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Social Forum federato con il resto del mondo. Non contano le istanze, contano le persone
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    Come la NSO Group ha trasformato la sorveglianza totale in un comodo servizio web📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/come-la-nso-group-ha-trasformato-la-sorveglianza-totale-in-un-comodo-servizio-web/A cura di Carolina Vivianti#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #spyware #datirubati #vittimadihacking #sicurezzainformatica
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    Si parla di:ToggleNon servono droni, satelliti spia o infiltrati sul campo: bastano un videocitofono smart lasciato con la password di fabbrica e una connessione a Internet. Le agenzie di intelligence olandesi AIVD (General Intelligence and Security Service) e MIVD (Military Intelligence and Security Service) hanno rivelato che hacker legati allo stato russo hanno compromesso migliaia di telecamere IP e sistemi di videocitofonia lungo le rotte logistiche usate dalla NATO e dall’Ucraina per il trasporto di aiuti militari occidentali, trasformando dispositivi domestici e commerciali in una rete di sorveglianza capillare sul territorio europeo.Un’operazione di OSINT armata su scala industrialeSecondo quanto riportato inizialmente dal Telegraph e ripreso da Kyiv Post, Pravda e diverse testate di settore, l’obiettivo dell’operazione russa era raccogliere intelligence in tempo reale sui tipi e sui volumi di armamenti inviati a Kyiv dagli alleati occidentali. A differenza delle tradizionali tecniche di sorveglianza satellitare o tramite drone, questa campagna sfrutta dispositivi IoT di consumo già presenti sul territorio: telecamere di sicurezza, citofoni smart e sistemi di videosorveglianza commerciale posizionati, spesso per puro caso logistico, lungo strade e valichi utilizzati per i convogli di aiuti militari.Le due agenzie olandesi hanno confermato che un numero limitato di telecamere situate direttamente lungo le rotte logistiche nei Paesi Bassi risultava compromesso, e che le organizzazioni proprietarie dei dispositivi sono state avvisate per adottare contromisure. Il fenomeno, però, non si limita al territorio olandese: secondo l’advisory, la campagna ha interessato più Paesi membri della NATO e la stessa Ucraina, delineando un quadro di sorveglianza distribuita su tutta la catena di rifornimento occidentale verso il fronte.Le tecniche: niente exploit sofisticati, solo superficie d’attacco enormeIl dato più inquietante emerso dall’advisory congiunto non riguarda la sofisticazione tecnica — che qui è minima — ma la scala e la facilità dell’operazione. “Quando una telecamera IP viene identificata, un attaccante può provare ad accedervi via Internet: spesso è relativamente facile, perché molte telecamere connesse alla rete sono insufficientemente protette”, si legge nel rapporto delle agenzie olandesi. Gli operatori russi si sono affidati sistematicamente a password di default lasciate dal produttore, firmware obsoleti e mai aggiornati, e configurazioni di fabbrica mai modificate dagli utenti finali.Molti dei dispositivi compromessi sono telecamere IP economiche di produzione cinese, in particolare modelli Hikvision e Dahua — marchi già oggetto in passato di segnalazioni per vulnerabilità di sicurezza e per preoccupazioni geopolitiche legate al loro utilizzo in infrastrutture sensibili. Una volta ottenuto l’accesso, gli aggressori hanno impiegato software di riconoscimento immagini per analizzare automaticamente i flussi video alla ricerca di veicoli militari e per identificarne il carico, automatizzando quello che altrimenti avrebbe richiesto osservazione umana costante.Il contesto più ampio: la guerra ibrida contro la logistica occidentaleQuesta campagna di compromissione delle telecamere si inserisce in un pattern più ampio di iniziative russe volte a mappare, disturbare o neutralizzare i vantaggi tecnologici che sostengono lo sforzo bellico ucraino. Un’inchiesta congiunta di The Insider, Der Spiegel e Le Monde, citata da Kyiv Post, ha rivelato che Russia e Cina hanno discusso segretamente, nell’ambito del terzo Forum di cooperazione tecnico-militare Cina-Russia tenutosi a Guangzhou, piani per neutralizzare la costellazione satellitare Starlink, da cui l’Ucraina dipende fortemente per comunicazioni e intelligence in tempo reale sul campo di battaglia.Le slide trapelate, attribuite alla China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), delineavano un approccio multi-dominio contro Starlink: mezzi fisici per distruggere satelliti in orbita bassa, jamming elettromagnetico dei segnali e operazioni cyber pensate per caricare payload malevoli attraverso i terminali utente. Il documento proponeva inoltre una vera e propria “alleanza di sicurezza” tra Pechino e Mosca, con condivisione di intelligence e collaborazione su tecnologie chiave