimo libro di Gancitano Colamedici (sperling e kuppfer 2025 mi pare) da titolo:
Chi me lo fa fare?
Come il lavoro ci ha illuso: la fine dell'incatesimo.@antonine Calcola che lo ho sul Kindle da tempo immemore, ma lo avevo accantonato perché Gancitano/Colamedici con tutta la storia di Ipnocrazia mi erano un po' scaduti.
Lo rispolvero, che mi sembra il momento buono per leggerlo. -
@antonine Calcola che lo ho sul Kindle da tempo immemore, ma lo avevo accantonato perché Gancitano/Colamedici con tutta la storia di Ipnocrazia mi erano un po' scaduti.
Lo rispolvero, che mi sembra il momento buono per leggerlo.@FraEmme cos'è sta storia di ipnocrazia?
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@FraEmme cos'è sta storia di ipnocrazia?
@antonine tl;dr Un saggio scritto con ChatGPT, senza dichiarare fosse scritto da ChatGPT, a firma di un "filosofo" che in realtà non esisteva.
"Esperimento sociale ed editoriale", ma secondo me storiaccia abbastanza borderline.
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@Raffy_Baffy Mia cognata e suo marito stessa cosa. Hanno un bilanciamento vita/lavoro (entrambi) che qui ce lo sogniamo.
Li invidio moltissimo, ma poi penso anche, cazzo, possibile che una debba trasferirsi in un altro Paese, e poi dover fare i salti mortali per vedere chi ha lasciato "di qua", per vivere decentemente?
@FraEmme eh... Naggiasanta! La distanza è brutta (specialmente per i miei genitori) ma personalmente riesco a "sopportare" sapendo che vivono meglio di quanto avrebbero potuto sperare qui.
Tuttavia la frustrazione per non avere alternative a fuggire resta forte. Frustrazione che si somma alla rabbia di chi qua si vanta della situazione stoica e di "estremo sacrifiZio" *detto con tono istituto luce* che attua "con sprezzo del pericolo". Povere bestie... Non so se mi fanno più rabbia o pena... -
Lo (ri)sottolineo perché temo non sia chiaro.
Non parlo di VOLER andare via.
Parlo di *DOVER* andare via.@FraEmme è assolutamente atroce, e te lo dice una che partirebbe domattina
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Lo (ri)sottolineo perché temo non sia chiaro.
Non parlo di VOLER andare via.
Parlo di *DOVER* andare via.@FraEmme Purtroppo in sanità, ad esempio, 10 anni fa era così. O cambiavi regione o ti facevi sfruttare per 10-15 € l'ora a partita iva dagli studi privati.
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Lo dico? Lo dico. Io trovo ATROCE che sia normalizzato che se uno vuole lavorare deve (DEVE!) essere disposto a mollare famiglia e affetti e spostarsi anche lontanissimo.
E che anzi, se non lo fai vieni trattato come un coglione pesaculo non disposto a sacrificarsi.This post is deleted!