Quiz del lunedì.
-
Ci si potrebbe chiedere perché è stata scelta quest’orbita così insolita, anziché quella geostazionaria usata dai satelliti meteorologici e di telecomunicazioni, o quella bassa quasi polare usata dai satelliti di osservazione terrestre. La ragione sta nella seconda legge di Keplero.
Gli Stati Uniti volevano (e vogliono tuttora) sorvegliare attentamente le regioni artiche, perché il percorso più breve per un missile balistico tra Russia e Stati Uniti passa per il polo Nord.
Questo mette immediatamente fuori gioco le orbite geostazionarie, che sono circolari e equatoriali, hanno il grosso vantaggio di coprire quasi metà della superficie terrestre con un solo satellite e per questo sono molto usate per le telecomunicazioni e la meteorologia, ma hanno una scarsa o nulla copertura delle latitudini dai 65/70 gradi fino ai poli, cioè proprio quelle delle regioni polari.
-
Questo mette immediatamente fuori gioco le orbite geostazionarie, che sono circolari e equatoriali, hanno il grosso vantaggio di coprire quasi metà della superficie terrestre con un solo satellite e per questo sono molto usate per le telecomunicazioni e la meteorologia, ma hanno una scarsa o nulla copertura delle latitudini dai 65/70 gradi fino ai poli, cioè proprio quelle delle regioni polari.
Non avrebbe nessuna particolare utilità un’orbita media equatoriale: le orbite medie sono usate principalmente per i sistemi di navigazione, ma hanno in genere un’inclinazione compresa tra i 50 e i 65 gradi.
-
Non avrebbe nessuna particolare utilità un’orbita media equatoriale: le orbite medie sono usate principalmente per i sistemi di navigazione, ma hanno in genere un’inclinazione compresa tra i 50 e i 65 gradi.
L’orbita bassa quasi polare o polare, cioè con un’inclinazione vicina o uguale a 90 gradi, permette di osservare l’intera superficie della Terra, comprese le regioni polari, ed è per questo molto usata nell’osservazione terrestre, ma passa sopra i poli solo per pochi minuti a ogni orbita: per avere dati continui sulla regione del polo Nord servirebbe una flotta di diversi satelliti in orbita bassa opportunamente posizionati.
-
L’orbita bassa quasi polare o polare, cioè con un’inclinazione vicina o uguale a 90 gradi, permette di osservare l’intera superficie della Terra, comprese le regioni polari, ed è per questo molto usata nell’osservazione terrestre, ma passa sopra i poli solo per pochi minuti a ogni orbita: per avere dati continui sulla regione del polo Nord servirebbe una flotta di diversi satelliti in orbita bassa opportunamente posizionati.
Ed è qui che entra in gioco la seconda legge di Keplero, secondo cui il segmento che unisce il centro di un corpo celeste con quello dell’oggetto che gli ruota intorno descrive aree uguali in tempi uguali. In parole povere, i satelliti si muovono più velocemente quando sono più vicini alla Terra e più lentamente quando sono lontani. Se predispongo l’orbita in modo che sia molto inclinata e molto eccentrica con il perigeo a Sud della Terra e l’apogeo a Nord,
-
Ed è qui che entra in gioco la seconda legge di Keplero, secondo cui il segmento che unisce il centro di un corpo celeste con quello dell’oggetto che gli ruota intorno descrive aree uguali in tempi uguali. In parole povere, i satelliti si muovono più velocemente quando sono più vicini alla Terra e più lentamente quando sono lontani. Se predispongo l’orbita in modo che sia molto inclinata e molto eccentrica con il perigeo a Sud della Terra e l’apogeo a Nord,
avrò il risultato che il satellite passerà buona parte della sua orbita muovendosi lentamente sopra la regione artica e dando la possibilità di osservarla. La grande distanza da Terra, dell’ordine dei quarantamila chilometri, non permette di osservare i piccoli particolari, ma è più che sufficiente per rilevare le tracce di calore dei lanci missilistici o per monitorare le basi aeree ad alte latitudini. Bastano 3 satelliti in orbita altamente ellittica per monitorare il polo Nord 24 ore su 24.
