In futuro la gente vorrà imparare
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La gente mi chiede come faccio a sapere tante cose.
Ormai ribalto la domanda e chiedo "come fate VOI a non sapere una cippa?"
Non è che ho girato per i sotterranei del vaticano¹ col caschetto da speleo con la lucina davanti per cercare incunaboli cifrati in aramaico: TUTTO quello che so è disponibile liberamente in rete.
Ma se la gente si sente più realizzata conoscendo il colore delle mutande di Alba Parietti non è colpa mia.
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¹ non questi! https://it.wikipedia.org/wiki/I_sotterranei_del_Vaticano
@GustavinoBevilacqua il colore delle mutande della Parietti dà soddisfazione, tutto il resto no. Il resto è frustrazione
Dagli soddisfazione, e magari usciranno dalle tane di lombrico in cui si sono infilati
Sono chiusi in un un cortocircuito di frustrazione immediata soddisfazione immediata, non c'è gusto nell'esplorare, scoprire
Cavie di laboratorio la cui vita è una gabbietta, se li liberi staranno fermi -
@ju eh mi trovi d'accordo su tutto ma come fai? È quello il problema
Il mondo è così, tutti competono, e anche il mondo naturale è così
Bisogna mantenere le due facce, la (lotta per la) sopravvivenza e (il gusto del)la vita
È un equilibrio rotto, ora, e il gusto per la vita vale solo per pochi privilegiati
Bisogna come dici tu costruire un modo alternativo, una resistenza data dall'unione e non dall'individualismo, ma non è facile, ci vuole tempo e costanza -
@filobus avremo una/due generazioni in cui solo pochi appassionati ci si dedicheranno, con alterne (e per lo piú basse) fortune, finché i modelli generativi non degraderanno per essersi nutriti troppo della loro stessa sbobba, ed i pochi di cui sopra si ritroveranno come i Grandi Maestri unici detentori del Sapere dopo il crollo delle civiltà.
@oblomov se evolveranno in tempo per produrre contenuti non statistici ma creativi no
Ma sarà peggio per tutti perché allora saranno in mano a pochissimi (forse pochissimi resi deficienti proprio dalle ai), il resto del mondo brancolerà nel buio alla loro mercé
Solo se le ai, da ora e per sempre, in un modello non competitivo ma migliorativo, ci accompagnassero per potenziarci e non sostituirci, potremmo non essere annichiliti a scimmie poco evolute
E le ai potrebbero aiutarci anche a imparare -
@ju eh mi trovi d'accordo su tutto ma come fai? È quello il problema
Il mondo è così, tutti competono, e anche il mondo naturale è così
Bisogna mantenere le due facce, la (lotta per la) sopravvivenza e (il gusto del)la vita
È un equilibrio rotto, ora, e il gusto per la vita vale solo per pochi privilegiati
Bisogna come dici tu costruire un modo alternativo, una resistenza data dall'unione e non dall'individualismo, ma non è facile, ci vuole tempo e costanza@filobus@sociale.network
che in natura sia così è un po' una leggenda, esistono molti esempi di collaborazione non competitiva.
Anche la faccenda del leone e della zebra è abbastanza una scemenza: leoni e zebre si mantengono naturalmente in equilibrio, se il modello leone (=il più forte) fosse vincente dopo un po' non ci sarebbe più cibo per i leoni.
Comunque già non dimenticare che il modello competitivo è fallimentare e che esistono modi migliori di vivere come societa e continuare a parlarne è importante, credo.
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@oblomov se evolveranno in tempo per produrre contenuti non statistici ma creativi no
Ma sarà peggio per tutti perché allora saranno in mano a pochissimi (forse pochissimi resi deficienti proprio dalle ai), il resto del mondo brancolerà nel buio alla loro mercé
Solo se le ai, da ora e per sempre, in un modello non competitivo ma migliorativo, ci accompagnassero per potenziarci e non sostituirci, potremmo non essere annichiliti a scimmie poco evolute
E le ai potrebbero aiutarci anche a imparare -
@ju @filobus Come hanno fatto notare in tanti¹, la cooperazione dà vantaggi evolutivi.
E quindi la natura ne approfitta e usa la cooperazione dove può. La competizione è meno favorevole. "Eh ma non si può far altro" è una frase molto ignorante...¹ vi cito per esempio Robert Axelrod "The Evolution of Cooperation" (1984) ma non so se ce ne sia una traduzione italiana.
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@ju @filobus Come hanno fatto notare in tanti¹, la cooperazione dà vantaggi evolutivi.
