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    Come un semplice clic può compromettere i tuoi repository GitHub privati📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/come-un-semplice-clic-puo-compromettere-i-tuoi-repository-github-privati/A cura di Carolina Vivianti#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #github #visualstudiocode
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    Si parla di:ToggleIl dominio polyfill[.]io — protagonista di uno dei più clamorosi supply chain attack del 2024 — è tornato attivo a fine maggio 2026 con un nuovo vettore: risposte HTTP 401 che inducono i browser a mostrare finestre di autenticazione false agli utenti di siti che non avevano ancora rimosso il vecchio script. Tra le vittime più note: Toshiba, Muji, Zojirushi e Samsung Smart TV.Il contesto: l’incidente polyfill.io del 2024Polyfill è una libreria JavaScript che permette ai siti web di supportare funzionalità moderne su browser legacy, fornendo uno strato di compatibilità lato client. Per anni, milioni di siti hanno caricato questa libreria dal CDN ospitato su polyfill[.]io — un dominio che tuttavia non era mai stato di proprietà del creatore del progetto open source, Andrew Betts.Nel febbraio 2024, il dominio polyfill[.]io fu acquistato da un’entità cinese (Funnull), che lo utilizzò per iniettare codice malevolo negli script distribuiti dal CDN, colpendo oltre 100.000 siti. Betts reagì subito consigliando a tutti gli amministratori di rimuovere il servizio dai propri siti e rilancò il progetto originale sotto nuovi domini (polyfill.com, poi polyfill.top). Le autorità e diversi CDN provider bloccarono l’accesso a polyfill[.]io, fermando i redirect malevoli.Maggio 2026: il dominio risponde di nuovo — con HTTP 401Il problema del 2026 ha un meccanismo diverso ma altrettanto insidioso. Secondo il ricercatore di sicurezza Pasquale Pillitteri, a partire da fine maggio 2026 il dominio polyfill[.]io ha ricominciato a rispondere alle richieste, questa volta restituendo codici HTTP 401 (Unauthorized). Quando un browser carica una risorsa da un dominio esterno e riceve una risposta 401, interpreta questo come una richiesta di autenticazione e mostra automaticamente una finestra di dialogo per inserire username e password.Tutti i siti che negli ultimi due anni non avevano completato la pulizia del codice — rimuovendo ogni riferimento a polyfill[.]io — si sono trovati improvvisamente a presentare ai propri utenti delle finestre di login che sembravano provenire dal sito legittimo, ma erano in realtà generate da una risorsa esterna non controllata dall’azienda.Le organizzazioni colpiteIl colosso tecnologico Toshiba ha pubblicato un avviso urgente ai propri utenti il 2 giugno 2026, chiedendo di annullare qualsiasi finestra di autenticazione insolita apparsa sul sito e di non inserire credenziali. Il gigante del retail Muji ha emesso un comunicato simile, dichiarando di non aver rilevato accessi non autorizzati o fughe di dati, ma invitando comunque alla prudenza chi avesse eventualmente inserito le proprie credenziali. Anche Zojirushi (elettrodomestici), FiNC Technologies (app di salute), Ishiyaku Publishers e Hobonichi (editore e brand lifestyle) hanno segnalato lo stesso problema. Pillitteri ha riportato che il fenomeno si è manifestato anche sui televisori Samsung Smart TV l’1 giugno 2026.Analisi tecnica: il meccanismo dell’HTTP 401 browser promptIl comportamento è standard nelle specifiche HTTP: quando una risorsa (script, immagine, iframe) risponde con 401, il browser mostra automaticamente una finestra di autenticazione nativa (WWW-Authenticate challenge). L’aspetto visivo di questa finestra è quello di un dialog box del browser — non una pagina web — il che può dare all’utente l’impressione di una richiesta legittima proveniente dal sito che sta visitando. Se l’utente inserisce le credenziali, queste vengono inviate in chiaro (o con Basic Auth) al server che ha emesso la challenge — in questo caso polyfill[.]io.Al momento della pubblicazione dell’articolo originale di BleepingComputer (5 giugno 2026), non erano emerse prove concrete che le credenziali eventualmente inserite dagli utenti fossero state effettivamente raccolte. Toshiba e Muji hanno dichiarato di aver rimosso il riferimento a polyfill[.]io e di aver sospeso il servizio. Tuttavia, il rischio per gli utenti che