Ormai non riesci più nemmeno a commentarli.
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@antonuzzo1 la repressione è sempre anche una grande opportunità di rilancio. Hanno chiuso e stanno chiudendo i centri sociali, quasi tutti di sinistra. È una grande opportunità di riportare la politica e l'attivismo in ogni altro angolo della vita sociale: strade, piazze, scuole, università... I centri sociali fanno parte di una storia e un periodo che non c'è più, sono anche più facili da controllare. Voglio vedere cosa faranno quando il dissenso si articolerà in ogni cellula sociale.
@G3rt Capisco il fascino della narrativa “più repressione = più attivismo”, ma non regge alla prova dei fatti.
Quando gli spazi sociali vengono chiusi, non si crea automaticamente un nuovo ecosistema politico diffuso: spesso si crea solo disgregazione, perdita di competenze, dispersione di reti e un vuoto che non si riempie da solo.
La storia recente mostra che la frammentazione non genera mobilitazione, genera solo individui più isolati e più facili da ignorare. -
@G3rt Capisco il fascino della narrativa “più repressione = più attivismo”, ma non regge alla prova dei fatti.
Quando gli spazi sociali vengono chiusi, non si crea automaticamente un nuovo ecosistema politico diffuso: spesso si crea solo disgregazione, perdita di competenze, dispersione di reti e un vuoto che non si riempie da solo.
La storia recente mostra che la frammentazione non genera mobilitazione, genera solo individui più isolati e più facili da ignorare.L’idea che “il dissenso si articolerà in ogni cellula sociale” è suggestiva, ma è un’ipotesi, non un processo in atto. Senza strutture, senza luoghi, senza continuità organizzativa, il dissenso non si espande: si atomizza.
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L’idea che “il dissenso si articolerà in ogni cellula sociale” è suggestiva, ma è un’ipotesi, non un processo in atto. Senza strutture, senza luoghi, senza continuità organizzativa, il dissenso non si espande: si atomizza.
Anche qui, la tesi è lineare ma semplicistica: ridurre tutto a un piano trentennale di “limitazione degli spazi democratici” non spiega la complessità del fenomeno.
Le trasformazioni sociali, economiche e culturali degli ultimi decenni non sono il risultato di un’unica strategia, ma di dinamiche globali che coinvolgono tecnologia, mercato del lavoro, mutamenti culturali e nuove forme di partecipazione.A
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Anche qui, la tesi è lineare ma semplicistica: ridurre tutto a un piano trentennale di “limitazione degli spazi democratici” non spiega la complessità del fenomeno.
Le trasformazioni sociali, economiche e culturali degli ultimi decenni non sono il risultato di un’unica strategia, ma di dinamiche globali che coinvolgono tecnologia, mercato del lavoro, mutamenti culturali e nuove forme di partecipazione.A
Attribuire tutto a un progetto di “rassegnazione programmata” rischia di diventare una scorciatoia interpretativa: rassicurante, ma poco utile.
La realtà è che la partecipazione cambia forma, non scompare, e non è affatto detto che la repressione generi automaticamente una reazione. A volte genera solo stanchezza, non rivoluzione -
@G3rt Capisco il fascino della narrativa “più repressione = più attivismo”, ma non regge alla prova dei fatti.
Quando gli spazi sociali vengono chiusi, non si crea automaticamente un nuovo ecosistema politico diffuso: spesso si crea solo disgregazione, perdita di competenze, dispersione di reti e un vuoto che non si riempie da solo.
La storia recente mostra che la frammentazione non genera mobilitazione, genera solo individui più isolati e più facili da ignorare.@antonuzzo1 pensala come vuoi. In gioco ci sono sfide che vanno oltre le attività di un centro sociale. Per quanto mi riguarda questo governo è composto da una banda di fascisti ai quali non sembra vero di essere dove sono. Vogliono deformare quella Costituzione che i loro padri politici non sono stati nemmeno chiamati a redigere. Esiliati dalla vita politica per cinque anni dopo la guerra, poi riabilitati, hanno sempre e solo provato ad ostacolarne l'attuazione, anche con bombe e stragi
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@antonuzzo1 pensala come vuoi. In gioco ci sono sfide che vanno oltre le attività di un centro sociale. Per quanto mi riguarda questo governo è composto da una banda di fascisti ai quali non sembra vero di essere dove sono. Vogliono deformare quella Costituzione che i loro padri politici non sono stati nemmeno chiamati a redigere. Esiliati dalla vita politica per cinque anni dopo la guerra, poi riabilitati, hanno sempre e solo provato ad ostacolarne l'attuazione, anche con bombe e stragi
@G3rt "Capisco il tuo punto di vista, ma la tua ricostruzione è più uno sfogo ideologico che un’analisi dei fatti.
