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Non lamentiamoci del populismo se si da la cittadinanza onoraria alla Albanese sulla onda della emotività, del populismo appunto.'n#FrancescaAlbanese

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Gli ultimi otto messaggi ricevuti dalla Federazione
  • Ha finito di vedere Un film Minecraft

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  • @tasket@infosec.exchange an official protocol handler would help a lot. Today there is the option of introducing a web protocol handler but the UX for it is pretty dogshit (Piefed recently implemented it, and the number of dialogues was too damn high!)

    That said I don't know if PWAs can register against non-web protocol handlers. That would be useful for sites like NodeBB.

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  • @wgwz @IceClimate comes to mind.

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  • Testing a Continuous Printing Mod for the Bambu Lab A1 Mini

    There are a few types of continuous 3D printing with FDM printers, with a conveyer belt and automatic build plate swapping the most common types. The advantage of build plate swapping is that it automates the bit where normally a human would have to come in to remove finished parts from the build plate. A recent entry here is the Chitu PlateCycler C1M which the [Aurora Tech] YouTube channel had over for a review. This kit bolts onto the Bambu Lab A1 Mini FDM printer and comes with four extra PEI build plates for a not unreasonable $79 (€69).

    As also noted in the review video, this is effectively a clone of the original swapmod A1m kit, but a big difference is that the Chitu kit comes with all of the parts and doesn’t require you to print anything yourself.

    The different plates are prepared using a special tool that inserts G-code between the plate changes. Moving the bed in a specific way triggers the switch that lifts the finished plate off the magnetic bed by the plastic grip on the plate and loads a fresh plate from the stack. Here it was found that a small tolerance issue prevented the last plate from being used, but some sandpaper fixed this. Other than that it was a fairly painless experience, and for e.g. multi-color prints with separated colors – as demonstrated – it would seem to be a great way to churn out the entire model without manual intervention or a lot of wasted filament.

    Perhaps the main issue that is central to all of these build plate swap mods is where the plates go after they’re pulled off the magnetic bed: the padded box is a great idea for the first one or two plates, but after that you get your PEI build plates with parts on them crashing on top of each other.

    This is where perhaps something like a passive roller conveyer system could provide a nice gentle off-ramp, though this too would increase the footprint of the system. Regardless, the overall system seems to work well enough, allowing one to stack fresh plates in the chute and if you turn on build plate detection in the A1 you can even prevent the printer from trying to print on the magnetic bed.

    youtube.com/embed/5Ev57r4ikBg?…

    hackaday.com/2026/01/16/testin…

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  • > 'Veterans GO BALLISTIC on ICE: “Fight These Motherf*ckers!”'

    https://youtube.com/watch

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  • @fediversereport If they are smart they will fix a raft of fundamental UX pitfalls in current ActivityPub by defining a protocol handler for it.

    Email needed its protocol handler spec while it was getting established – and arguably still does – and I do think this is one of the ways in which ActivityPub is "like email".

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  • C’era una volta Repubblica – Intervista con Franco Recanatesi


    @giornalismo
    articolo21.org/2026/01/cera-un…
    Cinquant’anni di Repubblica, con tanta nostalgia e un certo dolore. Nostalgia per lo straordinario quotidiano che fu, fondato e diretto da Eugenio Scalfari; dolore per ciò che ha smesso da tempo