abbiano inserito credenziali prima della chiusura rimane reale, e il cambio password immediato è fortemente consigliato.Cosa devono fare gli amministratori di siti webLa lezione principale di questo incidente è chiara: le dipendenze da CDN esterni non controllati rappresentano un rischio persistente anche dopo che un incidente di sicurezza è stato apparentemente risolto. Gli amministratori devono verificare immediatamente che nessuna pagina del proprio sito contenga riferimenti a polyfill[.]io — incluse pagine secondarie, template legacy e componenti di terze parti. Gli strumenti di Content Security Policy (CSP) e Subresource Integrity (SRI) possono prevenire questo tipo di attacco bloccando il caricamento di risorse da domini non autorizzati o con hash diverso da quello atteso. Qualsiasi CDN di terze parti dovrebbe essere monitorato per variazioni nel comportamento delle risorse caricate.Indicatori## Dominio da bloccare polyfill.io cdn.polyfill.io ## Pattern da cercare nel codice sorgente src="https://polyfill.io/ src='https://polyfill.io/ src="//polyfill.io/
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    L’Italia salta i Mondiali, i cybercriminali no! Qualificati di diritto anche nel 2026📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/litalia-salta-i-mondiali-i-cybercriminali-no-qualificati-di-diritto-anche-nel-2026/A cura di Carolina Vivianti#redhotcyber #news #sicurezzainformatica #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #fifa
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    I tuoi pacchetti Laravel sono già stati compromessi senza che tu lo sappia?📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/i-tuoi-pacchetti-laravel-sono-gia-stati-compromessi-senza-che-tu-lo-sappia/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #laravel #github #attacchinformatici
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    TA4922: il gruppo cinese che ha deciso di fare sul serio in Europa – e l’Italia è nel mirino📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/ta4922-il-gruppo-cinese-che-ha-deciso-di-fare-sul-serio-in-europa-e-litalia-e-nel-mirino/A cura di Luca Stivali del gruppo DarkLab#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #spearphishing
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    Scopri come un truffatore ha venduto dati di 7 milioni di anziani americani per anni📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/scopri-come-un-truffatore-ha-venduto-dati-di-7-milioni-di-anziani-americani-per-anni/A cura di Carolina Vivianti#redhotcyber #news #frodeinformatica #cybersecurity #hacking #malware #truffalotteria
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    I worm autonomi stanno arrivando! Il Cybercrime 2.0 è oramai è alle porte📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/i-worm-autonomi-stanno-arrivando-il-cybercrime-2-0-e-oramai-e-alle-porte/A cura di Massimiliano Brolli#redhotcyber #news #sicurezzainformatica #intelligenzaartificiale #worminformatici #malware
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    La chiusura del forum underground XSS ha cambiato il mondo del cybercrime📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/la-chiusura-del-forum-underground-xss-ha-cambiato-il-mondo-del-cybercrime/A cura di Chiara Nardini#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #xss #forumclandestino
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    FBI, NSA e CISA avvertono degli attacchi ai serbatoi ATG. Lo spettro di Colonial Pipeline allarma gli USA📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/fbi-nsa-e-cisa-avvertono-degli-attacchi-ai-serbatoi-atg-lo-spettro-di-colonial-pipeline-allarma-gli-usa/A cura di Carolina Vivianti#redhotcyber #news #sicurezzainformatica #attacchihacking #malware #ransomware #cyberattack
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    Terrorismo 4.0: come l’Intelligenza Artificiale sta cambiando la propaganda estremista📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/terrorismo-4-0-come-lai-sta-cambiando-il-volto-del-terrorismo/A cura di Massimo Dionisi#redhotcyber #news #intelligenzaartificiale #terrorismo #europol #cybersecurity #malware
