@oblomov
Oltre alla questione sostentamento (non puoi morire di fame ma la soffri lo stesso?) e quelle "burocratiche", credo che un nodo fondamentale sarebbe quello dei figl*, o più in generale la riproduzione umana.
Si è condannati a veder morire la propria discendenza? O anch'essa è immortale e si procede fino a saturazione delle possibilità di sostentamento? La riproduzione avrebbe lo stesso senso e significato se si vivesse per sempre? O chi è immortale è anche sterile? E se fosse l'immortalità , e non la vecchiaia, ad essere una malattia?
È un'idea che offre molti spunti interessanti, e non è un caso che sia esplorata in tanti racconti fantastici. :)