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Un social network fatto solo di bot!

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  • Un social network fatto solo di bot! L’esperimento dell’università di Amsterdam

    I ricercatori dell’Università di Amsterdam hanno realizzato un esperimento inedito, creando un social network popolato esclusivamente da bot con intelligenza artificiale. L’obiettivo principale era analizzare in che modo le dinamiche digitali potessero essere influenzate da diverse misure di moderazione.

    L’idea di fondo era verificare l’efficacia di strumenti capaci di ridurre due dei problemi più gravi dei social contemporanei: la polarizzazione e la tossicità nelle interazioni online.

    Per questo, sono state messe alla prova sei strategie differenti. Tra queste figuravano il passaggio a un feed cronologico, l’aumento della visibilità di opinioni divergenti, l’occultamento delle statistiche degli iscritti e la rimozione delle descrizioni dei profili.

    Ad esempio, ordinare il feed delle notizie in ordine cronologico ha ridotto la disparità di attenzione, ma ha fatto sì che i contenuti più estremi venissero messi in primo piano. È una realtà che fa riflettere e che contrasta con le promesse delle aziende di costruire una “piazza digitale”, come
    l’ha definita Elon Musk ) in cui tutti possano coesistere pacificamente.

    Nonostante le aspettative, i risultati si sono rivelati poco incoraggianti. Nessuna delle soluzioni sperimentate ha realmente ridotto la polarizzazione all’interno della piattaforma simulata.

    Al contrario, alcune misure hanno persino peggiorato la situazione. Il feed cronologico, ad esempio, ha sì ridotto la disuguaglianza nell’attenzione agli utenti, ma ha anche favorito l’ascesa di contenuti estremi, portandoli in cima alla visibilità.

    Gli studiosi hanno sottolineato che i contenuti tossici tendono a creare reti resistenti, in grado di sostenere e amplificare la loro diffusione, indipendentemente dai tentativi di limitarne l’impatto.

    Con l’avanzare dell’intelligenza artificiale generativa, la quantità di questi contenuti è destinata a crescere ulteriormente. Ciò rappresenta una sfida profonda per i modelli tradizionali dei social media e rende sempre più urgente la ricerca di cambiamenti radicali per garantire comunità digitali sane.

    L'articolo Un social network fatto solo di bot! L’esperimento dell’università di Amsterdam proviene da il blog della sicurezza informatica.


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    @mau @aitech la domanda, per l'umano, nasce sempre da un modo di sentirsi vivere in un mondo quando i profili di mondo che incontra suscitano sorpresa, spaesamento, curiosità... Un fenomeno estraneo a una macchina che, in quanto tale, non ha né mondo né contesto.La domanda "come mai la mela cade da un albero?" me la faccio perché ho una precomprensione pratica, tacita e vissuta di cosa significa stare vicino, sopra o sotto un albero, da solo o con altri, con delle sensazioni, dei bisogni, delle aspettative... A partire da quella domanda, se allestisco un esperimento per trovare una risposta non è l'apparato sperimentale che mi fornisce una risposta ma il mio modo di riflettere sulle eventuali invarianze che il dispositivo allestito mi restituisce.Esiste una interessante ricerca che mostra come la rimozione delle virgolette, un tempo impiegate nella ricerca sulla IA dai primi ricercatori quando parlavano di "intelligenza" o "apprendimento" ecc..., sia stata una precisa operazione di manipolazione che con la ricerca non aveva nulla a che vedere.Secondo me è importante, quando scriviamo su un social o generiamo testi destinati a non esperti, che ci si sforzi di non dare per scontati significati nei termini che usiamo e se possibile usare le virgolette in riferimento a termini che pertengono l'umano.Non sarebbe male tenere sempre presente che, nonostante la fascinazione costruita dalle narrative, quando interagiamo con un calcolatore stiamo interagendo con un insieme di porte logiche gestite dall'algebra di Boole, cioè con dei meccanismi come quelli in figura.