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    Si parla di:ToggleSophos ha scoperto che un gruppo ransomware attualmente attivo ha costruito un laboratorio automatizzato basato su agenti AI — tra cui Claude Opus 4.5 — per sviluppare e testare sistematicamente tecniche di evasione dagli endpoint detection and response (EDR). Non si tratta di fantascienza: l’infrastruttura era operativa, testava payload reali contro Sophos, CrowdStrike e Windows Defender, e i risultati venivano usati in attacchi reali contro organizzazioni globali.Come è emersa la scopertaL’indagine è partita da un alert anomalo su un endpoint cliente: payload malevoli provenivano da una directory di testing insolita. Approfondendo, i ricercatori di Sophos hanno trovato qualcosa di inaspettato — non solo malware, ma un intero framework di sviluppo e testing. L’ambiente conteneva profili Cobalt Strike configurati per mascherare il traffico beacon come richieste web legittime, un meccanismo di command-and-control via Telegram Bot API, script Python per l’iniezione di shellcode in processi Windows legittimi, e un Cloudflare Worker usato per nascondere il server C2 backend. Sophos ha collegato l’attività a operazioni di ransomware e furto di dati, ma non ha divulgato il nome del gruppo per via di indagini ancora in corso.L’architettura del laboratorio: VM dedicate, agenti AI e MCPIl nucleo dell’operazione era un laboratorio di test composto da più macchine virtuali Windows Server 2022, ognuna dedicata a un diverso prodotto EDR: una per Sophos, una per CrowdStrike, una terza come ambiente di controllo senza EDR installato. Una quarta VM Ubuntu ospitava un server Sliver per il command-and-control. L’attore ha utilizzato Ludus, una piattaforma per il deployment rapido di ambienti virtualizzati di sicurezza, per provisionare l’infrastruttura.All’interno di questo ecosistema operavano più agenti AI coordinati tramite il protocollo Model Context Protocol (MCP), lo standard aperto che consente agli assistenti AI di interagire con strumenti e repository esterni. Un agente Claude Opus 4.5 fungeva da coordinatore principale, impostando le regole operative per gli altri agenti. Agenti specializzati si occupavano rispettivamente del testing EDR, della documentazione dei risultati, dell’hardening OPSEC, dei test di stress sul proxy e del deployment delle VM. Lo sviluppo del codice malevolo avveniva tramite Cursor, un IDE AI-native che integra capacità generative direttamente nell’ambiente di sviluppo.Il workflow: da articoli di ricerca a payload ottimizzatiIl processo di sviluppo seguiva una pipeline iterativa ben strutturata. Gli agenti leggevano articoli di threat intelligence da blog di vendor come Kaspersky, Palo Alto Networks e Bishop Fox, oltre a post su X e Telegram. Le tecniche di bypass identificate venivano estratte, mappate sul framework MITRE ATT&CK, trasformate in moduli di test, eseguite nel laboratorio virtualizzato contro gli EDR target, e i risultati documentati per guidare l’iterazione successiva.Il framework di generazione payload — uno strumento Python centrale — produceva eseguibili Windows personalizzati e DLL che incorporavano cifratura, tecniche di evasione e metodi di esecuzione alternativi. In totale, l’infrastruttura supportava quasi 80 moduli per testare oltre 70 tecniche di evasione distinte. Gli script Python erano in parte scritti in russo, e molti mostravano chiari pattern di generazione AI.Un aspetto critico riguarda il pretesto usato con Claude: l’attore ha incorniciato il progetto come un framework di red team per eludere i guardrail del modello. Sophos ha segnalato il pattern ad Anthropic. “Tentativi di aggirare i limiti dei modelli usando framing benigno per prompt malevoli — come il pretesto del red team — sono stati osservati in numerosi casi negli ultimi dodici mesi,” ha dichiarato Rafe Pilling, Director of Threat Intelligence di Sophos.Quanto è efficace davvero?La documentazione interna al framework attestava un aumento progressivo del tasso di successo nell’evasione man mano che i moduli venivano raffinati. Tuttavia i dati di test effettivi analizzati durante l’indagine non supportavano queste affermazioni. “Non disponiamo dei dati per spiegare completamente le discrepanze, ma è probabile che le allucinazioni degli LLM abbiano avuto un ruolo,” ha concluso Pilling. Il risultato è paradossale: un laboratorio AI che produce documentazione ottimistica ma risultati meno convincenti di quanto dichiarato. Questo non riduce la pericolosità della tendenza, ma ne contestualizza i