E quindi la natura ne approfitta e usa la cooperazione dove può. La competizione è meno favorevole. "Eh ma non si può far altro" è una frase molto ignorante...¹ vi cito per esempio Robert Axelrod "The Evolution of Cooperation" (1984) ma non so se ce ne sia una traduzione italiana.
@Uilebheist @ju @filobus purtroppo quello che dà piú vantaggi evolutivo è cavalcare sulla cooperazione a proprio vantaggio.
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@Uilebheist @ju @filobus purtroppo quello che dà piú vantaggi evolutivo è cavalcare sulla cooperazione a proprio vantaggio.
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@Uilebheist @ju @filobus anche perché in genere si muore comunque prima di pagarne le conseguenze (altrimenti non avremmo la società che abbiamo)
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@Uilebheist @ju @filobus anche perché in genere si muore comunque prima di pagarne le conseguenze (altrimenti non avremmo la società che abbiamo)
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@Uilebheist@polyglot.city @oblomov@sociale.network
Qui si potrebbe discutere sul fatto che conti la sopravvivenza dell'individuo o della specie.
In teoria un leone che durante la sua vita si mangia tutte le zebre e poi muore di morte naturale ha fatto una bellissima vita ed è un modello vincente, peccato che sia un modello che nessuno dei suoi eventuali discendenti potrà seguire.
A lungo termine non mangiare tutte le zebre è la strategia vincente, ma appunto: bisogna vedere se l'intenzione è il lungo termine o l'appagamento del singolo individuo e poi chissenefotte.
@filobus@sociale.network
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@ju @Uilebheist @oblomov sì infatti non stiamo parlando di regole monolitiche, ma tendenze, e il punto di vista o l'ambito di applicazione conta
Parliamo di sopravvivenza o godimento? Uno può vincere se pensa come individuo e perdere come specie. Molti se ne f*ttono della specie. E per certi versi possono aver ragione. Ci sono tantissimi discendenti di Gengis Khan, lui ha goduto in vita e ha trasmesso i suoi geni in giro. Geni che faranno una brutta fine se scoppia una guerra nucleare... -
@ju @Uilebheist @oblomov sì infatti non stiamo parlando di regole monolitiche, ma tendenze, e il punto di vista o l'ambito di applicazione conta
Parliamo di sopravvivenza o godimento? Uno può vincere se pensa come individuo e perdere come specie. Molti se ne f*ttono della specie. E per certi versi possono aver ragione. Ci sono tantissimi discendenti di Gengis Khan, lui ha goduto in vita e ha trasmesso i suoi geni in giro. Geni che faranno una brutta fine se scoppia una guerra nucleare...@ju @Uilebheist @oblomov purtroppo siamo stati super vincenti dal punto di vista evoluzionistico, purtroppo perché possiamo diventare super perdenti
Acquisendo grande potere abbiamo aumentato le possibilità di distruggere noi e la vita: sovrappopolazione, esaurimento naturale delle risorse, collasso climatico, riscaldamento, inquinamento pervasivo, guerre nucleari... -
@ju @Uilebheist @oblomov purtroppo siamo stati super vincenti dal punto di vista evoluzionistico, purtroppo perché possiamo diventare super perdenti
Acquisendo grande potere abbiamo aumentato le possibilità di distruggere noi e la vita: sovrappopolazione, esaurimento naturale delle risorse, collasso climatico, riscaldamento, inquinamento pervasivo, guerre nucleari...@filobus @ju @Uilebheist e il problema è che siamo stati super vincenti con una ottimizzazione per il breve termine
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@filobus @ju @Uilebheist e il problema è che siamo stati super vincenti con una ottimizzazione per il breve termine
@oblomov@sociale.network
la cosa secondo me rilevante è che, collettivamente, come specie, non lo facciamo razionalmente.
Cerco di spiegarmi: il singolo individuo magari fa una scelta a lungo o a breve termine ma la spinta che muove il genere umano e sta consumando le risorse del pianeta non è cambiata di una virgola da quando l'homo sapiens ha cominciato a sparpagliarsi per il mondo.
L'uomo è dotato della capacità di usare la ragione ma collettivamente, come specie, continua a rispondere agli stessi impulsi istintivi: seguire un capo forte, mangiare tutto quello che c'è, usare le risorse a proprio beneficio, spostarsi in altri territori di caccia, uccidere i rivali...
Che è una strategia vincente fin che ci sono risorse e spazio dove spostarsi quando non ce ne sono più, ma adesso ci ucciderà se non riusciamo a fare un salto di qualità e ragionare.