per contrastare il dominio strategico statunitense nello spazio.Letta in questo contesto, la compromissione delle telecamere IP appare come un tassello a basso costo ma ad alto valore informativo di una strategia più ampia: se Starlink rappresenta il bersaglio ad alta quota della guerra ibrida russa, le migliaia di dispositivi IoT scarsamente protetti lungo le rotte logistiche europee rappresentano il fronte a bassa quota, silenzioso e diffuso, della stessa battaglia per la superiorità informativa.Due righe pratiche per i difensoriPer i team di sicurezza, in particolare in ambito enterprise, logistico e delle infrastrutture critiche, questa vicenda è un promemoria brutale di quanto i dispositivi IoT di consumo restino l’anello debole della catena, specialmente quando dislocati in prossimità di asset sensibili o rotte strategiche. Le raccomandazioni delle agenzie olandesi, applicabili anche al contesto italiano ed europeo in generale, si concentrano su igiene di base della sicurezza IoT piuttosto che su contromisure avanzate:Cambiare immediatamente le password di default su tutte le telecamere IP, videocitofoni smart e dispositivi di videosorveglianza connessi a Internet.Aggiornare il firmware dei dispositivi IoT con regolarità, verificando la disponibilità di patch presso il produttore.Segmentare la rete in modo che le telecamere IP non abbiano accesso diretto a Internet né alla rete aziendale principale, utilizzando VLAN dedicate.Per le organizzazioni logistiche che operano lungo rotte sensibili, effettuare un censimento dei dispositivi IoT esposti pubblicamente tramite piattaforme come Shodan o Censys.Segnalare alle autorità nazionali competenti (in Italia, CSIRT-Italia) eventuali dispositivi sospetti o comportamenti anomali di rete rilevati su telecamere aziendali.Valutare con attenzione l’adozione di dispositivi IoT di produttori con precedenti riscontrati di vulnerabilità sistemiche, specialmente in contesti a rischio geopolitico elevato.La vicenda dimostra ancora una volta che l’intelligence russa non ha bisogno di zero-day costosi o di infrastrutture offensive sofisticate quando l’anello debole è semplicemente la scarsa igiene di sicurezza di milioni di dispositivi IoT di consumo lasciati esposti online con le impostazioni di fabbrica. È una lezione che vale ben oltre il contesto bellico ucraino, e che riguarda direttamente chiunque gestisca infrastrutture di videosorveglianza connesse in rete.
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    Si parla di:ToggleC’è un dettaglio che rende il caso di Stelios Kouloglou diverso da tutti gli altri scandali Pegasus degli ultimi anni: l’eurodeputato greco non era una vittima qualsiasi, ma il membro di una commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo istituita proprio per indagare sugli abusi dello spyware commerciale. Secondo un report pubblicato il 3 luglio 2026 dal Citizen Lab dell’Università di Toronto, il telefono di Kouloglou è stato infettato con Pegasus nell’ottobre 2022 e almeno altre due volte nel marzo 2023, proprio nei momenti cruciali della stesura del rapporto finale della commissione PEGA. È la prima volta che un membro della commissione viene pubblicamente identificato come bersaglio dello stesso strumento che era chiamato a indagare.La commissione PEGA e il suo bersaglio internoLa commissione d’inchiesta PEGA (Pegasus and Surveillance Spyware) è stata istituita dal Parlamento Europeo nel marzo 2022, dopo che un consorzio internazionale di giornalisti aveva rivelato l’uso diffuso dello spyware Pegasus di NSO Group contro giornalisti, avvocati, attivisti e politici in diversi Stati membri, tra cui Ungheria, Polonia, Spagna e Grecia. Kouloglou, giornalista ed ex parlamentare di SYRIZA, sedeva nella commissione mentre questa raccoglieva testimonianze e redigeva le prime bozze del suo rapporto, concentrate in particolare sugli abusi documentati a Cipro, Grecia, Ungheria, Polonia e Spagna.Il fatto che proprio lui sia finito nel mirino, mentre la commissione lavorava a conclusioni che avrebbero potuto imbarazzare governi europei, ha immediatamente sollevato interrogativi sulla natura dell’attacco. Un eurodeputato in carica ha definito l’episodio “un attacco diretto allo stato di diritto”, chiedendo alla Commissione Europea di imporre limiti stringenti all’uso dello spyware nei 27 Stati membri. La Commissione, contattata dai giornalisti, non ha risposto.Timeline degli attacchi: due finestre, due momenti chiaveIl Citizen Lab ha ricostruito con precisione forense due finestre di compromissione, entrambe coincidenti con fasi decisive del lavoro della commissione:21 ottobre 2022 — Prima infezione confermata, nel pieno delle discussioni via email e messaggistica di ottobre-novembre 2022, in vista della consegna della prima bozza del rapporto sugli abusi in Cipro, Grecia, Ungheria, Polonia e Spagna. Il momento coincide inoltre con un ricovero ospedaliero di Kouloglou per