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    Si parla di:ToggleImmaginate di collegare il vostro Ledger o Trezor per una transazione di routine, digitare il PIN, e vedere comparire sullo schermo del wallet una richiesta di “recovery” della seed phrase — identica, pixel per pixel, a quella che l’app mostrerebbe in caso di reale malfunzionamento. Solo che non è l’app a parlare: è OkoBot, un framework modulare scoperto dal team GReAT di Kaspersky, che si inietta direttamente nel processo Electron di Ledger Live e Trezor Suite per mostrare pagine di phishing hard-coded e rubare la frase di recupero da dentro l’applicazione legittima.Un framework, non un semplice trojanAttivo almeno da aprile 2025 e ancora operativo, OkoBot non è un singolo malware ma un’infrastruttura modulare che conta oltre venti payload e impianti diversi, orchestrati tramite un tunnel SSH verso un server controllato dagli attaccanti. Tra le funzioni disponibili: raccolta di file locali, esecuzione di comandi remoti, download di estensioni browser arbitrarie, furto di wallet crypto, keylogging, registrazione video della finestra attiva e, ovviamente, furto di seed phrase. Kaspersky rileva i vari componenti con firme distinte — Trojan-Downloader.Win32.TookPS, Trojan.Win64.BypassUAC, Trojan-Banker.Script.Agent.gen, Backdoor.Win32.TeviRat, Trojan-PSW.Win64.Stealer, Trojan-Spy.Win64.Keylogger — segno che si tratta di un ecosistema criminale maturo e in continua evoluzione, non di un singolo eseguibile.La catena di infezione: da TookPS al tunnel SSHTutto parte da TookPS, un downloader PowerShell che i ricercatori Kaspersky avevano già documentato in campagne precedenti mascherato da software popolare (UltraViewer, AutoCAD, Ableton). TookPS installa un client SSH sulla macchina della vittima, apre una connessione verso un server controllato dagli attaccanti e inoltra la porta del demone SSH locale. Dopo un intervallo di attesa, un bot SSH automatizzato si collega alla porta inoltrata, raccoglie informazioni di base sul sistema — nome utente, antivirus installato, indirizzo IP, versione del sistema operativo — e in base al profilo della vittima decide quali dei venti moduli successivi distribuire. È una catena a quattro stadi pensata per essere modulare e selettiva: non tutte le vittime ricevono lo stesso payload, riducendo il rumore e la superficie di rilevamento generica.SeedHunter e OkoSpyware: il cuore del furtoIl modulo più insidioso per chi possiede crypto è SeedHunter. Monitora costantemente i processi attivi in cerca di Trezor Suite, Ledger Wallet o Ledger Live; quando li trova, si inietta nel processo e aggancia (“hook”) le funzioni interne Electron dell’applicazione. Alla connessione di un wallet hardware Trezor o Ledger, SeedHunter attiva le funzioni agganciate per mostrare una pagina di phishing hard-coded per il “recupero” della seed phrase — con un layout diverso e specifico per ciascun tipo di wallet, per massimizzare la credibilità. La vittima crede di interagire con la propria app di sempre; in realtà sta digitando le 12 o 24 parole della propria frase di recupero direttamente nelle mani degli attaccanti.Accanto a SeedHunter opera OkoSpyware, un modulo più recente che cattura keystroke e stream video della finestra dell’applicazione target — utile sia per rubare credenziali digitate manualmente sia per raccogliere materiale di intelligence sulla vittima (abitudini, saldi, altre app finanziarie in uso).I vettori: ClickFix e repository GitHub trojanizzatiL’infezione iniziale avviene per due strade parallele. La prima è un classico attacco ClickFix: la vittima trova un sito o un annuncio che simula un errore di sistema e la invita a “risolverlo” copiando e incollando un comando in una finestra di esecuzione (di solito PowerShell aperto tramite il prompt “Esegui” di Windows) — un pattern di social engineering che sta esplodendo in popolarità perché elude molti controlli antivirus basati su file, dato