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Il post LinkedIn della professoressa Elisa Giomi, membro dissidente del collegio di AGCOM

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  • Il post LinkedIn della professoressa Elisa Giomi, membro dissidente del collegio di AGCOM

    Rispetto alla sanzione di da oltre 14 milioni a ho preso convintamente le distanze, come sull’intero procedimento che ha portato alla nascita di .
    Non condivido, però, neppure la concezione di tutele e , per quanto perfettibili, come inutili fardelli.

    In ogni caso, tra chi ci vede una svolta nella lotta alla e chi un preoccupante “salto di qualità” verso infrastrutturali sempre più automatici, il provvedimento ha riaperto un confronto importante.
    Che merita meno tifoserie e più .

    Tipo: discutere di proporzionalità, e sostenibilità operativa. Metto dunque a fattor comune gli aspetti che ritengo possano fare la differenza tra costruire uno strumento stabile o un permanente.

    1) Se l’enforcement si estende verso servizi infrastrutturali come pubblici, CDN o altri intermediari tecnici, il tema non è se i fornitori possano avere un ruolo nel contrasto ai contenuti ma come evitare criteri troppo larghi che finiscano per trascinare nella rete anche usi pienamente leciti.
    Un’infrastruttura molto diffusa può comparire spesso anche nei contesti illeciti, ma questo non dovrebbe tradursi automaticamente in applicati in modo indistinto.

    2) Alla velocità del blocco dovrebbe corrispondere una velocità comparabile di correzione, con procedure chiare, tracciabili e tempi di ripristino espliciti, perché gli errori o gli per quanto non desiderati sono sempre possibili e quando accadono ne derivano danni immediati.

    3) È fisiologico che le segnalazioni operative arrivino dai titolari dei o da soggetti incaricati ma un sistema di accertamento delle credibile nel lungo periodo dovrebbe poggiare su standard pubblici minimi di qualità della prova, indipendenti periodici e un effettivo e tempestivo, almeno nei casi dubbi o ricorrenti.

    4) Chi sostiene i tecnici, legali e organizzativi di questa operatività quotidiana? Se una quota rilevante ricade su e intermediari, è ragionevole aprire una discussione su governance, cost-sharing (o criteri trasparenti di ripartizione), responsabilità in caso di segnalazioni errate e reportistica pubblica su volumi, ed esiti.

    In sintesi: proviamo ad uscire dal manicheismo del “pro” o “contro” e chiediamoci invece quali garanzie e quali metriche nel sistema dei blocchi è necessario implementare...

    linkedin.com/posts/elisa-giomi…

    @pirati

  • pierostrada@sociale.networkundefined pierostrada@sociale.network shared this topic on
  • Il post LinkedIn della professoressa Elisa Giomi, membro dissidente del collegio di AGCOM

    Rispetto alla sanzione di da oltre 14 milioni a ho preso convintamente le distanze, come sull’intero procedimento che ha portato alla nascita di .
    Non condivido, però, neppure la concezione di tutele e , per quanto perfettibili, come inutili fardelli.

    In ogni caso, tra chi ci vede una svolta nella lotta alla e chi un preoccupante “salto di qualità” verso infrastrutturali sempre più automatici, il provvedimento ha riaperto un confronto importante.
    Che merita meno tifoserie e più .

    Tipo: discutere di proporzionalità, e sostenibilità operativa. Metto dunque a fattor comune gli aspetti che ritengo possano fare la differenza tra costruire uno strumento stabile o un permanente.

    1) Se l’enforcement si estende verso servizi infrastrutturali come pubblici, CDN o altri intermediari tecnici, il tema non è se i fornitori possano avere un ruolo nel contrasto ai contenuti ma come evitare criteri troppo larghi che finiscano per trascinare nella rete anche usi pienamente leciti.
    Un’infrastruttura molto diffusa può comparire spesso anche nei contesti illeciti, ma questo non dovrebbe tradursi automaticamente in applicati in modo indistinto.

    2) Alla velocità del blocco dovrebbe corrispondere una velocità comparabile di correzione, con procedure chiare, tracciabili e tempi di ripristino espliciti, perché gli errori o gli per quanto non desiderati sono sempre possibili e quando accadono ne derivano danni immediati.

    3) È fisiologico che le segnalazioni operative arrivino dai titolari dei o da soggetti incaricati ma un sistema di accertamento delle credibile nel lungo periodo dovrebbe poggiare su standard pubblici minimi di qualità della prova, indipendenti periodici e un effettivo e tempestivo, almeno nei casi dubbi o ricorrenti.

    4) Chi sostiene i tecnici, legali e organizzativi di questa operatività quotidiana? Se una quota rilevante ricade su e intermediari, è ragionevole aprire una discussione su governance, cost-sharing (o criteri trasparenti di ripartizione), responsabilità in caso di segnalazioni errate e reportistica pubblica su volumi, ed esiti.

    In sintesi: proviamo ad uscire dal manicheismo del “pro” o “contro” e chiediamoci invece quali garanzie e quali metriche nel sistema dei blocchi è necessario implementare...

    linkedin.com/posts/elisa-giomi…

    @pirati

    @informapirata mamma mia che succede? Muore Cloudflare o blocca i servizi italiani? Magari lo facesse visto che si tratta di un colosso americano o sbaglio? Perchè non usare i servizi di Gcore invece che sono europei???? Figa se dobbiamo boicottare le big tech facciamolo come si deve.. famose a capì 😉 eccovi il link per il piano gratuito CDN per sempre

    https://gcore.com/cdn

    e magari spostiamo i servizi tutti in blocco su quello, noi già lo usiamo 😉

  • mau@poliversity.itundefined mau@poliversity.it shared this topic on
  • @informapirata mamma mia che succede? Muore Cloudflare o blocca i servizi italiani? Magari lo facesse visto che si tratta di un colosso americano o sbaglio? Perchè non usare i servizi di Gcore invece che sono europei???? Figa se dobbiamo boicottare le big tech facciamolo come si deve.. famose a capì 😉 eccovi il link per il piano gratuito CDN per sempre

    https://gcore.com/cdn

    e magari spostiamo i servizi tutti in blocco su quello, noi già lo usiamo 😉

    @redflegias

    Magari lo facesse visto che si tratta di un colosso americano o sbaglio?

    No, non sbagli affatto. Ma non lo farà, perché la nostra è una classe politica servile con gli USA e quindi l'Italia incasserà il cazziatone di Cloudflare con il sorriso sulle labbra e chiederà pure scusa

    Perchè non usare i servizi di Gcore invece che sono europei????

    Non la conoscevo! Grazie per la dritta su gcore.com/cdn

  • informapirata@poliverso.orgundefined informapirata@poliverso.org shared this topic on

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