Salta al contenuto

Piero Bosio Social Web Site Personale Logo Fediverso

Social Forum federato con il resto del mondo. Non contano le istanze, contano le persone
  • RANSOMWARE

    Mondo gdpr ransomware majinahanashi
    2
    2
    0 Votazioni
    2 Post
    0 Visualizzazioni
    diggita@mastodon.social
    @grep_harder ciao, per il post di sicurezza, rilanciali pure nel gruppo @sicurezza su diggita così verrà rilanciato agli olttre 1300 iscritti :)
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    inmarvinwetrust@mastodon.uno
    Ransomware nel primo semestre 2026I numeri fanno riflettere, ma non sorprendonohttps://blog.marvinpascale.it/posts/2026/ransomware-stat-mid-2026/#CyberSecurity #Ransomware #SysAdmin #NIS2 #Backup @sicurezza
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@insicurezzadigitale.com
    Si parla di:ToggleMigliaia di email di conferma iscrizione e newsletter che intasano la casella di posta in pochi minuti, seguite — puntuale come un copione — da un messaggio Teams di un fantomatico “IT Support” pronto ad aiutare. È la sequenza che eSentire’s Threat Response Unit (TRU) ha documentato in una campagna di luglio 2026 contro un’azienda del settore software, attribuita al broker di accessi iniziali UNC6692. Il bersaglio finale non è un semplice furto di credenziali: è l’installazione di Edgecution, un’estensione malevola per Microsoft Edge capace di evadere la sandbox del browser e prendere il controllo dell’host sottostante.UNC6692 non è un nome nuovo per chi segue il crimine informatico organizzato: Google Cloud/Mandiant lo ha già descritto come un initial access broker (IAB) che prepara il terreno per gruppi ransomware, tra cui la syndicate nota come Payouts King. La catena osservata da eSentire — email bombing, impersonificazione IT via Teams, Quick Assist e una suite di malware modulare battezzata “SNOW” — è la stessa tradecraft già segnalata da Google e da The Hacker News nei mesi scorsi, ma il report più recente aggiunge dettagli tecnici granulari sull’ultimo anello della catena, l’estensione Edgecution, e sui suoi indicatori di compromissione.Fase 1: sommergere la vittima di email per giustificare una chiamataL’attacco si apre con una tecnica ormai da manuale ma sempre efficace: l’email bombing. Iscrivendo l’indirizzo della vittima a migliaia di newsletter e servizi di conferma automatica, gli attaccanti saturano la casella di posta in pochi minuti. L’obiettivo non è nascondere altro traffico, ma costruire un pretesto plausibile: un dipendente sommerso da email è più propenso ad accettare senza troppe domande il contatto di un “supporto IT” che offre di risolvere il problema.Subito dopo il bombing, gli attaccanti contattano la vittima su Microsoft Teams impersonando l’identità “IT Support | Corporate IT Service (Internal)”. La scelta del canale non è casuale: Teams è percepito come un ambiente aziendale “fidato” rispetto alla posta elettronica, il che abbassa ulteriormente la soglia di sospetto della vittima nel momento cruciale.Fase 2: Quick Assist come porta d’accesso hands-onIl finto tecnico guida la vittima a lanciare Quick Assist, lo strumento di assistenza remota integrato in Windows, dando agli attaccanti accesso interattivo alla macchina. Da quel momento sono loro a dirigere l’infezione: portano la vittima su un sito di phishing ospitato su Amazon S3 e progettato per imitare una pagina Office 365. La pagina utilizza i primi due pulsanti per far scaricare alla vittima AutoHotkey e uno script stager, mentre un modulo di login raccoglie in chiaro la password Office 365 non appena viene premuto “invio”. Un dettaglio curioso della catena: lo script analizza persino gli appunti (clipboard) della vittima con un’espressione regolare, alla ricerca di un codice di riferimento fornito verbalmente durante la finta sessione di supporto — un ulteriore livello di “autenticazione sociale” della truffa.Edgecution: un’estensione Edge che rompe il sandbox del browserIl payload finale, Edgecution, combina un’estensione malevola per Microsoft Edge con un native messaging host in Python. È proprio questa combinazione a permettere all’estensione — normalmente confinata alla sandbox del browser — di comunicare con un processo nativo sul sistema operativo e, di fatto, evadere i limiti imposti dal browser stesso. Una volta installata, Edgecution è in grado di monitorare in tempo reale i siti web visitati dalla vittima, catturare le credenziali Office 365 