che non c’è alcun eseguibile scaricato in un primo momento.La seconda strada è più insidiosa per un pubblico tecnico: repository GitHub che spacciano software legittimo. In un caso documentato da Kaspersky, un repository pubblicizzato come “SQL Server Management Studio” distribuiva in realtà una copia ricompilata di Audacity, il noto editor audio open source, con un impianto malevolo incorporato in una delle sue librerie. Il repository è rimasto attivo da fine marzo 2025 a giugno, tempo sufficiente per infettare sviluppatori e power user che scaricano software direttamente da GitHub confidando (a torto) nella reputazione della piattaforma come garanzia di autenticità del codice.I numeri della campagnaAd oggi OkoBot ha colpito centinaia di vittime in oltre 25 paesi, con la concentrazione più alta in Brasile, Vietnam, Canada, Messico e Turchia — una geografia coerente con altre campagne di crimeware finanziario che privilegiano mercati con adozione crypto retail elevata e risposta delle forze dell’ordine relativamente più lenta rispetto a USA ed Europa occidentale. La campagna, secondo Kaspersky, è tuttora attiva al momento della pubblicazione della ricerca.Due righe per i difensoriDiffidare sistematicamente da qualsiasi istruzione che chieda di copiare e incollare comandi in PowerShell o nel prompt “Esegui” per “risolvere un errore”: è la firma comportamentale di ClickFix, indipendentemente dal sito che la propone.Scaricare software critico (wallet manager, tool di sviluppo) esclusivamente dai domini ufficiali dei vendor, verificando hash e firme digitali dei pacchetti anche quando la fonte sembra GitHub o un repository con molte stelle.Trattare qualunque richiesta di inserimento della seed phrase come un evento anomalo per definizione: né Ledger né Trezor la richiedono mai via software per operazioni di routine. La seed phrase va scritta solo su supporto fisico, mai digitata su un computer connesso.Monitorare, lato endpoint, connessioni SSH in uscita non autorizzate e port-forwarding anomali verso IP esterni, dato che l’intera catena OkoBot dipende da un tunnel SSH stabilito dal downloader iniziale.Applicare application allow-listing sugli endpoint che gestiscono wallet crypto, impedendo l’iniezione di codice in processi Electron non firmati o modificati rispetto al binario ufficiale.Indicatori di compromissione# Firme di rilevamento Kaspersky associate alla campagna OkoBot Trojan-Downloader.Win32.TookPS.* Trojan.Win64.BypassUAC.* Trojan-Banker.Script.Agent.gen Trojan.Win32.Dllhijack.* Backdoor.Win32.TeviRat.* Trojan-PSW.Win64.Stealer.* Trojan-Spy.Win64.Keylogger.* Trojan-Spy.Win64.Agent.* Trojan.Win64.Agent.* # Comportamenti da monitorare (EDR/SOC) - Esecuzione PowerShell innescata da clipboard / dialogo "Esegui" (pattern ClickFix) - Installazione non richiesta di client SSH (es. OpenSSH) seguita da port-forwarding verso host esterno sconosciuto - Iniezione di codice in processi Ledger Live / Trezor Suite (Electron) - Hook di funzioni Electron in processi di wallet manager - Traffico SSH persistente in uscita su porte non standard verso infrastruttura non aziendale # Vettori di distribuzione noti - Repository GitHub che spacciano software legittimo (es. build trojanizzate di Audacity presentate come "SQL Server Management Studio") - Siti/annunci ClickFix che simulano errori di sistema o CAPTCHA falliti Fonte tecnica completa e IoC estesi: Securelist (Kaspersky GReAT)Il caso OkoBot conferma una tendenza che i team di threat intelligence osservano da tempo: i criminali informatici stanno spostando lo sforzo ingegneristico dal furto di credenziali generiche all’attacco mirato ai flussi applicativi di prodotti di sicurezza specifici — in questo caso i wallet hardware, pensati proprio per essere “air-gapped” e immuni al malware sul computer host. Iniettarsi nell’app companion anziché nel dispositivo fisico è un modo elegante per aggirare quella barriera senza doverla rompere davvero.
