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    Al concerto del #primomaggio a Taranto ha partecipato anche Francesca Albanese. Non ha cantato ma le ha cantate...#BOICOTTisrael #BOICOTTusahttps://youtu.be/CFbRdFlEYIk?si=rTO2v20ODODFMTVh#taranto#francescaalbanese
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    Sign it, sign it, sign it!Please sign #CourageFoundation's petition to #DemandJustice for #FrancescaAlbanese: https://petition.qomon.org/0b54a0b8-demand-justice-defend-the-defenders/
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    Sign it, sign it, sign it! Demand Justice for a great truthteller who has exposed #Israel's genocide: sign #CourageFoundation's petition to demand justice for #FrancescaAlbanese: https://petition.qomon.org/0b54a0b8-demand-justice-defend-the-defenders/
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    #FrancescaAlbanese #GazaGenocide #FreePalestine #IsraelWarCrimes
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    La tortura parte integrante del genocidio. Il nuovo rapporto della Relatrice Albanese https://altreconomia.it/la-tortura-parte-integrante-del-genocidio-il-nuovo-rapporto-della-relatrice-albanese/ #RelatricespecialeOnu #carceriisraeliane #francescaalbanese #territorioccupati #colonizzazione #ItamarBen-Gvir #occupazione #detenzione #Attualità #genocidio #medicidio #palestina #isreale #tortura #coloni #stupro
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    TORTURA E GENOCIDIO. IL NUOVO RAPPORTO ONU DI FRANCESCA ALBANESE (A/HRC/61/71)Scaricabile da qui: https://www.ohchr.org/sites/default/files/documents/hrbodies/hrcouncil/sessions-regular/session61/advance-version/a-hrc-61-71-aev.pdfdi Lavinia Marchetti Sono ben conscia che l’Italia sembra in altre faccende affaccendata, tra referendum che non cambieranno di una virgola il nostro vivere quotidiano (tranne, forse, smorzare un po’ la deriva autoritaria di questo governo, e non è poco)) e la guerra contro l’Iran. Sono ben conscia che la Palestina, come argomento, ormai interessi a poche persone, come sempre succede con certe situazioni. Finché ne parlano i grandi media resta l’attenzione, appena i media si girano dall’altra parte e passano alla notizia successiva, resta una piccola porzione di persone a mantenere vigile l’attenzione e a protestare in piazza. Forse è fisiologico, forse è altro. Non è l’argomento che voglio trattare oggi. Infatti voglio parlare del recente rapporto della Relatrice Speciale ONU Francesca Albanese, report che si occupa di un tema importante (quello che anch’io ho trattato più estesamente nel mio testo) che è lo smascheramento del sistema di occupazione israeliano come un'entità biopolitica che utilizza la sofferenza e la tortura come strumento di pulizia etnica. Niente che non sapessimo. Ma dal sapere per sentito dire a mostrare le prove in sede ONU c’è una bella differenza. Nelle conclusioni Albanese arriva a formulazioni durissime e, a mio avviso, doverose: quando la tortura attraversa un intero territorio e viene sostenuta da politiche che distruggono le condizioni della vita, “the genocidal intent is apparent”; poco dopo aggiunge che il genocidio è diventato “the ultimate form of torture”.LA TORTURA COME STRUTTURA GENERALIZZATAIl rapporto demolisce l'idea che gli abusi siano "eccessi" individuali. La tortura viene definita come una funzione intenzionale e sistematica volta a spezzare la nazione palestinese in quanto tale.Leggiamo da pag. 1:"In questo rapporto, la Relatrice Speciale esamina l'uso sistematico da parte di Israele della tortura contro i palestinesi del territorio palestinese occupato dal 7 ottobre 2023, comprendendo pratiche detentive e non detentive che soddisfano la soglia del genocidio ai sensi della Convenzione sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio. Documenta come la tortura sia diventata parte integrante del dominio e della punizione inflitti a uomini, donne e bambini, sia attraverso abusi in custodia che attraverso una spietata campagna di sfollamento forzato, uccisioni di massa, deprivazione e distruzione di tutti i mezzi di sussistenza per infliggere dolore e sofferenza collettiva a lungo termine. Viene imposto un regime continuo e territorialmente pervasivo di terrore psicologico, progettato per spezzare i corpi, privare un popolo della sua dignità e costringerlo ad abbandonare la propria terra. Questa non è violenza incidentale. È l'architettura del colonialismo d'insediamento, costruita su fondamenta di deumanizzazione e mantenuta da una politica di crudeltà e tortura