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Social Forum federato con il resto del mondo. Non contano le istanze, contano le persone
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    bluberrycookie@mastodon.bida.im
    Abbiamo FINALMENTE pubblicato la Guida didattica di cui ho curato progetto grafico e impaginazione. 🎊 La mia figliola 🥹 è la prima volta che impagino un libro così lungo (mi sono sempre occupata di FAD, formati diversi)Se vi interessa o siete curiosə la trovate qui:https://www.tuttoscuola.com/competenze-non-cognitive-e-trasversali-la-guida-docenti/#editoria #scuola
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    uaar@mastodon.uno
    Come stimolare la riflessione filosofica a #scuola tra bambini e ragazzi? Questo agile libretto scritto da Rosanna Lavagna, già docente e formatrice, fornisce spunti utili ed esempi di laboratori per introdurre i più giovani alla #filosofia. 👇https://nessundogma.it/libro/filosofare-con-i-bambini-scuola-si-puo/
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    poliversity@poliverso.org
    Sei italiano, ma hai scelto un'istanza straniera? Vieni su poliversity.it è un server Mastodon senza limiti di caratteri, con possibilità praticamente illimitateQui puoi anche formattare il testo in grassetto, corsivo, grassetto-corsivo, sottolineato, monospaziato, riferimento ipertestuale e infine puoi scrivere- elenchi- puntati1. elenchi2. numeratiTitolie testo citato- Poliversity è aperta a tutti coloro che sono interessati al mondo dellla scuola, della ricerca e del giornalismo- Se vuoi sostenere il nostro progetto puoi farlo QUI- Come trasferire un account Mastodon su Poliversity.it?- L'app migliore per sfruttare Poliversity è italiana#Mastodon #Scuola #Università #Giornalismo @fediversoRE: informapirata.it/?p=67791
  • Quattrocento euro