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    Si parla di:ToggleUn backdoor scritto in Go, un catalogo di tool integrati con precisione chirurgica e un bersaglio che non lascia dubbi sulle intenzioni: enti governativi e diplomatici del Sud-Est asiatico. Il gruppo GReAT di Kaspersky ha appena pubblicato l’analisi di una campagna di cyberspionaggio che si distingue non tanto per la novità delle tecniche, quanto per la disciplina operativa con cui sono state orchestrate: raccolta dati silenziosa per settimane, poi un secondo strumento, mesi dopo, che arriva a prelevare esattamente ciò che il primo aveva già impacchettato e nascosto.Una campagna che dura da anni, ma si è affinata nel 2026Il ricercatore Noushin Shabab di Kaspersky racconta di aver individuato, a febbraio 2026, un insieme di attività malevole in corso almeno dalla fine del 2025 contro enti governativi e diplomatici del Sud-Est asiatico. Al centro dell’operazione c’è GoSerpent, un RAT scritto in Go con capacità di proxying, in circolazione — in versioni via via più semplici — almeno dal 2021. È la firma di un attore che non si limita a colpire e sparire, ma torna, aggiorna il proprio arsenale e lo integra in una catena di attacco sempre più coerente.Il dettaglio più interessante non è il singolo malware, ma l’architettura in due fasi con cui il gruppo ha condotto l’operazione più recente. Nella prima fase, tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, gli attaccanti hanno usato GoSerpent per distribuire strumenti di raccolta dati e furto di credenziali, lasciandoli lavorare in silenzio per settimane. Solo a maggio 2026 sono tornati con un secondo set di strumenti — Stowaway e la coppia TmcLoader/TmcPayload — dedicato esclusivamente all’esfiltrazione di ciò che era stato accumulato nei mesi precedenti.Come funziona GoSerpentGoSerpent riceve argomenti a riga di comando cifrati e codificati in base64, contenenti l’indirizzo del server C2 e una password di comunicazione. La decifratura avviene in AES-CBC con IV fisso, mentre le comunicazioni verso il C2 sono protette con ChaCha20, usando come chiave l’hash SHA256 della password stessa. Il backdoor supporta un set di comandi identificati da codici esadecimali (ad esempio 9BA8 per avviare un proxy SOCKS5, 6BA5 per aprire una shell remota, 7BA6/8BA7 per upload e download di file) e può incatenare più nodi compromessi in una catena di proxy, mascherando l’origine reale del traffico.Accanto a GoSerpent, gli analisti hanno trovato McMx, una variante più semplice dello stesso strumento — probabilmente compilata da un repository GitHub diverso — che riceve i parametri da file di testo in chiaro invece che da argomenti cifrati. La configurazione viene generata tramite file batch manipolati con comandi echo, una tecnica rudimentale ma efficace per evitare di lasciare tracce dirette nei parametri di esecuzione.Raccolta dati e furto di credenzialiIl vero motore della raccolta dati è ThumbcacheService, una DLL malevola registrata come servizio Windows. Usa una XOR a singolo byte (0x13) per offuscare le stringhe e crea un database, thumbcache_605a.db, nella cartella C:\Users\Public\, dove archivia documenti con estensione .doc, .docx, .pdf, .xls e .xlsx — compresi quelli cancellati e ancora presenti nel Cestino. I file raccolti vengono compressi con 7-Zip, protetti da una password fissa e limitati a 20MB per archivio, evidentemente per restare sotto la soglia di allerta di eventuali sistemi di monitoraggio del traffico.In parallelo, GoSerpent distribuisce Mimikatz per il dump della memoria LSASS e QuarksDumpLocalHash per l’estrazione degli hash delle password locali dalla SAM, garantendo agli attaccanti le credenziali necessarie per il passaggio successivo: