#sondaggione di Febbraio.
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Dico “interessante” perché molte delle questioni sollevate sul modo in cui l'immortalità potrebbe influenzare il comportamento della persona decadono, soprattutto nella prima parte della tua vita. Se non sai fino a che punto sei immortale, penso che non correresti piú rischi di quanti ne correresti normalmente, e continueresti a cercare di vivere la tua vita come chiunque altro, magari con un occhio di riguardo in piú sul “dopo”.
Ma il “dopo” è il vero problema. Anche supponendo di aver risolto il problema del mantenimento (trovare come campare fuori dalla macina del lavoro salariale, per capirci), è lí che intervengono tutte le questioni psicoemotive, a partire dall'effimerità (relativa alla tua vita) degli affetti che per altri potrebbero essere “eterni” (“finché morte non vi separi”).
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Ma il “dopo” è il vero problema. Anche supponendo di aver risolto il problema del mantenimento (trovare come campare fuori dalla macina del lavoro salariale, per capirci), è lí che intervengono tutte le questioni psicoemotive, a partire dall'effimerità (relativa alla tua vita) degli affetti che per altri potrebbero essere “eterni” (“finché morte non vi separi”).
@oblomov
Penso che sulla questione mantenimento il filone vampiresco offra buoni spunti, infatti non a caso sono sempre stati una sorta di rappresentazione horror della nobiltà.
(Anche un piccolo margine di accumulo portato avanti per lungo tempo genera rendite considerevoli.) -
Ma il “dopo” è il vero problema. Anche supponendo di aver risolto il problema del mantenimento (trovare come campare fuori dalla macina del lavoro salariale, per capirci), è lí che intervengono tutte le questioni psicoemotive, a partire dall'effimerità (relativa alla tua vita) degli affetti che per altri potrebbero essere “eterni” (“finché morte non vi separi”).
A questo negli anni si sommerebbe l'effetto sul “medio” periodo (centinaia di anni) delle trasformazioni della società, e viceversa sempre piú in evidenza i suoi punti fermi: ci sono bellissimi thread qui sul Fediverso con titoli ed articoli di giornali di uno o anche due secoli fa che mostrano come, con tutto quello che è cambiato, ci sono cose che sembrano immutabili, e spesso anche risalendo ancora piú indietro ai grandi classici romani e greci.
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A questo negli anni si sommerebbe l'effetto sul “medio” periodo (centinaia di anni) delle trasformazioni della società, e viceversa sempre piú in evidenza i suoi punti fermi: ci sono bellissimi thread qui sul Fediverso con titoli ed articoli di giornali di uno o anche due secoli fa che mostrano come, con tutto quello che è cambiato, ci sono cose che sembrano immutabili, e spesso anche risalendo ancora piú indietro ai grandi classici romani e greci.
È difficile pensare a cosa potrebbe succedere andando oltre, persino con una retrospettiva; non si può semplicemente pensare ad una persona di mille anni fa trapiantata nella società moderna, perché il soggetto immortale vivrebbe le trasformazioni personalmente, e quindi non subirebbe il trauma della “cesura” che si ha “saltando” la linea temporale.