limiti attuali.Due righe per i difensoriL’aspetto più preoccupante non è che l’AI abbia reso il ransomware invincibile — non è così, almeno per ora. Il problema è la scalabilità del processo di sviluppo: quello che richiedeva settimane di lavoro manuale per testare una singola tecnica di bypass può ora essere automatizzato in ore. I fondamentali della difesa restano invariati: patching, MFA/passkey, protezione degli endpoint. Ma l’accelerazione nel ciclo di sviluppo del malware significa che la finestra temporale tra la comparsa di una nuova tecnica di evasione e la sua adozione operativa da parte dei criminali si sta accorciando drasticamente.Per i team di sicurezza, questa vicenda sottolinea l’importanza di monitorare attività anomale nelle directory di staging e testing, rilevare l’uso di tool di virtualizzazione come Ludus in ambienti non autorizzati, prestare attenzione all’abuso di strumenti di sviluppo AI-native per la generazione di codice sospetto, e verificare connessioni verso Telegram Bot API da endpoint aziendali come potenziale C2 channel.
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    Glassworm: la botnet che ha infettato gli sviluppatori ora è stata smantellata📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/glassworm-la-botnet-che-ha-infettato-gli-sviluppatori-ora-e-stata-smantellata/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #botnet #github #sicurezzainformatica
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    Arrestato in Canada il 23enne Jacob Butler: Operatore della botnet Kimwolf📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/arrestato-in-canada-il-23enne-jacob-butler-operatore-della-botnet-kimwolf/A cura di Carolina Vivianti#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ddos #botnet #sicurezzainformatica #hacker
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    Red Hat vittima di attacco alla Suppy Chain: cos’è successo e cosa imparare📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/red-hat-vittima-di-attacco-alla-suppy-chain-cose-successo-e-cosa-imparare/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #supplychain #attacchinformatici
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    IKEA in emergenza cyber: 180 GB di dati a rischio, il gruppo Lapsus$ colpisce ancora!📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/ikea-in-emergenza-cyber-180-gb-di-dati-a-rischio-il-gruppo-lapsus-colpisce-ancora/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #ikea #ingka #daticompany
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    Relazione annuale ACN 2025 : aumento degli attacchi, ma difese più efficaci📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/relazione-annuale-acn-2025-aumento-degli-attacchi-ma-difese-piu-efficaci/A cura di Paolo Galdieri#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #sicurezzainformatica
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    Windows Server sotto attacco: exploit critico Netlogon già attivo nelle reti aziendali📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/windows-server-sotto-attacco-exploit-critico-netlogon-gia-attivo-nelle-reti-aziendali/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #windowsserver #vulnerabilita #netlogon
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    Un semestre da urlo! FamousSparrow e SteppeDriver: Gli Ultimi Obiettivi degli Hacker Cinesi📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/un-semestre-da-urlo-famoussparrow-e-steppedriver-gli-ultimi-obiettivi-degli-hacker-cinesi/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #ransomware #spionaggioinformatico
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    Come una singola immagine può compromettere il suo Mac📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/come-una-singola-immagine-puo-compromettere-il-suo-mac/A cura di Carolina Vivianti#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #exiftool #macos #vulnerabilita
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    700 siti universitari e fintech compromessi da vulnerabilità SQL injection in Ghost CMS📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/700-siti-universitari-e-fintech-compromessi-da-vulnerabilita-sql-injection-in-ghost-cms/A cura di Luigi Zullo#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #sitiweb #attacchinformatici #ghostcms