l’esfiltrazione via share di rete.La seconda fase: Stowaway e TmcLoaderA maggio 2026 il gruppo è tornato con Stowaway, un tool di proxy e accesso remoto basato su un framework open source personalizzato, capace di tunneling SSH, proxy SOCKS5, reverse tunneling e comunicazioni su TCP, HTTP o WebSocket cifrate con AES-256-GCM o TLS. Stowaway consegna alla macchina compromessa due file: TmcLoader, con un payload incorporato, e un file di configurazione cifrato.TmcLoader è un loader in C++ registrato come servizio Windows che decifra ed esegue TmcPayload direttamente nello spazio di memoria del processo svchost.exe, per persistenza e occultamento. Usa risoluzione dinamica delle API tramite XOR circolare combinata con Base64 per nascondere i nomi delle funzioni chiamate. TmcPayload, una volta attivo, cerca il file di configurazione in C:\Users\Public\Libraries\, legge le credenziali di rete cifrate al suo interno e trasferisce — via share condivisa — esattamente il database thumbcache_605a.db creato da ThumbcacheService mesi prima. È questa integrazione a orario differito, tra raccolta ed esfiltrazione, il tratto distintivo dell’intera operazione.Infrastruttura e possibile attribuzioneGli operatori si appoggiano a provider di hosting legittimi, tra cui Alibaba Cloud e UCLOUD HK, per il proprio C2 — una scelta che complica il rilevamento basato su reputazione IP. Curiosamente, sia GoSerpent sia Stowaway usano nomi di dominio legittimi come “chiavi segrete” operative: www.microsoft.com e www.spacex.com per il primo, github.code per il secondo — un dettaglio che suggerisce una metodologia operativa standardizzata all’interno del gruppo.Kaspersky non attribuisce con certezza la campagna, ma segnala somiglianze nel targeting, nelle capacità tecniche e nella metodologia operativa con TetrisPhantom, un threat actor già noto per operazioni contro entità governative nella regione. Il collegamento resta da confermare con ulteriori indagini.Due righe per i difensoriPer i team di sicurezza di enti governativi e diplomatici, GoSerpent è un promemoria di quanto sia difficile distinguere la raccolta silenziosa dall’esfiltrazione quando i due momenti sono separati da settimane o mesi. Alcune raccomandazioni pratiche:Monitorare la creazione di file .db anomali in C:\Users\Public\ e sottocartelle, specialmente se seguiti da compressione 7-Zip con password.Allertare su servizi Windows di nuova registrazione con nomi che imitano processi di sistema (es. varianti di “lsass.exe” o “updates.exe”).Monitorare l’injection di codice nello spazio di memoria di svchost.exe e l’uso non autorizzato di condivisioni di rete per trasferimenti di dati verso host esterni.Bloccare o ispezionare traffico SOCKS5 non autorizzato originato da endpoint interni.Cercare l’uso di Mimikatz e QuarksDumpLocalHash nei log EDR, anche in assenza di alert di esecuzione diretta.Indicatori di compromissioneFile hashes (formato originale Kaspersky) GoSerpent: EBFFD5A76AAA690BCDB922F82E0BACC, 5DC506FF7BB72735444FB3703A6BEE6D8 McMx: D6E86BF8A90E9B632ADD5FA495F97FBC ThumbcacheService: CB6C4C70A3B171FA3404B8E1A338211, 664E9D1950E42BC98486DFD9919463D1C Stowaway: CBBB6D483737EA3566726E51752DFF40, 7F223EE0716CE2AD56F55D3744419449, 19F8BEFCB035F52BF70094E6B4F5779A, 846EF7C1C7323849B2A778C5E4CDA162 TmcLoader: D08A059E8B815E3B891505BC8777FC28, 93A1569D5D5AB2C4761FEDF84F83709E C2 IP addresses: 152.32.160[.]239 8.220.194[.]108 8.220.214[.]132 8.220.209[.]155 8.220.193[.]189 101.36.104[.]87 144.48.6[.]46 103.138.13[.]30 47.80.22[.]58 152.32.222[.]113 43.106.30[.]226 File/servizi correlati: C:\Users\Public\thumbcache_605a.db C:\Users\Public\Libraries\{BBF061R2-BE25-4F6D-8B2D-1A6A39C3FSA2}.dbFonte primaria: Kaspersky GReAT — Securelist.