un intervento chirurgico programmato, circostanza che potrebbe aver permesso agli operatori dello spyware di intercettare anche conversazioni ambientali relative alla sua salute o scambi con i visitatori.6-7 marzo 2023 — Due ulteriori infezioni, mentre Kouloglou viaggiava da Atene a Bruxelles per le audizioni della commissione, mesi prima dell’adozione finale del rapporto scritto.Kouloglou ha raccontato ai giornalisti di TechCrunch la rabbia provata nello scoprire la compromissione: “Ti rendi conto che tutti i tuoi dati personali sono stati presi — non solo gli scambi professionali o i messaggi con i ministri, ma anche le cose molto private, i momenti felici e quelli tristi”. L’eurodeputato ha annunciato l’intenzione di citare in giudizio NSO Group.PWNYOURHOME: l’exploit zero-click che passa da HomeKitDal punto di vista tecnico, l’infezione del 2022 sfrutta una catena di exploit già documentata dal Citizen Lab in precedenti ricerche e nota con il nome in codice PWNYOURHOME, attiva contro iOS 15 e iOS 16 a partire da ottobre 2022. Si tratta di un exploit zero-click in due fasi che colpisce due processi distinti del sistema operativo iPhone: il primo stadio prende di mira il framework HomeKit — il sistema Apple per la gestione della smart home — mentre il secondo stadio sfrutta iMessage per ottenere l’esecuzione di codice e l’installazione dello spyware.La vulnerabilità sfruttata riguarda un problema di deserializzazione in NSKeyedUnarchiver, una classe già abusata in precedenti catene di exploit zero-click contro iMessage. Poiché non richiede alcuna interazione da parte della vittima, il bersaglio non riceve notifiche, non deve cliccare link né aprire allegati: lo spyware si installa silenziosamente, consentendo l’accesso a messaggi, cronologia delle chiamate, dati di geolocalizzazione, foto e — nel caso dei modelli più recenti — anche all’attivazione da remoto di microfono e fotocamera.Apple ha corretto le falle sfruttate da PWNYOURHOME con il rilascio di iOS 16.3.1, introducendo tra l’altro un nuovo controllo che rifiuta di decodificare determinati messaggi HomeKit a meno che non provengano da una fonte plausibile. Il problema, come spesso accade con gli attacchi Pegasus, è che l’aggiornamento correttivo non era ancora installato sul dispositivo di Kouloglou al momento dell’attacco dell’ottobre 2022 — una finestra di esposizione che gli operatori dello spyware hanno sfruttato attivamente.Un cliente governativo con licenza multi-paeseIl Citizen Lab non ha attribuito pubblicamente l’attacco a un governo specifico, ma un dettaglio tecnico rende il quadro più inquietante: l’indirizzo email utilizzato come vettore d’infezione da chi ha colpito Kouloglou è lo stesso già osservato in una precedente campagna che aveva infettato i telefoni di giornalisti in diversi paesi europei. Il riutilizzo dello stesso indirizzo — e quindi, presumibilmente, della stessa infrastruttura di comando e controllo — suggerisce che il cliente governativo di NSO Group disponesse di un’autorizzazione per operare lo spyware Pegasus contro bersagli in più Stati membri dell’Unione Europea, non in uno soltanto.Questo elemento è cruciale per il dibattito politico che ne è seguito: se la licenza NSO copre operazioni cross-border all’interno dello spazio europeo, i meccanismi di controllo nazionale sull’export e sull’uso dello spyware — già ritenuti insufficienti dallo stesso rapporto PEGA — risultano ancora più permeabili di quanto documentato finora.NSO Group tra sanzioni USA e tentativi di riabilitazioneNSO Group resta in gran parte bandita dall’uso governativo negli Stati Uniti, a seguito di un ordine esecutivo dell’amministrazione Biden che vieta l’impiego federale di spyware commerciale capace di violare i diritti umani. Nel 2025 l’azienda israeliana ha confermato che un gruppo di investitori statunitensi non identificato ha versato decine di milioni di dollari nella società, in quella che gli osservatori hanno letto come un tentativo di riabilitare il marchio NSO in vista di un possibile ingresso nel mercato americano — un percorso già criticato per la scarsa trasparenza degli impegni dichiarati dall’azienda.Il caso Kouloglou arriva quindi in un momento delicato: mentre NSO cerca legittimazione commerciale, un membro della stessa commissione UE nata per indagarla diventa l’ennesima prova pubblica che gli abusi non si sono fermati.Implicazioni e due righe per i difensoriPer chi opera in ruoli ad alto rischio — parlamentari, giornalisti, avvocati per i diritti umani, ricercatori di sicurezza, dissidenti — il caso conferma alcune priorità difensive ormai consolidate ma spesso disattese:Aggiornamenti tempestivi: gli exploit zero-click di Pegasus sfruttano quasi sempre vulnerabilità già note ma non ancora patchate sul dispositivo bersaglio. Applicare gli aggiornamenti iOS entro 24-48 ore dalla pubblicazione riduce drasticamente la finestra di esposizione.Lockdown Mode: la modalità