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Social Forum federato con il resto del mondo. Non contano le istanze, contano le persone

Paolo Virno, ritratto di un filosofo

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Gli ultimi otto messaggi ricevuti dalla Federazione
  • @zwol at this point I'd forego semantic, and just take easy and nice to look at. If I were writing a book today, I'd author it in Markdown, and then convert it to...whatever...for editing, or whatever at the very end. Before publishing, I ended up converting to an OpenOffice doc with the publishers template for editing, anyway (but I didn't originally write it to be published, it just worked out that way, so the OpenOffice step wasn't originally in the plans).

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  • @ann3nova this is such a specific thing to obsess over, I love it. I drew my own pointers back then, and the one I used most looked pretty much like this. Same shape, but different colors.

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  • @swelljoe I completely agree that it becomes tiring looking at all the tags. Not sure I've ever seen a markup language that was both semantic and pleasant to read in source form, though.

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  • Le matematiche (libro)

    @libri - La matematica è la stessa, ma la scuola russa la vede in modo diverso

    https://wp.me/p6hcSh-9ds

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  • @zwol I wrote a book in Docbook (SGML first, and then converted to XML later) about 25ish years ago, with a custom vim configuration. It wasn't pleasant. Yes, the tools were bad, but also it's just really sort of tiring looking at all the tags and the processing toolchain was dire.

    I was using a LaTeX-based toolchain for the PDF generation, I don't remember details, but Sebastian Rahtz was super helpful when I ran into mysterious issues.

    I wouldn't do it again. Different time, different me.

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  • @jannem Yeah, like, considered as a thing-in-itself apart from the tools, the major complaint I have about DocBook is that the documentation of _how to write a book using DocBook_ is inadequate.

    Many people have very similar complaints about LaTeX.

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  • @Esoteria you might be a little too young for this classic scene from "WKRP in Cincinnati".

    https://youtu.be/hhbqIJZ8wCM

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  • @molly0xfff At first I thought it was about wikipedia socks, the puppet kind... lol

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Post suggeriti
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    Intanto il corso rifiutato dall'Alma Mater si terrà a #Modena. #Filosofia negata ai militari, l'esperto Coppe lascia l'#università di #Bologna - la Repubblica https://bologna.repubblica.it/cronaca/2025/12/18/news/filosofia_negata_militari_esperto_danilo_coppe_lascia_universita_bologna-425048313/ @cultura #philosophy
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    🤍 t'abbraccio
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    2 minutiAbbiamo ormai tante opzioni. Tante possibilità. Tante scelte possibili. Forse anche troppe. Gli indirizzi di studio e di formazione unversitaria e professionale si moltiplicano con velocità impressionante. Mentre noi rimaniamo gli stessi. Ma con più scelte. E con un peso nella responsabilità di fare la giusta scelta che diventa sempre più grande. Sino ad arrivare a sopraffarci e a soffocarci.Questo fenomeno è già stato studiato e viene definito effetto Netflix.L’effetto Netflix e il paradosso della scelta descrivono come un enorme numero di opzioni disponibili possa portare a indecisione, ansia e insoddisfazione, perché più opzioni abbiamo, più diventa difficile fare una scelta e più temiamo di fare quella sbagliata. Questo fenomeno psicologico, studiato da Barry Schwartz, porta le persone a sentirsi sopraffatte dal catalogo e a rimanere bloccate senza decidere né scegliere.Di conseguenza, non solo per decidere cosa guardare la sera su Netflix, ma anche per scelte più importanti come scuola, lavoro e scelte di vita finiamo per lasciar scegliere agli altri, non scegliendo o delegando direttamente la scelta, o a scegliere automaticamente ciò che è “ovvio” o “familiare”. Come per la scelta della pizza che per troppe opzioni sul menu o per stanchezza si finisce per prendere sempre la stessa. Così non rimango deluso. Così non ho la pressione di scegliere. Così sono comodo.Eppure, c’è una tremenda differenza tra essere contenti e accontentarsi. Essere contenti significa provare uno stato di benessere, di pienezza e di soddisfazione. Accontentarsi significa accettare ciò che ci accade senza desiderare altro, senza avere motivazione.In una società sempre più veloce e con sempre più scelte è facile finire per accontentarsi e rendersi conto dopo 5 anni di aver sprecato importanti occasioni e anni non scegliendo autenticamente.Il metodo Ikigai e la filosofia ti possono dare gli strumenti per scegliere ed essere contento. Ti aspetto sia in presenza che online.OrientamentoDigita la tua e-mail…Iscriviti
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    1 minutoL’educazione non ha l’obiettivo di spiegare, di insegnare né di dare nozioni. L’educazione è accompagnamento. Significato condurre fianco a fianco la persona verso la sua crescita, indipendenza e autonomia.La scuola non deve formare delle persone colte, studiose né tantomeno dei futuri buoni lavoratori. Tristemente la scuola sta sempre più diventando una fabbrica che deve produrre individui adattti al lavoro, anziché capaci di vivere in una comunità. Lo sport, soprattuto a livello giovanile, non deve creare superstar, incredibili sportivi con alta capacità tecnica. Ma senza autostima, capacità relazionali, comprensione di sé e gestione delle emozioni. Con ansia, stress e il peso della prestazione e del “nome” della famiglia o della società sulle spalle.Educare è accompagnare la persona verso l’autodeterminazione, verso il suo pieno sviluppo e realizzazione. E ricordiamo che la realizzazione non è un traguardo, ma una condizione di pienezza della persona. Una persona realizzata è tale se si sente sufficiente a se stessa, a prescindere da ciò che fa.La filosofia deve tornare ad affiancare lo sviluppo e la crescita delle persone. Perchè abbiamo tremendamente bisogno di tornare ad un “Conosci te stesso” e fuggire dal moderno “comprendi a cosa servi”, da una fasulla educazione che ci spinge sempre più verso la competizione, il confronto facendoci dimenticare di noi stessi.Filosofia per l’autodeterminazioneDigita la tua e-mail…Iscriviti