Quiz del lunedì.
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Quiz del lunedì. Lo spazio esterno è un ambiente invivibile per diversi motivi, dalle temperature estreme alle radiazioni cosmiche: ma di che cosa morirebbe prima di tutto una persona lasciata fuori dall’atmosfera senza protezioni?
Appuntamento a domani per la discussione delle risposte, non suggerite e non cercate su internet!
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Quiz del lunedì. Lo spazio esterno è un ambiente invivibile per diversi motivi, dalle temperature estreme alle radiazioni cosmiche: ma di che cosa morirebbe prima di tutto una persona lasciata fuori dall’atmosfera senza protezioni?
Appuntamento a domani per la discussione delle risposte, non suggerite e non cercate su internet!
Lo spazio esterno è un ambiente estremamente ostile alla vita: il vuoto, le temperature estreme, le radiazioni cosmiche sono tutti fattori mortali. Ma una persona lasciata fuori dall’atmosfera senza alcuna protezione morirebbe prima di tutto per mancanza di ossigeno.
(continua)
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Lo spazio esterno è un ambiente estremamente ostile alla vita: il vuoto, le temperature estreme, le radiazioni cosmiche sono tutti fattori mortali. Ma una persona lasciata fuori dall’atmosfera senza alcuna protezione morirebbe prima di tutto per mancanza di ossigeno.
(continua)
In tali condizioni un essere umano rimarrebbe cosciente per una manciata di secondi prima di perdere i sensi: ne abbiamo la dimostrazione, perché è quello che è successo a un tecnico americano, Jim LeBlanc, che nel 1966 durante un test a terra fu esposto per errore al vuoto per un tempo brevissimo, senza riportare danni permanenti. Se il vuoto dovesse invece permanere, la morte sopraggiungerebbe nell’arco di un paio di minuti.
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In tali condizioni un essere umano rimarrebbe cosciente per una manciata di secondi prima di perdere i sensi: ne abbiamo la dimostrazione, perché è quello che è successo a un tecnico americano, Jim LeBlanc, che nel 1966 durante un test a terra fu esposto per errore al vuoto per un tempo brevissimo, senza riportare danni permanenti. Se il vuoto dovesse invece permanere, la morte sopraggiungerebbe nell’arco di un paio di minuti.
Nel vuoto, i liquidi sulle superfici umide, come la lingua, gli occhi, le mucose delle vie respiratorie inizierebbero a bollire istantaneamente a temperatura corporea a causa della mancanza di pressione. Il volume corporeo aumenterebbe un po’, ma la pelle è abbastanza elastica e resistente da non strapparsi: l’esplosione si vede in qualche film di fantascienza, ma non nella realtà.
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Nel vuoto, i liquidi sulle superfici umide, come la lingua, gli occhi, le mucose delle vie respiratorie inizierebbero a bollire istantaneamente a temperatura corporea a causa della mancanza di pressione. Il volume corporeo aumenterebbe un po’, ma la pelle è abbastanza elastica e resistente da non strapparsi: l’esplosione si vede in qualche film di fantascienza, ma non nella realtà.
Anche di questo abbiamo purtroppo la dimostrazione empirica, perché nel 1971 a causa di un guasto tecnico la navetta Sojuz si depressurizzò durante il rientro, causando la morte dell’equipaggio. Dopo l’atterraggio i soccorritori tentarono di rianimare i tre cosmonauti, che erano rimasti apparentemente integri, a parte il sangue uscito dal naso e dalle orecchie e un colorito bluastro.
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Anche di questo abbiamo purtroppo la dimostrazione empirica, perché nel 1971 a causa di un guasto tecnico la navetta Sojuz si depressurizzò durante il rientro, causando la morte dell’equipaggio. Dopo l’atterraggio i soccorritori tentarono di rianimare i tre cosmonauti, che erano rimasti apparentemente integri, a parte il sangue uscito dal naso e dalle orecchie e un colorito bluastro.
Se poi la persona fosse esposta al Sole, subirebbe ustioni gravissime a causa dei raggi ultravioletti non filtrati dall’atmosfera: per questo i caschi degli astronauti hanno una visiera protettiva in policarbonato, ricoperta da uno strato d’oro sottilissimo. Se invece fosse completamente schermata da qualsiasi fonte di calore non morirebbe comunque congelata, al contrario di quanto si potrebbe pensare: anche il congelamento immediato appartiene alla fantascienza e non alla realtà.