Lo spirito de La fine del mondo, la rivista di fumetti de Il Manifesto, mi piace molto.
-
>Soprattutto l'assenza di spazi "per farsi le ossa" è uno dei problemi sistemici del fumetto italiano: gli esordienti fanno qualcosa per il web, forse per le autoproduzioni, ma per pubblicare con un editore devono poi buttarsi sul volume da 150-200 pagine senza aver avuto modo di fare esperienza o trovare la propria voce.>
>Allo stesso modo un autore affermato in Italia non ha spazio, a meno che non lo faccia gratis sul web, per tentare cose diverse da quelle che fa di solito, perché se fai un libro l'anno non puoi permetterti di giocare.
Detto questo, i contenuti veri e propri della rivista riflettono purtroppo altri aspetti negativi del panorama italiano del "fumetto da libreria", in particolare la cronica insufficienza immaginativa: o si fa satira, o si parla di sé (o tutte e due le cose!).>
-
>Allo stesso modo un autore affermato in Italia non ha spazio, a meno che non lo faccia gratis sul web, per tentare cose diverse da quelle che fa di solito, perché se fai un libro l'anno non puoi permetterti di giocare.
Detto questo, i contenuti veri e propri della rivista riflettono purtroppo altri aspetti negativi del panorama italiano del "fumetto da libreria", in particolare la cronica insufficienza immaginativa: o si fa satira, o si parla di sé (o tutte e due le cose!).>
>Le eccezioni ci sono, ci mancherebbe, c'è Shintaro Kago (che italiano non è, infatti) che fa Shintaro Kago, c'è Zerocalcare che stupisce con una commedia nera senza i suoi personaggi soliti... Ma si arriva a fine rivista con l'impressione che i fumettisti italiani abbiano una certa allergia per il costruire una storia, un universo narrativo o dei personaggi. >
-
>Le eccezioni ci sono, ci mancherebbe, c'è Shintaro Kago (che italiano non è, infatti) che fa Shintaro Kago, c'è Zerocalcare che stupisce con una commedia nera senza i suoi personaggi soliti... Ma si arriva a fine rivista con l'impressione che i fumettisti italiani abbiano una certa allergia per il costruire una storia, un universo narrativo o dei personaggi. >
>Persino Gipi, che fa "la storia di guerra fantascientifica", sembra in realtà parlare di nuovo di sé, degli amici che sui social l'hanno abbandonato quando ha pubblicato quella vignetta controversa, del suo sentirsi vittima sacrificale... (poi magari non è così, eh, però insomma)>
-
>Persino Gipi, che fa "la storia di guerra fantascientifica", sembra in realtà parlare di nuovo di sé, degli amici che sui social l'hanno abbandonato quando ha pubblicato quella vignetta controversa, del suo sentirsi vittima sacrificale... (poi magari non è così, eh, però insomma)>
>Il paradigma del fumetto d'autore italiano ormai sembra essere quello di non raccontare storie. O se proprio si vuole farlo, che lo si faccia con ironico distacco! Non si sa mai... Anche nel raccontare il reale, sembra difficile andare oltre il proprio vissuto, come se non ci fosse nessun interesse per i meccanismi e i fenomeni che compongono la vita su questo pianeta. >
-
>Il paradigma del fumetto d'autore italiano ormai sembra essere quello di non raccontare storie. O se proprio si vuole farlo, che lo si faccia con ironico distacco! Non si sa mai... Anche nel raccontare il reale, sembra difficile andare oltre il proprio vissuto, come se non ci fosse nessun interesse per i meccanismi e i fenomeni che compongono la vita su questo pianeta. >
>Pongo l'accento su questa idea di "reale" perché voglio che sia chiaro che non sto parlando solo dell'assenza di "storie di genere", anche perché non mi aspettavo di certo di beccarmi un western tra queste pagine (e, però, perché no?).
Detto questo, presi a sé, ci sono dei bei fumetti dentro questa rivista. Mi è piaciuto molto quello di Martina Sarritzu, Dr. Pira mi fa sempre spanciare e sono rimasto piacevolmente stupito dal già citato Zerocalcare. Però...>
-
>Pongo l'accento su questa idea di "reale" perché voglio che sia chiaro che non sto parlando solo dell'assenza di "storie di genere", anche perché non mi aspettavo di certo di beccarmi un western tra queste pagine (e, però, perché no?).
Detto questo, presi a sé, ci sono dei bei fumetti dentro questa rivista. Mi è piaciuto molto quello di Martina Sarritzu, Dr. Pira mi fa sempre spanciare e sono rimasto piacevolmente stupito dal già citato Zerocalcare. Però...>
>Ecco, il numero 0 si apre con Dio della guerra - ep. 1 di Gipi. L'introduzione editoriale recita: "Solo Gipi poteva creare una storia di fantascienza, contemporanea". Che idea ha delle storie di fantascienza chi crede che quella di Gipi sia un'eccezione in quanto "contemporanea"? Mi sembra che il punto stia tutto qui.
Detto questo, in bocca al lupo. Probabilmente mi abbonerò.>
-
>Ecco, il numero 0 si apre con Dio della guerra - ep. 1 di Gipi. L'introduzione editoriale recita: "Solo Gipi poteva creare una storia di fantascienza, contemporanea". Che idea ha delle storie di fantascienza chi crede che quella di Gipi sia un'eccezione in quanto "contemporanea"? Mi sembra che il punto stia tutto qui.
Detto questo, in bocca al lupo. Probabilmente mi abbonerò.>
>P.s.: Bruno Bozzetto è una leggenda. Ma le sue vignette sull'ambiente girano sullo stesso disco rotto delle illustrazioni erotiche recenti di Milo Manara.
Fine
-
>Ecco, il numero 0 si apre con Dio della guerra - ep. 1 di Gipi. L'introduzione editoriale recita: "Solo Gipi poteva creare una storia di fantascienza, contemporanea". Che idea ha delle storie di fantascienza chi crede che quella di Gipi sia un'eccezione in quanto "contemporanea"? Mi sembra che il punto stia tutto qui.
Detto questo, in bocca al lupo. Probabilmente mi abbonerò.>
@MatteoCaronna ringrazia che non sia l'ennesima storia in cui Gipi parla di uomini feriti con problemi di erezione
-
@MatteoCaronna ringrazia che non sia l'ennesima storia in cui Gipi parla di uomini feriti con problemi di erezione
@Teiera Non è l'ennesima storia in cui Gipi parla di uomini feriti con problemi di erezione... per ora...
-
@Teiera Non è l'ennesima storia in cui Gipi parla di uomini feriti con problemi di erezione... per ora...
@MatteoCaronna sì che poi, secondo me, se uno gli dà una lettura più a maglie psicanalitiche... anche quella...
-
undefined oblomov@sociale.network shared this topic on