(Ovviamente, se non si fosse capito, secondo me il mito del buon selvaggio è una panzana).
@filobus@sociale.network @Uilebheist@polyglot.city
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@ju @oblomov @Uilebheist be' sì è ovvio che è una panzana 🙂
Ma il buon selvaggio è anche colui che è in contatto con la sua piccola comunità, la esprime e non è alienato in una società di massa, ed è in contatto col proprio ambiente e non con un mondo indistinto interscambiabile come l'uomo moderno
Quindi il mito del buon selvaggio ha un fondo di verità come tutti i miti
E l'uomo moderno si crede in un mondo vasto quando ormai è diventato stretto, il rifiuto che butta dalla finestra gli ... -
@ju @oblomov @Uilebheist be' sì è ovvio che è una panzana 🙂
Ma il buon selvaggio è anche colui che è in contatto con la sua piccola comunità, la esprime e non è alienato in una società di massa, ed è in contatto col proprio ambiente e non con un mondo indistinto interscambiabile come l'uomo moderno
Quindi il mito del buon selvaggio ha un fondo di verità come tutti i miti
E l'uomo moderno si crede in un mondo vasto quando ormai è diventato stretto, il rifiuto che butta dalla finestra gli ...@ju @oblomov @Uilebheist ....ritorna dalla porta, ma questo in una società di massa richiede tempo per accorgersene, ci sono tempi di latenza maggiori, e ci sono maggiori differenze tra strati di popolazione, a confronto con le piccole comunità del buon selvaggio (con alcuni che se ne renderanno conto molto dopo)
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@ju @oblomov @Uilebheist be' sì è ovvio che è una panzana 🙂
Ma il buon selvaggio è anche colui che è in contatto con la sua piccola comunità, la esprime e non è alienato in una società di massa, ed è in contatto col proprio ambiente e non con un mondo indistinto interscambiabile come l'uomo moderno
Quindi il mito del buon selvaggio ha un fondo di verità come tutti i miti
E l'uomo moderno si crede in un mondo vasto quando ormai è diventato stretto, il rifiuto che butta dalla finestra gli ...@filobus@sociale.networkbe' sì è ovvio che è una panzana
non così ovvio, molti sono convinti che l'uomo sia fondamentalmente buono per sua natura originaria e che la carognaggine sia in un modo o nell'altro legata alla civilizzazione e al progresso.
Io invece penso che l'uomo in origine sia nè più nè meno che uno scimpanzè o un babbuino, non buono o cattivo ma dove un processo evolutivo fondamentalmente casuale l'ha portato.
L'evoluzione verso una società basata sull'accettazione, sulla collaborazione e sull'aiuto reciproco non è per niente naturale, naturalmente tenderemmo alla competitività e all'autoritarismo. È una scelta razionale che va fatta e mantenuta progressivamente con l'educazione, un processo culturale a lungo termine.
Nelle occasioni in cui questa scelta è stata fatta si è visto che è una buona scelta, vantaggiosa. Il difficile è mantenerla nel tempo, specialmente quando la comunità viene esposta all'altro modello.
(Edit, scusa, non avevo capito che c'era un altro pezzo di risposta in arrivo 🤦)
@oblomov @Uilebheist@polyglot.city
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@ju @filobus @Uilebheist penso che a vedere quello che sta succedendo con altre specie di primati ci può dire molto da questo punto di vista. Ad esempio, i bonobo sono famosi per essere molto gregari e pacifisti, risolvendo i conflitti scopando invece che aggredendo («make love not war») —poi si scopre che man mano che il loro territorio si riduce, si comportano in maniera sempre piú aggressiva.
1/n
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@ju @filobus @Uilebheist penso che a vedere quello che sta succedendo con altre specie di primati ci può dire molto da questo punto di vista. Ad esempio, i bonobo sono famosi per essere molto gregari e pacifisti, risolvendo i conflitti scopando invece che aggredendo («make love not war») —poi si scopre che man mano che il loro territorio si riduce, si comportano in maniera sempre piú aggressiva.
1/n
@ju @filobus @Uilebheist che l'aggressione sia una valvola di svogo dello stress un po' in tutto il mondo animale è abbastanza noto da anni (visione consigliata: Mon oncle d'Amerique), quindi è anche facile spiegare certi comportamenti in termini di sovrastruttura sociale, MA —e questa è la cosa importante— questa struttura sociale non è che è stata imposta: è emersa naturalmente dal comportamento umano. Piuttosto ci si dovrebbe chiedere perché abbia vinto.
2/2