-
avrò il risultato che il satellite passerà buona parte della sua orbita muovendosi lentamente sopra la regione artica e dando la possibilità di osservarla. La grande distanza da Terra, dell’ordine dei quarantamila chilometri, non permette di osservare i piccoli particolari, ma è più che sufficiente per rilevare le tracce di calore dei lanci missilistici o per monitorare le basi aeree ad alte latitudini. Bastano 3 satelliti in orbita altamente ellittica per monitorare il polo Nord 24 ore su 24.
D’altra parte, l’inclinazione di 63,4 gradi permette alll’inclinazione dell’orbita di rimanere stabile, anziché abbassarsi poco per volta verso l’equatore e rendere inutile il satellite per l’osservazione del polo Nord, come succederebbe con inclinazioni differenti, per ragioni che non approfondiamo qui. Infine, se la latitudine della base di lancio è di 63 gradi, il satellite si posiziona automaticamente in questa inclinazione, senza bisogno di correzioni che consumerebbero propellente.
-
D’altra parte, l’inclinazione di 63,4 gradi permette alll’inclinazione dell’orbita di rimanere stabile, anziché abbassarsi poco per volta verso l’equatore e rendere inutile il satellite per l’osservazione del polo Nord, come succederebbe con inclinazioni differenti, per ragioni che non approfondiamo qui. Infine, se la latitudine della base di lancio è di 63 gradi, il satellite si posiziona automaticamente in questa inclinazione, senza bisogno di correzioni che consumerebbero propellente.
Per questo l’Unione Sovietica aveva una base di lancio, quella di Plesetsk, posta esattamente a 63 gradi di latitudine e tuttora attiva.
Fu proprio l’Unione Sovietica a inventare questo tipo di orbita e a darle il nome “#Molniya”, che significa “fulmine” o “lampo”, per poter garantire le comunicazioni con le proprie regioni artiche, non coperte dai satelliti geostazionari: e fu per sorvegliare quelle stesse regioni che gli Stati Uniti crearono i satelliti spia della serie #Jumpseat.
(fine)
-
Recentemente gli Stati Uniti hanno tolto il segreto sulla serie di satelliti spia Jumpseat, lanciati tra il 1971 e il 1987 per spiare l’Unione Sovietica.
I satelliti Jumpseat seguivano una particolare orbita chiamata “altamente ellittica” o “Molniya”, molto eccentrica, con un perigeo di qualche centinaio di chilometri, un apogeo intorno ai quarantamila chilometri e un’inclinazione di 63 gradi.
(continua)
@andrea_ferrero non ho capito niente ma molto interessante! 👏 grazie @astronomia
-
@andrea_ferrero non ho capito niente ma molto interessante! 👏 grazie @astronomia
Grazie a te, mi spiace, cercherò di essere più chiaro @ilarioq @astronomia
-
Grazie a te, mi spiace, cercherò di essere più chiaro @ilarioq @astronomia
@andrea_ferrero ma no! Colpa della mia poca istruzione, mica delle sue ottime spiegazioni. @astronomia
-
Ed è qui che entra in gioco la seconda legge di Keplero, secondo cui il segmento che unisce il centro di un corpo celeste con quello dell’oggetto che gli ruota intorno descrive aree uguali in tempi uguali. In parole povere, i satelliti si muovono più velocemente quando sono più vicini alla Terra e più lentamente quando sono lontani. Se predispongo l’orbita in modo che sia molto inclinata e molto eccentrica con il perigeo a Sud della Terra e l’apogeo a Nord,
This post is deleted! -
Per questo l’Unione Sovietica aveva una base di lancio, quella di Plesetsk, posta esattamente a 63 gradi di latitudine e tuttora attiva.
Fu proprio l’Unione Sovietica a inventare questo tipo di orbita e a darle il nome “#Molniya”, che significa “fulmine” o “lampo”, per poter garantire le comunicazioni con le proprie regioni artiche, non coperte dai satelliti geostazionari: e fu per sorvegliare quelle stesse regioni che gli Stati Uniti crearono i satelliti spia della serie #Jumpseat.
(fine)
@andrea_ferrero il nome mi ha fatto venire subito in mente il martello di Thor ed infatti è una delle ipotesi sull'origine del nome di questo:
-
@andrea_ferrero il nome mi ha fatto venire subito in mente il martello di Thor ed infatti è una delle ipotesi sull'origine del nome di questo:
@oblomov grazie, interessante 🙂