di isolamento introdotta da Apple su iOS disabilita molte delle superfici di attacco usate dagli exploit zero-click (inclusi determinati messaggi HomeKit e allegati iMessage complessi), ed è fortemente consigliata per soggetti ad alto rischio.Verifica forense periodica: strumenti open source come Mobile Verification Toolkit (MVT), sviluppato da Amnesty International, permettono di analizzare backup iOS/Android alla ricerca di indicatori di compromissione noti legati a Pegasus e spyware simili.Riavvii regolari del dispositivo: molte varianti di Pegasus non sopravvivono a un riavvio senza reinfezione, complicando la persistenza per gli attaccanti — una contromisura semplice ma efficace in assenza di altre difese.Segnalazione a Citizen Lab o Access Now: chi sospetta di essere bersaglio di spyware commerciale può richiedere supporto tecnico gratuito attraverso l’Access Now Digital Security Helpline.Il caso Kouloglou dimostra ancora una volta che lo spyware di livello statale non conosce eccezioni istituzionali: nemmeno chi indaga sugli abusi è al riparo dal diventarne bersaglio. Per il Parlamento Europeo, la domanda che resta aperta è se le raccomandazioni della stessa commissione PEGA — largamente rimaste lettera morta — troveranno finalmente attuazione concreta.Indicatori tecnici e riferimentiSpyware: NSO Group Pegasus Catena di exploit: PWNYOURHOME (zero-click, iOS 15/16) Vettori sfruttati: HomeKit (stage 1) + iMessage/NSKeyedUnarchiver (stage 2) Patch correttiva: iOS 16.3.1 Date di compromissione confermate (dispositivo Kouloglou): - 21 ottobre 2022 - 6 marzo 2023 - 7 marzo 2023 Strumenti di verifica consigliati: - Mobile Verification Toolkit (MVT) - github.com/mvt-project/mvt - Access Now Digital Security Helpline Fonte primaria: Citizen Lab, University of Toronto "Member of Committee Investigating Spyware Hacked With Pegasus" (3 luglio 2026)
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    CrystalX RAT: Il nuovo malware che ti hackera… e poi ti prende in giro📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/crystalx-rat-il-nuovo-malware-che-ti-hackera-e-poi-ti-prende-in-giro/#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #trojan #spyware #kaspersky #crystalxrat #furtofrodi #sicurezzainformatica #ll
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    Spyware fuori controllo: la rete segreta che sta armando il mondo📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/spyware-fuori-controllo-la-rete-segreta-che-sta-armando-il-mondo/#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #spyware #sicurezzainformatica
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    ransomnews.online@bsky.brid.gy
    ⚠️ Commercial iPhone hacking kit traces back to US vendor Security researchers link the #iPhone exploitation toolkit #Reign to US firm #QuaDream infrastructure, showing it leveraged zero-click iMessage exploits and was marketed to governments for covert device surveillance operations. #iOS #Spyware
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    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Gli spioni si sono fatti spiare! Paragon Graphite si “auto-leaka” la dashboard📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/quando-gli-spioni-si-fanno-spiare-paragon-graphite/#redhotcyber #news #spyware #graphite #sorveglianza #sicurezzainformatica #malware #hacking
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    Arriva ZeroDayRAT: il nuovo spyware che minaccia Android e iOS. Cosa c’è da sapere📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/arriva-zerodayrat-il-nuovo-spyware-che-minaccia-android-e-ios-cosa-ce-da-sapere/#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #spyware #zerodayrat #telegram #android #ios
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    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Spyware: gli USA rimuovono le sanzioni agli sviluppatori dello spyware Predator📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/spyware-gli-usa-rimuovono-le-sanzioni-agli-sviluppatori-dello-spyware-predator/#redhotcyber #news #intellexa #predator #spyware #sanzioni #dipartimentoDelTesoro #statiUniti #cybersecurity
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    A tutta sorveglianza: Predator torna più potente che mai grazie a nuove vulnerabilità zero-day📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/a-tutta-sorveglianza-predator-torna-piu-potente-che-mai-grazie-a-nuove-vulnerabilita-zero-day/#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #spyware #intellexa #predator
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    Telegram, WhatsApp e Signal sotto tiro dagli Spyware. Il CISA Avverte📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/telegram-whatsapp-e-signal-sotto-tiro-dagli-spyware-il-cisa-avverte/#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #spyware #trojan #messaggisticaMobile #ingegneriaSociale #targeting #codiciQR