Ormai non riesci più nemmeno a commentarli.
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Ormai non riesci più nemmeno a commentarli. La sola idea che questa banda mista di fascisti e scappati da casa potrebbe dettare il programma delle indagini giudiziarie sul quale poi dovranno lavorare giudici e magistrati, fa venire i brividi.
#ReferendumGiustizia #votareNo #politica -
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Ormai non riesci più nemmeno a commentarli. La sola idea che questa banda mista di fascisti e scappati da casa potrebbe dettare il programma delle indagini giudiziarie sul quale poi dovranno lavorare giudici e magistrati, fa venire i brividi.
#ReferendumGiustizia #votareNo #politica@G3rt Le indagini sono regolate dalla legge e affidate alla magistratura, non al governo né a un risultato referendario. La Costituzione (artt. 101–112) stabilisce che l’azione penale è obbligatoria, i magistrati sono indipendenti e nessun organo politico può stabilire chi o cosa debba essere indagato. Un referendum può incidere su norme astratte, non sulle indagini in corso né sulle scelte dei singoli magistrati.”
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@G3rt Le indagini sono regolate dalla legge e affidate alla magistratura, non al governo né a un risultato referendario. La Costituzione (artt. 101–112) stabilisce che l’azione penale è obbligatoria, i magistrati sono indipendenti e nessun organo politico può stabilire chi o cosa debba essere indagato. Un referendum può incidere su norme astratte, non sulle indagini in corso né sulle scelte dei singoli magistrati.”
@antonuzzo1 già nel 2020, l’allora deputata di FI Giusi Bartolozzi presentò alla Camera dei Deputati una proposta di legge costituzionale finalizzata ad attribuire al Governo il potere di stabilire le priorità investigative nell’esercizio dell’azione penale.
La Bartolozzi nella proposta affermava:
«La definizione delle priorità dell’esercizio dell’azione penale è un supremo compito che spetta alla politica»
La riforma mira di nuovo a consentire al governo di stabilire su cosa e su chi indagare. -
@antonuzzo1 già nel 2020, l’allora deputata di FI Giusi Bartolozzi presentò alla Camera dei Deputati una proposta di legge costituzionale finalizzata ad attribuire al Governo il potere di stabilire le priorità investigative nell’esercizio dell’azione penale.
La Bartolozzi nella proposta affermava:
«La definizione delle priorità dell’esercizio dell’azione penale è un supremo compito che spetta alla politica»
La riforma mira di nuovo a consentire al governo di stabilire su cosa e su chi indagare.@antonuzzo1 ... fa parte di un processo di limitazione progressiva degli spazi di democrazia che dura da più di trent'anni, non so se hai presente cosa sono riusciti a fare già con la legge sulla sicurezza.
Per governare e consegnare il Paese ai giochi commerciali gli serve stabilità, cioè gente rassegnata che nemmeno ci prova a contestare. Che continuino. A furia di reprimere si stanno costruendo la frusta per le loro chiappe. -
@antonuzzo1 già nel 2020, l’allora deputata di FI Giusi Bartolozzi presentò alla Camera dei Deputati una proposta di legge costituzionale finalizzata ad attribuire al Governo il potere di stabilire le priorità investigative nell’esercizio dell’azione penale.
La Bartolozzi nella proposta affermava:
«La definizione delle priorità dell’esercizio dell’azione penale è un supremo compito che spetta alla politica»
La riforma mira di nuovo a consentire al governo di stabilire su cosa e su chi indagare.@G3rt Capisco il quadro che descrivi, ma secondo me c’è un punto che spesso sfugge: se davvero da trent’anni si restringono gli spazi democratici, allora il problema non è solo “chi governa”, ma un’intera cultura politica che ha smesso di pretendere trasparenza, competenza e responsabilità.
La retorica della “stabilità” funziona proprio perché una parte consistente della popolazione è stata educata a considerare la partecipazione come un fastidio, non come un diritto. -
@G3rt Capisco il quadro che descrivi, ma secondo me c’è un punto che spesso sfugge: se davvero da trent’anni si restringono gli spazi democratici, allora il problema non è solo “chi governa”, ma un’intera cultura politica che ha smesso di pretendere trasparenza, competenza e responsabilità.
La retorica della “stabilità” funziona proprio perché una parte consistente della popolazione è stata educata a considerare la partecipazione come un fastidio, non come un diritto.Sulle priorità investigative: è vero che ciclicamente qualcuno prova a rimettere mano all’indipendenza dell’azione penale, ma questo dimostra quanto sia fragile l’equilibrio tra potere politico e potere giudiziario. Ogni volta che si tenta di spostare quell’equilibrio, lo si fa sempre con la scusa dell’efficienza, mai ammettendo apertamente il rischio di interferenze.
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Sulle priorità investigative: è vero che ciclicamente qualcuno prova a rimettere mano all’indipendenza dell’azione penale, ma questo dimostra quanto sia fragile l’equilibrio tra potere politico e potere giudiziario. Ogni volta che si tenta di spostare quell’equilibrio, lo si fa sempre con la scusa dell’efficienza, mai ammettendo apertamente il rischio di interferenze.