    Mondo scuola
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    valhalla@social.gl-como.it
    @DarioZanette @gecco @alorenzi non sono convintami sembra come dire che se hai pagato l'abbonamento annuale alla palestra a gennaio poi tutto il resto dell'anno ce l'hai gratisanziché dire che hai fatto un ottimo affare¹ pagando la palestra il prezzo più basso possibile, ma è sempre qualcosa che paghi¹ per i pannelli solari, per la palestra ho qualche dubbio, ma è perché sono allergica io alle palestre :D
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    andream94.wordpress.com@andream94.wordpress.com
    di Miguel Salas, sindacalista, da Sin PermisoNon si tratta di una semplice rivendicazione isolata. Non chiedono solo salari migliori. Richiedono miglioramenti profondi e concreti in un sistema educativo trascurato per anni da ogni tipo di governo. Non lottano solo per i propri interessi. Vogliono garantire un’istruzione equa a bambini e ragazzi. Difendono un bene essenziale per tutta la società: un’istruzione pubblica di qualità. È nell’interesse di tutti. (nelle foto in alto e sotto, due immgini della manifestazione degli insegnanti a Barcellona lo scorso 5 giugno)Solo in questo modo possiamo comprendere il movimento degli insegnanti che si è mobilitato in quasi tutte le comunità autonome in questo anno scolastico . Gli educatori della prima infanzia di Madrid sono in sciopero da due mesi. Gli insegnanti della Comunità Valenciana sono in sciopero a tempo indeterminato da venti giorni. In Catalogna, da marzo sono stati indetti diversi giorni di sciopero e i lavoratori mobilitati hanno respinto due accordi con il governo catalano, decidendo di continuare la lotta. Non si tratta di un malcontento temporaneo . È un malcontento radicato che nasce dal basso, si organizza ed è diventato una questione politica.È successo a Valencia. Un agente di polizia ha spinto un’insegnante in pensione che protestava con i suoi colleghi. È finita a terra sull’asfalto con il naso rotto e dei punti di sutura. È un’immagine di brutalità, ma riflette anche la stanchezza di chi detiene il potere, la sua incapacità di rispondere alle migliaia di insegnanti in sciopero, uno sciopero che pensavano non sarebbe durato due giorni, ma che, con il passare dei giorni, sta guadagnando sempre più sostegno e solidarietà da parte della popolazione. Un giorno sono i vigili del fuoco a marciare al loro fianco dietro uno striscione con la scritta: “Anche l’istruzione salva vite”, o i membri dei conservatori di musica, così profondamente radicati nella Comunità Valenciana. Un altro giorno sono le associazioni dei genitori di scuole e istituti che li sostengono e addirittura incoraggiano le famiglie a lasciare le aule vuote per fare pressione sul governo valenciano.Mentre nella Comunità Valenciana l’unità sindacale si mantiene, in Catalogna il processo si sta rivelando più controverso. A marzo, Comisiones Obreras e UGT hanno firmato un accordo con il governo catalano che non soddisfaceva affatto le richieste degli insegnanti . Gli altri sindacati (USTEC, CGT, Intersindical, COS e il Sindicato de Profesores) lo hanno respinto e hanno indetto un referendum a cui ha partecipato il 50% degli iscritti. Il 94,9% dei votanti ha respinto l’accordo e si è impegnato a continuare le proteste.Gli scioperi e le manifestazioni che si sono susseguiti per tutto il mese di maggio hanno continuato a registrare una partecipazione massiccia. Il governo catalano ha ceduto su alcuni punti, tra cui un aumento salariale maggiore e un aumento dei posti di insegnamento nelle scuole secondarie. L’USTEC (Unió Sindical de Treballadors de l’Ensenyament de Catalunya) e il Sindicato de Profesores ritenevano che, dopo tante settimane di mobilitazione, l’accordo migliorato di marzo avrebbe consentito una tregua prima di riprendere la lotta. Ma si sbagliavano. Il referendum da loro indetto ha registrato un’affluenza del 61,1%, superiore a quella del referendum di marzo, e il 65,1% (39.502 persone) ha respinto l’accordo, impegnandosi a continuare a partecipare alle mobilitazioni. Al contrario, in un referendum separato, riservato ai soli iscritti, organizzato dal Sindicato de Profesores nelle scuole secondarie con un’affluenza del 53%, il “sì” ha vinto con il 63% dei voti a favore.L’USTEC, il più grande sindacato degli insegnanti, ha accettato l’esito e ha riconosciuto la necessità “di avviare un processo di consultazione con tutti gli iscritti per definire congiuntamente le priorità e il piano d’azione per la prossima fase, proprio come abbiamo fatto durante tutto il percorso per la dignità della