collettiva."Nel rapporto, la tortura non rientra in un quadro di eccezionalità e si rivela come la norma di una sovranità che non cerca l'obbedienza del suddito, ma la sua cancellazione esistenziale. Politicamente dobbiamo guardare al genocidio della popolazione palestinese e alla sua "deumanizzazione" come a una premessa logica del colonialismo. Infatti la tortura non serve quasi mai per ottenere informazioni. L’effetto che produce è quello di un corpo palestinese "frantumato", incapace di abitare e/o pensare il futuro. È il trionfo della forza che si fa "legge della giungla" in pieno XXI secolo.IL DEGRADO ULTERIORE DELLA RIVOLUZIONE CARCERARIAIl rapporto analizza come il sistema detentivo sia diventato un piano coordinato di vendetta collettiva, guidato esplicitamente da figure istituzionali come Itamar Ben-Gvir. Il report parla di oltre 18.500 arresti palestinesi dal 7 ottobre 2023, almeno 1.500 minori, 9.245 detenuti ancora in custodia a febbraio 2026, più di 4.000 casi di sparizione forzata, e fra 84 e 94 morti in detenzione.A pagina 2 leggiamo che:"L'escalation della tortura nei centri di detenzione israeliani è un piano coordinato. Il Ministro della Sicurezza Nazionale del Paese, Itamar Ben-Gvir, che sovrintende al Servizio Carcerario Israeliano, ha promosso la sua 'rivoluzione carceraria', che ha istituzionalizzato una politica di degradazione. Il 14 novembre 2023, il Ministro ha ordinato che i detenuti palestinesi etichettati come 'terroristi' siano tenuti ammanettati in celle buie con letti di ferro e latrine a terra e sottoposti all'inno nazionale israeliano trasmesso continuamente a tutto volume. Egli ha inoltre invocato la pena di morte per i detenuti palestinesi — una soluzione cinica al sovraffollamento creato dagli arresti di massa effettuati da Israele. Caratterizzate come necessarie per la 'sicurezza' di Israele, queste pratiche operano come un progetto ideologico di distruzione societaria, normalizzando la crudeltà e con l'obiettivo politico di debilitare la 'nazione' palestinese."Siamo davanti alla burocratizzazione del sadismo. La "rivoluzione carceraria" di Ben-Gvir è l'estensione dello Stato d'Eccezione fin dentro le viscere della prigione, dove il tempo del detenuto viene deliberatamente abusato. L'uso dell'inno a volume assordante o delle latrine a terra è un tentativo di "riprogrammazione sensoriale" volto a annichilire l'io. Filosoficamente, la prigione qui funziona come il motore primo del sistema coloniale, un laboratorio dove il potere incide direttamente sulla "nuda vita" dei prigionieri, trasformandoli in "walking skeletons" per segnalare al resto della popolazione palestinese l'ineluttabilità della propria sottomissione. Recentemente, con l’introduzione della pena di morte per i “terroristi” palestinesi, il terrorismo psicologico è ulteriore peggiorato, e non era facile.L'escalation coinvolge centri come Sde Teiman, Anatot e Ofer, definiti come spazi di totale illegalità. Il rapporto elenca pratiche sistematiche: detenuti tenuti bendati e ammanettati con fascette di plastica così strette da causare infezioni e rendere necessarie amputazioni; l'uso delle cosiddette "monkey cages" (gabbie per scimmie) o spazi sotterranei angusti come il centro Rakefet; la trasformazione dei detenuti in "walking skeletons" (scheletri ambulanti) attraverso l'inedia e l'isolamento prolungato. Viene documentata una violenza sessuale pervasiva: stupri di gruppo, anche con l'uso di oggetti come sbarre di ferro e manganelli, e scariche elettriche sui genitali. Il sistema colpisce strategicamente figure chiave per la sopravvivenza sociale: medici come Adnan al-Bursh e Iyad al-Rantisi sono stati uccisi in custodia. LA STRUTTURAZIONE DELL’ "AMBIENTE TORTURANTE"Il concetto più innovativo del rapporto è l'estensione della tortura allo spazio pubblico, dove è l'intero territorio palestinese ad essere stato trasformato in uno spazio di punizione collettiva.Sempre da Pagina 2:"La tortura non è confinata alle celle e alle stanze degli interrogatori. Attraverso l'impatto cumulativo dello sfollamento di massa, dell'assedio, del diniego di aiuti e cibo, della violenza militare e dei coloni senza freni e della sorveglianza e del terrore pervasivi, il territorio palestinese occupato è diventato uno spazio di punizione collettiva, dove la distruzione delle condizioni di vita trasforma la violenza genocida in uno strumento di tortura collettiva con conseguenze mentali e fisiche a lungo termine per la popolazione occupata. Abilitato dall'industria della sicurezza globale e dall'inazione di Stati