Il punto, per me, è che non basta denunciare la deriva: serve anche ricostruire una cittadinanza che non accetti passivamente questi tentativi. Altrimenti continueremo a oscillare tra indignazione e rassegnazione, senza mai incidere davvero
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Il punto, per me, è che non basta denunciare la deriva: serve anche ricostruire una cittadinanza che non accetti passivamente questi tentativi. Altrimenti continueremo a oscillare tra indignazione e rassegnazione, senza mai incidere davvero
@antonuzzo1 la repressione è sempre anche una grande opportunità di rilancio. Hanno chiuso e stanno chiudendo i centri sociali, quasi tutti di sinistra. È una grande opportunità di riportare la politica e l'attivismo in ogni altro angolo della vita sociale: strade, piazze, scuole, università... I centri sociali fanno parte di una storia e un periodo che non c'è più, sono anche più facili da controllare. Voglio vedere cosa faranno quando il dissenso si articolerà in ogni cellula sociale.
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@antonuzzo1 la repressione è sempre anche una grande opportunità di rilancio. Hanno chiuso e stanno chiudendo i centri sociali, quasi tutti di sinistra. È una grande opportunità di riportare la politica e l'attivismo in ogni altro angolo della vita sociale: strade, piazze, scuole, università... I centri sociali fanno parte di una storia e un periodo che non c'è più, sono anche più facili da controllare. Voglio vedere cosa faranno quando il dissenso si articolerà in ogni cellula sociale.
@G3rt Capisco il fascino della narrativa “più repressione = più attivismo”, ma non regge alla prova dei fatti.
Quando gli spazi sociali vengono chiusi, non si crea automaticamente un nuovo ecosistema politico diffuso: spesso si crea solo disgregazione, perdita di competenze, dispersione di reti e un vuoto che non si riempie da solo.
La storia recente mostra che la frammentazione non genera mobilitazione, genera solo individui più isolati e più facili da ignorare. -
@G3rt Capisco il fascino della narrativa “più repressione = più attivismo”, ma non regge alla prova dei fatti.
Quando gli spazi sociali vengono chiusi, non si crea automaticamente un nuovo ecosistema politico diffuso: spesso si crea solo disgregazione, perdita di competenze, dispersione di reti e un vuoto che non si riempie da solo.
La storia recente mostra che la frammentazione non genera mobilitazione, genera solo individui più isolati e più facili da ignorare.L’idea che “il dissenso si articolerà in ogni cellula sociale” è suggestiva, ma è un’ipotesi, non un processo in atto. Senza strutture, senza luoghi, senza continuità organizzativa, il dissenso non si espande: si atomizza.
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L’idea che “il dissenso si articolerà in ogni cellula sociale” è suggestiva, ma è un’ipotesi, non un processo in atto. Senza strutture, senza luoghi, senza continuità organizzativa, il dissenso non si espande: si atomizza.
Anche qui, la tesi è lineare ma semplicistica: ridurre tutto a un piano trentennale di “limitazione degli spazi democratici” non spiega la complessità del fenomeno.
Le trasformazioni sociali, economiche e culturali degli ultimi decenni non sono il risultato di un’unica strategia, ma di dinamiche globali che coinvolgono tecnologia, mercato del lavoro, mutamenti culturali e nuove forme di partecipazione.A
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Anche qui, la tesi è lineare ma semplicistica: ridurre tutto a un piano trentennale di “limitazione degli spazi democratici” non spiega la complessità del fenomeno.
Le trasformazioni sociali, economiche e culturali degli ultimi decenni non sono il risultato di un’unica strategia, ma di dinamiche globali che coinvolgono tecnologia, mercato del lavoro, mutamenti culturali e nuove forme di partecipazione.A
Attribuire tutto a un progetto di “rassegnazione programmata” rischia di diventare una scorciatoia interpretativa: rassicurante, ma poco utile.
La realtà è che la partecipazione cambia forma, non scompare, e non è affatto detto che la repressione generi automaticamente una reazione. A volte genera solo stanchezza, non rivoluzione -
@G3rt Capisco il fascino della narrativa “più repressione = più attivismo”, ma non regge alla prova dei fatti.
Quando gli spazi sociali vengono chiusi, non si crea automaticamente un nuovo ecosistema politico diffuso: spesso si crea solo disgregazione, perdita di competenze, dispersione di reti e un vuoto che non si riempie da solo.
La storia recente mostra che la frammentazione non genera mobilitazione, genera solo individui più isolati e più facili da ignorare.@antonuzzo1 pensala come vuoi. In gioco ci sono sfide che vanno oltre le attività di un centro sociale. Per quanto mi riguarda questo governo è composto da una banda di fascisti ai quali non sembra vero di essere dove sono. Vogliono deformare quella Costituzione che i loro padri politici non sono stati nemmeno chiamati a redigere. Esiliati dalla vita politica per cinque anni dopo la guerra, poi riabilitati, hanno sempre e solo provato ad ostacolarne l'attuazione, anche con bombe e stragi
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@antonuzzo1 pensala come vuoi. In gioco ci sono sfide che vanno oltre le attività di un centro sociale. Per quanto mi riguarda questo governo è composto da una banda di fascisti ai quali non sembra vero di essere dove sono. Vogliono deformare quella Costituzione che i loro padri politici non sono stati nemmeno chiamati a redigere. Esiliati dalla vita politica per cinque anni dopo la guerra, poi riabilitati, hanno sempre e solo provato ad ostacolarne l'attuazione, anche con bombe e stragi
@G3rt "Capisco il tuo punto di vista, ma la tua ricostruzione è più uno sfogo ideologico che un’analisi dei fatti.