Parli di ‘banda di fascisti’ e di una Costituzione da difendere, ma dimentichi due elementi fondamentali:.
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@G3rt "Capisco il tuo punto di vista, ma la tua ricostruzione è più uno sfogo ideologico che un’analisi dei fatti.
Parli di ‘banda di fascisti’ e di una Costituzione da difendere, ma dimentichi due elementi fondamentali:.
1. La legittimità democratica non è opzionale.
Il governo in carica non è ‘capitato lì per caso’: è stato eletto da milioni di persone.
Se la volontà popolare non piace, non diventa automaticamente illegittima.
La democrazia funziona così: si vota, si governa, si giudica alle elezioni successive. -
1. La legittimità democratica non è opzionale.
Il governo in carica non è ‘capitato lì per caso’: è stato eletto da milioni di persone.
Se la volontà popolare non piace, non diventa automaticamente illegittima.
La democrazia funziona così: si vota, si governa, si giudica alle elezioni successive."
2. La Costituzione non è un feticcio immobile.
È stata pensata per essere modificabile proprio attraverso gli strumenti previsti dalla stessa Carta.
Parlare di ‘deformazione’ senza entrare nel merito delle proposte è solo propaganda.
Se una riforma è sbagliata, la si critica nel merito, non evocando fantasmi del passato. -
"
2. La Costituzione non è un feticcio immobile.
È stata pensata per essere modificabile proprio attraverso gli strumenti previsti dalla stessa Carta.
Parlare di ‘deformazione’ senza entrare nel merito delle proposte è solo propaganda.
Se una riforma è sbagliata, la si critica nel merito, non evocando fantasmi del passato."
3. Le accuse storiche non sostituiscono gli argomenti.
Tirare in ballo ‘padri politici’, ‘esili’, ‘bombe e stragi’ serve solo a creare un clima emotivo, non a discutere seriamente.
La storia è complessa e non si presta a slogan usati come clava politica. -
1. La legittimità democratica non è opzionale.
Il governo in carica non è ‘capitato lì per caso’: è stato eletto da milioni di persone.
Se la volontà popolare non piace, non diventa automaticamente illegittima.
La democrazia funziona così: si vota, si governa, si giudica alle elezioni successive.@antonuzzo1 Dici a me che scrivo in preda a uno sfogo ideologico e citi "ad mentula" due punti che da soli non dicono proprio nulla di come questa destra è arrivata al governo 😂
Abbi pazienza ma non mi metto a fare analisi politiche su un social con 500 char a disposizione e senza nemmeno sapere con chi sto parlando.
Comunque, personalmente non ho nulla contro le "ideologie", guardo invece con sospetto i luoghi comuni e le persone che la propria ideologia la nascondono dietro gli slogan. -
@antonuzzo1 Dici a me che scrivo in preda a uno sfogo ideologico e citi "ad mentula" due punti che da soli non dicono proprio nulla di come questa destra è arrivata al governo 😂
Abbi pazienza ma non mi metto a fare analisi politiche su un social con 500 char a disposizione e senza nemmeno sapere con chi sto parlando.
Comunque, personalmente non ho nulla contro le "ideologie", guardo invece con sospetto i luoghi comuni e le persone che la propria ideologia la nascondono dietro gli slogan.@G3rt «Guarda, mi sembra chiaro che abbiamo letture e priorità diverse, ed è assolutamente legittimo. Io ho espresso un punto di vista basato su come interpreto certi fatti politici, non su giudizi personali.
Non ho interesse a trasformare questa in una gara a chi ha ragione: semplicemente partiamo da presupposti differenti.
Per me la discussione può anche chiudersi qui, ognuno con le proprie idee.» -
@G3rt «Guarda, mi sembra chiaro che abbiamo letture e priorità diverse, ed è assolutamente legittimo. Io ho espresso un punto di vista basato su come interpreto certi fatti politici, non su giudizi personali.
Non ho interesse a trasformare questa in una gara a chi ha ragione: semplicemente partiamo da presupposti differenti.
Per me la discussione può anche chiudersi qui, ognuno con le proprie idee.»@antonuzzo1 abbi pazienza, davvero nessun problema. Dico che questo governo è formato da una banda di fascisti, e uso parole forti, me ne rendo conto. Ma sono parole delle quali conosco bene il senso e la storia, che non mi metto a tirare per le lunghe in un social.
Tu tiri in ballo la democrazia, i cittadini che hanno votato... pare di essere da Vespa o su ChatGPT
Ho i miei dubbi che molti di quei cittadini sappiano davvero per chi hanno votato, e temo molto coloro che invece lo sanno benissimo