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    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Gentlemen Ransom Group aggiorna il proprio toolkit di cifratura📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/gentlemen-ransom-group-aggiorna-il-proprio-toolkit-di-cifratura/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #kaspersky #thegentlemen
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    blog@insicurezzadigitale.com
    Si parla di:ToggleUn attore APT mai documentato prima, battezzato Armored Likho, sta colpendo agenzie governative e il settore elettrico in Russia, Brasile e Kazakistan con un nuovo infostealer Python chiamato BusySnake. Kaspersky, che ha pubblicato l’analisi tecnica il 3 luglio, descrive un toolkit modulare, offuscato con PyArmor Pro e in parte generato con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale: un caso di scuola di come lo spionaggio informatico stia adottando l’AI-assisted malware development anche nelle campagne di fascia media.Chi è Armored LikhoArmored Likho non è un gruppo esordiente: secondo Kaspersky, il suo profilo operativo mescola campagne a sfondo finanziario contro privati con operazioni di cyberspionaggio mirate contro organizzazioni pubbliche e infrastrutture critiche. È proprio questa doppia natura — cybercrime opportunistico e intelligence gathering mirato — a rendere l’attribuzione complessa e la minaccia particolarmente insidiosa: la stessa toolchain può colpire un privato cittadino per rubare credenziali bancarie o un ministero per sottrarre documenti riservati.I ricercatori segnalano possibili sovrapposizioni con un cluster tracciato da BI.ZONE con il nome Eagle Werewolf, attivo almeno dal maggio 2023 e storicamente focalizzato su enti governativi e della difesa, in particolare organizzazioni coinvolte nello sviluppo e nella produzione di droni (UAV). Nel febbraio 2026 Eagle Werewolf era già stato osservato compromettere un canale Telegram dedicato al mondo dei droni per distribuire il RAT AquilaRAT tramite un dropper Rust travestito da checklist per l’attivazione di dispositivi Starlink. Le sovrapposizioni tecniche tra AquilaRAT e BusySnake — stessi schemi di ricezione dei task dal C2, stessa modalità di persistenza tramite scheduled task, endpoint di comunicazione simili — rafforzano l’ipotesi che si tratti dello stesso ecosistema di sviluppo, se non dello stesso gruppo.La catena d’attaccoIl vettore d’ingresso resta il più classico: email di spear-phishing con esche legate a comunicazioni governative ufficiali o programmi sociali, che distribuiscono un archivio RAR contenente eseguibili droppati da un repository GitHub. Il dropper crea due file VBScript, uno dei quali cancella le tracce dell’esecuzione iniziale mentre l’altro registra un’attività pianificata (scheduled task) per lanciare lo stealer ogni cinque minuti, mascherata da un innocuo processo di sistema chiamato WindowsHelper — la stessa convenzione di naming usata da AquilaRAT con MicrosoftOfficeUpdate.Una catena alternativa sfrutta invece file di collegamento Windows (LNK) che abusano di CVE-2025-9491 (nota anche come ZDI-CAN-25373), la vulnerabilità nella gestione degli shortcut corretta da Microsoft nel Patch Tuesday di novembre 2025 ma già sfruttata in passato da una dozzina di gruppi APT dal 2017. In questo scenario, il file LNK innesca un comando PowerShell offuscato che avvia un loader: quest’ultimo mostra un documento esca alla vittima mentre in background prepara l’ambiente per l’esecuzione del vero payload, scaricando un interprete Python 3.12 portatile, lo script get-pip.py per installare le dipendenze e un archivio contenente il payload finale module.pyw.BusySnake Stealer: un infostealer Python pensato per l’evasioneIl cuore della campagna è BusySnake, un infostealer scritto in Python e mai documentato prima. Il codice è offuscato e cifrato con PyArmor Pro 9.2.0: il malware decripta il proprio bytecode solo nell’istante esatto in cui una funzione viene invocata, per poi ricifrarlo immediatamente dopo l’esecuzione, complicando enormemente l’analisi statica e dinamica. L’estensione .pyw gli permette inoltre di girare in background senza mai aprire una finestra di console visibile.Dopo l’inizializzazione, che legge da un file di configurazione l’indirizzo del C2, i percorsi delle directory, gli intervalli per gli screenshot e uno user-agent dedicato, BusySnake si mette in ascolto di comandi tramite una funzione poll_task che interroga costantemente il server. Tra le capacità operative documentate da Kaspersky:Furto di dati dagli appunti di sistema (clipboard)Enumerazione