Parli di ‘banda di fascisti’ e di una Costituzione da difendere, ma dimentichi due elementi fondamentali:.
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@G3rt "Capisco il tuo punto di vista, ma la tua ricostruzione è più uno sfogo ideologico che un’analisi dei fatti.
Parli di ‘banda di fascisti’ e di una Costituzione da difendere, ma dimentichi due elementi fondamentali:.
1. La legittimità democratica non è opzionale.
Il governo in carica non è ‘capitato lì per caso’: è stato eletto da milioni di persone.
Se la volontà popolare non piace, non diventa automaticamente illegittima.
La democrazia funziona così: si vota, si governa, si giudica alle elezioni successive. -
1. La legittimità democratica non è opzionale.
Il governo in carica non è ‘capitato lì per caso’: è stato eletto da milioni di persone.
Se la volontà popolare non piace, non diventa automaticamente illegittima.
La democrazia funziona così: si vota, si governa, si giudica alle elezioni successive."
2. La Costituzione non è un feticcio immobile.
È stata pensata per essere modificabile proprio attraverso gli strumenti previsti dalla stessa Carta.
Parlare di ‘deformazione’ senza entrare nel merito delle proposte è solo propaganda.
Se una riforma è sbagliata, la si critica nel merito, non evocando fantasmi del passato. -
"
2. La Costituzione non è un feticcio immobile.
È stata pensata per essere modificabile proprio attraverso gli strumenti previsti dalla stessa Carta.
Parlare di ‘deformazione’ senza entrare nel merito delle proposte è solo propaganda.
Se una riforma è sbagliata, la si critica nel merito, non evocando fantasmi del passato."
3. Le accuse storiche non sostituiscono gli argomenti.
Tirare in ballo ‘padri politici’, ‘esili’, ‘bombe e stragi’ serve solo a creare un clima emotivo, non a discutere seriamente.
La storia è complessa e non si presta a slogan usati come clava politica. -
1. La legittimità democratica non è opzionale.
Il governo in carica non è ‘capitato lì per caso’: è stato eletto da milioni di persone.
Se la volontà popolare non piace, non diventa automaticamente illegittima.
La democrazia funziona così: si vota, si governa, si giudica alle elezioni successive.@antonuzzo1 Dici a me che scrivo in preda a uno sfogo ideologico e citi "ad mentula" due punti che da soli non dicono proprio nulla di come questa destra è arrivata al governo 😂
Abbi pazienza ma non mi metto a fare analisi politiche su un social con 500 char a disposizione e senza nemmeno sapere con chi sto parlando.
Comunque, personalmente non ho nulla contro le "ideologie", guardo invece con sospetto i luoghi comuni e le persone che la propria ideologia la nascondono dietro gli slogan. -
@antonuzzo1 Dici a me che scrivo in preda a uno sfogo ideologico e citi "ad mentula" due punti che da soli non dicono proprio nulla di come questa destra è arrivata al governo 😂
Abbi pazienza ma non mi metto a fare analisi politiche su un social con 500 char a disposizione e senza nemmeno sapere con chi sto parlando.
Comunque, personalmente non ho nulla contro le "ideologie", guardo invece con sospetto i luoghi comuni e le persone che la propria ideologia la nascondono dietro gli slogan.@G3rt «Guarda, mi sembra chiaro che abbiamo letture e priorità diverse, ed è assolutamente legittimo. Io ho espresso un punto di vista basato su come interpreto certi fatti politici, non su giudizi personali.
Non ho interesse a trasformare questa in una gara a chi ha ragione: semplicemente partiamo da presupposti differenti.
Per me la discussione può anche chiudersi qui, ognuno con le proprie idee.» -
@G3rt «Guarda, mi sembra chiaro che abbiamo letture e priorità diverse, ed è assolutamente legittimo. Io ho espresso un punto di vista basato su come interpreto certi fatti politici, non su giudizi personali.
Non ho interesse a trasformare questa in una gara a chi ha ragione: semplicemente partiamo da presupposti differenti.
Per me la discussione può anche chiudersi qui, ognuno con le proprie idee.»@antonuzzo1 abbi pazienza, davvero nessun problema. Dico che questo governo è formato da una banda di fascisti, e uso parole forti, me ne rendo conto. Ma sono parole delle quali conosco bene il senso e la storia, che non mi metto a tirare per le lunghe in un social.
Tu tiri in ballo la democrazia, i cittadini che hanno votato... pare di essere da Vespa o su ChatGPT
Ho i miei dubbi che molti di quei cittadini sappiano davvero per chi hanno votato, e temo molto coloro che invece lo sanno benissimo