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Post suggeriti
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    Ma è un altro esempio di retorica fallace che rovescia la realtà. Chi conosce il lavoro di Francesca Albanese sa che proprio la difesa dei principi universali, la tutela della vita, della dignità, della libertà dalla persecuzione, è al centro del suo mandato alle Nazioni Unite. E le sue denunce recenti lo confermano. Nel rapporto presentato al Consiglio ONU per i Diritti Umani nel 2024, Albanese ha documentato con rigore ciò che stava accadendo a Gaza: «bombardamenti indiscriminati e assedio prolungato» da parte di Israele, accompagnati dal blocco degli aiuti umanitari e dalla fame imposta alla popolazione civile. Ha descritto la distruzione deliberata di infrastrutture civili vitali (abitazioni, scuole, ospedali, reti idriche ed elettriche) come un metodo di attacco mirato a «distruggere una collettività in quanto tale, con particolare esposizione dei bambini e dei neonati». Sono parole che evocano l’ombra del crimine più grave, il genocidio, e che Albanese non ha utilizzato a cuor leggero: le ha suffragate con dati e sopralluoghi, nell’ambito del suo ruolo istituzionale. Ecco il vero motivo per cui è finita nel mirino. Altro che condividere idee misogine o teocratiche: Francesca Albanese viene bersagliata perché ha l’autorevolezza e il coraggio di chiamare i fatti col loro nome, di richiamare Israele alle proprie responsabilità di potenza occupante anche quando molti governi occidentali preferirebbero voltarsi dall’altra parte. Lei difende i diritti umani sul serio, e per questo è scomoda.In questa luce, l’argomento del “femminismo tradito” brandito da Sorrentino appare pura propaganda emotiva. Se davvero stesse a cuore agli accusatori la condizione delle donne palestinesi, dovrebbero anzitutto indignarsi per ciò che quelle donne subiscono quotidianamente sotto le bombe e sotto assedio. La brutalità del genocidio in corso colpisce anche le libertà femminili nella maniera più feroce e primaria: a Gaza le donne non possono decidere del proprio corpo semplicemente perché rischiano di perderlo da un momento all’altro sotto un’esplosione; né possono rivendicare diritti civili in piazza, perché non esistono più piazze sicure né istituzioni funzionanti che le tutelino. È grazie a voci come la sua se oggi sappiamo, ad esempio, che oltre il 90% dei residenti di Gaza era già a fine 2024 in condizioni di grave insicurezza alimentare, e che oltre 650.000 bambini sono rimasti senza scuola dall’inizio della “guerra”. Altro che complicità: questo significa prendere davvero sul serio i diritti umani e il femminismo, inteso come difesa della vita e della dignità di tutte le donne, incluse quelle palestinesi, troppo spesso dimenticate.Di fronte a queste evidenze, la tirata “liberale” di Sorrentino sul fatto che l’Italia dovrebbe chiedersi «cosa c’entra… con il terrorismo» suona pretestuosa e persino grottesca. Si allude al terrorismo palestinese che avrebbe «segnato le pagine più buie degli attentati che abbiamo subito», evocando episodi degli anni ‘70-’80 (dall’attacco di Fiumicino all’Achille Lauro) per gettare un’ombra sinistra su Albanese. Ma l’accostamento è del tutto strumentale. Francesca Albanese non ha nulla a che vedere con quei tragici eventi, se non per la volontà, condivisa da ogni giurista internazionale, di prevenirne il ripetersi attraverso la giustizia. La memoria non va deformata in clava ideologica: ricordare le vittime del terrorismo è un dovere, ma usarle per screditare chi oggi difende i diritti fondamentali è un esercizio di cinismo. Semmai, un’Italia fedele ai suoi valori democratici dovrebbe sostenere chi, come Albanese, cerca di risolvere i conflitti con gli strumenti del diritto e della verità, invece di indulgere in nuove inquisizioni mediatiche.In definitiva, il pezzo pubblicato su Il Tempo contro Francesca Albanese è un esercizio di diffamazione travestita da patriottismo. Ogni sua accusa crolla non appena la si confronti con i fatti documentati e con un’analisi intellettualmente onesta. CI APPARE MOLTO CHIARO, allora, che gli strali odierni contro la “regina ProPal” dicono molto di più dei suoi inquisitori che non di lei.@attualita #francescaalbanese #iltempo #macchinadelfango
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    @Otttoz le percentuali non c'entrano niente. Salvini sa benissimo di mentire, con o senza crocefissi un mano. Era su Rete4, la cloaca massima dei canali Mediaset, in una trasmissione condotta da Paolo Del Debbio, sapeva a chi stava parlando: chi mai può seguire una intervista a Matteo Salvini su Rete4?Quelle affermazioni erano orientate a polarizzare e radicalizzare la parte di elettorato abituato a sentirsi dire cosa e come pensare su questioni che ignora e delle quali non gliene frega niente.
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    #AccordiEDisaccordi #20settembre #LucaSommi #MarcoTravaglio #AndreaScanzi #FrancescaAlbanese #AlessandroOrsini #EnzoIacchetti #Televisione #Nove #Canale9 #Loft
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    Francesca Albanese spoke at the Together For Palestine event in London:“Such cruelty did not start 700 days ago. For nearly a century, the Palestinian people have lived under the weight of a brutal settler colonial project."“Britain planted the seed of this catastrophe with the Balfour Declaration, promising away a land that was not theirs to give.”https://aje.io/8v8svm?update=3963051#FrancescaAlbanese #UKPol #USPol #Europol #palestine #GazaGenocide #Racism #SettlerColonialism @palestine .