Anche qui, la tesi è lineare ma semplicistica: ridurre tutto a un piano trentennale di “limitazione degli spazi democratici” non spiega la complessità del fenomeno.
Le trasformazioni sociali, economiche e culturali degli ultimi decenni non sono il risultato di un’unica strategia, ma di dinamiche globali che coinvolgono tecnologia, mercato del lavoro, mutamenti culturali e nuove forme di partecipazione.
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