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Corrotti e corruttori seriali

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  • Corrotti e corruttori seriali

    Quello che sta emergendo, fin qui, dagli “Epstein files” non è (solo) un episodio morboso di cronaca nera. È il ritratto - ancora incompleto - di un modo di governare il mondo: una classe transnazionale di potere che intreccia denaro, influenza, “relazioni”, consulenze e propaganda politica.
    Per chi non ha letto i file, la cosa più difficile da visualizzare è la trama. Una rete di milionari e principi, politici e ex capi di governo, CEO tech e finanziatori, mediatori e faccendieri, consulenti che entrano ed escono da palazzi e aziende, figure che orbitano tra intelligence corrotta e diplomazia, agitatori della destra nera, registi, attori, ex-fidanzate, figlie di agenti segreti, che fanno da ponte tra ambienti, presentazioni, matrimoni, tutto usato per legittimare frequentazioni, favori, coperture.
    E in questa rete ped0fila e ped0terrorista, come potevano mancare, ovviamente, i nodi del circuito izr4elo-americano: ex presidenti izra€liani che visitano Epstein, un ex agente del m0ssad, e che parlano di investimenti in tecnologie di sorveglianza e di imprese come Palantir, facendo i nomi della Silicon Valley come Peter Thiel, Elon Musk, Altman.
    Vorrei dire che mi colpisce il tono di queste email: l’autosoddisfazione, la calma con cui si muovono, come se nulla potesse toccarli. Ma non è così. Email di aggiornamenti tra pari - “come va?”, “a che punto siamo?”, “quale mossa conviene?”. In mezzo gli abusi: il traffico di minori, la predazione seriale, foto in cui uomini adulti, viscidi e potenti cingono ragazzine. Questa roba è fatta soprattutto da uomini, bianchi, occidentali, ricchi. Una classe che non va mai in galera. E infatti, la stessa gestione della pubblicazione dei file è stata contestata. Diverse sopravvissute hanno denunciato un rilascio “incompleto” e traumatico, perché ha esposto i nomi delle vittime mentre continua a proteggere l'identità di abusanti e facilitatori.
    Il secondo livello è il denaro. Nelle carte torna ossessivamente la logica del pagare meno tasse possibile e del trasformare ogni piega normativa in rendita: residenze “strategiche”, giurisdizioni compiacenti, consulenze che in pochi mesi costruiscono fortune, strumenti fiscali che diventano strumenti di controllo. Non è solo avidità, è architettura politica. I file, infatti, sono una cronaca della destra contemporanea.
    Per anni lo scandalo è stato usato come arma di parte: destra contro sinistra, liberal contro conservatori. Ma ciò che affiora è una genealogia. Una filiera di potere che attraversa oligarchie “moderate” e oligarchie reazionarie, con una convergenza di interessi materiali e una stessa cultura dell’impunità, dentro cui la destra autoritaria viene costruita come prodotto. La narrativa del “popolo” contro “le élite” viene prodotta e finanziata da quelle stesse élite.
    Alcune email parlano ad esempio dei contatti e delle strategie tra Steve Bannon e un circuito di relazioni orientato a rafforzare l’ondata sovranista in Europa, con riferimenti a Matteo Salvini e a Marine Le Pen. Le conversazioni mostrano come la destra che si presenta “anti-sistema” nasca in realtà dentro un laboratorio elitario, iper-finanziato, internazionale, violento e illegale, basato su propaganda e reclutamento.
    Su un punto quindi i complottisti avevano ragione. Sì, esistono élite che trafficano influenza, protezioni e corruzione morale; sì, esistono reti di abusi e sfruttamento. L’errore è stato trasformare tutto in esoterismo, in demonologia. Le carte mostrano un orrore molto più “normale”: ricatto, sesso come potere, denaro, impunità, istituzioni piegate. Fascismo, destra, capitalismo ultraliberale, servizi segreti, affarismo e zone grigie.
    Proprio gli elettori che in questi anni hanno urlato contro “i poteri forti” hanno consegnato il governo - nei loro Paesi - a pezzi di quell’ecosistema o a politici che ne fanno parte, mentre le destre li convincevano che il nemico fosse altrove: i migranti, i poveri, “la sinistra”, i diritti civili.
    I file sono una mappa del potere. Una mappa lordata che mostra le linee di creazione delle destre contemporanee, dei liberali compiacenti, e del tipo di mondo economico che le ha generate.

    (da facebook.com/Marco.Perroverde/…)

  • informapirata@mastodon.unoundefined informapirata@mastodon.uno shared this topic on

Gli ultimi otto messaggi ricevuti dalla Federazione
  • @Kir @informatica

    > piracy shield è una cagata pazzesca

    100% ok

    > Cloudflare è un'azienda privata e deve seguire le leggi

    100% ok

    > dover sottostare all'ok di colossi privati per le nostre leggi mi sembra distopico

    100% ok

    Ma
    1) nello specifico Cloudflare ha ragione
    2) oggi non c'è ancora un'alternativa all'infrastruttura di CF
    3) certe leggi sono più distopiche di un big player

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  • @informapirata @informatica

    Allora.
    Il piracy shield è una cagata pazzesca ed è vero che i legislatori ci capiscono una mazza.

    MA Cloudflare è un'azienda privata e deve seguire le leggi e stop. Ce ne frega niente se non gli piace o se li è difficile farlo. Se se ne vuole andare dal mercato italiano, lo faccia; un sostituto che riempie il vuoto esce fuori subito ne sono sicuro.

    Che dover sottostare all'ok di colossi privati per le nostre leggi mi sembra distopico.

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  • 유럽 다녀오고 나서 感氣에 걸렸는데, 이게 어디서 옮은 건지, 아니면 베를린 寒波 때문에 걸린 건지… 🤧

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  • @rubenerd @exchgr also, note that weather app has all the things I probably wouldn't have bothered doing on a small throwaway project because they're tedious: Good test coverage, every static analysis option possible, nice packaging and automatic deployment to the server when tagging a release via Github actions. All that would have taken me days to write by hand, even though that's exactly the kind of stuff I do every day at work, versus a few minutes of prompting and occasionally correcting.

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  • @aeva ahh I see, makes more sense knowing about swipe. I never did figure that out myself, heh.

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  • @rubenerd @exchgr I could have built the weather app in...maybe 3x-4x the time it took? But, I probably wouldn't have, because I didn't want it three or four times more than that amount of effort.

    I've got two other much larger projects that haven't really launched yet, that have also taken remarkably less time than I would have required doing it myself.

    I hate being "rah rah AI", but I'm not going to lie on the internet about it when I know it's gotten really good at writing code.

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  • @johnlogic I’d remove the AA and the “just classes” from education. If you’re concerned about gaps, you already call it “career impact” so it doesn’t have to be complete.

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  • @GhostOnTheHalfShell

    By posting on here, tapping into my social network is exactly what I'm trying to do.

    I've heard that weak ties can be the most powerful, especially when job seeking.

    I also have a pretty extensive professional network, as I volunteer for the world's largest technical professional organization, IEEE.

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