terzi, questo regime deumanizza i palestinesi, li sottopone a molteplici umiliazioni e tipi di violenza e instilla la paura collettiva. In tutto il territorio palestinese occupato, le autorità israeliane hanno progettato un 'ambiente torturante', destinato a spezzare la resistenza, la dignità e la sumud (steadfastness)."Albanese descrive il "terrore cartografico" a Gaza: l'uso di mappe contraddittorie e ordini di evacuazione impossibili che spingono milioni di persone verso "zone sicure" sistematicamente bombardate. Viene documentato il "medicide": l'attacco frontale al sistema sanitario, con ospedali rasi al suolo e neonati lasciati morire nelle incubatrici evacuate a forza. La distruzione totale di oltre un milione di case, musei e archivi storici mira ad annichilire la memoria collettiva e il senso di appartenenza. In Cisgiordania, la sorveglianza biometrica e le milizie dei coloni creano un "continuum di tortura" che paralizza ogni dimensione della vita quotidiana. Quando la Relatrice parla di "sumud" (fermezza), identifica il vero obiettivo politico dell'occupazione che va oltre la soppressione fisica e si conforma come uno sfinimento psicologico. Inoltre, sempre Albanese, osserva che l'inazione degli Stati terzi non può essere configurata come neutralità, bensì come complicità biopolitica. Permettere che un intero popolo sia sottoposto a un regime di "insecurity" permanente significa avallare la distruzione del legame sociale palestinese. La libertà di movimento è una concessione revocabile all'interno di una gabbia a cielo aperto.Segue#nuovoRapportoAlbanese #FrancescaAlbanese #gazagenocide@politica
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    La famiglia di Francesca Albanese ha fatto causa a Donald Trump per le sanzioni.A Trump e diversi alti funzionari dell’amministrazione Usa.di Lorenzo Tosa Dopo un anno di sanzioni, conti bloccati, un killeraggio economico feroce e inumano l’impossibilità persino di offrirle un caffè, il marito Massimiliano Cali e il figlio della relatrice per i territori palestinesi occupati hanno deciso di portare in tribunale l’uomo più potente del mondo per avere giustizia e tornare ad avere una vita normale. La famiglia allora si è presentata al Tribunale distrettuale di Columbia e ha messo nero su bianco le violazioni dei diritti garantiti dal primo, quarto e quinto emendamento.Lo hanno accusato di aver sequestrato i suoi beni senza alcun processo né possibilità di difesa.In una parola: la famiglia Albanese ha dichiarato quelle sanzioni “incostituzionali”.Finalmente!Hanno cercato di distruggere la vita di una persona la cui unica “colpa” è quella di aver fatto i nomi degli israeliani responsabili del genocidio e delle aziende internazionali che l’hanno sostenuto.Ora Trump ne risponderà davanti a un tribunale.Una donna sola e coraggiosa contro l’uomo e lo Stato più potente del mondo.Davide contro Golia.Sto con tutto me stesso con Francesca Albanese e la sua famiglia.È ora che abbia giustizia. La dignità non l’ha mai persa.#trump #francescaalbanese #sanzioniusa @news
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    Francesca Albanese, comitato dell'Onu condanna la richiesta di dimissioniCom'era evidente, il video del discorso in cui Francesca Albanese avrebbe definito Israele "nemico comune dell'umanità" è stato manipolato.Il parere del comitato non è vincolante e la richiesta di revoca della relatrice Onu sarà presentata dagli Stati al Consiglio per i diritti umani dell'Onu nella riunione del 23 febbraio. https://tg.la7.it/esteri/francesca-albanese-respinta-onu-richiesta-dimissioni-18-02-2026-252905#FrancescaAlbanese #ONU #Gaza #Israele #genocidio
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    Francesca Albanese, comitato dell'Onu per le procedure speciali condanna la richiesta di dimissioni: "Basata su disinformazione""La richiesta di dimissioni della relatrice Onu per i palestinesi è basata su informazioni manipolate", scrivono gli esperti Onu.Tg La7#Onu #FrancescaAlbanese #Gaza #genocidio
  • I STAND WITH #FRANCESCAALBANESE 🌐🇺🇳

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  • Una laurea a Cazzullo

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    Una laurea a Cazzullo, parte IIAvevo scritto (https://poliversity.it/@mcp/116074244948251084) che i rappresentanti delle persone che studiano hanno votato contro il conferimento del titolo ad honorem all'opinionista piemontese. In allegato il manifesto che i ricercatori storici precari hanno appeso all'ingresso del dipartimento pisano di scienze politiche.