dei file sul disco con logging dei metadati in un database localeRicerca di chiavi esadecimali a 64 caratteri nei file — un pattern tipico dei wallet di criptovalute — e relativa esfiltrazioneCattura periodica di screenshot, archiviazione e invio al C2Keylogging con invio ed eliminazione periodica del logFurto di cookie e password da browser Chromium e Firefox, tramite lettura diretta dei file Cookies/cookies.sqlite e della master key in Login StateFurto di sessioni e credenziali Telegram dalla cartella tdata, previa terminazione forzata del processo telegram.exeApertura di un tunnel SSH inverso riutilizzando una chiave privata fornita dal C2 (funzionalità ereditata dal tool standalone Go2Tunnel, ora integrata nativamente nello stealer)Installazione o riavvio di RustDesk per ottenere il controllo remoto, con cattura dello screenshot delle credenziali inserite dalla vittima al momento del loginKaspersky ha inoltre individuato una versione più recente dello stealer che introduce un vero e proprio framework di gestione dei task: ogni comando ricevuto dal C2 viene assegnato a un identificativo univoco e transita attraverso quattro stati operativi — SCHEDULED, IN_PROGRESS, SUCCEEDED, FAILED — per un reporting più granulare verso l’infrastruttura d’attacco. Un dettaglio che segnala una maturazione ingegneristica non banale per un tool di questa fascia.L’ombra dell’AI nel malware developmentUn elemento che merita attenzione da parte degli analisti: secondo Kaspersky, i payload di primo stadio (loader e stager) mostrano segni di essere stati generati, almeno in parte, con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale, a giudicare dalla presenza di commenti ridondanti e blocchi di codice ripetitivi tipici dell’output di modelli linguistici. Non è un caso isolato nel panorama 2026, ma conferma una tendenza: gruppi di livello medio stanno abbassando i tempi di sviluppo del malware affidandosi a copiloti AI, con tutte le implicazioni che questo comporta in termini di volume e velocità di iterazione delle campagne.Due righe per i difensoriPer i team di detection, il caso Armored Likho offre alcuni punti di leva concreti. Il monitoraggio di scheduled task con nomi che imitano processi Microsoft legittimi (WindowsHelper, ma anche varianti simili) dovrebbe essere prioritario in ambienti governativi e OT/ICS del settore energetico. Vale la pena bloccare o ispezionare il download di interpreti Python portatili e script get-pip.py da endpoint non di sviluppo, un comportamento anomalo per la maggior parte delle postazioni impiegatizie. È inoltre opportuno verificare che la patch per CVE-2025-9491 sia stata applicata su tutta la flotta Windows, dato che il bug LNK continua a essere riciclato da attori eterogenei quasi un decennio dopo la sua prima comparsa. Infine, il traffico verso servizi di tunneling SSH inverso avviato da processi non amministrativi è un segnale da allarme immediato, così come i tentativi di reinstallazione o riavvio non richiesti di RustDesk.Kaspersky segnala di continuare a monitorare attivamente l’evoluzione della campagna e dell’infrastruttura di rete associata: è ragionevole aspettarsi nuove varianti di BusySnake nei prossimi mesi, considerato il ritmo di sviluppo osservato finora.Indicatori di compromissione (IoC)# Hash MD5 (selezione) 5D5C3E483C5E544260CE98FC29FBF192 - PS1 stager 0041FD1B2358CD08DBCBC28EA8FC3D20 - EXE dropper 894332174F536C2E1EFEDA05CBA79F8B - DLL loader CF74AC018D158EA2C2CFA1B1D71D95BC - LNK malevolo C7622A1EFFA27BBFEE6D6E03D6474343 - BusySnake Stealer (PYW) 80B7700053E115D65365CE7330383320 - BusySnake Stealer (nuova versione, PYW) 6B45DDB39A6E86229348DCBBA3857E7C - Archivio RAR con BusySnake 006887732CA4A4A46A97989CF4DEEEF6 - Archivio RAR con BusySnake 732C31ACF971A81C7E51B2A3DAE82020 - Archivio RAR con BusySnake # Domini C2 winupdate[.]live arvax[.]xyz varenie[.]live lvl99[.]store onetoken[.]ink winupdate[.]ink # CVE sfruttata CVE-2025-9491 (ZDI-CAN-25373) - Windows LNK RCE, patchata Nov 2025 # Scheduled task sospetto WindowsHelper (persistenza BusySnake) MicrosoftOfficeUpdate (persistenza AquilaRAT)Fonti: Kaspersky/Securelist, The Hacker News, BI.ZONE Threat Intelligence.
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    redhotcyber@mastodon.bida.im
    CrystalX RAT: Il nuovo malware che ti hackera… e poi ti prende in giro📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/crystalx-rat-il-nuovo-malware-che-ti-hackera-e-poi-ti-prende-in-giro/#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #trojan #spyware #kaspersky #crystalxrat #furtofrodi #sicurezzainformatica #ll