professione”. Lo sciopero e la manifestazione indetti lo scorso 5 giugno hanno mantenuto lo stesso livello di partecipazione delle precedenti manifestazioni. “Non abbiamo mai pensato che il diritto dei bambini a un’istruzione pubblica di qualità fosse meno importante dei nostri interessi personali, come i nostri stipendi”, ha dichiarato uno degli scioperanti, riflettendo il sentimento della maggioranza e spiegando in gran parte l’esito della consultazione e la volontà di continuare la lotta. Un nuovo sciopero e una nuova manifestazione sono previsti per martedì prossimo, 9 giugno, in concomitanza con la visita del Papa a Barcellona.Alcuni aspetti di queste mobilitazioni meritano di essere integrati e generalizzati nell’esperienza sindacale. La partecipazione, le assemblee nei luoghi di lavoro, a livello locale e regionale, sono al centro della forza del movimento. I sindacati sono essenziali; sono il fondamento della continuità e dell’organizzazione. Ma il sindacato deve essere al servizio dei suoi iscritti e del popolo, e non può, né deve, prendere decisioni al posto loro. Prendiamo nota di questo principio e pretendiamo che venga rispettato in ogni circostanza.La ribellione degli insegnanti rivela lo stato di abbandono in cui versa il cosiddetto “stato sociale”, così come la situazione nei servizi sanitari e sociali. Per troppi anni, a prescindere dal partito al potere, i servizi si sono deteriorati e gli investimenti sono diminuiti, o meglio, gli investimenti sono stati dirottati verso le scuole private. La ribellione degli insegnanti rappresenta una sfida per l’intera società, se vogliamo davvero un sistema di istruzione pubblica di qualità.È un problema politico perché i governi non sanno come affrontarlo, o meglio, non vogliono, o hanno paura di affrontarlo. Perché la soluzione sta in una risposta positiva alle richieste: ripristinare i salari, ridurre il numero di alunni per classe, migliorare le condizioni delle scuole e degli istituti, ad esempio, in modo che gli studenti non debbano sopportare temperature superiori ai 30 gradi Celsius, potenziare la formazione professionale e offrire scuole nella lingua della comunità, e integrare l’educazione della prima infanzia (0-3 anni) come fondamento di un’istruzione di qualità.Temono che ciò possa scatenare ulteriori movimenti e rivendicazioni, cosa che sta già accadendo. Più tempo impiegheranno a reagire, ad accettare che si tratta di una crisi di un modello che non funziona più e che è necessario adottare misure strutturali e riorientare gli investimenti verso i bisogni pubblici, peggio sarà. In Catalogna, si sta negoziando il bilancio. I socialisti hanno un accordo con ERC (Esquerra Republicana de Catalunya, la Sinistra Repubblicana di Catalogna) e con Comuns (Catalunya en Comú). Possono davvero ERC e Comuns approvare il bilancio senza chiedere una risposta alle richieste degli insegnanti?Non ci fermeremo con i soli aumenti salariali, per quanto necessari, perché è in gioco il futuro del sistema scolastico pubblico. Lo sciopero degli educatori della prima infanzia a Madrid continuerà. Lo sciopero nella Comunità Valenciana continuerà e il 10 giugno ci saranno scioperi parziali nelle scuole private sovvenzionate dallo stato, seguiti da uno sciopero generale il 17. Gli insegnanti in Catalogna accoglieranno il Papa in sciopero il 9 giugno e si sta organizzando una grande manifestazione, aperta a tutta la popolazione, probabilmente per domenica 14 giugno. Non ci fermeremo.Da oltre quattro anni (febbraio 2022) il sito “Refrattario e Controcorrente” ti informa, ti documenta, ti fornisce materiale utile ad un approfondimento della realtà nazionale e internazionale, un servizio tanto più necessario in un contesto come quello della sinistra italiana, segnato da un provincialismo linguistico ma anche politico, inaccettabile sempre e soprattutto oggi, quando l’inasprimento della conflittualità interimperialista, il precipitare della crisi climatica, la crescita dell’estrema destra, e la pessima situazione italiana rendono indispensabile cogliere gli spunti che ci vengono dal resto del mondo, senza chiuderci nelle nostre “certezze”.Iscriviti al canale WhatsApp del Refrattario (click qui o sull’immagine sotto)
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    uaar@mastodon.uno
    Nelle scuole italiane spesso manca l'#alternativa all'IRC ed è diffuso il #confessionalismo.Aiutaci a rendere la #scuola più laica e a dare supporto a studenti e genitori che si rivolgono all'Uaar.Iscriviti o rinnova per il 2026! 👇https://www.uaar.it/adesione
  • Bel pomeriggio ieri al Liceo Tullio Levi Civita.