inserite, scrivere file arbitrari sul disco, enumerare i processi in esecuzione ed eseguire comandi shell, Python o PowerShell a piacimento — di fatto un accesso remoto completo mascherato da componente del browser.Lo stager scaricato dal sito S3 arriva come archivio ZIP protetto da password, estratto tramite tar.exe in una sottocartella nascosta dentro %LOCALAPPDATA%\Microsoft\Edge\User Data. Tutte le stringhe presenti nello stager e nel native messaging host sono offuscate con XOR e decodificate solo a runtime, un accorgimento pensato per rallentare l’analisi statica. Per la persistenza, il malware scrive voci di registro sotto la chiave NativeMessagingHosts di Microsoft Edge e crea — eseguendolo immediatamente — un’attività pianificata configurata per rilanciare Edge con l’estensione caricata a ogni accesso.Un IAB al servizio del ransomwareIl quadro attributivo colloca UNC6692 non come gruppo ransomware in sé, ma come specialista dell’accesso iniziale che poi rivende o passa il testimone a operazioni di estorsione più ampie, in particolare Payouts King. È un modello di business ormai consolidato nell’ecosistema del cybercrime: separare chi entra da chi cifra e negozia il riscatto permette a entrambe le parti di specializzarsi e di essere più difficili da tracciare come un’unica organizzazione. Vista in quest’ottica, la sofisticazione dell’ingegneria sociale di UNC6692 — pretesto costruito ad arte, canale Teams “aziendale”, Quick Assist, verifica via clipboard — non è fine a se stessa: è l’investimento necessario per garantirsi l’accesso di alta qualità che un cliente ransomware è disposto a pagare.Due righe per i difensoriPer i team blue team, la catena UNC6692 offre diversi punti di intercettazione prima che si arrivi a Edgecution. Il primo è comportamentale: un’ondata improvvisa di iscrizioni a newsletter verso una singola casella dovrebbe generare un alert automatico, così come un contatto Teams esterno o appena creato che si presenta come “IT Support” — Microsoft Teams consente di etichettare gli account esterni, e questa etichetta va monitorata, non ignorata dagli utenti. Il secondo punto di controllo è tecnico: le policy aziendali dovrebbero limitare l’uso di Quick Assist ai soli casi avviati dall’help desk interno tramite ticket, bloccandolo o quantomeno alertando su ogni sessione avviata da un utente su richiesta esterna. Sul fronte endpoint, vale la pena monitorare la creazione di voci sotto HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Edge\NativeMessagingHosts e la creazione di scheduled task che rilanciano msedge.exe con parametri di estensione custom, oltre a restringere via policy quali estensioni Edge possono essere installate al di fuori dello store ufficiale.Va sottolineato che, secondo eSentire, l’archivio ZIP di Edgecution viene ricostruito da byte “spogliati” dell’header standard, un dettaglio che rende la sua individuazione tramite semplice controllo di firma file inefficace: servono euristiche comportamentali o EDR capaci di ispezionare i native messaging host registrati, non solo le estensioni installate nel browser.Indicatori di compromissione[Infrastruttura C2 Edgecution - domini CloudFront] d385m5skczp5q5.cloudfront[.]net d7xpwoah6gdv2.cloudfront[.]net (+ 5 domini CloudFront aggiuntivi identificati da eSentire TRU) [URL di delivery phishing/payload - Amazon S3] hxxps://app7040.s3.us-east-1.amazonaws[.]com/patch.html hxxps://app5805.s3.us-east-1.amazonaws[.]com/js/patch3265343.a (+ 3 URL aggiuntivi identificati da eSentire TRU) [Hash SHA-256 - artefatti sito phishing e payload] 232bca658c585627830623fcdce56647dc291666b25c901ee56212681198067a e88c196a86c74ea0e53dfe77c93f577cb441ee590756cf7f3284522a2d6a6be5 da1cf68c9dc1cebcebf8ec7d1cf99ac9c0291db7b21bf279b9cad24c7a49948c [Comandi osservati in fase di deployment] tar.exe -xf ".zip" -C "%LOCALAPPDATA%\Microsoft\Edge\User Data\test1" --passphrase "" cmd.exe /c python --version 2>&1 cmd /c start /min ... & del [Account Microsoft Teams usati per l'impersonificazione IT] Identità display: "IT Support | Corporate IT Service (Internal)" (indirizzi email specifici omessi dalla fonte originale) [Persistenza] Chiave di registro: HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Edge\NativeMessagingHosts\ Meccanismo: Scheduled Task creato ed eseguito immediatamente per rilanciare Microsoft Edge con l'estensione caricataFonti: eSentire Threat Response Unit (TRU), Google Cloud Threat Intelligence/Mandiant, The Hacker News, BleepingComputer.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    14 Visualizzazioni