  • Francesca Albanese:

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    @DrALJONES Those governments influenced by Israel per chance?How?Follow the slime trails back to Epstein files and all that his filthy honey trap for high level sex predators was made to do!
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    @fucinafibonacci @attualita kulturjam su F.Albanese e' abbastanza in contrasto con F.Cundari:https://www.kulturjam.it/politica-e-attualita/sanzionare-la-verita-anatomia-del-linciaggio-politico-contro-francesca-albanese/
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    Anche l'Italia di Meloni Nordio La Russa ha chiesto le dimissioni di Francesca Albanese.Il Corriere della Sera ci inzuppa l'inchiostro.Mi auguro che possa procedere per via legale contro il Corriere della Sera"Da Relatrice speciale dell’Onu per i Territori palestinesi, cioè da osservatrice, si è ormai trasformata in protagonista degli eventi, militante e partigiana di una delle due parti in conflitto: quella di Hamas"#FrancescaAlbanese #dimissionialbanese #corrieredellasera@news @politica
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    Francesca Albanese at bUmA lecture by UN Special Rapporteur #FrancescaAlbanese as part of the February 19th event: Conditions of Life Calculated to Destroy, #Legal and #Forensic Perspectives on the Ongoing #Gaza #Genocide - at bUm, Berlin.The lecture was supposed to take place in a big lecture hall at Freie universitat, along with Eyal Weizman, director of #ForensicArchitecture. But the university cancelled the event after massive critique, amongst others from the Israeli ambassador, and from the #mayor of Berlin, #KaiWegner, who called it antisemitic. The relocated event at bUm took place under police presence. A few days earlier, Albanese’s lecture at a University in #Munich had also been cancelled, as we mentioned in Episode One.Huge thanks to #UN #SpecialRapporteur Francesca Albanese, Zoë Claire Miller and bUm Berlin.View the entire event at #bUm here: https://vimeo.com/1058614428Please rate us on your podcast app and share this project with 1 person today. Word of mouth is the best way for a show like ours to find an audience. Thank you.https://podcasts.apple.com/gb/podcast/radio-against-repression/id1873380913?i=1000747720664
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    da leggere #GiampieroCalapa' sulla campagna di falsità contro #FrancescaAlbanese !https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/02/12/albanese-altre-bufale-da-francia-e-destra-antisemita-lasci-lonu/8288932/?_gl=1*t311d3*_up*MQ..*_ga*MTk3Mzg2NjkwNi4xNzcwODg5NjE1*_ga_VVW6R6G7D3*czE3NzA4ODk2MTUkbzEkZzAkdDE3NzA4ODk2MTUkajYwJGwwJGgw
  • Stefania Maurizi (@smaurizi.bsky.social)

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    Stefania Maurizi (@smaurizi.bsky.social)https://bsky.app/profile/smaurizi.bsky.social/post/3memcbeadtk2d> Sanctioned by the US, demonised, always under attack, #FrancescaAlbanese needs us. Solidarity!
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    Sanctioned by the US, demonised, always under attack, #FrancescaAlbanese needs us.Solidarity!
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    RE: https://freefree.ps/@faab64/115804895952119233Francesca Albanese" Jamais je n'aurais imaginé voir les dirigeants européens se retourner contre leurs propres citoyens, réprimant les manifestations, la #liberté de la #presse et les libertés #académiques, tout cela pour éviter de demander des comptes à un état #génocidaire.Mais l'Histoire montre que la #barbarie ne s'annonce jamais à l'avance; elle arrive souvent avec les habits de la #civilisation "#FrancescaAlbanese #Europe #Gaza #SauvezGaza #StopIsrael #SanctionIsrael #BDS #Palestine #Israel #Politique #Genocide #CeasefireScam @palestine
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    #JacquesBaud come #FrancescaAlbanese? Sanzioni personali per aver espresso, come studioso, opinioni eterodosse davanti a un pubblico di lettori: ne parla #ElenaBasile nel secondo articolo visibile qui. Non è un organo giudiziario che dopo avere accertato i fatti e ascoltato la difesa di Baud condanna l’imputato alle sanzioni. È un organo esecutivo che colpisce un cittadino inerme senza dargli alcuna possibilità di difesa. A chi dovrebbe ricorrere Baud? Alla Corte europea per vedere rispettati i suoi diritti individuali cancellati dalle istituzioni europee? La Corte era stata in effetti concepita per proteggere a nome dell’Europa i cittadini europei contro il potere nazionale.