    Mondo didattica scuola eventi
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    mcastel@poliversity.it
    Bel pomeriggio ieri al Liceo Tullio Levi Civita. Abbiamo percorso insieme le ultime acquisizioni dell'astronomia, capito perché possiamo parlare di "nuovo cielo", ci siamo poi affacciati su alcune nuove teorie che stupiscono più della fantascienza (perché il reale è il vero fantastico), e abbiamo concluso con un dialogo profondo tra materia e "relazione" nel cosmo. Grazie per l'invito a Luca Calzoletti!#didattica #scuola #eventi
  • Mai stato così stanco di correggere temi #scuola

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    otttoz@mastodon.uno
    @sebastianocuffari resistere resistere resistere
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    fucinafibonacci@mastodon.uno
    RE: https://flipboard.com/@vanityfairitaly/salute-e-benessere-68efku3sz/-/a-1OOumpatQhutkTSTR8d0rg%3Aa%3A1988665187-%2F0No, non è un caso che la Principessa del Galles #CatherineMiddleton sia venuta a #ReggioEmilia. Perché si può essere un'#eccellenzaitaliana anche se non si è una Società per Azioni @cultura #scuola
  • Ma anche voi avevate le maestre che chiamavano la penna blu "ble"?

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    micolcosta@livellosegreto.it
    Ma anche voi avevate le maestre che chiamavano la penna blu "ble"?#scuola
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    gian_d_gian@mastodon.uno
    @scuola @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe @brozunon mi devi convincere, ormai sono in fase di smantellamento. Sto aspettando alcune settimane per rimuovere dai miei hardisk ogni riferimento alla scuola. Dati e file accumulati in alcuni decenni. Dopo di che mi resterà solo il ricordo amaro di tanti anni di dedizione deontologica buttati alle ortiche al di là dello stipendio. Negli ultimi 11 anni ho accumulato solo una desolante frustrazione.
  • Um Al-Khair, #coloni #Cisgiordania #scuola

    Mondo coloni cisgiordania scuola
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    maurobiani@sociale.network
    Um Al-Khair, #coloni #Cisgiordania #scuola.Paura della #scuola.Oggi per @repubblica https://www.savethechildren.it/blog-notizie/cisgiordania-55-minori-senza-scuola-da-10-giorni
  • Il dissenso cancellato come possibilità.

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    d_von_bern@mastodon.uno
    @G3rt Mi ricorda il questionario che girava nell'ULSS9 Scaligera qualche anno fa per sondare le opinioni del pubblico. Si potevano dare suggerimenti, scrivere apprezzamenti, ma non criticare.
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    uaar@mastodon.uno
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    redhotcyber@mastodon.bida.im
    Non è il cloud, non sono gli hacker: è l’Italia che vuole essere fragile nel cyberspazio📌 Link all'articolo : https://www.redhotcyber.com/post/non-e-il-cloud-non-sono-gli-hacker-e-litalia-che-vuole-essere-fragile-nel-cyberspazio/A cura di Roberto Villani#redhotcyber #news #cybersecurity #sovranitàdigitale #calodemografico #competenzeinformatiche #scuola
  • Sei italiano, ma hai scelto un'istanza straniera?

    Mondo mastodon scuola universita giornalismo
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    trames@poliversity.it
    @macfranc @mau L'app Moshidon visualizza il sottolineato e gestisce il Markdown.Creo il sottolineato utilizzando l'undescore ("_" ).Non ho attivato le funzionalità di Glitch-Soc ma le gestisce ugualmente.@giorgiograppa @fediverso
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    uaar@mastodon.uno
    Nelle scuole italiane spesso manca l'#alternativa all'IRC ed è diffuso il #confessionalismo.Aiutaci a rendere la #scuola più laica e a dare supporto a studenti e genitori che si rivolgono all'Uaar.Iscriviti o rinnova per il 2026! 👇https://www.uaar.it/adesione
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    prealpinux@mastodon.uno
    scuola.wiki: una istruzione libera grazie a strumenti open sourceDa qualche tempo mi sono messo al lavoro per creare un un elenco breve e ragionato dei programmi adatti all’istruzione. Oggi nasce quindi https://scuola.wiki una raccolta “essenziale” di software open source da cui le scuole possono partire per svincolarsi da sistemi operativi e programmi proprietari. 🎓@opensource #Scuola #ScuolaOpenSource #SoftwareLibero