    redhotcyber@mastodon.bida.im
    1449 bug di sicurezza per Oracle! L’effetto Anthropic Mythos si fa sentire📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/1449-bug-di-sicurezza-per-oracle-leffetto-anthropic-mythos-si-fa-sentire/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #intelligenzaArtificiale #sicurezzaInformatica
  • 0 Votazioni
    1 Post
    18 Visualizzazioni
    redhotcyber@mastodon.bida.im
    10.000 server SharePoint vulnerabili esposti su internet. Il CISA avverte da Internet📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/10-000-server-sharepoint-vulnerabili-esposti-su-internet-il-cisa-avverte-da-internet/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #sharepoint #cisa #vulnerabilità
  • Allarme Veeam!

    News redhotcyber news cybersecurity hacking malware ransomware veeam backup
    1
    1
    0 Votazioni
    1 Post
    27 Visualizzazioni
    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Allarme Veeam! Una falla critica permette di prendere il controllo dei server di backup📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/allarme-veeam-una-falla-critica-permette-di-prendere-il-controllo-dei-server-di-backup/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #veeam #backup #replication
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@insicurezzadigitale.com
    Si parla di:ToggleLo pagavano per salvare le vittime dai ransomware. Invece vendeva le loro strategie di trattativa proprio a chi le stava estorcendo. Il 9 luglio 2026 un tribunale federale della Florida ha condannato Angelo Martino, ex negoziatore per una società di incident response statunitense, a 70 mesi di carcere per aver collaborato dall’interno con la gang BlackCat/ALPHV, passando ai criminali informazioni riservate sulle trattative dei propri clienti e, in un secondo momento, aiutando a distribuire ransomware contro altre vittime. È uno dei casi di insider threat più clamorosi mai emersi nel settore della risposta agli incidenti, e riscrive le regole su chi va fidato quando un’azienda è sotto estorsione.Il ruolo del negoziatore, capovoltoNel settore della cyber incident response, il negoziatore è la figura che si siede — metaforicamente — al tavolo con la gang ransomware per conto della vittima: valuta la credibilità della minaccia, verifica le prove dell’esfiltrazione, tratta il prezzo del riscatto e gestisce la comunicazione con l’attaccante attraverso chat cifrate o portali onion dedicati. È un ruolo che richiede accesso diretto alle informazioni più sensibili di un’azienda compromessa: quanto è disposta a pagare, quali dati sono stati davvero rubati, quali sono le sue coperture assicurative, quanto è disperata la situazione. Martino, impiegato presso una società statunitense di incident response il cui nome non è stato reso pubblico negli atti giudiziari, aveva esattamente questo tipo di accesso.Secondo il Dipartimento di Giustizia USA, a partire dall’aprile 2023 Martino ha iniziato a collaborare con gli operatori di BlackCat/ALPHV — all’epoca una delle ransomware-as-a-service più aggressive al mondo, poi disattivata a inizio 2024 dopo un’operazione internazionale di law enforcement e una successiva, sospetta “exit scam” ai danni degli affiliati. In cambio di un compenso, Martino forniva alla gang informazioni riservate sulla posizione negoziale e sulla strategia dei clienti che stava, formalmente, difendendo: quanto erano disposti a pagare, quali argomentazioni avrebbero usato per abbassare il riscatto, quando stavano per cedere. Con queste informazioni in mano, gli attaccanti potevano calibrare la pressione e massimizzare l’incasso finale, in un conflitto d’interessi totale in cui la vittima pagava — letteralmente — anche lo stipendio di chi la stava tradendo.Da complice a operatore: il salto di qualità criminaleIl caso non si è fermato alla fuga di informazioni. Gli atti giudiziari descrivono un’evoluzione: Martino ha reclutato Kevin Martin, 36 anni del Texas, assunto come suo collega dopo che la cospirazione era già in corso, e si è coordinato con Ryan Goldberg, 41 anni della Georgia, dipendente di un’altra società di incident response con lo stesso accesso privilegiato alle trattative delle vittime. Insieme, tra aprile e novembre 2023, i tre non si sono limitati a passare informazioni: hanno distribuito attivamente ransomware