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NewPipe aggiorna l’app e lancia l’allarme: la libertà di Android è a rischio

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  • TRASPARENZA: Questo articolo contiene link di affiliazione. Se acquisti tramite questi link potremmo ricevere una piccola commissione senza costi aggiuntivi per te. Questo ci aiuta a mantenere il sito gratuito e indipendente. Le nostre opinioni rimangono imparziali.

    L’ultima versione di NewPipe, il popolare client YouTube alternativo per Android, porta con sé una novità che va ben oltre le solite correzioni di bug. Gli sviluppatori hanno aggiunto un avviso in evidenza che invita gli utenti a leggere un comunicato ufficiale sul loro sito riguardo alla certificazione Google per le app Android, definendo la situazione una minaccia concreta alla libertà del sistema operativo.

    NewPipe è un’app open source che permette di guardare video di YouTube senza pubblicità, senza account Google e senza la app ufficiale. Non è distribuita sul Play Store, proprio perché aggira alcune restrizioni imposte da Google, e si scarica dal loro sito o tramite F-Droid, uno store alternativo per app libere.

    Il tema sollevato dagli sviluppatori riguarda il processo di certificazione che Google sta rafforzando per le app Android. In sostanza, Google ha il potere di decidere quali app possono girare “senza problemi” sui dispositivi certificati, ovvero praticamente tutti gli smartphone Android in commercio. App come NewPipe, che non passano per il Play Store e non si piegano alle regole di Google, rischiano di trovarsi in una posizione sempre più difficile in futuro.

    Al di là di questa presa di posizione, la versione 0.28.4 porta anche migliorie concrete. La scheda dei feed (il flusso dei canali a cui si è iscritti) ora aggiorna le sottoscrizioni in ordine casuale, il che dovrebbe rendere i caricamenti più distribuiti. È stato inoltre corretto un problema nella visualizzazione dei commenti e dei relativi messaggi di risposta, e risolto un comportamento anomalo sui tablet in uscita dalla modalità schermo intero.

    Da notare anche un lavoro significativo sotto il cofano: la migrazione dalla libreria Picasso a Coil per la gestione delle immagini, l’abilitazione di controlli automatici sul codice e la riduzione delle dimensioni del file di installazione. Piccoli dettagli tecnici, ma che nel tempo migliorano stabilità e leggerezza dell’applicazione.

    Per chi tiene alla propria privacy digitale e vuole ridurre al minimo l’esposizione ai servizi Google, abbinare NewPipe a una VPN come Proton VPN può essere una scelta sensata per navigare con maggiore riservatezza.

  • paoloredaelli@mastodon.unoundefined paoloredaelli@mastodon.uno shared this topic
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    L’ultima versione di NewPipe, il popolare client YouTube alternativo per Android, porta con sé una novità che va ben oltre le solite correzioni di bug. Gli sviluppatori hanno aggiunto un avviso in evidenza che invita gli utenti a leggere un comunicato ufficiale sul loro sito riguardo alla certificazione Google per le app Android, definendo la situazione una minaccia concreta alla libertà del sistema operativo.

    NewPipe è un’app open source che permette di guardare video di YouTube senza pubblicità, senza account Google e senza la app ufficiale. Non è distribuita sul Play Store, proprio perché aggira alcune restrizioni imposte da Google, e si scarica dal loro sito o tramite F-Droid, uno store alternativo per app libere.

    Il tema sollevato dagli sviluppatori riguarda il processo di certificazione che Google sta rafforzando per le app Android. In sostanza, Google ha il potere di decidere quali app possono girare “senza problemi” sui dispositivi certificati, ovvero praticamente tutti gli smartphone Android in commercio. App come NewPipe, che non passano per il Play Store e non si piegano alle regole di Google, rischiano di trovarsi in una posizione sempre più difficile in futuro.

    Al di là di questa presa di posizione, la versione 0.28.4 porta anche migliorie concrete. La scheda dei feed (il flusso dei canali a cui si è iscritti) ora aggiorna le sottoscrizioni in ordine casuale, il che dovrebbe rendere i caricamenti più distribuiti. È stato inoltre corretto un problema nella visualizzazione dei commenti e dei relativi messaggi di risposta, e risolto un comportamento anomalo sui tablet in uscita dalla modalità schermo intero.

    Da notare anche un lavoro significativo sotto il cofano: la migrazione dalla libreria Picasso a Coil per la gestione delle immagini, l’abilitazione di controlli automatici sul codice e la riduzione delle dimensioni del file di installazione. Piccoli dettagli tecnici, ma che nel tempo migliorano stabilità e leggerezza dell’applicazione.

    Per chi tiene alla propria privacy digitale e vuole ridurre al minimo l’esposizione ai servizi Google, abbinare NewPipe a una VPN come Proton VPN può essere una scelta sensata per navigare con maggiore riservatezza.