BlackCat contro nuove vittime statunitensi, diventando a tutti gli effetti affiliati della gang che avrebbero dovuto combattere. Una delle estorsioni portate a termine dal gruppo ha fruttato circa 1,2 milioni di dollari in Bitcoin, spartiti tra i cospiratori.Le forze dell’ordine hanno sequestrato asset per oltre 10 milioni di dollari riconducibili a Martino: criptovalute, veicoli, un food truck e persino un’imbarcazione da pesca di lusso, tutti acquistati con i proventi dello schema. Un dettaglio che, secondo gli investigatori, è stato decisivo per ricostruire il flusso di denaro e collegare i pagamenti in criptovaluta ricevuti dagli affiliati BlackCat all’account personale di Martino.Timeline del casoAprile 2023 — Martino inizia a collaborare con gli operatori BlackCat/ALPHV, passando informazioni riservate sulle trattative dei clienti che sta assistendo.Aprile–novembre 2023 — Martino, Martin e Goldberg distribuiscono attivamente ransomware BlackCat contro nuove vittime negli Stati Uniti; una delle estorsioni frutta circa 1,2 milioni di dollari.2024 — Le indagini federali portano all’incriminazione dei tre; sequestro di asset per oltre 10 milioni di dollari.9 luglio 2026 — Angelo Martino viene condannato a 70 mesi di carcere federale; Martin e Goldberg hanno già ricevuto condanne separate in procedimenti collegati.Perché conta per chi lavora nella risposta agli incidentiIl caso Martino non è un episodio isolato di corruzione: è un campanello d’allarme strutturale per un intero settore che, negli ultimi anni, si è professionalizzato rapidamente ma spesso senza gli stessi controlli di integrità richiesti in altri ambiti a contatto con informazioni finanziarie sensibili, come la consulenza legale o quella assicurativa. Un negoziatore ransomware ha, per definizione, accesso a tutto ciò che serve a un attaccante per massimizzare il danno: la soglia di dolore economico della vittima, le sue debolezze legali, la tempistica delle sue decisioni. Se quella figura può essere corrotta — o è già collusa fin dall’inizio, come sembra essere il caso qui — l’intero modello di negoziazione assistita si trasforma in un vettore di attacco interno.Per le aziende che si affidano a società di incident response e negoziatori esterni, alcune contromisure pratiche emergono direttamente da questo caso:Richiedere che le società di IR dichiarino esplicitamente le proprie policy di vetting interno per il personale che gestisce trattative con gruppi ransomware, incluse verifiche periodiche successive all’assunzione.Separare, dove possibile, chi conduce materialmente la trattativa da chi ha visibilità completa sulla soglia di pagamento autorizzata dal cliente e dalla sua assicurazione cyber.Tracciare e loggare ogni comunicazione tra il negoziatore e l’attaccante, con controlli indipendenti (legale esterno, assicuratore) che rivedano a campione le trascrizioni delle chat di negoziazione.Trattare l’accesso alle informazioni di negoziazione — cifre, scadenze, coperture assicurative — con lo stesso livello di compartimentazione riservato ai segreti industriali, non come normale corrispondenza operativa.Il collasso di BlackCat/ALPHV a inizio 2024, con il probabile exit scam ai danni dei propri affiliati, ha già dimostrato quanto fosse marcio l’ecosistema attorno a quella particolare gang. Il caso Martino aggiunge un tassello inquietante: la marcescenza non riguardava solo il lato criminale dell’equazione, ma si era infiltrata anche in chi, sulla carta, doveva difendere le vittime.Fonti: comunicato del Dipartimento di Giustizia USA (justice.gov/opa), TechCrunch, The Hacker News, CyberScoop, DataBreaches.net.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    25 Visualizzazioni
    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Accesso alla tua rete per 100 dollari! Mentre il mercato nero vende le tue password, tu come ti proteggi?📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/accesso-alla-tua-rete-per-100-dollari-mentre-il-mercato-nero-vende-le-tue-password-tu-come-ti-proteggi/A cura di Chiara Nardini#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #sicurezzainformatica
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    securityaffairs@infosec.exchange
    #Ryuk #Ransomware Member Pleads Guilty Over Attacks on U.S. Organizationshttps://securityaffairs.com/195216/uncategorized/ryuk-ransomware-member-pleads-guilty-over-attacks-on-u-s-organizations.html#securityaffairs #hacking #malware
  • 0 Votazioni
    1 Post
    30 Visualizzazioni
    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Operazione globale smantella infrastrutture criminali di Amadey e StealC📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/operazione-globale-smantella-infrastrutture-criminali-di-amadey-e-stealc/A cura di Carolina Vivianti#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #sicurezzainformatica
  • 0 Votazioni
    1 Post
    32 Visualizzazioni
    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Il Worm CAI scaccia TeamPCP dai server infetti: la guerra nel cloud è appena iniziata📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/il-worm-cai-scaccia-teampcp-dai-server-infetti-la-guerra-nel-cloud-e-appena-iniziata/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #cloudsecurity
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    informapirata@mastodon.uno
    "Ma cosa vuoi che importino i miei dati..." @signorina37 la tocca piano al @devconf@pixelfed.uno I dati sensibili sono il patrimonio dei gruppi #Ransomware@devconfhttps://www.youtube.com/live/OwU4nQzD3jM
  • "Hai democratizzato il #ransomware.

    Mondo ransomware
    1
    1
    0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    informapirata@mastodon.uno
    "Hai democratizzato il #ransomware. Prego." Il secondo intervento al @devconf@pixelfed.uno è di @signorina3720 minuti sul paradosso più scomodo della cultura software: gli stessi principi che hanno abbassato le barriere per costruire hanno abbassato anche quelle per attaccare - e per farci sentire anche un po’ in colpa ;)@devconfhttps://www.youtube.com/live/OwU4nQzD3jM
  • 0 Votazioni
    1 Post
    35 Visualizzazioni
    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Arriva il Phantom Squatting: come i black hacker sfruttano le allucinazioni degli LLM📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/arriva-il-phantom-squatting-come-i-black-hacker-sfruttano-le-allucinazioni-degli-llm/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #phishingscam
  • 0 Votazioni
    1 Post
    32 Visualizzazioni
    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Gentlemen Ransom Group aggiorna il proprio toolkit di cifratura📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/gentlemen-ransom-group-aggiorna-il-proprio-toolkit-di-cifratura/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #kaspersky #thegentlemen
  • 0 Votazioni
    1 Post
    36 Visualizzazioni
    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Google e FBI fermano NetNut, la gigantesca rete di proxy residenziali. Milioni di dispositivi coinvolti📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/google-e-fbi-fermano-netnut-la-gigantesca-rete-di-proxy-residenziali-milioni-di-dispositivi-coinvolti/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #sicurezzainformatica
  • 0 Votazioni
    1 Post
    34 Visualizzazioni
    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Gaslight: un attacco informatico in Rust che confonde i sistemi di analisi AI📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/gaslight-un-attacco-informatico-in-rust-che-confonde-i-sistemi-di-analisi-ai/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #gaslight #coreadelnord
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    securityaffairs@infosec.exchange
    #XSS.is, The Forum That Ran the #Ransomware Supply Chain Is Down. The Market Isn'thttps://securityaffairs.com/194524/security/xss-is-the-forum-that-ran-the-ransomware-supply-chain-is-down-the-market-isnt.html#securityaffairs #hacking #cybercrime
  • 0 Votazioni
    1 Post
    39 Visualizzazioni
    redhotcyber@mastodon.bida.im
    LastPass e BeyondTrust vittime di un attacco in supply chain della piattaforma Klue📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/lastpass-e-beyondtrust-vittime-di-un-attacco-in-supply-chain-della-piattaforma-klue/A cura di Chiara Nardini#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #furtoDati #salessforce
  • 0 Votazioni
    1 Post
    29 Visualizzazioni
    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Venduti accessi a POS italiani sul dark web: 250 dollari per controllare un punto vendita📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/venduti-accessi-a-pos-italiani-sul-dark-web-250-dollari-per-controllare-un-punto-vendita/A cura di Luca Stivali del gruppo DarkLab#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #cracking #accessoRemoto