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    TRASPARENZA: Questo articolo contiene link di affiliazione. Se acquisti tramite questi link potremmo ricevere una piccola commissione senza costi aggiuntivi per te. Questo ci aiuta a mantenere il sito gratuito e indipendente. Le nostre opinioni rimangono imparziali.Gli occhiali smart con fotocamera integrata, come i Ray-Ban di Meta, si stanno diffondendo rapidamente. Il problema è che sono praticamente indistinguibili da un paio di occhiali normali, e chi li indossa può registrare video e scattare foto senza che nessuno se ne accorga.Yves Jeanrenaud, sociologo all’Università di Monaco di Baviera e sviluppatore per passione, ha creato Nearby Glasses: un’app Android gratuita e open source che rileva la presenza di occhiali smart nelle vicinanze attraverso i segnali Bluetooth che questi dispositivi emettono costantemente.Come funzionaTutti i dispositivi Bluetooth trasmettono in continuazione piccoli segnali che contengono, tra le altre cose, un codice che identifica il produttore. Nearby Glasses intercetta questi segnali e cerca quelli riconducibili a Meta, Snap e Luxottica, le aziende dietro i principali occhiali smart in commercio.Quando rileva un segnale compatibile entro un raggio di circa 10-15 metri all’aperto (3-10 metri in ambienti chiusi o affollati), l’app invia una notifica. Non raccoglie dati personali, non mostra pubblicità e non trasmette nulla a server esterni.I falsi positivi sono possibili: un visore per la realtà virtuale dello stesso produttore può far scattare l’allarme. Ma come fa notare Jeanrenaud, se non si vedono visori VR nelle vicinanze, le probabilità che si tratti effettivamente di occhiali smart sono piuttosto alte.L’app è disponibile sul Google Play Store e su GitHub per chi preferisce evitare Google. Per ora funziona solo su Android, una versione per iOS non è ancora prevista a causa delle limitazioni imposte da Apple sulla scansione Bluetooth in background.Il tempismo non è casuale.Poche settimane fa il New York Times ha riportato che Meta sta lavorando a una funzione di riconoscimento facciale per i suoi occhiali, che permetterebbe di identificare le persone inquadrate in tempo reale. Una prospettiva che rende strumenti come Nearby Glasses sempre più rilevanti, per quanto imperfetti. Come ammette lo stesso Jeanrenaud: “Non voglio che le persone si sentano falsamente al sicuro. È ancora imperfetto, ma lo considero un piccolo pezzo di resistenza contro la tecnologia di sorveglianza.”Per chi cerca alternative più strutturali alla sorveglianza delle big tech, vale la pena ricordare che anche la scelta del browser e dei servizi quotidiani fa la differenza. Un buon punto di partenza è un servizio DNS che blocchi tracker e pubblicità invasiva, come AdGuard DNS o NextDNS. FONTE github.com FONTE play.google.com FONTE 404media.co FONTE helpnetsecurity.com
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    @stedieang @yoota questa intanto è sviluppata ufficialmente dal Tor Project (Orbot se non sbaglio è "solo" approvata o controllata da loro mi pare). Inoltre questa utilizza Arti e dovrebbe quindi essere molto più veloce e stabile soprattutto una volta che uscirà dalla beta!
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    TRASPARENZA: Questo articolo contiene link di affiliazione. Se acquisti tramite questi link potremmo ricevere una piccola commissione senza costi aggiuntivi per te. Questo ci aiuta a mantenere il sito gratuito e indipendente. Le nostre opinioni rimangono imparziali.Farsi generare una password da ChatGPT, Claude o Gemini sembra una buona idea. Il risultato ha tutto l’aspetto di una password robusta: lettere maiuscole e minuscole, numeri, caratteri speciali. Peccato che, secondo una ricerca della società di sicurezza informatica Irregular, quelle password siano tutt’altro che sicure.I modelli di linguaggio, difatti, non sanno essere casuali. Irregular ha chiesto a ciascun modello di generare 50 password da 16 caratteri e ha scoperto che tutti e tre seguivano schemi ripetitivi e prevedibili. Claude di Anthropic, ad esempio, iniziava quasi sempre con una “G” maiuscola seguita dal numero “7”, e riutilizzava lo stesso ristretto gruppo di caratteri in tutte le password. ChatGPT faceva lo stesso partendo quasi sempre da “v”, mentre Gemini preferiva la lettera “K”.Perché è un problema concretoLa sicurezza di una password dipende da quanto è difficile indovinarla provando tutte le combinazioni possibili. Una password davvero casuale di 16 caratteri richiederebbe milioni di miliardi di tentativi. Le password generate dai modelli di linguaggio, secondo i ricercatori, sono circa 2 miliardi di volte più facili da forzare rispetto a quanto dovrebbero essere, proprio perché i pattern ripetitivi riducono drasticamente le combinazioni da provare.I ricercatori hanno anche trovato questi stessi schemi in password già pubblicate su GitHub e in altri documenti tecnici, il che significa che ci sono app e servizi protetti da password che un attaccante potrebbe violare senza troppa fatica.Irregular non pensa che il problema si possa risolvere con aggiornamenti o modifiche ai modelli. I sistemi di linguaggio sono progettati per produrre risultati plausibili e coerenti, che è esattamente l’opposto di quello che serve per generare una password sicura.Il consiglio resta lo stesso di sempre: affidarsi a un gestore di password dedicato. Strumenti come Proton Pass generano password con algoritmi pensati per la casualità reale, non per la plausibilità. FONTE gizmodo.com FONTE irregular.com
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    NodeBB è stato aggiornato alla versione 4.5.1. Sto testando questa versione di NodeBB su un nuovo URL.